Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò Calcio

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ASD Paternò Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Etnei, rossazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Azzurro e Rosso (Strisce).png rosso-azzurro
Simboli Torre normanna
Dati societari
Città Paternò
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Eccellenza
Fondazione 1908
Presidente Ivan Mazzamuto
Allenatore Marco Coppa
Stadio Stadio Falcone-Borsellino
(4.000 posti)
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò Calcio, più semplicemente Paternò, è una società calcistica italia]]na con sede nella città di Paternò.

L'Associazione Sportiva Paternò Calcio, antesignana dell'attuale società, è stata protagonista tra il 1999 e il 2002 di una cavalcata che l'ha portata dall'Eccellenza alla Serie C1.

Il campo di gioco è lo stadio Falcone-Borsellino, i colori sociali sono il rosso e l'azzurro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Non è stata verificata la data del 1908, ma generalmente s'intende questo l'anno in cui si mossero i primi calci nella cittadina etnea.

Una delle prime rappresentative calcistiche di Paternò fu probabilmente la Pro Patria, presieduta dal sig. Eugenio Rapisarda.

Nel primo dopoguerra, una società di nome Ibla Paternòpol iniziò un'intensa attività di amichevoli con le squadre limitrofe, tra cui la Catanese. C'è qualche documento della stagione 1938-1939, quando con l'Ibla partecipava al campionato di Prima Divisione regionale. La squadra, che ebbe come giocatore simbolo il centravanti Tano Messina, disputava le partite interne in dei terreni improvvisati.

Rinominata Società Sportiva Ibla Paternò, i cui colori sociali erano il verde e il nero, sotto la presidenza di Gaetano Marino, al termine della seconda guerra mondiale, militò tra la Prima e la Seconda Divisione.

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950 fu inaugurato lo stadio Salinelle in contrada Fonte Maimonide, all'estrema periferia della città, che sostituì il terreno adibito per gli incontri della squadra che si trovava all'interno della villa Moncada.

Nella stagione 1952-53 la Ibla allestì un organico importante. Fu ingaggiata la quasi totalità della rosa dei giocatori della Polisportiva Riposto, tra cui Dandolo Flumini. Il campionato della squadra fu rovinato da un grave episodio avvenuto nella partita contro la Leonzio, una rissa che vide coinvolti i giocatori delle due squadre[1].

Questo incidente determinò l'esclusione dal campionato dell'Ibla, e il successivo scioglimento della società[1].

Solo nel secondo dopoguerra si organizzò il movimento calcistico paternese con la nascita di diverse associazioni, che nella prima metà degli anni cinquanta disputarono i campionati dilettanti, ed esse erano la Libertas Paternò, la Pro Paternò, la Sabaudia Paternò (poi divenuta Fiamma Paternò) e la Polisportiva Paternò. Queste ultime due società erano legate a partiti politici: la Sabaudia fondata nel 1953, che rappresentava i monarchici, divenne subito Fiamma Paternò, con presidente Luigi Arena e principale sponsor il politico Antonino La Russa del Movimento Sociale Italiano, partì dalla Prima Divisione; la Polisportiva Paternò, fondata nel 1957 come erede dell'Ibla, ebbe il sostegno economico del politico Barbaro Lo Giudice della Democrazia Cristiana, e partì dalla Seconda Divisione[2].

La Fiamma, costretta a sciogliersi per difficoltà economiche, causate dall'amministrazione comunale democristiana che non volle accordarsi sulla gestione del campo[3], cedette il titolo alla nuova società, la Polisportiva, che grazie ad una dirigenza guidata da Giuseppe Gennaro, ebbe una rapida ascesa, che culminò nella prima promozione in Serie D nel campionato 1961-1962.

Alla Polisportiva Giovanni Prevosti terminò la sua carriera di calciatore ed iniziò quella di allenatore nella stagione 1959-60.[4]

La Polisportiva Paternò ricevette per molti anni il sostegno finanziario da parte del famoso uomo d'affari paternese Michelangelo Virgillito, che del club etneo ne fu anche presidente onorario.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Vinto il Campionato di Promozione, i rossazzurri affrontarono la IV Serie, e per tre volte si fecero soffiare la vittoria del campionato giungendo secondi. La società allestì una buona formazione nel campionato 1963-1964, portando alle falde dell'Etna il giovane palermitano Gaetano Troja, futuro centravanti del Brescia e del Palermo in Serie A. Nonostante Troja avesse messo a segno molte reti, non si andò oltre un quarto posto.

Nella stagione 1964-1965 la squadra riprovò la scalata alla Serie C. Nelle file rossazzurre militavano giocatori come Mario Corti, ex mezzala del Catania in Serie A, ma nonostante i 7 punti di vantaggio sul Savoia di Torre Annunziata dopo 14 giornate, all'interno dello spogliatoio subentrò un dualismo[5] che destinò il Paternò ad un secondo posto: i giocatori, infatti, si schierarono da una parte con l'allenatore Aldo Riva e dall'altra con il giocatore Corti, il quale non fu sostenuto dalla società, venne ceduto ed emigrò in Australia.

