Giro d'Italia 2006

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Italia Giro d'Italia 2006
Giro d Italia 2006.png
Il percorso
Edizione 89ª
Data 6 maggio - 28 maggio
Partenza Seraing (BEL)
Arrivo Milano
Percorso 3 526 km, 21 tappe
Tempo 91h33'36"
Media 38,294 km/h
Valida per UCI ProTour 2006
Classifica finale
Primo Italia Ivan Basso
Secondo Spagna José Enrique Gutiérrez
Terzo Italia Gilberto Simoni
Classifiche minori
Punti Italia Paolo Bettini
Montagna Spagna Juan Manuel Gárate
Squadre Svizzera Phonak
Combinata Italia Paolo Savoldelli
Super Team Svizzera Phonak
Cronologia
Edizione precedente
Giro d'Italia 2005
Edizione successiva
Giro d'Italia 2007

Il Giro d'Italia 2006, ottantanovesima edizione della "Corsa Rosa", si è svolto in 21 tappe dal 6 al 28 maggio 2006, per un totale di 3 508 km, ed è stato vinto da Ivan Basso.

La partenza della "Corsa Rosa" è avvenuta a Seraing, in Belgio, con una cronometro di 6,2 km, per concludersi a Milano (come consuetudine dal 1990) dopo 3 508 km. Ivan Basso, in forza al Team CSC, si è imposto con oltre nove minuti di vantaggio sullo spagnolo José Enrique Gutiérrez, della Phonak Hearing Systems, con una velocità media di 38,294 km/h, e un totale di 91h33'36", dimostrando sia in montagna sia a cronometro una netta superiorità sui diretti rivali.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

L'ultima volta che il Giro aveva preso il via all'estero era stata nel 2002 (partenza da Groninga, nei Paesi Bassi), anno in cui gli organizzatori avevano voluto celebrare l'Unione Europea in coincidenza con l'entrata in vigore dell'Euro.

Sono state tre le cronometro nel Giro 2006, in occasione della prima, della quinta (una cronosquadre) e dell'undicesima tappa. Era peraltro dal 1989 (vittoria della Ariostea a Messina) che non veniva disputata una cronometro a squadre alla "Corsa rosa". In quest'edizione si sarebbero dovute disputare, il 28 maggio, l'ultimo giorno della kermesse, due semitappe, la Canzo-Ghisallo, cronoscalata di 11 km, e la Lecco-Milano, frazione pianeggiante di 116 km. Le semitappe mancavano dalle tabelle del Giro dal 1994. La decisione di disputare le semitappe è stata però revocata in seguito a una disposizione dell'Unione Ciclistica Internazionale.

Sono stati invece quattro gli arrivi in salita. Complessivamente, i saliscendi del Giro (comprensivi di 11 Gran Premi della Montagna di Terza Categoria, 6 di Seconda, 8 di Prima, e il Passo Gavia, Cima Coppi) hanno totalizzato un dislivello di oltre 22 km, circa due in meno rispetto all'edizione del 1999. Due sono stati i giorni di riposo, il 10 e il 17 maggio.

Il traguardo Intergiro è stato sostituito dal Gazzetta 110, per celebrare i 110 anni di vita della Gazzetta dello Sport, organizzatore dell'evento. Non è stato calcolato il tempo del corridore (contrariamente alle passate edizioni), ma i punti realizzati in base al piazzamento del relativo traguardo in proporzione con la posizione in classifica generale e di tappa (la maglia azzurra è stata definita di "Gran Combinata"). I traguardi volanti hanno continuato ad assegnare abbuoni di 6 (al primo), 4 (al secondo piazzato) e 2 secondi (al terzo nell'ordine). La Gran Combinata è stata vinta da Paolo Savoldelli. Sulla falsariga del Tour de France, è stata introdotta una speciale "figura" per il corridore che accumula più punti al traguardo volante Gazzetta 110: il numero rosa (vinto da Paolo Bettini sul "filo di lana").

Gli abbuoni al traguardo di tappa sono stati sempre di 20 (al primo classificato), 12 (al secondo) e 8 secondi (al terzo), a eccezione delle cronometro (senza abbuoni).

