Associazione Sportiva Taranto Calcio
| A.S. Taranto Calcio Calcio |
||||
|---|---|---|---|---|
| gli Ionici, i Rossoblu | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
|
||||
| Colori sociali | ||||
| Simboli | Taras ed il delfino | |||
| Dati societari | ||||
| Città | ||||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione (Ex-Serie C1) | |||
| Fondazione | 1927 | |||
| Rifondazione | 1946 | |||
| Rifondazione | 1947 | |||
| Rifondazione | 1993 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Erasmo Iacovone (27.584 posti) |
|||
| Sito web | www.astaranto.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | ||||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
L'Associazione Sportiva Taranto Calcio è la società calcistica di Taranto che attualmente milita nel campionato di prima divisione della Lega Pro, girone A.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dagli esordi agli anni 70'
Una delle prime squadre tarantine fu la Mario Rapisardi, composta da studenti del circolo podistico omonimo, i quali cominciarono a giocare al gioco del calcio seguendo l'esempio delle squadre di football inglesi. Un'altra società fu invece la U.S. Pro Italia, fondata da Luigi Ascanelli. Entrambe nacquero nel 1904: infatti, i dubbi sull'anno di fondazione della U.S. Pro Italia, inizialmente indicato come 1906, sono stati risolti grazie al ritrovamento di una vecchia intervista al fondatore Ascanelli. Ascanelli nacque a Ferrara il 2 febbraio 1864 e morì a Taranto il 23 gennaio 1947. Di antica e illustre famiglia ferrarese, fu Capo di 1ª classe (Maresciallo Capo) e contabile del reparto della Regia Marina. Si sposò a La Spezia dove nacquero tutti i suoi figli: Francesco Dante, Olga, Alcibiade, Alcide, Adolfo. Nei primissimi anni del 1900 si trasferì con tutta la sua famiglia a Taranto, dove concluse la sua carriera militare. Nel 1910 la Pro Italia partecipò al primo Torneo Regionale Pugliese di Terza Categoria organizzato dalla F.I.G.C. con F.B.C. Bari e Sporting Club Lecce terminando con 2 vittorie sui salentini e altrettante sconfitte con i baresi. Nel 1911 nacque l'Audace Foot Ball Club. Il terreno di gioco fu quello della "Piazza D'Armi", nei pressi delle mura dell'Arsenale Militare Marittimo, già campo di gioco della Pro Italia, cominciò così la rivalità sportiva con l'altra squadra cittadina. La Pro Italia vinse il Campionato Pugliese nel 1912-1913, nel 1914 e nel 1915. Il 27 giugno 1920 il primo incontro tra le due squadre cittadine dopo la prima guerra mondiale, si concluse con una vittoria memorabile di tre reti a zero degli audaciani sui più blasonati proitaliani, contro i quali si aggiudicarono l'intero incasso ed il pallone della gara. Teatro dell'incontro fu un terreno presso il "Monte delle Vacche", luogo dove successivamente sorgerà l'ospedale civile. Il terreno di gioco abituale delle due squadre fu invece quello di proprietà dell'Arsenale Militare Marittimo. Il 14 ottobre 1923 venne inaugurato il motovelodromo "Corvisea", capace di circa 12.000 posti ed intitolato successivamente a Valentino Mazzola, brevemente transitato nella U.S. Pro Italia, in memoria del campione che fu una delle vittime della tragedia di Superga. Altre due società dell'epoca, la Enotria Foot Ball Club del 1917, e la Veloce Foot Ball Club del 1920, si fusero nella U.S. Tarantina del 1924, società che partecipò solo al successivo campionato regionale di I divisione. Degne di menzione sono altre società calcistiche di quei tempi, la Foot Ball Club Garibaldino, la Libertas e l'U.S. Nettuno. L'11 luglio 1927, dalla fusione tra U.S. Pro Italia e Audace Foot Ball Club, nacque la A.S. Taranto che nell'estate del 1928 assorbì anche l'U.S. Nettuno. La neonata formazione rossoblu venne ammessa al campionato di Prima Divisione, corrispondente all'attuale serie B. La prima partita fu disputata e vinta per 2-0 contro l'Ideale Bari nello stadio Corvisea, nonostante il buon inizio però la stagione terminò con un quinto posto finale. Nel campionato successivo il Taranto disputò un torneo di vertice arrivando alla finale per il titolo di Campione del Sud valida anche per l'accesso nella costituenda serie B. La sfida con il Lecce terminò 2-2, la ripetizione disputata a Bari, fu vinta dai salentini 3-1. Dopo la riforma dei campionati decisa con la Carta di Viareggio venne creata la serie B a girone unico mentre la Prima Divisione in cui militava il Taranto venne declassata a terza serie. Ci vollero sei anni per raggiungere la promozione, nella stagione 1934-35 infatti l'A.S.Taranto prima vinse il girone di competenza e poi dominò gli spareggi promozione. La prima serie B della storia non fu però fortunata, l'impatto con il girone unico