L'anno successivo, nel 1965-1966, il Paternò ebbe una delle più forti formazioni della sua storia[5], con Marcello Trevisan in porta (andrà in Serie A col Napoli), difesa con Codraro a destra e Ferrante a sinistra, centrali Palazzo e Ortolani. Il centrocampo vedeva due ali veloci come Schettino a destra e Tedesco a sinistra, con Alberti e Sartori mediani, mentre in avanti De Pierro e Angelo Busetta erano gli attaccanti. Il Paternò condusse un campionato di testa con la Massiminiana al secondo posto ad un punto. A due giornate dalla fine i rossazzurri persero a Scafati, mentre la Massiminiana vinse contro il Marsala: la squadra catanese conseguì così il definitivo sorpasso che si confermò anche nell'ultima giornata.

Due campionati di transizione e poi nella stagione 1968-1969 con il nuovo presidente Buscemi, i rossazzurri disputarono un altro torneo di vertice. Questa volta il testa a testa fu contro i rivali dell'Acqua Pozzillo Acireale. Durante la penultima giornata, il Paternò doveva affrontare fuori casa il Siracusa, che vinse condannando i paternesi alla débacle. Così l'Acireale s'involò solitario al comando battendo in casa il Terranova, vincendo poi l'ultima gara in trasferta a Mazara.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta il Paternò, carente a livello economico, puntava su formazioni ricche di giovani, arrivando al massimo a piazzamenti di metà classifica.

Nella stagione 1972-1973, dopo la defezione di molti giocatori, fu allestita una squadra abbastanza giovane che si classificò al terzo posto a pari punti del Milazzo e della Massiminiana. L'allenatore era Dante Pagni ed il campionato lo vinse il Marsala. Nella stagione 1973-1974, con l'arrivo di Mimmo Pulvirenti, la squadra disputò un buon campionato, vincendo contro il Messina (che vinse il campionato) e valorizzando alcuni giovani facendoli esordire in prima squadra (Salvatore Fazio, Agostino Mobilia).

Nell'anno seguente sulla panchina siede Giorgio Michelotti[6], e alla fine arriva il 14º posto nel girone.

Nella stagione 1976-1977 arrivò la retrocessione, ma il riscatto fu immediato ed i rossazzurri si trovarono nuovamente in Serie D anche grazie alle prodezze di Giovanni Cardella, dei fratelli Salvatore e Luigi Fazio e di Orazio Laudani. Vennero poi altri campionati in chiaroscuro, questa volta con atleti locali.

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta, il Paternò disputò l'Interregionale con alterne fortune. Nel torneo 1985-1986 arrivò la retrocessione in Promozione. Nel 1988-1989 i rossazzurri, sotto la presidenza Mirenna, allestirono una formazione che non seppe competere con Juventina Gela e Acireale.

L'anno successivo la società non stava bene economicamente e mandò così in campo la formazione juniores: arrivò la retrocessione in Promozione e il fallimento della Polisportiva Paternò.

Il calcio rinasce l'anno dopo in Promozione grazie al contributo di un giovane imprenditore locale, Enrico Caponnetto ed il suocero Agostino Garraffo. I rossazzurri approdano nella stagione 1993-1994 in Eccellenza ed è subito derby con il Catania '46, appena radiato. I risultati sono 0-0 al Cibali e 2-1 per il Paternò tra le mura amiche. Dopo un buon girone d'andata, avviene l'ennesima spaccatura nello spogliatoio e le ambizioni di vittoria vengono immediatamente frenate[5].

Qualche anno dopo Caponnetto lascia la mano alla cordata di imprenditori capeggiata da Consolato Papino e Salvatore Puglisi. Per il Paternò c'è comunque ancora solo l'Eccellenza.

Nel 1997-1998 la squadra è sull'orlo del baratro. Il Paternò è in vendita, e i fratelli Marcello, Franco e Maurizio Lo Bue, imprenditori catanesi nel settore degli autotrasporti nel novembre 1997[7] rilevano la squadra, conducendola alla salvezza. L'annata seguente i Lo Bue programmano una stagione di vertice: nel 1998-1999 la squadra arriva al secondo posto con i relativi spareggi, poi persi con due pareggi a favore dell'Orlandina.

Il presidente Marcello Lo Bue ingaggia quindi un tecnico di categoria come Giovanni Campanella, il quale centra al primo colpo la promozione in Serie D, realizzando 76 punti e 80 gol (un record[5]).

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Per il torneo di Serie D 2000-2001, i Lo Bue allestiscono un organico di prim'ordine. Come direttore sportivo viene ingaggiato Francesco Sotera, che a Paternò porta numerosi giocatori di esperienza. Viene ingaggiato il bomber Francesco Pannitteri, il quale nonostante i 35 anni mette a segno 28 gol. Al centravanti si aggiungono Pagana, Marchese, Di Dio, Del Giudice e Del Vecchio, e a dicembre con gli acquisti di Italiano, Sorce e Fimiani si raggiunge la definitiva formazione. La squadra è allenata da Pasquale Marino.

L'inizio del torneo vede uno sprint della Vibonese, alla fine del girone di andata i punti di svantaggio sono 3. A questo punto c'è la rimonta del Paternò: si centrano otto vittorie consecutive e il sorpasso giunge quando i rossazzurri espugnano Sciacca battendo la squadra di casa. La vittoria finale si concretizza con le vittorie di Milazzo e soprattutto nello scontro diretto con la Vibonese, finito 1-0 rete di Saro Italiano. La squadra chiude il campionato con 80 punti e 79 reti fatte, e l'ultima partita di campionato è stata giocata il 6 maggio in occasione di Paternò-Locri (4-1). Il Paternò primo classificato del girone I viene inserito nel terzo triangolare per la poule scudetto, ma viene eliminato insieme al Martina e sconfitto dalla Palmense (futuro Campione d'Italia Dilettanti). Ma l'attenzione dei tifosi è tutta verso la promozione in Serie C2 per la prima volta nella storia del calcio paternese.

