Società Sportiva Dilettantistica Trento Calcio 1921

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
A.C. Trento
Calcio Football pictogram.svg
Aquilotti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Giallo e Blu.png Giallo-blu
Inno Vai Trento Vai
Dati societari
Città Trento
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Promozione
Fondazione 1921
Presidente Mauro Giacca
Allenatore Filippo Moratti
Stadio Briamasco
(5.000 posti)
Sito web www.actrento.com/
Palmarès
Scudetti 0
Trofei nazionali 0
Trofei internazionali 0
Si invita a seguire il modello di voce

La Associazione Calcistica Trento, o più semplicemente A.C. Trento è la principale squadra di calcio di Trento. Attualmente milita nella Promozione trentina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio a Trento, nacque all'inizio degli anni '20, in cui, nel 1921 nacque l'Associazione Calcio Trento a seguito della fusione tra l'Unione Ginnastica Trento i cui colori sociali erano il bianco-celeste con il leone rampante e la Sport Pedestre, ridenominata in seguito Pro Trento le cui divise da gioco erano nerostellate in onore del Casale. Il primo terreno di gioco della squadra era quello dell'ex Piazza d'Armi ora Piazza Venezia.

Negli anni a venire, poi, dopo aver ospitato le partite casalinghe sulla spianata sassosa della Piazza d'Armi venne inaugurato lo stadio inizialmente chiamato “Stadium” in località Briamasco cui seguirono periodi travagliati in cui il calcio in città subì alterne vicende con il Trento protagonista nei vari campionati interregionali e, dopo essere scomparso dall'attività, il 28 settembre 1929 con la denominazione di Associazione Sportiva Trento adottò definitivamente il giallo-blu come colore sociale del sodalizio e delle proprie casacche. A partire dalla stagione di Terza Divisione 1930-1931, iniziò il cammino festeggiando già con la promozione in Seconda Divisione e scontrandosi l'anno dopo con l'A.C. Bolzano disputando il suo primo derby regionale che farà registrare più di tremila spettatori, con punte proprio per il derby di ritorno di oltre quattromila tifosi allo Stadio Briamasco. Nel campionato di Prima Divisione 1934-1935 il Trento disputò un girone di andata memorabile arrivando al primo posto, poi, nel girone di tirarono arrivò al terzo posto la vittoria casalinga di fronte a più di cinquemila persone con la Fiumana viene celebrata con feste fino a notte.

Dal 1936 al 1937, per il Trento vi fu un periodo di inattività dovuto per problemi societari e finanziari e che segnerà successivamente la rinascita dell'Associazione Calcio Trento che parteciperà alla Prima Divisione e che verrà ammesso in Serie C al termine della stagione di Prima Divisione 1938-1939. La prima esperienza in Serie C, però, durò appena un anno per poi retrocedere e ritornare in Prima Divisione.

La stagione successiva, le aquile tridentine si ripresentò ai nastri di partenza nel campionato di Prima Divisione 1940-1941 piazzandosi quarto e venendo promosso in Serie C a completamento organici. L'annata successiva in Serie C, la squadra assunse denominazione di A.C. Trento-Caproni dal nome della locale fabbrica di aerei con l'azzurro come colore sociale arrivando settimo, poi, nell'ultimo campionato prima della Seconda Guerra Mondiale, la Trento-Caproni arrivò quinta disputando la serie superiore alla ripresa dell'attività sportiva.



Dopo la guerra, nella stagione 1945-1946 vide il Trento disputare la Serie mista B-C Alta Italia, arrivando alla fine dodicesimo e retrocedendo in Prima Divisione, cui seguirono gravi problemi finanziari.

Nel 1948, alla presidenza del Trento arrivò l'Onorevole Renzo Helfer che per tanto tempo resse le sorti societarie negli anni dei derby infuocati contro il Rovereto, che richiamarono al Briamasco oltre 5000 tifosi accanitissimi.

Dagli Anni Cinquanta agli Anni Ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Per il ritorno in Serie C, dopo tre anni in Promozione Interregionale, il Trento dovette attendere la stagione 1950-1951, con un'annata composta da 119 reti segnate in 34 partite e 62 punti conquistati.

