Impregilo

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Impregilo S.p.A.
Nazione bandiera Italia
Tipologia Società per azioni

Borse valori

Borsa Italiana: IPG

Fondazione 1990
Sede principale Sesto San Giovanni
Persone chiave *Massimo Ponzellini

Settore

costruzioni ed ingegneria

Fatturato 2,627 miliardi di euro (2007)
Risultato operativo 131,2 milioni di euro (2007)
Utile netto 40,8 milioni di euro (2007)
Dipendenti 10.140 (2006)
Slogan De tous les actes, le plus complet est celui de construire (Paul Valery) ("di tutti gli atti il più completo è costruire")
Sito web www.impregilo.it
Portale Aziende

Impregilo (pronuncia: Impregìlo) è una multinazionale e principale gruppo italiano nel settore delle costruzioni e dell'ingegneria per dimensioni e fatturato; è attualmente leader nella realizzazione di infrastrutture per il trasporto (costruzioni ferroviarie), per il ciclo di trattamento delle acque reflue e dissalatori e nelle opere per l'ambiente (ingegneria per l'ambiente e il territorio). Il gruppo è il primo general contractor[1] italiano nel settore delle grandi opere.

Indice

Storia

Impregilo è quotata alla borsa di Milano. Possiede un capitale sociale di 716 milioni di euro, un portafoglio ordini superiore ai 13 miliardi di euro e oltre 10 000 dipendenti. L'attuale S.p.A. è il risultato del raggruppamento e fusione delle principali aziende italiane operanti nei settori dell'edilizia e dell'ingegneria.

Negli anni 1989 e 1990, Fiat Impresit e Cogefar si fusero in Cogefar-Impresit. Successivamente furono incorporate anche le società Girola e Lodigiani; il gruppo cambia nome, diventando Impre-gi-lo S.p.A. In seguito fu incorporata la società d'ingegneria Castelli e al termine di quel periodo fu nominato quale presidente del gruppo Franco Carraro.

Dalla fine del 2005, circa il 30% del capitale sociale è detenuto da Igli SpA, dopo l'esercizio dell'opzione call sulle azioni detenute da Gemina precedente azionista di riferimento fino a metà dello stesso anno. Nell'anno 2006, Fisia Italimpianti e la sua controllata Fisia Babcock GMBH tornano ad essere proprietà di Impregilo Spa al 100%. Sui principali giornali, non solo finanziari e di settore, appaiono ricorrenti voci di una possibile fusione tra Impregilo e il gruppo Astaldi S.p.A.. Da febbraio 2007, l'assetto azionario di Igli è composto in modo paritetico, al 33%, dalle società Argofin (gruppo Gavio), Autostrade (famiglia Benetton) e Immobiliare Lombarda (gruppo Ligresti).

L'attuale presidente è Massimo Ponzellini e l'amministratore delegato è Alberto Rubegni, subentrato ad Alberto Lina nel luglio 2007. Il comitato esecutivo è composto da Antonio Talarico, Giovanni Castellucci, Beniamino Gavio, Andrea Novarese e Giuseppe Piaggio.

Principali opere ed attività

Settori di attività

La società opera a livello mondiale nei settori:

Principali mercati

Ponte sullo Stretto di Messina

Per approfondire, vedi la voce Ponte sullo Stretto di Messina.

Nell'ottobre 2005, Impregilo, a capogruppo di una cordata di aziende internazionali, si aggiudicò la gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, battendo l'ultima cordata concorrente guidata dalla capogruppo Astaldi S.p.A.. L'offerta finale risultò essere di 3,88 miliardi di euro, con il progetto che considerava un tempo di realizzazione di 70 mesi.[senza fonte] Il contratto di assegnazione è stato firmato dal governo Berlusconi il 27 marzo 2006.