Nel suo primo campionato di quarto livello il Paternò s'insedia nel nuovo impianto: abbandonato il vecchio Salinelle viene inaugurato il nuovo stadio Falcone-Borsellino. A fine torneo la squadra si classifica terza dietro il Martina e l'Igea Virus, giocando i play-off contro il Giugliano. All'andata il Paternò uscì sconfitto per 2-0, ma grazie alla gara di ritorno tra le mura amiche i rossazzurri di Pasquale Marino riuscirono a ribaltare il risultato vincendo per 2-0 (reti di Del Vecchio e Napoli) e qualificandosi per la finale grazie ad una migliore posizione in classifica.

La finale Foggia-Paternò si chiuse sullo 0-0. Il ritorno al "Falcone-Borsellino" si concluse con lo stesso risultato, per cui ci vollero i tempi supplementari per decidere chi avrebbe dovuto accedere in Serie C1, e qui la migliore posizione in classifica dei rossazzurri permise loro l'approdo in Serie C1[8].

Durante la stagione il quotidiano l'Unità pubblicò un'indagine computerizzata per capire quale squadra, a livello europeo, esprimesse il miglior calcio: fu proprio il Paternò allenato da Pasquale Marino la prima compagine in questa speciale classifica[9].

Nell'estate 2002 avviene il cambio della guida tecnica. Marino infatti viene ingaggiato dal Foggia: e al suo posto viene chiamato Ezio Castellucci. Al primo anno di Serie C1 la squadra ottiene risultati poco brillanti, e alla sedicesima la sconfitta interna contro la Fermana costa la panchina a Castellucci, che qualche settimana dopo viene sostituito da Gian Cesare Discepoli. Classificatasi al 14º posto, la squadra disputa i play-out contro L'Aquila, perdendoli. Il Paternò però, seguendo una procedura regolamentare nuova, ottiene dalla Camera di Conciliazione del CONI ed Arbitrato sportivo la riammissione in Serie C1[10].

Nel successivo anno di terzo livello incombe sulla squadra, allenata da Maurizio Pellegrino, una pesante situazione societaria. La squadra rossazzurra è destinata quindi a retrocedere in Serie C2 dopo aver perso i play-out contro la Vis Pesaro. Alla fine del 2003 la famiglia Lo Bue mette in vendita la società[11].

Nell'estate 2004 i rossazzurri non si iscrivono al campionato di Serie C2. La situazione viene risolta dall'intervento degli stessi tifosi, che in collaborazione con un nuovo imprenditore Pietro Orlando e l'amministrazione comunale, fanno ripartire la società dalla Promozione, rilevando il titolo dello Sporting Tremestieri. Vinto il campionato di Promozione, si arriva in Eccellenza ed anche qui è promozione, con il Paternò che ritorna in Serie D.

Dopo la cessione della società, Orlando si mette da parte e subentra un nuovo gruppo imprenditoriale; questo è formato da alcuni imprenditori paternesi. Ma questo passaggio di proprietà dura soltanto un mese, e presto alla società si avvicina l'ingegnere Nello Galati, un dirigente Telecom con la passione per il calcio. Alla guida tecnica della compagine rossoazzurra viene chiamato il paternese Pannitteri. Nel primo campionato di Serie D Pannitteri viene avvicendato da Busetta e la squadra si salva alla penultima giornata.

La stagione successiva parte tra i migliori auspici, la società ingaggia nuovi giocatori tra cui Giuseppe Pagana, Sebastiano Sapienza e Angelo Tasca, mentre la guida tecnica viene affidata a Davide Argenio. L'inizio è negativo, con otto sconfitte di fila, e Argenio viene sostituito da Loreno Cassia.

La squadra si riprende, vince le partite finali del campionato, lasciando i gradini più bassi della classifica e giocandosi le ultime possibilità ai play-out. L'avversario è il Sant'Antonio abate, sconfitto in casa per 1-0; nel ritorno arriva il 90' con il risultato di 0-0, ma proprio nei minuti di recupero gli avversari hanno la meglio condannando il Paternò alla retrocessione in Eccellenza.

Dall'estate del 2008 la società subisce vari cambi di proprietà, che passa da Mario Ciaramella, ad Alfredo Titola ed infine a Maurizio Licciardello. Nella stagione 2009-2010, i rossazzurri partono con buoni auspici guidati nuovamente da Francesco Pannitteri e cominciano discretamente il campionato. Ma la sconfitta allo stadio Tupparello dell'8 novembre contro l'Acireale (futuri vincitori del girone) segna l'inizio di una lunga serie di risultati negativi. È un periodo nero per la squadra etnea che viene stravolta più volte sia in ambito tecnico che societario. A fine stagione si ritrova in 14ª posizione. Mantiene la categoria dopo aver vinto lo spareggio-salvezza contro il Capo d'Orlando.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2010-2011 il cammino del Paternò è disastroso. Nonostante la panchina sia stata occupata per un certo periodo da Pedro Pablo Pasculli, campione del mondo con l'Argentina nei mondiali di calcio 1986, la società viene estromessa dal campionato di Eccellenza Sicilia alla 28ª giornata dopo quattro rinunce e successivamente radiata a causa della gravosa situazione finanziaria della società, che nel dicembre del 2010 era passata al giovane imprenditore Alessio Virgillito.