Nella stagione di Serie C 1951-1952, la squadra venne in parte smobilitata per esigenze di bilancio, in cui i sogni dei tifosi gialloblu si dovettero fermare al quinto posto che segnarono la retrocessione nella neonata IV Serie e l'addio al sogno della nuova Serie C a girone unico. Da quel momento il Trento visse un periodo di declino interrotto nel 1959 quando giunse alla presidenza degli aquilotti l'imprenditore Ito Del Favero. Nei primi anni della sua presidenza, le cose non andarono bene per un decennio beccandosi le contestazioni da parte della tifoseria, poi, nonostante le aquile fossero arrivate tra le prime posizioni.



Nel 1970, alla vicepresidenza della società, giunse alla vicepresidenza della società gialloblu, il Presidente della Giunta provinciale Giorgio Grigolli con l'intento di ottenere la promozione in Serie C. Il suo arrivo spinse l'entusiasmo intorno alla squadra registrando punte di 6000 presenze allo stadio ove all'ultima giornata il Trento presentandosi in trasferta a Castelfranco con un punto di vantaggio sul Pordenone secondo in classifica. La partita vide il Trento vittorioso per 2 a 0 con reti di Scali e Babbo su rigore che lasciò in delirio i tifosi al seguito che improvvisarono cortei festosi.

Il Presidente Del Favero, poi, commosso una volta portato il Trento in Serie C diede seguito a periodi di sofferenza con la tifoseria che chiese un ulteriore salto di qualità in Serie B, che però non arriverà mai.

Nella stagione di Serie C 1974-1975, la società decise di provarci con in panchina Franzoi affiancato da Laudadio che fino all'undicesima giornata misero il Trento nelle posizioni alte della classifica, poi, alla fine del campionato il Trento arrivò solo ottavo. L'anno dopo, poi, gli aquilotti arrivarono ultimi retrocedendo in Serie D. Con la stagione di Serie D 1976-1977 arrivò l'era di David, che subentrò in panchina a Franzoi a gennaio segnando l'immediato ritorno in Serie C con propositi ambiziosi come Piergiorgio Lutterotti che divenne una delle bandiere di sempre del calcio trentino.

L'anno dopo, la squadra si piazzò bene ma il campionato ancora successivo vide lo smembramento colmato dalle cessioni importanti di Codognato, Divina, Sgarbossa, Damonti e del bomber Ballarin, così, nonostante l'arrivo in extremis dell'ex azzurro di Inter e Cagliari Angelo Domenghini, non si riuscì ad evitare una brutta retrocessione in Serie C2.

Nella stagione di Serie C2 1979-1980 con Mario David nel ruolo di Direttore Sportivo e di Bruno Baveni in panchina si gettarono basi solide per il Trento schierando giocatori regionali quali: Lutterotti, Telch, Daldosso, Andreatta, Joriatti, Bertocchi in attacco e Cianchetti in difesa. Al termine del campionato, il Trento appaiato al Padova arrivò al secondo posto dietro alla capolista Modena, disputando lo spareggio-promozione venerdì 13 giugno a Verona contro i patavini. Il risultato colmato con l'immediata promozione in Serie C1 finì 2 a 2 con gol di Lutterotti su rigore e Marchei per i gialloblu nei tempi regolamentari con vittoria decisiva ai rigori grazie alla rete decisiva di Parlato.

Dagli anni Ottanta agli anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80, la storia del Trento si caratterizzò per la presidenza di Giorgio Grigolli e per la creazione di un gruppo formato da imprenditori locali. La prima stagione del nuovo decennio, dopo un avvio difficoltoso, regalò ai tifosi un dignitoso piazzamento a metà classifica, poi, Baveni lasciò la carica di mister per divergenze con il DS David e viene sostituito da Stevanato, cui seguì una la politica di valorizzazione dei giovani regionali cara a David portando in squadra Demattè, Montagni, Bertinato e Pallanch, a rafforzare il reparto arretrato a ottobre arrivò dall'Udinese Gigi De Agostini futuro azzurro. Al termine del torneo sarà un discreto decimo posto.