fu difficile e la squadra chiuse all'ultimo posto in classifica e l'inevitabile retrocessione. Il riscatto avvenne l'anno dopo con un campionato dominato e vinto con sei punti di vantaggio sulla Salernitana, seconda in classifica. La seconda stagione in serie B ricalcò la falsa riga della prima e anche stavolta il Taranto retrocede chiudendo la stagione con il penultimo posto. Dopo una stagione di transizione, nella stagione 1939-40 il Taranto vinse il girone davanti a Siracusa e Salernitana ma perse poi gli spareggi promozione con le formazioni del nord che si rivelarono nettamente superiori. Fu un decennio tribolato a causa della seconda guerra mondiale e un periodo confuso per il calcio ionico, nacquero nuove realtà calcistiche e per una stagione ben due formazioni ioniche parteciparono alla serie B. Nel 1940 nacque la S.S. Pietro Resta dedicata al primo storico presidente del Taranto mentre nella stagione l'A.S. Taranto e l'U.S. Pro Italia si fusero costituendo l'U.S. Taranto che concluse il campionato al 4º posto. Nel 1944 cessarono tutte le attività agonistiche a causa della guerra, l'U.S. Taranto tornò a chiamarsi Audace Taranto, rinacque la U.S. Pro Italia mentre la S.S. Pietro Resta diventò U.S. Arsenale Taranto squadra composta per lo più da militari della Marina Militare. Le tre squadre tarantine parteciparono al campionato pugliese del 1945 e poi al successivo campionato Centro-Sud di Serie C. l'Arsenale e l'Audace si piazzano rispettivamente al 2º e 3º posto venendo ammesse entrambe al successivo campionato di Serie B mentre la S.S. Pro Italia nel maggio del 1946 si fuse per la seconda volta con la Audace Taranto costituendo nuovamente la società A.S. Taranto. La Serie B 1946-47 vide dunque due squadre tarantine al via, in campionato l'Arsenale giunse ottavo mentre l'A.S. Taranto retrocesse in Serie C, nei due derby prevalse l'Arsenale che impattò 2-2, è proprio il caso di dirlo, tra le mura amiche della Marina e vinse 1-0 in "trasferta". Il 9 settembre 1947 venne sottoscritto l'accordo tra i dirigenti della U.S. Arsenale Taranto e della A.S. Taranto che sancì la nascita della U.S. Arsenaltaranto. Alla fine della stagione di serie B 1947/48 l'Arsenaltaranto arriva 3º nel proprio girone, sfiorando per soli 3 punti la promozione in serie A. Mario Tortul, passa nell'estate 1951 all'Arsenaltaranto, che milita in Serie C. Schierato come centravanti, in riva allo Jonio si mette in luce realizzando ben 39 reti in due stagioni e portando la squadra a sfiorare per due volte la promozione, venduto, finirà in A ed alla Nazionale. Nella stagione 1949/50, dopo la cessione di alcuni dei giocatori migliori, la squadra terminò al terzultimo posto retrocedendo in serie C. Dopo tre anni il Taranto nella stagione 1953/54 tornò in Serie B vincendo il campionato a pari merito con il Parma. L'11 agosto 1955 i marinai della Marina Militare lasciarono la squadra di calcio, e la società assunse nuovamente la denominazione di A.S. Taranto. Nei cinque campionati seguenti la squadra riuscì a mantenere la categoria ma a causa delle difficoltà societarie e delle cessioni nella stagione 1959/60 la squadra retrocesse dopo aver perso gli spareggi con la Simmenthal Monza e il Venezia. Le difficoltà economiche della società non permisero progetti ambiziosi di risalita e in più di un'occasione dovette intervenire il Comune di Taranto con importanti sovvenzioni, Pignatelli rassegnò le dimissioni e Michele Di Maggio divenne il nuovo presidente all'inizio del 1964 ma i problemi economici persistettero. Urgeva la necessità di aumentare gli introiti e così fu decisa la costruzione di un nuovo stadio più capiente. L'impianto fu realizzato dalla ditta costruttrice dello stesso Di Maggio e fu realizzato in soli 100 giorni utilizzando 130 km di tubi innocenti e 900 metri cubi di gradoni di legno. L'inaugurazione dello Stadio Salinella avvenne l'8 dicembre 1965 alla 14ª giornata contro la Sambenedettese, aveva una capienza di oltre 25.000 posti. La situazione economica migliorò e con essa anche le prestazioni, il Taranto disputò campionati di vertice ma senza riuscire a ottenere la sospirata promozione finché nel campionato 1968/69 dopo una partenza difficile i rossoblu cominciarono una rimonta che li portò a contendere il primato alla capolista Casertana. I campani alla fine giunsero primi con due punti sugli ionici ma durante l'estate scoppiò uno scandalo corruzione che coinvolgeva proprio la Casertana sospettata di aver comprato alcune partite. Tutta la città si mobilitò per protesta e dopo le indagini della FIGC il 6 settembre giunge il verdetto: la Casertana venne penalizzata di 6 punti per illecito sportivo. Il Taranto era promosso in B.