Nella stagione 2011-2012 il Paternò riparte dal girone D del campionato di Promozione sotto il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 2011, nata nell'estate del 2011 dal trasferimento del titolo sportivo dello Sporting Misterbianco di Maurizio Spampinato nella città etnea[12], avvenuto assieme allo staff dirigenziale e tecnico e di alcuni giocatori della squadra di Misterbianco. L'allenatore è Giuseppe "Pino" Zingherino. Da notare l'attaccante Alfio Scalia che nonostante i quarant'anni suonati diventa, mettendo a segno diverse reti, il giocatore-simbolo dei rossazzurri nella prima parte di campionato.

Il 15 gennaio 2012, alla diciassettesima giornata si conclude anzitempo il campionato del Paternò, peraltro disastroso. I giocatori non si presentano in campo nell'incontro interno con l'Atletico Gela, fatto che si ripete per la quarta volta, e di conseguenza, in base alle norme federali viene radiato ed escluso dal campionato di Promozione[13].

Nell'estate dello stesso anno, un gruppo di imprenditori locali rileva il titolo dell'Adrano Calcio, che viene trasferito a Paternò, dando vita ad una nuova società, la Polisportiva Dilettantistica Comprensorio Normanno[14].

La squadra, che nella stagione 2012-2013 riparte dal girone I della Serie D, per ragioni federali ha dovuto assumere temporaneamente questo nome, in quanto i comuni di Adrano e Paternò non sono limitrofi, ma è prevista per l'anno successivo, la sua ridenominazione in Sport Club Paternò[15].

La presidentessa Stefania Amato, il direttore sportivo Alfredo Finocchiaro, l'allenatore Giuseppe Strano e giocatori come Mastrolilli, Savanarola, Mandarano, Di Mauro e Scalia (nuovo capitano) sono solo alcuni dei nuovi personaggi della neonata società.[16]

La nuova avventura della compagine paternese inizia, dopo l'eliminazione fulminea dalla Coppa Italia Serie D, il 2 settembre 2012 a Palazzolo Acreide: 2-3 dei rossazzurri ai padroni di casa; in evidenza la tripletta dell'attaccante sardo Mastrolilli.[17]

Il 3 dicembre Giuseppe Savanarola saluta i tifosi in vista del suo trasferimento al Messina[18] con una doppietta al Ribera, nove gol in campionato ed un solare posto per i play-off. Finisce 2-1 tra le "mura amiche" dello stadio Falcone-Borsellino.[19]

La sua cessione però, grava pesantemente sulla squadra che conclude l'anno solare con tre sconfitte consecutive; rispettivamente con: Città di Messina, Comprensorio Montalto e Savoia. Sconfitte che diventano ben quattro dopo il k.o. interno del 6 gennaio 2013 contro il Palazzolo[20]; e dal sogno delle eliminatorie il Comprensorio si avvicina nella zona play-out. Il nuovo anno vede però il ritorno di Mastrolilli dopo il lungo infortunio.

La striscia negativa viene interrotta il 13 gennaio col pareggio esterno con la Vibonese (0-0)[21] e soprattutto con la vittoria di misura del 20 gennaio in casa contro la Gelbison Cilento Vallo grazie alla rete di Mastrolilli.[22]

Il 24 marzo si gioca il derby etneo-acese nonostante le difficoltà di entrambe le società. I ragazzi di Pippo Strano si aggiudicano la vittoria per 3-1, affondando nuovamente un Acireale ad un passo dalla retrocessione.[23]

I grossi problemi societari mettono in serio pericolo la permanenza nella massima serie dilettantistica. Il 28 marzo la trasferta di Noto è a rischio e la società manda la formazione giovanile al "Palatucci" che viene sconfitta 5-0 dai padroni di casa.[24]

Ciononostante, la reazione dei calciatori porta la squadra a diversi risultati utili che portano con una giornata d'anticipo il Comprensorio ad una salvezza quasi insperata e ad un possibile quinto posto che significherebbe play-off.

La matematica certezza della permanenza in Serie D arriva il 28 aprile a Paola nel successo esterno 1-2 al "Tarsitano" contro l'altro Comprensorio, il Montalto Uffugo.[25][26]

La domenica seguente si conclude il campionato con l'abbraccio dei tifosi con la vittoria sul Savoia che però non basta per sperare nel salto di categoria: il pareggio tra Vibonese e Città di Messina chiude definitivamente la questione con i vibonesi avanti di un solo punto sui rossazzurri che terminano la stagione al sesto posto.[27]

Nel luglio 2013 però, la società decide di non iscriversi in Serie D, ripartendo così dalla Promozione. Sulla panchina ritorna il paternese Antonino Franco Pannitteri, il quale compie un vero e proprio capolavoro. Chiude la regular season al secondo posto, quindi affronta in finale playoff la Leoncio, vincendo per 2-0, accedendo così agli spareggi per l'accesso all'Eccellenza, contra la vincente dei playoff del girone D.

