Stele di Boeli

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Coordinate: 40°13′06.95″N 9°16′34.93″E / 40.218597°N 9.276369°E40.218597; 9.276369

Dettaglio delle incisioni

La Stele di Boeli di Mamoiada (detta “Sa Perda Pintà” La pietra incisa, in sardo) è una lastra di granito incisa scoperta centro Sardegna. Questa grande lastra, nota come Stele di Boeli dal nome della zona dove è stato trovato, misura m. 2.67x2,10x0,57 circa. Caratteristica di questo reperto (e di altre due lastre più piccole ritrovate in diversi siti) è la presenza di una serie di coppelle e di incisioni concentriche che li rendono unici in Sardegna e di importanza europea per l'iconografia, simile ad analoghe pietre trovate nell'area dei Celti: Scozia, Irlanda, Galles e Bretagna.

Questa stele è collocata all'interno di un cortile alla periferia di Mamoiada dove fu casualmente rinvenuta nel 1997 nel corso dei lavori di costruzione di una casa. Ha una sezione piano-convessa e sommità arcuata, le superfici maggiori sono entrambe ben rifinite. Quella anteriore si caratterizza per la presenza di una fitta decorazione incisa: si tratta di una serie di cerchi concentrici incisi a sezione concavo-convessa e piano-convessa. Nelle principali figure dei cerchi concentrici vi è una incisione rettilinea che interseca i cerchi concentrici terminando in un’appendice arcuata. Completano la decorazione numerose coppelle di diverse dimensioni nella parte superiore e nel settore inferiore della stele. In quest’ultima parte sono visibili coppelle con disposizione a semicerchio regolare. La stele viene datata al periodo 3200 a.C circa.

Secondo alcuni studiosi i simboli sono probabilmente da collegare ai culti legati alla fertilità e al ciclo della morte e rinascita, peculiari della religiosità delle comunità agricole di età neolitica. Ma non sarebbe da escludere l'ipotesi che il monumento sia dedicato espressamente all'acqua, indispensabile alla vita, e legato quindi ai riti e ringraziamenti al dio che la fa sgorgare così copiosa nel territorio di Mamoiada vista la perfetta rappresentazione delle onde concentriche che si formano nell'acqua quando la si tocca con un bastone o si lancia una pietra, effetto ben simulato dalla stele.

Anche nel vaso paleo-sardo della “cultura di Ozieri”, (3300 a.C.), stesso periodo, si osserva osservare l’incisione di cerchi concentrici come quelli della stele di Boeli, e è questo un recipiente atto a contenere liquidi. C’è chi accosta il significato dei simboli della stele all'interpretazione della figura femminile, precisamente alla “dea madre”, ma l'assenza di simboli dell'utero e/o seni femminili (presente in altri monumenti) rende meno probabile questa ipotesi. Nel territorio di Mamoiada sono state rintracciate altre 4 lastre molto più piccole con gli stessi simboli e analogie, non sono integre come la stele di Boeli ma, secondo l'archeologo Giacobbe Manca, “esprimono il medesimo interesse scientifico che, a mio avviso, è corretto definire straordinario”, .[1]

Stele di Boeli

Note[modifica | modifica wikitesto]

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