[modifica] Dagli anni '70 al 2000
Furono anni di alti e bassi per il calcio ionico: non solo il Taranto disputò dei campionati tranquilli ma cominciò a credere nella promozione in serie A, oltre che vivere stagioni tribolate. Nel 1974 Michele Di Maggio lasciò, dopo aver ceduto i pezzi migliori, al nuovo presidente Giovanni Fico, che investi svariati milioni per rinforzare la squadra. Nell'autunno del 1976 comprò dal Mantova Erasmo Iacovone per 400 milioni di lire, il bomber di Capracotta (IS) debuttò il 31 ottobre 1976 a Novara e bagnò l'esordio con la rete del pareggio che fissò il punteggio sull'1-1. La prima stagione si chiuse molto positivamente per lui con un bottino di 8 reti in 28 gare, il Taranto terminò la stagione al 9º posto. Durante il campionato di Serie B 1977/78, la città cominciò a sognare la Serie A. La squadra infatti, sospinta dal suo centravanti Erasmo Iacovone, totalizzò nel girone di andata 20 punti. Il calciatore mise a segno 9 reti in 20 partite giocate e, grazie ai suoi gol, tutta la città incominciò a sperare nella promozione nella massima serie in quello che sembrava diventare il Campionato di serie B più memorabile della storia del Taranto. Un beffardo destino stava però per spezzare i sogni dei tifosi tarantini, il 6 febbraio 1978, Erasmo Iacovone morì a causa di un incidente stradale, gettando un'intera città nello sconforto e facendo svanire i sogni di promozione in serie A. Lo stadio fu intitolato alla memoria dell'indimenticato calciatore scomparso e di una squadra che annoverò, tra gli altri, anche un calciatore lucano come Franco Selvaggi, divenuto nel 1982 con la Nazionale campione del mondo in Spagna e che dedicherà tale vittoria al compianto compagno rossoblu. Con la morte del calciatore, la squadra perse il suo trascinatore, totalizzando nel girone di ritorno 18 punti, chiudendo il campionato a quota 38 e mancando così la promozione. La squadra di quel campionato era così composta:
- Portieri:
- Difensori:
- Centrocampisti:
- Caputi, Panizza, Fanti, Selvaggi, Castagnini, Intagliata
- Attaccanti:
- Allenatore:
La stagione successiva fu l'ultima di Giovanni Fico presidente, dopo il sogno della promozione il Taranto tornò a lottare per la salvezza, la squadra pur con ancora ottimi elementi in squadra come Selvaggi e Gori, si salvò non senza qualche patema di troppo. Nella stagione 1979/80 Donato Carelli rilevò la società. Sevaggi e Gori andarono via mentre arrivarono Legnari, Quadri e Roccotelli. In campionato la squadra ottenne l'ennesima salvezza ma lo scandalo del calcio scommesse, scoppiato in primavera toccò anche il Taranto, a causa del coinvolgimento di alcuni tesserati. La società fu assolta in prima istanza ma il 31 luglio 1980, la Commissione di Appello Federale condannò l'A.S. Taranto a 5 punti di penalizzazione da scontare nel successivo campionato. Il decennio si apri con le sirene della polizia e le manette ai calciatori, il primo grande scandalo del calcio italiano travolse squadre blasonate come Milan e Lazio ma anche "piccole" ma storiche realtà come Palermo e Taranto. Furono dieci anni di saliscendi tra la Serie B e la Serie C. Nel campionato 1980/81 la squadra fece il massimo ma i gravi problemi societari e la penalizzazione furono un fardello troppo pesante. Dopo dodici anni in Serie B, il Taranto retrocesse. Di quel campionato resta memorabile la vittoria per 3-0 sul Milan il 7 dicembre 1980. Dopo un campionato anonimo, i rossoblu tornarono a lottare per la promozione nella stagione 1982/83 ma il sogno si infranse a Salerno all'ultima giornata. Il Taranto pareggiò 0-0 mentre Empoli e Pescara, che erano a pari punti con gli ionici, vinsero e andarono in B. Nel 1983 la società passò a Luigi Pignatelli che allestì una rosa forte per il salto di categoria, in campionato la squadra lottò per il secondo posto alle spalle del Bari ma ottenne la promozione all'ultima giornata ai danni di Virtus Casarano e Francavilla. Il campionato di Serie B 1984/85, fu uno uno dei più travagliati della storia rossoblu. La squadra, nonostante gli ingenti investimenti di Pignatelli, andò male mentre lo stadio Iacovone venne dichiarato inagibile per le nuove norme sulla sicurezza e il Taranto, in attesa dei lavori di rifacimento, giocò in campo neutro. L'11 aprile 1985 la società, piena di debiti, fu dichiarata fallita, Vito Fasano divenne il nuovo proprietario e cambiò denominazione in Taranto Football Club S.p.A.. Lo Stadio Erasmo Iacovone venne rimodernato in più riprese, sostituendo la struttura fatta di tubi e gradoni con una nuova struttura in cemento armato, che ne aumentò la capienza a 27.584 posti. Sul campo però la squadra non riuscì ad evitare una nuova retrocessione. La risalita fu immediata, per