L'11 maggio 2014 dopo un'ottima stagione, ottiene il salto di categoria negli spareggi-promozione battendo nella gara disputata a Gela il Mussomeli per 3-1, approdando così nel massimo torneo dilettantistico regionale d'eccellenza.

Nel luglio 2014 la società ottiene il definitivo cambio di denominazione, ottenendo la fusione con l'Athena Club di Paternò per presentarsi così con il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 1908. Il campionato di Eccellenza svolto non parte nel migliore dei modi, per una serie di cambiamenti nella rosa che destabilizzano l'organico, ma la sagacia del mister Antonino Franco Pannitteri, e la creazione di un gruppo di giocatori molto volenterosi, fa sì che arrivi una salvezza tanto meritata, quanto frutto di una cavalcata non priva di insidie. Nel corso della stagione infatti, oltre ad un'aggressione subita a Vittoria sul punteggio di 0-1 per il Paternò, il giudice sportivo sanziona i rossazzurri e i padroni di casa con la sconfitta a tavolino, oltre a comminare una lunga serie di squalifiche per 6 giocatori. L'episodio che ha dato risalto alla società è quando dopo la sconfitta di Scordia[28], i tifosi chiesero ai giocatori di togliersi le maglie perché ritenuti indegni, da qui, caso unico in Italia, la decisione della presidente avv. Stefania Amato di chiudere la "Curva" ai propri tifosi[29].

Il 2 agosto 2015 la presidente Avv. Stefania Amato ha deciso di rinunciare volontariamente all'iscrizione della squadra in Eccellenza, decretando così la momentanea scomparsa della squadra.

Nel periodo di assenza di una società che raccogliesse in eredità il blasone del Paternò calcio, due società hanno proseguito con grande impegno e determinazione la tradizione calcistica a Paternò. Il Real Città di Paternò del presidente Ivan Mazzamuto, che dopo aver vinto il campionato di 1ª categoria ha disputato due campionati di Promozione, classificandosi 10º nella stagione 2015-2016 e 3° nella stagione 2016-2017 dopo un intenso e avvincente testa a testa con Atletico Catania e Città di Ragusa, perso per soli 2 punti (peraltro il Real Città di Paternò è stata l'unica squadra a battere sia in campionato che in coppa la vincitrice del campionato nelle uniche sconfitte stagionali subite) . Ai playoff contro il Città di Ragusa, giocato in trasferta per aver un passivo negli scontri diretti, accade l'incredibile con i paternesi in vantaggio per 2-0 ai tempi supplementari, raggiunti dai ragusani a tempo abbondantemente scaduto (128'), che così si guadagnano l'accesso alla finale. Per il Real Città di Paternò c'è la possibilità di raggiungere l'Eccellenza anche tramite la Coppa Italia, finale raggiunta grazie alle vittorie contro Adrano, Città di Catania, Atletico Catania, Calatabiano e Città di Messina, ma nel campo neutro di Mascalucia contro il Cus Palermo, nonostante la netta superiorità ed una gara giocata a senso unico, arriva la beffa e la sconfitta per 2-0. Anche la paternese gioca degli ottimi campionati, nel 2015-2016 disputa e vince la 3ª categoria nel comitato di Catania, giocando con la denominazione di FCD Paternò, quindi rileva il titolo del Riposto con cui si iscrive in 1ª categoria. Con la denominazione di Paternese disputa e vince il Girone D, raggiungendo così la Promozione. A giugno 2017 si decide di fare la cosa più sensata in ambito sportivo, rinasce la nuova società con Ivan Mazzamuto come presidente, sorta dalla fusione tra il Real Città di Paternò e la Paternese, per creare un sodalizio unico e in grado di competere per nuovi e più importanti obiettivi. L'8 agosto 2017 la LND Sicilia annuncia il ripescaggio di 11 formazioni in Eccellenza, il Paternò occupando la seconda posizione in graduatoria è tra le prime ad essere ammesse nel campionato di Eccellenza 2017-2018.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò Calcio
  • 1908 - Viene fondata la Ibla Paternòpol, poi divenuta Società Sportiva Ibla Paternò.

  • 1945-46 - in Seconda Divisione Sicilia.
  • 1946-47 - in Seconda Divisione Sicilia.
  • 1947-48 - 3º posto nel girone B della Prima Divisione Sicilia.
  • 1948-49 - in Seconda Divisione Sicilia.
  • 1949-50 - in Seconda Divisione Sicilia.

  • 1950-51 - 6º posto in Prima Divisione Sicilia.
  • 1951-52 - 11º posto in Prima Divisione Sicilia.
  • 1952-53 - Partecipa al campionato di Prima Divisione Sicilia, ma viene esclusa e radiata a seguito di incidenti avvenuti nella gara contro la Leonzio.
  • 1953 - Nasce la Fiamma Paternò.
  • 1953-54 - 15ª in Promozione Sicilia. Retrocessa in Prima Divisione Sicilia.
  • 1954-55 - in Prima Divisione Sicilia.
  • 1955-56 - in Prima Divisione Sicilia.
  • 1956-57 - in Prima Divisione Sicilia.
  • 1957 - Nasce la Polisportiva Paternò.
  • 1957-58 - 2ª nel girone B di Prima Divisione Sicilia.
  • 1958-59 - 1ª nel girone B di Prima Divisione Sicilia.
  • 1959-60 - 3ª nel girone B di Prima Categoria Sicilia.