L'approvazione del progetto definitivo e di conseguenza del progetto esecutivo da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) e della società concessionaria Stretto di Messina S.p.A. guidata da Impregilo doveva concludersi in un tempo definito in dieci mesi dalla firma del contratto; in tale intervallo di tempo (fino all'estate del 2007) il governo e la Stretto di Messina S.p.A. avevano la possibilità di ritirarsi dall'affare. L'accantonamento del progetto da parte del governo avrebbe comportato il pagamento di una penale che aumenta in relazione al tempo in cui questa decisione dovesse essere comunicata alle parti.

Nel mese di ottobre 2007, il parlamento ha votato per il definitivo accantonamento del progetto e lo scioglimento della società Stretto di Messina S.p.A. La proposta della maggioranza (governo Prodi) è stata bocciata, anche a causa del voto contrario del partito Italia dei valori fondato da Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture nel Governo Prodi II, che aveva invece proposto di accorpare la Stretto di Messina S.p.A. nell'ANAS.

Smaltimento dei rifiuti in Campania

Per approfondire, vedi la voce Crisi dei rifiuti in Campania.

Nel 2000, la FIBE (sigla ottenuta dai nomi delle imprese Fisia, Impregilo, Babcock e Evo, ossia Energieversorgung Oberhausen AG) si aggiudicò l'appalto statale per l'intero ciclo di raccolta e smaltimento industriale dei rifiuti della regione Campania. FIBE e FIBE Campania sono aziende del Gruppo Fisia, a sua volta controllata al 100% da Impregilo. Uno dei principali motivi per cui l'appalto fu vinto dal Gruppo Impregilo riguardò il ridotto tempo di realizzazione degli impianti di incenerimento. I tempi di realizzazione dell'inceneritore di Acerra contrattualizzati erano di 300 giorni[2].

A inizio 2008, principalmente a seguito di una serie di inefficienze e di violazioni delle norme igieniche segnalate da gruppi ambientalisti, i lavori relativi all'inceneritore non erano ancora conclusi e sia la città di Napoli che la regione Campania si trovavano in piena crisi dei rifiuti, anche grazie all'inerzia e alla complicità dei propri enti amministrativi.[senza fonte] Questo stato di cose ha fatto guadagnare denaro alla camorra che trae enormi profitti dalla malagestione dei rifiuti urbani. Nel frattempo sono state accumulate tonnellate di rifiuti in forma di ecoballe che non risultano realizzate a norma di legge e quindi non smaltibili. La Magistratura di Napoli aveva istituito un processo ed aveva deciso il congelamento dei conti correnti italiani del gruppo Impregilo, per un valore di 750 milioni di euro.[3].

Nel maggio 2008 vengono arrestate 25 persone, fra cui l'amministratore delegato di Fibe S.p.A. Massimo Malvagna, con l'ipotesi di varie accuse connesse al traffico dei rifiuti[4]. Nello stesso mese, in seguito ad elezioni politiche dovute alla fine anticipata della precedente legislatura, Silvio Berlusconi diviene presidente del Consiglio e risolve questa situazione da tempo fuori controllo.[senza fonte]. Il 26 marzo 2009 si inaugura l'inceneritore ed entra in funzione[5], ma subito dopo l'inceneritore viene fermato senza riprendere l'attività[6].

Scandali e violazioni

Vari scandali e atti di corruzione e concussione hanno visto inquisiti i diversi amministratori delle società del gruppo Impregilo.[senza fonte] Al di fuori dell'Italia, in particolare nei paesi dell'America latina e dell'Africa, Impregilo, in qualità di capogruppo, è stata coinvolta e citata in giudizio rispetto a reati riguardanti l'ambiente e la salute delle popolazioni locali in cui le opere venivano edificate[7].