Dopo l'ultima stagione di David al Trento, che in estate passò al Bologna, il posto venne lasciato a Claudio Molinari, poi, nel 1983 il Trento, partito addirittura con propositi di Serie B, si ritrovò alla fine ultimo con 12 punti ed un valzer di panchine con ben tre allenatori: Cappelli, Ansaloni e infine Bazzarini retrocedendo in Serie C2. L'anno dopo, tornò sulla panchina Bruno Baveni ma l'avventura in Serie C2 pur non partendo sotto i migliori auspici, con il ritorno a Trento di Lutterotti e Domenicali, in attacco l'arrivo di Fabrizi, Marchetti ed Araldi, Bencardino e Castioni in difesa, si rivelò esaltante e dopo una partenza di rincorsa sulle fuggitive Ospitaletto e Virescit, il colpaccio arriva all'ultima giornata, quando sul campo della capolista Ospitaletto, gli aquilotti sbancarono con un gol di Bencardino e arrivano allo spareggio di Mantova proprio con i bresciani battendoli e ritornando dopo appena un anno in Serie C1 vincendo una partita-promozione ai rigori grazie alle parate di Mair ed al tiro finale di Lomanno.

Il campionato di Serie C1 1985-1986 si concluse con un finale da batticuore e una salvezza raggiunta all'ultima giornata. A fine campionato Baveni lasciò la panchina ed al suo posto arrivò Paolo Ferrario rifondando completamente la squadra anche grazie all'arrivo della punta Nico Penzo, raggiungendo così i 37 punti finali, e segnando il miglior risultato di sempre in Serie C1.

Seguirono, poi, una serie di campionati senza troppe gioie e il Trento a partire dalla metà degli anni' 90 visse un periodo non felice culminato da ben due fallimenti societari che videro il Trento retrocedere prima in Serie C2 rimanendoci per quattro anni dal 1991 al 1994 e poi nei Dilettanti al termine della stagione di Serie C2 1994-1995. Nel frattempo sulla panchina gialloblù si sedettero una lunga lista di allenatori tra cui spiccò Christian Maraner, una delle bandiere della storia del Trento.

Nelle annate che seguirono al 1995, non ci furono campionati particolarmente esaltanti da parte dei gialloblù salvo una sporadica apparizione in Serie C2 nel 1998 e poi dal 2001 al 2003.

Successivamente, in seguito al fallimento del patron Chini, dopo un secondo cambio di denominazione societaria, da Nuovo Calcio Trento a Trentino Calcio Trento, la tifoseria riuscì nel giugno del 2007 con l'avvento del presidente veronese Mario di Benedetto ad ottenere il ritorno al nome che da sempre identifica gli aquilotti: Trento Calcio. La storia recente registra purtroppo campionati di grande sofferenza culminati con la salvezza ai play out contro il Rivignano e due retrocessioni consecutive sempre ai play out, contro Fanfulla (con ripescaggio) e Montecchio.

L'opposizione e la contestazione al cambio di nome societario da parte della tifoseria più calda, hanno ottenuto il 29 giugno 2007 il ritorno alla originale denominazione. La squadra porta ora il nome di Trento Calcio 1921 con lo stemma della città sulle maglie: la millenaria Aquila di San Venceslao.

Giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2007-2008 ha disputato il girone B del campionato di Serie D, la domenica del 25 maggio 2008 il Trento Calcio retrocede nel campionato di Eccellenza perdendo entrambi gli spareggi play-out contro il Fanfulla per 2-0 a Lodi e 4-1 al Briamasco. Questa retrocessione è il peggior risultato della storia della società giallo-blu. Durante l'estate però gli aquilotti vengono ripescati, ottenendo così il diritto a rimanere in serie D per la stagione successiva. Poco però cambia rispetto alla stagione precedente ed il Trento retrocede nell'Eccellenza nuovamente, stavolta senza l'ancora di salvezza del ripescaggio, toccando il punto più basso fino ad allora della sua storia.

