Vairano Patenora

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Vairano Patenora
comune
Vairano Patenora – Stemma
Vairano Patenora – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Caserta – stemma Caserta
Sindaco Giovanni Robbio (lista civica) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 41°20′0″N 14°8′0″E / 41.33333°N 14.13333°E / 41.33333; 14.13333 (Vairano Patenora)Coordinate: 41°20′0″N 14°8′0″E / 41.33333°N 14.13333°E / 41.33333; 14.13333 (Vairano Patenora)
Altitudine 168 m s.l.m.
Superficie 43 km²
Abitanti 6 470[1] (31-12-2010)
Densità 150,47 ab./km²
Frazioni Marzanello, Vairano Scalo
Comuni confinanti Ailano, Caianello, Marzano Appio, Pietravairano, Pratella, Presenzano, Raviscanina, Riardo, Teano
Altre informazioni
Cod. postale 81058
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061095
Cod. catastale L540
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vairanesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Vairano Patenora è posizionata in Italia
Vairano Patenora
Posizione del comune di Vairano Patenora all'interno della provincia di Caserta
Posizione del comune di Vairano Patenora all'interno della provincia di Caserta
Sito istituzionale


« Noi, attraverso i campi e sui primi abbozzi di una via ferrata, ci arrestammo ad un bivio per attendervi Garibaldi. Il sito di intersezione delle due strade era abbastanza capace e l'adornavano una casa rusticana e una dozzina di pioppi. »
( Alberto Mario, comandante dello stato maggiore garibaldino , da "Vita di Garibaldi")


Vairano Patenora è un comune italiano di 6.505 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Autostrada A1 Milano Napoli: uscita casello di Caianello. Attraversare l'abitato di Caianello (località Montano) e raggiungere il tratto urbano della S.S. n. 6 Casilina. Da Benevento: superstrada Telesina, uscita Vairano Scalo (siete già nel comune di Vairano patenora). Treno: Stazione Vairano-Caianello, Ferrovia Roma - Frosinone - Cassino - Napoli linea Roma-Napoli via Cassino e Ferrovia per Isernia-Carpinone e successive diramazioni per Campobasso e per Sulmona-Pescara.Vairano Patenora si estende in una suggestiva valle scavata nei secoli dal fiume Volturno. Il territorio vairanese si incunea tra il massiccio del Matese e il Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.

[modifica] Etimologia del nome

Il termine Vairano deriva dal nome latino di persona Varius a cui si aggiunge il suffisso -anus che indica possesso. Quindi Vairano significa: terra di Vario. Patenora, invece, si riferisce alla pianura circostante, scavata dal Volturno, che è detta Patenaria.

[modifica] Storia

Il territorio vairanese era abitato già nel Neolitico. Infatti sono stati ritrovati, sulle montagne circostanti, manufatti in bronzo e ferro e i resti di un accampamento risalente all'Età del bronzo. I primi ad insediarsi in questo luogo furono gli Opici. Successivamente furono i Sanniti ad impadronirsi della zona. Nel 290 a.C., durante la III Guerra Sannitica, i Romani tolsero ai loro rivali le terre vairanesi e le posero sotto il controllo sidicino. Con la fine dell'egemonia romana, Vairano passò sotto il controllo longobardo e vi rimase per quasi quattro secoli. Durante l'XI secolo, sotto il dominio normanno venne eretta la prima fortezza. Il 20 maggio 1191 l'imperatore Enrico VI di Svevia donò il castello di Vairano a Roffredo dell'Isola abate di Montecassino. I Vairanesi scontenti della decisione regia opposero resistenza all'abate cassinate. Nella notte tra il 7 e l'8 agosto 1193 Vairano, guidata dal conte Ruggero da Chieti, sconfisse le truppe di Roffredo e di Enrico VI che assediavano la città. Negli anni successivi Vairano ospitò molti nomi illustri tra cui: Federico II di Svevia, Carlo d'Angiò, il papa Gregorio X. Nel 1437 la città fu saccheggiata dal Patriarca Vitellesco. Durante la guerra tra il re di Napoli, Ferrante I d'Aragona, e il suo rivale Giovanni d'Angiò, Vairano, fedele al re, fu assediata dagli angioini ma riuscì a resistere come aveva già fatto nel 1193. Nel 1461 il castello fu quasi totalmente distrutto da Marino Marzano, oppositore degli Aragonesi. A causa sua la città rimase depopulata et dehabitata per lungo tempo. Il castello attuale venne costruito tra il 1491 e il 1503 dal barone Innico II d'Avalos. Nel 1500 viene eretto il borgo di Marzanello come avamposto di quello vairanese. Nel 1590 Vairano fu acquistata dal barone Antonio Mormile di Frignano e nelle mani della sua famiglia rimase fino alla caduta del feudalesimo avvenuta nel 1806. L'ultimo barone di Vairano fu Michele Mormile morto il 3 maggio 1820.

