Protonuraghe

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Pianta tipo di un protonuraghe (sinistra) e di un nuraghe classico (destra)

Il protonuraghe è una costruzione in pietra risalente alla prima metà del II millennio a.C. che precede in Sardegna il nuraghe classico. Dei circa 7.000 nuraghi censiti solo 300 circa appartengono a questa tipologia[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Protonuraghe Fronte 'e Mola di Thiesi, provincia di Sassari

Chiamati anche "pseudo-nuraghi" o "protonuraghi", i nuraghi a corridoio furono edificati tra il 1700 e il 1500 a.C., nel periodo di transizione fra la cultura di Bonnanaro (fase A2 di Sant'Iroxi) e la cultura Sub-Bonnannaro (facies di Sa Turricula). Differiscono in maniera significativa dai nuraghi classici per l'aspetto più tozzo e la planimetria generalmente irregolare e perché al loro interno non ospitano la grande camera circolare tipica del nuraghe, ma uno o più corridoi, o comunque ambienti minori.

L'altezza di norma non superava i 10 metri benché la superficie occupata da queste costruzioni era in media notevolmente maggiore rispetto a quelli a torre.

L'ambiente più funzionale e forse più importante di questi edifici era il terrazzo che probabilmente ospitava delle coperture lignee che fungevano da ambienti abitativi.

Poco conosciuti fino a qualche decennio fa sono al centro di studi e dispute fra gli studiosi che hanno iniziato a considerarli fondamentali per la comprensione della nascita del "fenomeno nuragico". Sulla denominazione stessa non c'è ancora unanimità: il termine "nuraghe a corridoio" è contestato da Giovanni Ugas che preferirebbe l'utilizzo del solo termine "protonuraghe", con connotazione temporale, in base alla precedente costruzione di questo tipo di nuraghe[2], che comunque rappresenta una regola con molte eccezioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Melis, Civiltà nuragica, Delfino editore, Sassari, 2003, ISBN 88-7138-287-0.
  2. ^ Giovanni Ugas, L'alba dei Nuraghi, Cagliari, Fabula, 2005, ISBN 88-89661-00-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]