Nella stagione 2009-2010 il Trento partecipa all'Eccellenza regionale nella quale, dopo una penalità di 10 punti poi revocata, ha riconquistato subito la promozione in Serie D. Il successivo campionato è disastroso con la squadra stabilmente sul fondo della classifica. All'ultima giornata i gialloblù riescono però a battere il Castelnuovo Sandrà nello scontro diretto e lo scavalcano in classifica, passando terzultimi e giocandosi le residue chances di salvezza ai playout. La partita di andata, giocata in casa dalla squadra trentina, si conclude 5 a 0 per la squadra ospite, la Castellana di Castel Goffredo, con tutti i gol segnati nel secondo tempo. Ciò fa gridare di rabbia i tifosi locali che avevano gremito la gradinata sud. Il ritorno si conclude 3 a 1 in favore della squadra mantovana che così si salva. La società nel dicembre 2011 passa all'imprenditore mantovano Piervittorio Belfanti.

Nella stagione 2011/2012 milita nell'Eccellenza. Dopo essere arrivata seconda in campionato, i ragazzi di patron Belfanti approdano ai playoff, validi per salire in Serie D. Nella semifinale il Trento affronta l'Aurora Travagliato, pareggiando in casa 0 a 0 (davanti a circa 1.000 persone), ma il ritorno nel bresciano si conclude 1 a 0 a favore dei trentini, grazie alla rete di Casagrande. In finale la squadra di mister Melone affronta i liguri del Vallesturla. L'andata si rileva negativa, per il 2 a 1 subìto sul piccolo campo di Cogorno. Il 17 giugno c'è il ritorno, in un Briamasco di altri tempi (2.000 persone): nonostante le parecchie assenze, il Trento riesce a centrare l'impresa, riuscendo a vincere per 1 a 0 grazie alla rete di Marzochella. Seguono invasione di campo e grande festa dei supporter trentini.

La stagione 2012/2013 non va nei migliore dei modi, cosa che provoca addirittura tre cambi di panchina: si passa da Melone a Gabrielli, sostituito successivamente dall'allenatore della juniores Ivano Martini. A fine novembre l'incarico viene affidato a Luciano De Paola che esordisce alla guida dei gialloblu il 1º dicembre 2012 vincendo 4-2 contro il San Giorgio, ma il Trento non riuscirà a salvarsi, tornando così nel campionato di Eccellenza. La stagione 2013-14 inizia nel peggiore dei modi: la tifoseria organizzata in aperta contestazione con la dirigenza diserta lo stadio Briamasco che non vedrà mai più di 100 presenze. Enormi difficoltà sul campo ma soprattutto una situazione economica spaventosa portano alla retrocessione nel campionato di Promozione (nuovo punto più basso della storia della società) e la società al fallimento.

Il 12 maggio 2014 la società Trento Calcio 1921 SRL viene dichiarata fallita dal Tribunale di Trento.

Il 26 giugno 2014 la società viene acquistata per un prezzo di 50.000 euro dall'imprenditore trentino Mauro Giacca, presidente della Società Dilettantistica cooperativa A.C. Trento. Fra i 33 soci fondatori Diego Schelfi e Giorgio Fracalossi, per il mondo della Cooperazione, Alessandro Pacher, l’ex portiere gialloblu Alberto Betta, Marcello Scali e un’altra vecchia conoscenza del mondo aquilotto, Giampaolo Ossola, che ricopre la carica di vicepresidente. Tra i soci fondatori doveva figurare anche Diego Mosna ma impegni lavorativi hanno tenuto lontano il noto imprenditore trentino al momento della firma sull'atto costitutivo del nuovo sodalizio sportivo.