  • 1960-61 - 4ª nel girone B di Prima Categoria Sicilia.
  • 1961-62 - 1ª nel girone B di Prima Categoria Sicilia. Promossa in Serie D.
  • 1962-63 - 6ª nel girone F di Serie D.
  • 1963-64 - 7ª nel girone F di Serie D.
  • 1964-65 - 2ª nel girone F di Serie D.
  • 1965-66 - 2ª nel girone F di Serie D.
  • 1966-67 - 4ª nel girone F di Serie D.
  • 1967-68 - 11ª nel girone I di Serie D.
  • 1968-69 - 2ª nel girone I di Serie D.
  • 1969-70 - 6ª nel girone I di Serie D.

  • 1970-71 - 10ª nel girone I di Serie D.
  • 1971-72 - 12ª nel girone I di Serie D.
  • 1972-73 - 3ª nel girone I di Serie D.
  • 1973-74 - 9ª nel girone I di Serie D.
  • 1974-75 - 14ª nel girone I di Serie D.
  • 1975-76 - 15ª nel girone I di Serie D.
  • 1976-77 - 18ª nel girone I di Serie D. Retrocessa in Promozione Sicilia.
  • 1977-78 - 1ª nel girone B di Promozione Sicilia. Promossa in Serie D.
  • 1978-79 - 5ª nel girone F di Serie D.
  • 1979-80 - 11ª nel girone F di Serie D.

  • 1980-81 - 10ª nel girone F di Serie D.
  • 1981-82 - 13ª nel girone M del Campionato Interregionale.
  • 1982-83 - 7ª nel girone M del Campionato Interregionale.
  • 1983-84 - 13ª nel girone M del Campionato Interregionale.
  • 1984-85 - 14ª nel girone M del Campionato Interregionale. Retrocessa e successivamente ripescata.
  • 1985-86 - 14ª nel girone M del Campionato Interregionale. Retrocessa in Promozione Sicilia.
  • 1986-87 - 4ª nel girone B di Promozione Sicilia.
  • 1987-88 - 2ª nel girone B di Promozione Sicilia. Promossa nel Campionato Interregionale.
  • 1988-89 - 7ª nel girone N del Campionato Interregionale.
  • 1989-90 - 18ª nel girone N del Campionato Interregionale. Retrocessa in Promozione Sicilia.

  • 1990-91 - Nel girone B di Promozione Sicilia. Esclusa dopo la 4ª rinuncia.
  • 1991 - Viene rifondata con la denominazione di A.S. Paternò Calcio.
  • 1991-92 - 3ª nel girone A di Promozione Sicilia.
  • 1992-93 - 1ª nel girone A di Promozione Sicilia. Promossa in Eccellenza Sicilia.
  • 1993-94 - 5ª nel girone A di Eccellenza Sicilia.
  • 1994-95 - 10ª nel girone B di Eccellenza Sicilia.
  • 1995-96 - 10ª nel girone B di Eccellenza Sicilia.
  • 1996-97 - 5ª nel girone B di Eccellenza Sicilia.
  • 1997-98 - 11ª nel girone B di Eccellenza Sicilia.
  • 1998-99 - 2ª nel girone B di Eccellenza Sicilia. Eliminata dopo i play-off nazionali.
  • 1999-00 - 1ª nel girone B di Eccellenza Sicilia. Promossa in Serie D.
Finalista di Coppa Italia Dilettanti Sicilia.

  • 2000-01 - 1ª nel girone I di Serie D. Promossa in Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2001-02 - 3ª nel girone C di Serie C2. Vince i play-off. Promossa in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-04 - 16ª nel girone B di Serie C1. Perde i play-out. Retrocede in Serie D ma viene estromessa per irregolarità finanziarie e cancellata dai campionati professionistici.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2004 - Fondazione dell'A.C.D. Paternò 2004 che riparte dal campionato di Promozione Sicilia dopo aver rilevato il titolo sportivo dell'U.S. Sporting Tremestieri.
  • 2004-2005 - 1ª nel girone B di Promozione Sicilia. Promossa in Eccellenza Sicilia.
  • 2005-2006 - 1ª nel girone A di Eccellenza Sicilia. Promossa in Serie D.
  • 2006-2007 - 11ª nel girone I di Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2007-2008 - 16ª nel girone I di Serie D. Perde i play-out. Retrocessa in Eccellenza Sicilia.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2008-2009 - 7ª nel girone B di Eccellenza Sicilia.
  • 2009-2010 - 14ª nel girone B dell'Eccellenza Sicilia. Vince i play-out.