la stagione 1985/86 il nuovo patron cambiò quasi tutta la squadra, il Taranto arrivò secondo alle spalle del Messina tornando prontamente nella serie cadetta. Il campionato di Serie B 1986/87 cominciò male, alla fine del girone d'andata il Magico era all'ultimo posto ma con uno strepitoso girone di ritorno, la truppa guidata da mister Veneranda tornò in corsa per la salvezza e vincendo l'ultima partita 3-0 contro il Genoa sul neutro di Lecce nell'ultima giornata di campionato terminò quartultimo a pari punti con Lazio e Campobasso. Gli spareggi furono organizzati a Napoli, la Lazio di Eugenio Fascetti era la logica favorita e la salvezza si riteneva fosse una lotta tra pugliesi e molisani con il vantaggio per i secondi di giocare l'ultima sfida conoscendo già i risultati degli ionici. Il primo incontro tra Lazio e Taranto fu però risolto da un gol del bomber Toto De Vitis per la gioia dei novemila tifosi venuti da Taranto, il successivo pareggio con il Campobasso per 1-1 sancì la salvezza dei rossoblu. Dopo l'esaltante salvezza della stagione passata nel campionato 1987/88 la squadra venne però indebolita, il presidente Fasano vendette Maiellaro ai "nemici" del Bari per più di 2 miliardi per la delusione dei tifosi e l'anno dopo cedette il bomber De Vitis all'Udinese. La squadra, indebolita, nel giro di due stagioni retrocesse di nuovo in Serie C. Nel giugno del 1989 Donato Carelli riacquistò il Taranto dopo 9 anni e rinforzò la squadra puntando alla promozione. Fu una stagione trionfale, la squadra allenata da Roberto Clagluna fu quasi sempre nei primi due posti della classifica e alla fine vinse il campionato con 48 punti, record per il girone B della Serie C1. Per il campionato di Serie B 1990/91, la panchina venne affidata a Walter Nicoletti, ex-Giarre, e Coppola venne sostituito da Zannoni. La squadra restò in zona promozione per quasi tutto il girone d'andata, calando dopo il derby perso in casa con il Foggia di Zeman e la squalifica dello Iacovone per 2 turni a seguito di incidenti in quella partita. A fine stagione fu 9º posto. La stagione successiva si classificò al 16° posto dopo aver battuto 2-1 la Casertana nello spareggio-salvezza. Il 3 agosto 1993, dopo un nuovo fallimento che condannò la squadra (che già era retrocessa sul campo per essersi piazzata penultima) al Campionato Nazionale Dilettanti, un gruppo di imprenditori locali fece nascere la A.S. Taranto 1906, e nella stagione 1994/95 vinse lo Scudetto Nazionale Dilettanti superando Catania, Viterbese e Tolentino. Il 15 luglio 1998, dopo la messa in liquidazione di quest'ultima, nacque la U.S. Arsenaltaranto.
[modifica] Dal duemila in poi
[modifica] Campionato 2000-2001
Il 29 giugno 2000 la società fu ceduta ad una nuova cordata di imprenditori e si costituì la Taranto Calcio S.r.l.. Le quote azionarie andarono al 60% a Ermanno Pieroni, ex direttore sportivo ai tempi dell'ultima promozione in serie B nonché proprietario dell'Ancona, e al 40% tra gli imprenditori Fiore, Tagarelli e Giove, con quest'ultimo che assume la carica di presidente. Il Taranto dopo il secondo posto nel precedente Campionato Nazionale Dilettanti viene ripescato in serie C2 e torna tra i professionisti dopo tre anni. L'ossatura della squadra viene rinforzata tra gli altri con l'acquisto di Bertuccelli e lo sconosciuto Riganò dall'Igea Virtus. In campionato riprende il duello con il Campobasso della precedente stagione ma questa volta a spuntarla sono gli ionici che vincono il campionato con una giornata di anticipo pareggiando a reti bianche a Castellammare con la Juve Stabia. Dopo dodici anni, nella stagione 2001-2002, il Taranto torna a disputare il campionato di serie C1, il doppio salto di categoria e i proclami della società risvegliano la passione dei tifosi che dopo anni di tribolazioni tornano a sognare la serie B. In campionato l'inizio sotto la guida di Ezio Capuano è balbettante e così la proprietà decide la sua sostituzione dopo un mese con Gianni Simonelli. Con il nuovo allenatore il cammino in campionato si fa esaltante anche per la presenza di vecchie rivali blasonate come Ascoli, Catania, Pescara e Avellino. I neopromossi rossoblu si insediano saldamente in zona play-off e lo Iacovone diventa un fortino inespugnabile ribollente di tifo. Cristian Riganò è capocannoniere del girone con 28 reti, record per la categoria e contribuisce al secondo posto finale che permette il vantaggio del fattore campo nei play-off promozione. La semifinale con il sorprendente Lanciano è una battaglia agonistica che si risolve nella partita d'andata quando sul 3-1 per i padroni di casa il difensore Galeoto segna un gol fondamentale in pieno recupero dopo una serpentina tra gli avversari. Il 3-2 finale viene ribaltato allo Iacovone nella gara di ritorno e spalanca le porte della finale promozione con il Catania di Gaucci. La finale di andata al Cibali, blindata dalle forze dell'ordine e disputata in un clima surreale, termina 1-0 per gli etnei con un gol di Fini dalla distanza, ma nell'intervallo succede praticamente di tutto, Gaucci insegue l'arbitro inveendogli contro mentre un giocatore del Taranto viene aggredito da un addetto del Catania.