Colori e simbolo[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali sono il giallo e il blu. nei primi anni di sodalizio la società, in onore dell'allora fortissimo Casale, adottava una divisa nerostellata. In seguito adottò una divisa bianca e blu per passare definitivamente al giallo-blu negli anni '30. La credenza secondo cui questo colore fu adottato dopo un gemellaggio con l'Hellas Verona è completamente priva di fondamento.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Trento Calcio 1921
  • 1921: Fondazione dell'Associazione Calcio Trento nata dalla fusione tra l'Unione Ginnastica Trento e la Pro Trento.
  • 1922-28: Attività a carattere locale.
  • 1929: La società viene rifondata con denominazione Associazione Sportiva Trento[1] e si iscrive ai campionati regionali tridentini.
  • 1930-31: 1° nel girone unico del Direttorio Regionale Tridentino della Terza Divisione. Promosso in Seconda Divisione.
  • 1931-32: 1° nel girone unico del Direttorio Regionale Tridentino della Seconda Divisione. Promosso in Prima Divisione.
  • 1932-33: 9° nel girone C della Prima Divisione.
  • 1933-34: 9° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1934-35: 3° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1935-36: Partecipa al girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina - Trentino-Alto Adige) della Prima Divisione.
  • 1936-37: Non partecipa ad alcun campionato.
  • 1937: La società viene rifondata con la nuova denominazione di Associazione Calcio Trento[2].
  • 1937-38: Partecipa al girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina - Trentino-Alto Adige) della Prima Divisione.
  • 1938-39: Partecipa al girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina - Trentino-Alto Adige) della Prima Divisione. Promosso in Serie C a completamento organici.
  • 1939-40: 15° nel girone B della Serie C. Retrocesso in Prima Divisione Tridentina.
  • 1940-41: 4° nel girone unico della Prima Divisione Tridentina. Promosso in Serie C per ripescaggio.
  • 1941-42: 7° nel girone B della Serie C. Assume denominazione Associazione Calcio Trento-Caproni adottando l'azzurro come colore sociale.
  • 1942-43: 5° nel girone B della Serie C.
  • 1943-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945: L'Associazione Calcio Trento torna ad assumere la denominazione originale e il giallo-blu come colori sociali.
  • 1945-46: 12° nel girone B della Serie B-C Alta Italia. Retrocesso in Serie C.
  • 1946-47: 15° nel girone G della Serie C (Lega Interregionale Nord).
  • 1947-48: 10° nel girone G della Serie C (Lega Interregionale Nord). Retrocesso nella nuova Promozione.
  • 1948-49: 2° nel girone E della Promozione (Lega Interregionale Nord).
  • 1949-50: 4° nel girone B della Promozione (Lega Interregionale Nord).
  • 1950-51: 1° nel girone B della Promozione (Lega Interregionale Nord). Promosso in Serie C.
  • 1951-52: 5° nel girone B della Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53: 5° nel girone B della IV Serie.
  • 1953-54: 7° nel girone D della IV Serie.
  • 1954-55: 8° nel girone D della IV Serie.
  • 1955-56: 4° nel girone D della IV Serie.
  • 1956-57: 14° nel girone D della IV Serie. Declassato nei gironi del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1957-58: 5° nel girone C del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1958-59: 17° nel girone C del Campionato Interregionale. Ammesso in Serie D perché capoluogo regionale.
  • 1959-60: 9° nel girone C della Serie D.
  • 1960-61: 4° nel girone C della Serie D.
  • 1961-62: 4° nel girone C della Serie D.
  • 1962-63: 8° nel girone B della Serie D.
  • 1963-64: 3° nel girone C della Serie D.
  • 1964-65: 8° nel girone B della Serie D.
  • 1965-66: 6° nel girone B della Serie D.
  • 1966-67: 4° nel girone B della Serie D.
  • 1967-68: 4° nel girone C della Serie D.
  • 1968-69: 3° nel girone C della Serie D.
  • 1969-70: 1° nel girone C della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1970-71: 7° nel girone A della Serie C.
  • 1971-72: 8° nel girone A della Serie C.
  • 1972-73: 10° nel girone A della Serie C.
  • 1973-74: 13° nel girone A della Serie C.
  • 1974-75: 8° nel girone A della Serie C.
  • 1975-76: 19° nel girone A della Serie C. Retrocesso in Serie D.
  • 1976-77: 1° nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1977-78: 8° nel girone A della Serie C. Ammesso al nuovo campionato di Serie C1.