[modifica] L'unità d'Italia

La localizzazione dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II avvenuto il 26 ottobre 1860, che suggellò l'Unità italiana dopo le imprese garibaldine, passato alla storia come "incontro di Teano", secondo alcuni si è invece svolto a Vairano Scalo, presso la località di Taverna della Catena. [2].

Durante il periodo fascista, nella Taverna della Catena venne rinchiuso il pensatore e filosofo socialista Antonio Gramsci.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanni Robbio (lista civica) dal 28/05/2007

[modifica] Fotografie

[modifica] Lo stemma

Lo stemma di Vairano Patenora è così blasonato:

D'azzurro, al lupo al naturale passante sulla campagna erbosa di verde sormontato da croce rossa ad otto punte patente. Sotto lo stemma una fascia recante scritto: "Vairanum impugnans in nullo profecit". Analizzando i componenti dello stemma si può dedurre che il colore azzurro indica: gloria, virtù e fermezza incorruttibile. Il verde della campagna, invece, rappresenta: vittoria, onore e abbondanza. Il lupo, che in araldica rappresenta il capitano ardito, simboleggia, probabilmente, l'antico difensore del borgo Ruggero da Chieti, che guidò Vairano alla vittoria contro le armate dell'abate Roffredo dell'Isola nel 1193. Tale trionfo è ricordato anche nel motto latino sottostante l'arme che recita:"Vairanum impugnans in nullo profecit", cioè: "Assediando Vairano non ottenne nulla". Il lupo ha il capo rivolto al cielo dove titaneggia la Croce di Malta di colore rosso. Tale croce presenta otto punte che simboleggiano otto importanti virtù cristiane:

  • Lealtà
  • Pietà
  • Franchezza
  • Coraggio
  • Gloria ed onore
  • Disprezzo per la morte
  • Solidarietà verso i poveri
  • Rispetto per la Chiesa

Il colore rosso indica coraggio e valore. Il fatto che il lupo guardi il cielo, dove si trova la croce e che l'animale rappresenta l'eroe vairanese, indica che Ruggero e la città stessa seguivano, e seguono tuttora, le virtù che la croce incarna.

[modifica] Economia

Il tessuto economico di Vairano Patenora è basato essenzialmente sul commercio, sull'agricoltura e sull'artigianato.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

La frazione di Vairano Scalo è stazione ferroviaria sulla Roma-Napoli, via Cassino. Nel centro del paese si trova l'edificio della Taverna della Catena, vincolato e recentemente restaurato e un monumento dedicato allo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II che alcuni ritengono che qui sia avvenuto.

La frazione è ricca di esercizi commerciali e di servizi di ristorazione, grazie alla sua favorevole collocazione all'uscita dell'autostrada del Sole di Caianello, come tappa per i turisti che viaggiano verso le mete invernali (Roccaraso) o estive (Vasto, Termoli)

A differenza di Vairano Scalo, l'altra frazione: Marzanello, rimane ancora, prevalentemente, legata al settore primario.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Il castello aragonese

La fortezza aragonese di Vairano, fatta costruire tra il 1491 e il 1503 da Innico II d'Avalos, è composta da quattro torri di cui la più grande, posta a sud-est, è detta "Torre Mastra" . L'interno dell'antico è distrutto, ma sono ancora visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e la vecchia cisterna.