Terremoto dell'Aquila del 2009

Per approfondire, vedi la voce Terremoto dell'Aquila del 2009.
Ospedale Regionale San Salvatore a L'Aquila

Il 6 aprile 2009 alle ore 03:32 un terremoto con magnitudo di 5,8 scala Richter (6,3 Mw) colpisce l'Aquila e provincia. Tra i tanti edifici ad essere danneggiati c'è anche l'Ospedale Regionale San Salvatore. L'ospedale evacuato e dichiarato inagibile al 90% subito dopo il sisma è stato oggetto di una inchiesta parlamentare nel 2000, la Commissione d'Inchiesta Parlamentare sugli ospedali incompiuti, il cui vicepresidente era Ferdinando di Orio, (ex senatore DS ed attuale rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila), il quale ha dichiarato che il San Salvatore fu "uno scandalo di questo paese" e che "la Guardia di Finanza ha calcolato che l'ospedale è costato nove volte più del necessario"[8] Mauro Tursini, ingegnere civile e direttore dell'Ufficio Tecnico della ASL de L'Aquila, ha dichiarato che "l'ospedale è stato per anni il Pozzo di San Patrizio dove buttare i soldi".[8].

Il San Salvatore, progettato nel 1967 dall'architetto Marcello Vittorini, è stato costruito a blocchi a partire dal 1972 da diverse imprese con una serie di appalti e subappalti, per una spesa di 12 miliardi di lire per 1100 posti letto[8]. Nel 1992, i poliambulatori iniziarono la loro attività ma l'edificio rimase parzialmente incompiuto, con travi a vista e pilastri abbandonati. L'ultima tranche di lavori fu eseguita per piccoli lotti (il laboratorio d'analisi, la farmacia, poi nel 1998 le sale operatorie) fino all'inaugurazione finale del 1999, con una spesa finale di circa 200 miliardi di lire stanziati in 20 anni da Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per 350 posti letto[8].

L'ultima impresa di costruzioni che fu coinvolta nel progetto di ricostruzione dell'Ospedale fu la Cogefar, confluita in Impregilo.

Subito dopo le polemiche sul crollo del nosocomio, l'Impregilo, tramite il suo ufficio stampa ha dichiarato che "l'ospedale ha iniziato la costruzione nel 1972, mentre noi abbiamo vinto una gara nel 1991, quando l'intera struttura era già stata tirata su. Il nostro compito, con diversi stralci durato fino al 2002, è stato quello di realizzare gli impianti sussidiari: pavimenti, bagni, impianti elettrici e meccanici, sistemato gli arredi, gli equipaggiamenti medicali, le opere di finitura e costruito ex novo due strutture, una scuola per infermieri e un asilo nido, opere di cintura. Ma non ho idea di chi abbia precedentemente realizzato la struttura."[9].

La precedente affermazione dell'ufficio stampa dell'Impregilo, però, è in conflitto con le notizie che la stessa Impregilo inserisce sul suo sito web ufficiale, in cui afferma, per due volte[10] [11], d'essere il costruttore dell'ospedale de L'Aquila [12] [13].

Secondo Ferdinando di Orio, "fino almeno al 1993 l'ospedale rimase un rustico, con i pilastri abbandonati. Sarebbero bastati tre-quattro anni per completarlo e invece..."[8].

Consiglio d'amministrazione

Consiglio d'amministrazione in carica al 7 dicembre 2007 secondo le comunicazioni ufficiali della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa:

Dati economici e finanziari

Nel 2008 il Gruppo Impregilo ha conseguito 2.95 miliardi di ricavi, EBIT di 189.08 milioni, utili per 167.64 milioni. Possiede un patrimonio netto di 824.8 milioni e una posizione finanziaria netta di 42.6 milioni, 10977 dipendenti, debiti commerciali per 1.16 miliardi, debiti verso banche e altri finaziatori per 802.18 milioni,

Solo Impregilo S.p.A. ha ottenuto ricavi per 1.66 miliardi, EBIT di 138.9 milioni, utili per 83 milioni. Patrimonio netto di 806.9 milioni, posizione finanziaria netta negativa per 475 milioni, 162 dipendenti, partecipazioni per 356.81 milioni di euro in 353 società di costruzione, 9 di impiantistica, 24 di concessioni e altre varie aziende.