  • 2010-2011 - Nel girone B di Eccellenza Sicilia. Esclusa alla 28ª giornata di campionato dopo la 4ª rinuncia.
  • 2011 - Fondazione dell'A.S.D. Paternò 2011 che riparte dal campionato di Promozione Sicilia dopo aver rilevato il titolo sportivo dello Sporting Misterbianco.
  • 2011-2012 - Nel girone D di Promozione Sicilia. Viene esclusa dal campionato alla 17ª giornata dopo quattro rinunce consecutive.
  • 2012 - Fondazione della Pol. D. Comprensorio Normanno che riparte dal campionato di Serie D dopo aver rilevato il titolo sportivo dell'A.S.D. Adrano.
  • 2012-2013 - 6ª nel girone I di Serie D. Non si iscrive al campionato successivo, ripartendo dalla Promozione.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2013-2014 - 2ª nel girone C di Promozione Sicilia. Vince gli spareggi promozione. Promossa in Eccellenza Sicilia.
  • 2014 - In seguito alla fusione con l'A.S. Athena Club cambia denominazione in A.S.D. Paternò 1908.[30]
  • 2014-2015 - 10ª nel girone B di Eccellenza Sicilia. A fine stagione il sodalizio si scioglie.
Quarti di finale di Coppa Italia Dilettanti Sicilia
  • 2015-2016 - Inattività.
  • 2016 Nasce l' A.S.D. Real Città di Paternò.
  • 2016-2017 - 3° Nel girone D di Promozione Sicilia. Va ai play off ma viene eliminato dal Città di Ragusa. Perde la finale di Coppa Italia Promozione con il Cus Palermo. Ripescato in Eccellenza Sicilia
  • 2017 - L'A.S.D. Real Città di Paternò, cambia denominazione in A.S.D. Paternò Calcio.[31]
  • 2017-2018 - nel girone B di Eccellenza Sicilia.
In Coppa Italia Dilettanti Sicilia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali del Paternò sono il rosso e l'azzurro, come quelli della bandiera cittadina.

Ai tempi dell'Ibla i colori erano il verde e il nero.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo principale del Paternò Calcio è il Castello Normanno, il più importante monumento storico della città.

Castello Normanno

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della società è un simbolo che raffigura uno scudo con colori a strisce verticali rossazzurre con all'interno il gonfalone cittadino simbolo del comune di Paternò ed un pallone da calcio.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Velodromo Salinelle e Stadio Falcone-Borsellino.

È datata 1950 l'apertura dello storico stadio Salinelle che sostituì il campo di gioco adibito nel giardino Moncada, la villa comunale.

Successivamente l'impianto del quartiere Acquagrassa fu convertito in velodromo e la formazione etnea si stabilì nel nuovo stadio ubicato nella medesima zona.

Attualmente le partite interne del Paternò vengono disputate allo stadio Falcone-Borsellino, inaugurato in occasione della prima storica promozione in Serie C2 della squadra ed intitolato alla illustre memoria dei magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel decennale della loro tragica scomparsa.

Sponsor, allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.S.D. Paternò 1908
Sponsor
  • 1982-1983 Papino Elettrodomestici
  • 1984-1985 Sicilmetano
  • 1985-1986 Electrolux
  • 1992-1993 Caffè Moak/Paternò Città delle Arance
  • 1993-1994 Pollo Rezzesi/ Arancia Rossa di Paternò
  • 1998-1999 Arancia rossa di Paternò
  • 1999-2000 Agenzia recapiti Ventura
  • 2000-2001 Agenzia recapiti Ventura
  • 2001-2002 Space store
  • 2002-2003 Sai/Arancia rossa di Paternò
  • 2003-2004 Sp Energia siciliana
  • 2005-2006 Arancia Rossa di Paternò
  • 2006-2007 Fondiaria-Sai/Seltatel
  • 2007-2008 Seltatel
  • 2009-2010 Agenzia Zappala
  • 2010-2011 NP serramenti
  • 2014-2015 Papino Arredi
  • 2017-2018 Famila
Allenatori
Presidenti

....

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.S.D. Paternò 1908

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2001-2002 (Gir. I) dopo i playoff
2000-2001 (Gir. I)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1961-1962 (Gir. B)
1977-1978 (Gir. B), 1987-1988 (Gir. A), 1992-1993 (Gir. A), 2004-2005 (Gir. B), 2013-2014 (Gir. C), 2016-2017 (Gir. D)
1999-2000 (Gir. B), 2005-2006 (Gir. A)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A - - -
Serie B - - -
Serie C1 2 2002-2003 2003-2004 2
Lega Pro - -
Serie D 15 1962-1963 1976-1977 16
Serie C2 1 2001-2002
Serie D 7 1978-1979 2012-2013 14
Campionato Interregionale 7 1981-1982 1989-1990
Campionati regionali
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
IV
Prima Divisione sicula 1 1947-1948
V
Prima Divisione siciliana 2 1950-1951 1951-1952
V
Seconda Divisione sicula 2 1945-1946 1946-1947
V
Prima Categoria Sicilia 3 1959-1960 1961-1962
V
Promozione siciliana 2 1953-1954 1977-1978
V
Eccellenza Sicilia 2 2014-2015 2017-2018
VI
Eccellenza Sicilia 11 1993-1994 2010-2011
VI
Prima Divisione siciliana 5 1954-1955 1958-1959
VI
Seconda Divisione siciliana 2 1948-1949 1949-1950
VI
Promozione Sicilia 7 1986-1987 2016-2017
VII
Promozione Sicilia 5 1991-1992 2013-2014
Record di reti in campionato
  • 64 Italia Giuseppe Pagana (1997-1998; 1999-2004; 2007-2008)
  • 44 Italia Giuliano Checchi (1961-1963)
  • 43 Italia Antonino Franco Pannitteri (1980-1983; 2000-2002; 2005-2006; 2009-2010)
  • 39 Italia Angelo Busetta (1965-1967; 1971-1973)
  • 38 Italia Luigi Fazio (1978-1980; 1988-1989; 1992-1993)
  • 36 Italia Franco Marino (1972-1980)
  • 34 Italia Venero Donzuso (1992-1994)
  • 32 Italia Giuseppe impellizzeri (1980-1982)
  • 29 Italia Luca Bracciolano (2004-2005; 2013-2014)
  • 27 Italia Giuseppe Condorelli (1998-1999; 2009-2011)

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi gruppi paternesi di tifoseria cominciarono a formarsi negli anni cinquanta, quando la loro squadra cominciò ad affermarsi e a disputare i primi tornei nazionali[32].