Il borgo è circondato da mura intervallate da 14 torri. Si può accedere nella fortezza attraverso tre porte: porta Oliva, porta di Mezzo, o di Mezzogiorno, e porta Castello, o di Sant'Andrea.

[modifica] Altri luoghi di interesse

[modifica] Vairano Patenora

  • Chiesa di San Bartolomeo: edificata in origine nel 1310 e successivamente sostituita dall'attuale edificio tra il 1779 e il 1823. Nella nuova chiesa vennero portati tutti i beni custoditi nella precedente, tra cui lo stemma dei baroni d'Avalos.
  • Chiesa della Madonna di Loreto: eretta nel Cinquecento da un chierico, rimasto colpito da un pellegrinaggio al santuario di Loreto, nella piazza di Santa Lucia, appena fuori dalle mura del borgo. In passato la chiesa aveva tre altari i cui affreschi sono andati perduti. Si conserva un'immagine della Vergine al di sopra dell'entrata principale.
  • Chiesa di San Tommaso: di incerta data di costruzione, è situata nel borgo medievale. Precedentemente intitolata al Santissimo Sacramento, venne intitolata a san Tommaso nel 1777.

[modifica] Vairano Scalo

  • Chiesa madre della Beata Vergine del Carmine

[modifica] Marzanello

  • Borgo di Marzanello: creato nel Cinquecento come avamposto di quello vairanese, è ormai decaduto. È formato da poche case e dalla diroccata chiesa di San Nicola.
  • Chiesa di Santa Maria del Monte: situata nei pressi del borgo di Marzanello, è composta da due navate e conserva affreschi e il quadro raffigurante la Vergine.

[modifica] Eventi

  • Festa medioevale: si svolge a partire dal 2011 nel borgo quattrocentesco.
  • Vairano Summer Cup: torneo di calcio al quale i calciatori si iscrivono e vengono sorteggiati nelle squadre.
  • Mercatino di Natale, nei giorni che precedono la festa dell'Immacolata Concezione con esposizione di prodotti tipici e oggetti di artigianato lungo la via principale della frazione Scalo.
  • Sagra della Nocciola mortarella", a metà settembre nella frazione Marzanello.
  • Festa del Carmine: il 16 luglio di ogni anno nella frazione Scalo, con degustazione di prodotti locali e musica anni '60,'70,'80.
  • Festa in onore di San Bartolomeo apostolo, patrono di Vairano Patenora, con festeggiamenti dal 23 al 25 agosto.
  • Sagra di San Nicola: il 6 dicembre, nella frazione Marzanello, con la processione nelle vie cittadine, musica popolare e vendita di prodotti tipici come la "vrola" (nome con cui viene chiamata la caldarrosta nell'Alto Casertano).

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

  • A.S.D. Vairano Scalo: associazione sportiva calcistica, con squadre che giocano in prima categoria, Juniores regionale, allievi regionali e provinciali, giovanissimi, esordienti e pulcini provinciali, calcio a 5 femminile, promozione C.S.I.[3]
  • A.S.D. Comprensorio Calcio Vairanese (calcio, prima categoria, juniores regionali Molise, giovanissimi provinciali)

[modifica] Pallavolo

Squadra di pallavolo, la "Folgore Vairano", che negli anni passati ha militato nel campionato nazionale di serie B2. Attualmente le squadre della Folgore Vairano Volley Ball militano nella serie C maschile e serie D femminile.