  • Fonte: Bilancio Impregilo S.p.A. al 31.12.08 reperibile su impregilo.it

Principali Partecipazioni

  • Consorzio Alta Velocità Torino/Milano - C.A.V. To.Mi. - 74.69%
  • Consorzio Alta Velocità Emilia/Toscana - C.A.V.E.T. - 75.98%
  • Eurolink S.C.p.A. - 45%
  • Passante di Mestre S.c.p.A. - 42%
  • Pedelombarda S.C.p.A. - 47%
  • Fisia Italimpianti S.p.A. - 100%
  • Fibe S.p.A. - 99.98%

Principali azionisti

Il pacchetto di controllo di Impregilo è detenuto da IGLI S.p.A. (29,866%). La società fa capo, con quote paritetiche del 33%, a Autostrade per l'Italia S.p.A. (gruppo Benetton), Argo Finanziaria (gruppo Gavio) e Immobiliare Lombarda (gruppo Fondiaria Sai).

Altri azionisti:

  • Gruppo Assicurazioni Generali - 3,101%, tramite:
    • direttamente - 1,654%
    • Toro Assicurazioni S.p.A. - 0,550%
    • Nuova Tirrena S.p.A. - 0,346%
    • Augusta Assicurazioni S.p.A. - 0,332%
    • Augusta Vita S.p.A. - 0,182%
    • Fata Assicurazioni Danni S.p.A. - 0,025%
    • INF Società Agricola S.p.A. - 0,004%
    • Genagricola Generali Agricoltura S.p.A. - 0,004%
    • Agricola S. Giorgio S.p.A. - 0,004%
  • Gruppo Banca Popolare di Milano - 2,959%, tramite:
    • Banca Akros S.p.A. - 2,931%
    • direttamente - 0,028%
  • The Royal Bank of Scotland Plc - 2.176%, tramite ABN Amro Bank NV

In qualità di gestori del risparmio, partecipano in Impregilo:

  • Centaurus Capital LP - 5,828%
  • FMR LLC - 5,104%
  • S.W. Mitchell Capital LLP - 3,156%
  • DWS Investments Gmbh - 2,402%
  • Gandhara Advisors Europe LLP - 2,157%

Dati aggiornati al 4 febbraio 2008 secondo le comunicazioni ufficiali della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.

Note

  1. ^ Il termine della lingua inglese indica genericamente la capacità di un gruppo nel soddisfare l'intero ciclo di progettazione, realizzazione e conduzione dell'opera stessa.
  2. ^ Gabriella Gribaudi, Il ciclo vizioso dei rifiuti campani
  3. ^ Ipotesi di truffa ai danni della regione Campania
  4. ^ Ecco l'elenco dei 25 arrestati - Funzionari e ad aziende, laRepubblica.it
  5. ^ "Acerra, parte il termovalorizzatore - Berlusconi: «È la fine della crisi dei rifiuti», Il Mattino, 26 marzo2009
  6. ^ Silvana Santo, La Nuova Ecologia, 27 aprile 2009
  7. ^ Impregilo
  8. ^ a b c d e Fabrizio Caccia, "I ventisette anni di sprechi per l'ospedale che crolla", Corriere della Sera, 8 aprile 2009
  9. ^ Pier Paolo Flammini - "Terremoto, Impregilo: «Non abbiamo costruito noi l'ospedale a L'Aquila»", 8 aprile 2009
  10. ^ Primo riferimento sul sito web ufficiale dell'Impregilo
  11. ^ Secondo riferimento sul sito web ufficiale dell'Impregilo
  12. ^ Luigi Politano, "L'ospedale de L'Aquila, costruito da Impregilo", 8 aprile 2009
  13. ^ Gianluca Paolucci, "Ospedali marci - Impregilo e il terremoto dell'Aquila", La Stampa, 8 aprile 2009

Collegamenti esterni

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