[1] Il ritorno a Taranto termina 0-0, una partita strana che quasi non viene giocata dai padroni di casa, e il Catania viene promosso. I sospetti di combine su quella sfida non sono mai stati diradati, sia per i legami tra i due patron quando Pieroni era direttore sportivo del Perugia di Gaucci sia per i trascorsi del patron etneo per il Caso Siracusa-Perugia, ma anzi lo stesso Pieroni 8 anni dopo ha parzialmente confermato quei sospetti in una intervista.[2]. Nel campionato 2002-2003, dopo la grande delusione per la mancata promozione, inizia la parabola discendente dell'era Pieroni, l'allenatore lascia, la squadra viene smantellata e i pezzi migliori ceduti. Il girone d'andata è un disastro e il Taranto si ritrova ultimo, i soci di minoranza entrano in contrasto con Pieroni che è sempre più assente per curare l'altra sua proprietà, l'Ancona di cui di fatto il Taranto diventa società satellite. A gennaio le cose si ricompongono e Pieroni rafforza la squadra che raggiunge alla fine una sofferta salvezza. Il campionato sofferto è solo la premessa per il disastro del successivo anno, la stagione 2003-2004, la società si spacca nuovamente tra i soci di minoranza che ricorrono alle vie legali e il patron. La società viene iscritta per il rotto della cuffia e la squadra è ulteriormente impoverita. L'inizio è disastroso, per tutta la stagione la squadra resta in piena zona play-out e come se non bastasse i pochi giocatori buoni vengono ceduti nel mercato di gennaio per fare cassa. Agli spareggi salvezza il Taranto affronta la Fermana ma il doppio pareggio condanna gli ionici per la peggiore classifica. Il Taranto retrocede in serie C2. Nell'annata 2004-2005, la società è ormai alla deriva, l'iscrizione viene effettuata ma la squadra è ridotta a soli 4 elementi. La stagione comincia con la formazione Berretti in campo. L'ombra del fallimento si allunga sempre di più e ad accelerare il processo giunge la notizia dell'arresto di Pieroni per truffa aggravata allo stato[3]. Lo società viene messa in liquidazione e la FIGC revoca il titolo sportivo. Il tribunale fallimentare di Taranto indice una prima asta che va deserta, la seconda invece porta all'acquisizione da parte dell'imprenditore manduriano Luigi Blasi che diventa il nuovo proprietario.
Il 16 dicembre 2004 viene costituita la Taranto Sport S.r.l., con conseguente restituzione del titolo sportivo da parte della FIGC.
Il nuovo proprietario interviene pesantemente sul mercato per rafforzare l'organico, la panchina viene affidata a Carlo Florimbi e negli ultimi due mesi la squadra riesce a risalire la china dall'ultimo posto e agguanta gli spareggi salvezza con il Ragusa. La gara di andata allo Iacovone viene vinta dai rossoblu per 2-1, nella gara di ritorno è obbligatorio non perdere per mantenere la categoria, un massiccio esodo di tifosi parte alla volta della sicilia per incitare la squadra che li ripagherà con una vittoria per 2-1, eroe della giornata Malagnino che sigla una doppietta. Il Taranto è salvo. Nell'anno 2005-2006, dopo i problemi degli ultimi anni il Taranto può finalmente programmare la stagione senza patemi economici, la nuova proprietà si propone di fare un campionato di vertice, la squadra termina il campionato al secondo posto, dove accede ai playoff per la serie C1.Gli ionici nella semifinale dei playoff affrontano il Melfi. All'Arturo Valerio di Melfi sono i lucani a vincere 3-1. La squadra ionica, però, crede ancora nella promozione e una settimana dopo i rossoblù battono i lucani per 2-0 grazie alle reti di Emanuele Catania e Andrea Deflorio che fanno esplodere di gioia lo Iacovone. In finale i rossoblù trovano i calabresi del Rende, che hanno superato nell'altra semifinale la Pro Vasto, l'andata viene disputata al San Vito di Cosenza e la gara termina 1-1. Nella gara di ritorno il Taranto supera 1-0 il Rende grazie alla rete siglata nel secondo tempo di recupero da Vincenzo Deliguori. Il Taranto vince i playoff e viene promosso in C1.Nella stagione 2006-2007, la società si prefigge l'obiettivo di disputare un campionato di vertice in Serie C1.
. Il 27 agosto 2006, si aggiudica il "Memorial Michele Blasi", dedicato al figlio prematuramente scomparso del presidente Luigi, superando sia il Potenza che il Brindisi.