Tappe[modifica | modifica sorgente]

Tappa Data Percorso km Vincitore di tappa Leader cl. generale
6 maggio Seraing (BEL) > Seraing (BEL) (cron. individuale) 6,2 Italia Paolo Savoldelli Italia Paolo Savoldelli
7 maggio Mons (BEL) > Charleroi (BEL) 203 Australia Robbie McEwen Italia Paolo Savoldelli
8 maggio Perwez (BEL) > Namur (BEL) 202 Germania Stefan Schumacher Germania Stefan Schumacher
9 maggio Wanze (BEL) > Hotton (BEL) 182 Australia Robbie McEwen Germania Stefan Schumacher
10 maggio giorno di riposo
11 maggio Piacenza > Cremona (cron. a squadre) 38 Danimarca Team CSC Ucraina Serhij Hončar
12 maggio Busseto > Forlì 223 Australia Robbie McEwen Germania Olaf Pollack
13 maggio Cesena > Saltara 236 Belgio Rik Verbrugghe Ucraina Serhij Hončar
14 maggio Civitanova Marche > Maielletta 171 Italia Ivan Basso Italia Ivan Basso
15 maggio Francavilla al Mare > Termoli 127[1] Lituania Tomas Vaitkus Italia Ivan Basso
10ª 16 maggio Termoli > Peschici 190 Italia Franco Pellizotti Italia Ivan Basso
17 maggio giorno di riposo
11ª 18 maggio Pontedera > Pontedera (cron. individuale) 50 Germania Jan Ullrich Italia Ivan Basso
12ª 19 maggio Livorno > Sestri Levante 165 Spagna Joan Horrach Italia Ivan Basso
13ª 20 maggio Alessandria > La Thuile 216 Italia Leonardo Piepoli Italia Ivan Basso
14ª 21 maggio Aosta > Domodossola 224 Colombia Luis Laverde Italia Ivan Basso
15ª 22 maggio Mergozzo > Brescia 182 Italia Paolo Bettini Italia Ivan Basso
16ª 23 maggio Rovato > Monte Bondone 173[2] Italia Ivan Basso Italia Ivan Basso
17ª 24 maggio Termeno sulla Strada del Vino > Plan de Corones Passo Furcia 121[3] Italia Leonardo Piepoli Italia Ivan Basso
18ª 25 maggio Sillian > Gemona del Friuli 227 Germania Stefan Schumacher Italia Ivan Basso
19ª 26 maggio Pordenone > Passo San Pellegrino 220 Spagna Juan Manuel Gárate Italia Ivan Basso
20ª 27 maggio Trento > Aprica 212 Italia Ivan Basso Italia Ivan Basso
21ª-1ª 28 maggio Canzo > Madonna del Ghisallo 11 annullata il 7 aprile 2006[4] Italia Ivan Basso
21ª 28 maggio Madonna del Ghisallo > Milano 140 Germania Robert Förster Italia Ivan Basso
Totale 3.508,2

Squadre e corridori partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partecipanti al Giro d'Italia 2006.

Hanno preso parte alla corsa 22 squadre (di cui 20 del circuito UCI ProTour) per un totale di 198 atleti, suddivisi tra 150 di nazionalità estera, e 48 italiani. 48 sono stati complessivamente i corridori ad abbandonare la kermesse prima dell'arrivo a Milano. Il corridore più anziano è stato il russo Vjačeslav Ekimov, della Discovery Channel, con 40 primavere alle spalle; mentre il più giovane è stato Mickaël Delage, in forza alla Française des Jeux, classe 1985.

Il numero uno è stato indossato dal vincitore del Giro 2005 Savoldelli, della Discovery Channel.

N. Cod. Squadra
1-9 DSC Stati Uniti Discovery Channel
11-19 A2R Francia AG2R Prévoyance
21-29 BTL Francia Bouygues Télécom
31-39 CEI Spagna Caisse d'Epargne-Illes Balears
41-49 PAN Italia Ceramiche Panaria-Navigare
51-59 COF Francia Cofidis
61-69 C.A Francia Crédit Agricole
71-79 DVL Belgio Davitamon-Lotto
81-89 EUS Spagna Euskaltel-Euskadi
91-99 FDJ Francia Française des Jeux
101-109 GST Germania Gerolsteiner
N. Cod. Squadra
111-119 LAM Italia Lampre-Fondital
121-129 LSW Spagna Liberty Seguros-Würth
131-139 LIQ Italia Liquigas
141-149 PHO Svizzera Phonak Hearing Systems
151-159 QSI Belgio Quick Step-Innergetic
161-169 RAB Paesi Bassi Rabobank
171-179 SDV Spagna Saunier Duval-Prodir
181-189 CLM Colombia Selle Italia-Serram. Diquigiovanni
191-199 CSC Danimarca Team CSC
201-209 MRM Italia Team Milram
211-219 TMO Germania T-Mobile Team