Il primo gruppo ultras paternese sorse negli anni settanta, chiamato il Clan San Giovanni. Fece seguito nel 1978 il Boys Villetta. Dieci anni più tardi, con lo scioglimento dei due storici gruppi, si formò la Dinastia Normanna, a tutt'oggi esistente e primo gruppo ultras, che siede in curva Sud[32].

Da una costola della Dinastia Normanna, nel 2000 nasce il gruppo denominato Ultras Decisi, nel 2001 il gruppo Rione Quattro Canti e nel 2005 nasce il gruppo Nuove Leve[32][33].

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Amicizie[modifica | modifica wikitesto]

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dal sito Giarrestory.org
  2. ^ Cfr. E. Costanzo, 1997, p. 17
  3. ^ Cfr. E. Costanzo, 1997, p. 18
  4. ^ Salvatore Baglio, Sei nuovi giocatori nelle file del Paternò, in La Sicilia, 17 agosto 1959, p. 4.
  5. ^ a b c d Da un sito degli Ultras Paternò
  6. ^ Almanacco illustrato del calcio 1975, edizioni Panini, pag. 327
  7. ^ Il "patron" Marcello Lo Bue - Giornale di Sicilia, 12 gennaio 2002
  8. ^ "Finali Play Off C/1 e C/2." - Quotidiano.net, 9 giugno 2002
  9. ^ Il salernitano Provenza sul tetto d'Europa, tvoggisalerno.it, 4 gennaio 2007. URL consultato il 1º aprile 2011.
  10. ^ Dal sito calcioeccellenza.altervista.org
  11. ^ Paternò: crisi Lo Bue: «Via a giugno». Coppa: stasera contro la Torres - La Sicilia, 19 novembre 2003
  12. ^ Paternò 2011 «Obiettivo Eccellenza» - La Sicilia, 28 luglio 2011
  13. ^ Promozione: Il Paternò 2011 ufficialmente escluso dal campionato - Sportdelgolfo.com, 20 gennaio 2012
  14. ^ ADDIO ADRANO CALCIO... NASCE "COMPRENSORIO NORMANNO". - Obbiettivo-adranocalcio.blogspot.it, 2 luglio 2012
  15. ^ Presentata ai tifosi la nuova dirigenza del Paternò - La Gazzetta Rossazzurra, 7 luglio 2012
  16. ^ COMPRENSORIO NORMANNO - TuttoCalciatori.Net - Schede Club, squadre del calcio italiano di serie A, serie B,serie C, serie C1, serie C2 (lega pro) e serie D
  17. ^ Palazzolo-Paternò 2-3: succede tutto tra il 2' e il 92'… | GolSicilia.it
  18. ^ Acr Messina: ufficiale, arriva Savanarola dal Paternò | GolSicilia.it
  19. ^ Messina sempre più su, show Ragusa sulla Cavese, Savanarola fa sognare il Paternò | GolSicilia.it
  20. ^ Serie D: vincono le messinesi, Palazzolo espugna Paternò, crolla il Ragusa | GolSicilia.it
  21. ^ Serie D: vincono le messinesi ed il Licata, ancora sconfitte per Acireale e Noto | GolSicilia.it
  22. ^ Serie D: non si fermano le messinesi, ritornano al successo Ribera, Paternò e Noto | GolSicilia.it
  23. ^ Serie D: non si fermano le messinesi. Ok anche Palazzolo, Paternò e Noto | GolSicilia.it
  24. ^ Serie D: Noto forza 5, le messinesi non perdono un colpo | GolSicilia.it
  25. ^ Il Messina rimanda la promozione, festeggiano la salvezza Paternò e Ribera | GolSicilia.it
  26. ^ Serie D: Top&Flop della 33ª giornata | GolSicilia.it
  27. ^ Serie D: per il Messina è Lega Pro, Noto e Licata salvi, Palazzolo ai play out | GolSicilia.it
  28. ^ Paternò, ultras violenti: presidente applica una sorta di Daspo, gazzetta.it. URL consultato il 5 settembre 2016.
  29. ^ Paternò, basta minacce. Presidente dà Daspo a ultrà, tuttosport.com. URL consultato il 5 settembre 2016.
  30. ^ COMUNICATO UFFICIALE N°27 (PDF), figc.it, 8 agosto 2014. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  31. ^ Comunicato Ufficiale n°17 del 31 luglio 2017 (PDF), figc.it, 31 luglio 2017. URL consultato il 18 agosto 2017.
  32. ^ a b c Dal sito ultraspaternesi.altervista.org
  33. ^ Dalla sezione "Tifosi" del sito degli Ultrà del Paternò
  34. ^ Dal sito Tifonet.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Costanzo - Anni di gloria. Immagini del calcio a Paternò 1938/1969. - Catania, Le Nove Muse, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]