Durante la Coppa Italia, supera al primo turno il Catania (formazione militante in Serie A), mentre è eliminato dal Brescia al turno successivo. In campionato, la Taranto Sport si classifica al quinto posto, totalizzando 15 vittorie, 11 pareggi, 8 sconfitte, 45 gol fatti e 31 subiti, e meritando l'accesso ai play-off per la serie B. In semifinale incontra l'Avellino piazzatosi secondo. La squadra ionica vince la gara di andata per 1-0 con un gol di Antonio Zito, ma la gara di ritorno è vinta per 1-0 dall'Avellino con un gol di Vincenzo Moretti su calcio di punizione a pochi minuti dalla fine, risultato che consente ai campani di accedere alla finale play-off in virtù del migliore piazzamento in classifica. Nella stagione 2007/08, la società si prefigge l'obiettivo di puntare alla promozione diretta in Serie B. La stagione non parte nel migliore dei modi: in un mercato estivo caratterizzato da più ombre che luci[4] il Taranto ingaggia in sostituzione di Aldo Papagni il tecnico Adriano Cadregari, che nella precedente stagione ha guidato la squadra primavera della Fiorentina, ma questi si dimette per motivi personali il 18 agosto 2007. Il nuovo tecnico chiamato in sua sostituzione è Marco Cari, nella precedente stagione al Perugia. In campionato, la Taranto Sport si classifica in terza posizione accedendo ai play-off. Dopo aver battuto in semifinale il Crotone, è sconfitta in finale dall'Ancona (andata 0-0; ritorno 2-1). Nel cvampionato 2008-2009, il Taranto si prefigge subito l'obbiettivo della promozione, cercando di riconquistare i play-off in campionato. Ma questa stagione fu meno brillante del previsto, anzi, il Taranto ha dovuto lottare per evitare i play-out per lungo tempo. Nell'ultima giornata, vincendo 3-2 in trasferta contro il Sorrento, il Taranto evita i play-out e si classifica al 9º posto. A fine stagione lasceranno la società sia l'allenatore Paolo Stringara, che verrà sostituito da Giuseppe Brucato, sia il presidente Luigi Blasi, il quale verrà sostituito successivamente da Vincenzo D'Addario.
[modifica] Campionato 2009-2010. Inizia l'era D'Addario
Il 6 settembre 2009, Vincenzo D'Addario, imprenditore tarantino operante nella commercializzazione online di automobili, rileva il 100% della società da Luigi Blasi, dopo una brevissima parentesi di co-presidenza. Dopo la fine del torneo di Prima Divisione, concluso con un deludente settimo posto, la società rossoblù ha modificato la denominazione ufficiale in AS Taranto Calcio. Nella stagione 2010-2011 il Taranto parte con l'obiettivo Play-Off, che riesce a raggiungere, arrivando quarti in classifica. Nei Play-Off però perde con l'Atletico Roma in semifinale (Andata Taranto - Atletico Roma 0-1 Ritorno Atletico Roma - Taranto 2-3). Nel campionato 2011-2012, Inserito nel girone settentrionale della Lega Pro Prima Divisione il Taranto lotta per la promozione diretta ma per l'ennesima volta noie di natura economica minano il cammino dei rossoblù che comunque passano, dopo l'inizio del campionato, due settimane in testa alla classifica. In seguito, il Taranto si vede impegnato in un testa a testa con la Ternana, la quale resta al primo posto per la maggior parte del campionato.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria Taranto Calcio | ||
|---|---|---|
1929 Riforma dei campionati: la Prima Divisione è declassata a terza serie.
|
|
|
[modifica] Colori e simboli
[modifica] Simboli ufficiali
L'attuale logo dell'A.S. Taranto Calcio è stato creato nel 2009 e riprende in parte lo stemma della città con Taras a cavallo di un delfino che impugna nella mano sinistra un tridente mentre sull'avambraccio destro porta un drappo. L'attuale proprietà non ha adottato ancora un inno ufficiale, il più conosciuto però è il seguente:
Tu forte squadra rossoblu sei la potenza degli dei! Sai vince quando vuoi puoi! conta su di noi! Taranto sei forte, Taranto sei grande, Taranto sei tutto per noi. Taranto sei vivo, Taranto, sei bello, Taranto sei ognuno di noi. Nelle nostre vene scorre questo sangue, non è blu ma è rossoblu! Taranto sei forte, Taranto sei grande, Taranto sei tutto per noi. Taranto sei vivo, Taranto sei bello, Taranto tu sei tutti noi. Nelle nostre vene scorre questo sangue, non è blu ma è rossoblu! C'è un sogno in tutti noi che solo se tu vuoi ci farà toccare il cielo puoi! portaci dove vuoi! Taranto sei forte, Taranto sei grande, Taranto sei tutto per noi. Taranto sei vivo, Taranto, sei bello, Taranto sei ognuno di noi. Nelle nostre vene scorre questo sangue, non è blu ma è rossoblu! Taranto sei forte, Taranto sei grande, Taranto sei tutto per noi. Taranto sei vivo, Taranto sei bello, Taranto tu sei tutti noi. Nelle nostre vene scorre questo sangue, non è blu ma è rossoblu! Taranto sei forte, Taranto sei grande, Taranto sei tutto per noi. Taranto sei vivo, Taranto, sei bello, Taranto sei ognuno di noi. Nelle nostre vene scorre questo sangue, non è blu ma è rossoblu! Non è blu ma è rossoblu! Non è blu ma è rossoblu! Taranto!
[modifica] Strutture
[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Erasmo Iacovone. |
L'A.S. Taranto gioca le partite casalinghe allo Stadio Erasmo Iacovone ex Stadio Salinella dal nome del quartiere cittadino nel quale è situato, è il maggiore stadio di calcio della città ed è stato inaugurato l'8 dicembre 1965. È dedicato al grande fuoriclasse del Taranto scomparso tragicamente nel 1978. Costruito dapprima con tubi di ferro gentile e legno, venne completamente ristrutturato, con la creazione di pilastri in cemento armato, nel 1985. Il 26 aprile 1989 ha ospitato la gara amichevole tra la Nazionale italiana e l'Ungheria (4-0 per gli azzurri).
[modifica] Centro di allenamento
L'A.S. Taranto svolge le sedute di allenamento nello Stadio Erasmo Iacovone e nell'impianto sportivo di Palagianello.