  • 1978-79: 15° nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1979-80: 2° nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo spareggio vinto contro il Padova.
  • 1980-81: 10° nel girone A della Serie C1.
  • 1981-82: 8° nel girone A della Serie C1.
  • 1982-83: 8° nel girone A della Serie C1.
  • 1983-84: 18° nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1984-85: 2° nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo spareggio vinto contro l'Ospitaletto.
  • 1985-86: 10° nel girone A della Serie C1.
  • 1986-87: 10° nel girone A della Serie C1.
  • 1987-88: 9° nel girone A della Serie C1.
  • 1988-89: 12° nel girone A della Serie C1.
  • 1989-90: 11° nel girone A della Serie C1.
  • 1990-91: 17° nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1991-92: 7° nel girone A della Serie C2.
  • 1992-93: 15° nel girone A della Serie C2.
  • 1993-94: 15° nel girone A della Serie C2.
  • 1994-95: 18° nel girone A della Serie C2. Retrocesso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1995-96: 10° nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1996-97: 5° nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1997-98: 1° nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti. Promosso in Serie C2.
  • 1998-99: 18° nel girone B della Serie C2. Retrocesso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1999-00: 13° nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti. Ammesso alla nuova Serie D.
  • 2000-01: 4° nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2 per ripecaggio.
  • 2001-02: 14° nel girone B della Serie C2.
  • 2002-03: 15° nel girone A della Serie C2. Retrocesso in Serie D dopo spareggio play-out perso contro il Meda.
  • 2003-04: 4° nel girone C della Serie D. Eliminato al primo turno dei play-off dall'Itala S. Marco.
  • 2004-05: 3° nel girone D della Serie D. Assume denominazione Trentino Calcio 1921.
  • 2005-06: 10° nel girone D della Serie D.
  • 2006-07: 13° nel girone C della Serie D. Salvo dopo play-out vinti contro il Rivignano.
  • 2007-08: 13° nel girone B della Serie D. Perde lo spareggio play-out contro il Fanfulla ma viene riammesso in Serie D a completamento organico. Torna ad assumere denominazione Trento Calcio 1921.
  • 2008-09: 13° nel girone C della Serie D. Retrocesso nel campionato di Eccellenza dopo spareggio play-out perso contro il Montecchio Maggiore.
  • 2009-10: 1° nel girone unico del campionato di Eccellenza Alto-Adige. Promosso in Serie D.
  • 2010-11: 16° nel girone B della Serie D. Retrocesso nel campionato di Eccellenza dopo spareggio play-out perso contro la Castellana.
  • 2011-12: 2° nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige; vince i Play-off Nazionali contro il Vallesturla. Promosso in Serie D.
  • 2012-13: 18° nel girone B della Serie D. Retrocesso nel campionato di Eccellenza
  • 2013-14: 15° nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Retrocesso nel campionato di Promozione.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra gioca allo Stadio Briamasco di Trento, che presenta le seguenti caratteristiche:

  • Posti totali: 5.000
  • Larghezza campo: 65,00 m
  • Lunghezza campo: 105,00 m
  • Fondo: Erba
  • Copertura campo: Scoperto

Giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Calciatori della S.S.D. Trento Calcio 1921.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Allenatori della S.S.D. Trento Calcio 1921.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946 1
Serie C 12 1939-1940 1977-1978 23
Serie C1 11 1978-1979 1990-1991
Promozione 3 1948-1949 1950-1951 31
IV Serie 7 1952-1953 1958-1959
Serie D 12 1959-1960 1976-1977
Serie C2 9 1979-1980 2002-2003
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1999-2000 10
Serie D 9 2000-2001 2012-2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Frioli, p. 87 ... Capitolo terzo - Calcio di regime, riga 5: "... oltre all'A.S. Trento presieduto dall'ing. Larcher...
  2. ^ Alberto Frioli, p. 100 ... Finalmente AC Trento - riga 22: "... Il 30 marzo 1938 il direttivo della IV Zona notificò "l'avvenuta affiliazione della Associazione Calcio Trento e..."

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Frioli, Mai fuori gioco - La storia del Calcio Trento, Temi Editrice, Trento, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]