[modifica] Curiosità

  • Sullo stemma del comune di Vairano Patenora c'è un motto latino che dice: "Vairanum impugnans in nullo profecit", cioè: "Assediando Vairano non ottenne nulla". Questo motto si rifà alla vittoria del 1193. In quell'anno i Vairanesi guidati da Ruggero da Chieti resistettero all'assedio dell'esercito dell'abate Roffredo.
  • Si racconta che nelle notti di luna piena se ci si avventura per le viuzze dell'antico maniero vairanese ci si potrebbe imbattere nello spettro del noto Carlo II d'Angiò detto lo zoppo. L'aristocratico napoletano, infatti, fu più volte ospite del castello che preferiva ad altri per la sua posizione e per la sua tranquillità.
  • Nella frazione Marzanello,durante il periodo natalizio, è tradizione accendere un enorme falò in piazza coinvolgendo nella preparazione l'intera popolazione.
  • Si racconta che durante l'anno 1195 un gruppo di Saraceni si preparava al saccheggio di Vairano ma un strano avvenimento cambiò ogni cosa. Quando l'orda era ormai ai piedi del Montauro un vecchio si parò davanti a loro e li pregò di non depredare i suoi concittadini dato che erano tutte brave persone, oneste e lavoratrici della terra. Il vecchio, inoltre, ammonì il capo saraceno dicendogli che il bottino ricavato da quel saccheggio sarebbe stato miserrimo rispetto alla macchia di infamia e sacrilegio che avrebbero dovuto portare con sé. A quel punto il capo dei Saraceni, sorpreso da tanto coraggio, si consultò con i suoi comandanti per decidere con loro il da farsi. Intanto il vecchio era scomparso come svanito o dissolto nell'aria. Dopo quello strano incontro i Saraceni procedettero verso il borgo. Giunti in città i predoni si accorsero che strade e case erano deserte; tutti i Vairanesi, infatti, si erano radunati nella chiesa cittadina per pregare insieme. Fattosi largo tra la folla, il capo saraceno giunse sull'altare maggiore e qui il mondo gli crollo letteralmente addosso. "É lui! É lui" gridò il saraceno indicando la statua di San Bartolomeo. Sconvolto l'uomo si rivolse al sacerdote e gli chiese chi era rappresentato in quell'effige. Il prete gli disse che quello era S.Bartolomeo, apostolo di Gesù Cristo e protettore di Vairano. Mentre ascoltava quelle parole il saraceno comprese ogni cosa: quel vecchio in realtà era S.Bartolomeo. Allora, pur essendo mussulmano, si inginocchiò ai piedi della statua e offrì al santo una meravigliosa collana d'oro e pietre preziose. Dopo aver compiuto tale gesto salì in groppa al suo cavallo e seguito dalla sua truppa abbandonò Vairano.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ La località dell'incontro è riportata in documenti storici dell'epoca. Il "Diario storico dell'archivio del ministero della difesa", nel rapporto giornaliero del 26 ottobre 1860, riferisce: "... A Taverna della Catena, S.M. il Re, che col suo quartier generale marcia colle truppe del quarto Corpo, è incontrato dal gen. Garibaldi..." (citato da Nino D'Ambra, Giuseppe Garibaldi cento vite in una, Ed. A.G.Grassi, Napoli 1983 n.p.160). Anche Alfonso Scirocco (Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo, Ed. Laterza, Roma 2001) descrive l'incontro come avvenuto "presso Teano, al bivio di Taverna Catena, presso una casa rustica e una dozzina di pioppi": Garibaldi si fermò al bivio, dove arrivarono la colonna delle truppe regie e il re stesso, che salutato Garibaldi, procedette a cavallo con lui verso Teano, dove si separarono. Riportano l'incontro come avvenuto a Taverna della Catena anche Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno, in Gaetano Trombatore (a cura di), Memorialisti dell'Ottocento, I, Riccardi Ricciadri Edit., Napoli, p. 889 e ss.; Indro Montanelli, Storia d'Italia, Ed. Fabbri, Roma 1994, vol.31 p.124. Secondo la Treccani, la versione che vuole l'incontro avvenuto alla Taverna della Catena è la più accreditata e quella corredata da maggiori testimonianze attendibili. Incontro di Teano
  3. ^ Sito della associazione sportiva.
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