[modifica] Società
[modifica] Organigramma societario
[modifica] Sponsor
|
[modifica] Impegno nel sociale
La società del presidente D'Addario, sia per sua filosofia, sia come espressione di una sensibilità comune ad un intero popolo, è sempre vicina ai temi più "cari" all'intera città. Ciò è testimoniato da iniziative come le innumerevoli visite da parte della squadra e tecnico in scuole, centri e luoghi di aggregazione sociale. Inoltre, il presidente D'Addario, a partire dal match Ternana-Taranto fino alla fine della stagione 2011-2012, consentirà la sponsorizzare della società TarantoSupporters per mezzo dello slogan “RespiriaAMO Taranto” scritto sulle divise da gioco, a testimonianza della vicinanza della dirigenza ai problemi ambientali presenti nella città. Da ricordare che la suddetta sponsorizzazione è stata resa possibile grazie ad una raccolta fondi tra i tifosi stessi, da parte della stessa società TarantoSupporters, pari a circa 11000 €. [5][6][7][8][9]
[modifica] Allenatori e presidenti
|
[modifica] Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori dell'A.S. Taranto Calcio. |
[modifica] Palmarès
[modifica] Competizioni nazionali
[modifica] Statistiche e record
[modifica] Partecipazione ai campionati
Il Taranto ha disputato, a partire dal 1927, 32 campionati in Serie B, 37 in Serie C, 5 in Serie D. Non ha mai disputato campionati di Serie A. Il miglior risultato raggiunto nella storia dal Taranto è stato il quinto posto in Serie B raggiunto nella stagione 1973-74. Si ricordano le vittorie dei campionati di Serie C del 1936/37 e del 1953/54, di Serie C1 del 1989/90 e di Serie C2 del 2000/01. Successo anche nel campionato di Serie D del 1994/95, con la conquista del titolo di "Campione d'Italia di Serie D" conseguito nella doppia finale con il Tolentino. Si ricordano anche le salvezze in Serie B nei campionati del 1986/87 e del 1991/92, ottenute entrambe a seguito di spareggi, nonché i dodici anni consecutivi di permanenza nella serie cadetta (precisamente dal 1969/70 al 1980/81) ed il secondo posto nel campionato di Serie C1 1983/84 alle spalle del Bari, traguardo che permise ai rosso-blu ionici di ritornare nella seconda serie.
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
B |
Prima Divisione | 1 | 1927-1928 | 1927-1928 | 32 |
| Serie B | 31 | 1935-1936 | 1992-1993 | ||
C |
Prima Divisione | 7 | 1928-1929 | 1934-1935 | 44 |
| Serie C | 19 | 1936-1937 | 1968-1969 | ||
| Serie C1 | 14 | 1981-1982 | 2011-2012 | ||
| Serie C2 | 4 | 1995-1996 | 2005-2006 | ||
D |
Serie D | 5 | 1993-1994 | 1999-2000 | 5 |
- Miglior piazzamento in Serie B: 5º posto (stagione 1973-1974)
- Partecipazioni alla Coppa Italia: 31
- Migliore vittoria in campionato: Pro Gioia - Taranto 0-16 (stagione 1928-1929)
- Peggiore sconfitta in campionato: Spezia - Taranto 9-0 (stagione 1939-1940)
- Maggior numero di vittorie in una stagione: 22 (1994-1995) e (1999-2000)
- Minor numero di sconfitte in una stagione: 2 (1982-1983)
- Maggior numero di punti in una stagione: 75 (1999-2000)
- Maggior numero di gol in una stagione: 74 (1951-1952)
- Maggior numero di vittorie consecutive: 11 (1928-1929)
- Maggior numero di partite senza sconfitte: 20 (1997-1998)
- Giocatore con più gol segnati in un campionato: Christian Riganò (28) 2001-2002
- Acquisto più costoso: Guglielmo Coppola - 1 miliardo di lire dall'Cagliari Calcio
- Cessione più remunerativa: Pietro Maiellaro - 2,2 miliardi di lire al Associazione Sportiva Bari più i cartellini di Maurizio Gridelli e di Giorgio Roselli
[modifica] Statistiche individuali
A livello individuale il giocatore con il maggior numero di presenze in rossoblù è Giovanni Manzella con 271 partite. Seguono Mario Biondi con 264 presenze, Ivan Romanzini con 259 presenze, Vincenzo Castellano con 240 presenze e Mario Bernabel con 236 presenze.
Il capocannoniere di tutti i tempi è Martino Castellano con 89 gol. Alle sue spalle Vincenzo Castellano con 61 gol, Bruno Beretti con 49 gol, Enrico Cuoghi con 44 gol, Vincenzo Margiotta con 43 gol e Christian Riganò con 42 gol.
[modifica] Tifoseria
La tifoseria del Taranto ha vinto nel 2001 il premio Miglior curva italiana assegnato dalla rivista Supertifo. [11]; [12] Il settore Curva nord è quello più popolato da svariati gruppi. I principali sono Ultrapaz e Gruppo Zuffa, oltre a Psyko Group, Krazy Group, Ultra CEP, Teste Matte, Boys Lizzano, Angeli della Nord; numerosi sono quelli presenti anche negli altri settori, come Taranto Supporters, Tifo è Amicizia, Delfini Erranti, Taranto Club Butt'de Sang, Gruppo Marines, I tifosi dello Chalet Bella Taranto, e Taranto Centro 74100 nel settore Gradinata. Tra le partite in trasferta con il più alto numero di supporters al seguito si ricordano gli spareggi per la permanenza in Serie B a Napoli nella stagione 1986-1987 contro Lazio e Campobasso e ad Ascoli nella stagione 1991-1992 contro la Casertana, entrambe con più di diecimila presenze. Nel 2010-2011, a stagione ancora in corso, su un totale di 13 trasferte ne sono state concesse 2 (Pisa e Lucca), e vietate 11. Il 12 novembre 2007, giorno in cui era in programma la partita Taranto-Massese (poi persa a tavolino 0-3), ci furono intemperanze dei tifosi rossoblù allo stadio, in solidarietà alla morte del tifoso della Lazio, Gabriele Sandri. Da allora in maniera saltuaria, e dal 2009 in modo costante, il tifo rossoblù è oggetto del divieto di recarsi in trasferta da parte del C.A.S.M.S.. Per parte della stagione 2007-2008, e per quasi tutta la stagione 2008-2009, la squadra è stata costretta a giocare allo stadio Iacovone o senza tifosi o con parti dello stadio chiuse al pubblico, col risultato che a Taranto, in quel periodo, raramente sono state superate le poche migliaia di tifosi. Nel 2009-2010 e 2011-2012, anno della definitiva adozione della tessera del tifoso, è stato imposto divieto di recarsi in trasferta su campi di squadre che non sono mai state affrontate prima, o di squadre con cui il Taranto non ha mai avuto problemi di tifoseria in passato. L'unico gemellaggio nella storia della tifoseria rossoblu risale agli anni ottanta con i tifosi del Lecce, spezzato quando quest'ultimi hanno stretto gemellaggio con la curva veronese, rivali storici dei tarantini. Attualmente vi sono solo rapporti di stima e amicizia reciproca con i tifosi di Juve Stabia, Sambenedettese, Brindisi, Napoli, Trani, Potenza e Puteolana. Sono storiche le rivalità del Taranto con Bari, Foggia, Salernitana e Cavese. Le rivalità minori sono quelle con Catania, Avellino, Cosenza, Andria, Crotone, Casertana, Hellas Verona, Ternana, Campobasso, Lazio, Roma, Nocerina, Benevento, Monopoli e Melfi.
[modifica] Organico
[modifica] Rosa 2011-2012
Rosa e numerazione sono aggiornati al 4 settembre 2011.[13]
[modifica] Staff tecnico
|
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ http://www.golsicilia.it/articoli/2059/Amarcord-rossazzurro-9-giugno-2002-il-Catania-torna-in-serie-B-dopo-15-anni/
- ^ http://www.tarantosupporters.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6086&catid=11:articoli&Itemid=104, Lo smemorato di Jesi, 26 gennaio 2010
- ^ http://www.tifo-e-amicizia.it/archivio/paginehtm/abcdef/arrestopieroni.htm
- ^ Taranto, strategie di mercato tra (poche) luci e tante ombre, Tuttomercatoweb, 7 luglio 2007
- ^ Taranto, il calcio fa rima con volontariato, 25 ottobre 2011, Corriere della Sera, Economia
- ^ Taranto, Dionigi regala sua auto a ragazzo malato, 14 ottobre 2001, Quotidiano.net, sport, calcio
- ^ 24 novembre 2009, vittoriapiccione.wordpress.com
- ^ [1]
- ^ http://www.resport.it/lega_pro/tifosi_taranto_sponsorizzano_squadra_pagano_ritiro.aspx
- ^ Ufficiale, il Taranto ora è tutto di Enzo D'Addario Mondorossoblu.it, 16 settembre 2009
- ^ http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=35190
- ^ http://gruppoheroes.altervista.org/STADIOeTIFOSERIA.html
- ^ La rosa astaranto.it
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Scotti - Cinquantenario dello sport tarentino 1905-1955 - Taranto, 1955
- Rino Dibattista - Settant'anni in rossoblu - Brizio Editrice - Taranto, 1979
- Sandro e Gianni Dibattista - Mai dire Taranto - Gli ultimi dodici anni del calcio jonico - Aldo Primerano Editrice Tipografica - Roma, 1991
- Dino Lopane - Il Taranto di Sant'Antonio - Edizioni Pugliesi - Taranto, 1999
- Cosimo Argentina - Cuore di cuoio - Sironi Editore - Milano, 2004
- Franco Valdevies - 80 anni in rossoblù – Un secolo di calcio a Taranto- Edizioni Pugliesi - - Taranto, 2007
- Gianni Sebastio - Il Taranto a modo mio - Le storie che non ho mai raccontato - Edizioni Studio 100 - Taranto, 2008
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito Ufficiale dell'AS Taranto Calcio
- MagicoTaranto.it | Il Portale dei Tifosi Tarantini
- Miky & Genny - La storia del calcio a Taranto, tutte le partite dal 1904
- Taranto Supporters
- Tifo è amicizia 1991
- Tutto Sport Taranto - Il sito degli sportivi tarantini
- L'almanacco completo del Taranto Calcio - Dal 1927 ad oggi
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it.