Resoconto degli eventi[modifica | modifica sorgente]

Ivan Basso, vincitore del Giro 2006

La corsa partì da Seraing, in Belgio, per commemorare il cinquantesimo anniversario del Disastro di Marcinelle, in cui perirono 136 minatori italiani, e si snodò in territorio belga per quattro giorni. Savoldelli conquistò il prologo ma non mantenne la maglia rosa a lungo: al terzo giorno vestì infatti di rosa il tedesco Stefan Schumacher, mentre al rientro in Italia fu l'ucraino Serhij Hončar a vestire di rosa.

Dopo la prima settimana Ivan Basso si scatenò dominando la corsa: vinse alla Maielletta e dopo il giorno di riposo si piazzò secondo, dietro al solo Jan Ullrich, nella prova a cronometro di Pontedera, portando così a quasi tre minuti il vantaggio sui rivali in classifica. A La Thuile si classificò quindi secondo, alle spalle del solo Leonardo Piepoli, distaccando sempre più la rivelazione spagnola José Enrique Gutiérrez – in quel momento secondo in classifica – e Paolo Savoldelli, salito al terzo posto complice la caduta di Hončar. A Trento Basso suggellò quindi il proprio dominio, vincendo la tappa del Monte Bondone con più di un minuto su Simoni, Piepoli e Gutiérrez, e tre minuti su Savoldelli. Nella successiva frazione con arrivo a Passo Furcia Basso lasciò la vittoria di tappa a Piepoli aumentando ancora una volta il margine sui primi inseguitori (quasi sei minuti su Gutiérrez, dieci su Simoni).

Dopo la tappa del Passo San Pellegrino, vinta da Juan Manuel Gárate sul compagno di fuga Jens Voigt, che sportivamente gli lasciò il successo dopo essere rimasto a ruota tutto il giorno, l'ultima frazione alpina portò il gruppo sul Mortirolo e sull'Aprica. Gli uomini di classifica tennero a lungo, quel giorno, la ruota di Basso; nell'ascesa finale tuttavia la maglia rosa li staccò ancora una volta, andando a vincere in solitaria (terzo trionfo di tappa) con 1'17" su Simoni, 2'51" su Cunego e Gutiérrez e più di sei minuti sugli altri big. Quel successo però scatenò la furia di Gilberto Simoni, che, dopo essere rimasto con Basso sul Mortirolo, affermò che il varesino gli avrebbe chiesto di aspettarlo lungo la discesa; in seguito Simoni accusò anche Basso di avergli chiesto del denaro per lasciargli vincere la tappa. La Federazione Ciclistica Italiana aprirà un'inchiesta sull'episodio, ma Simoni davanti ai giudici ritratterà la sua versione iniziale.

Basso vinse così il Giro 2006 da dominatore con quasi 10 minuti di vantaggio su Gutiérrez, 12 su Simoni e quasi venti minuti sui più distaccati Cunego e Savoldelli, rispettivamente quarto e quinto.[5]

Dettagli delle tappe[modifica | modifica sorgente]

1ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. 7'50"
2 Australia Bradley McGee Franç. des Jeux a 11"
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 13"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. 7'50"
2 Australia Bradley McGee Franç. des Jeux a 11"
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 13"
Descrizione e riassunto

La cronometro è stata vinta da Paolo Savoldelli, il quale ha confermato le prestazioni del Giro d'Italia 2005. Ottimo discesista, la nuova Maglia rosa ha staccato di ben 11" il secondo classificato, l'australiano Bradley McGee. In vista dei migliori parziali ottenuti sul GPM e traguardo Gazzetta 110, a Savoldelli vanno anche le maglie azzurra e verde. Gli altri favoriti al Giro - secondo i pronostici - (nell'ordine di classifica: Danilo Di Luca, Ivan Basso, Damiano Cunego e Gilberto Simoni) non hanno subito ritardi superiori ai 30". Da segnalare che una bicicletta, staccatasi dal tetto di un'ammiraglia della Française des Jeux, ha colpito tre spettatori al di là delle transenne (fortunatamente, nessuno ha riportato ferite gravi).

2ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Australia Robbie McEwen Davitamon 4h51'43"
2 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team s.t.
3 Italia Paolo Bettini Quick Step s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. 4h59'33"
2 Australia Bradley McGee Franç. des Jeux a 11"
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 13"
Descrizione e riassunto

La tappa ha avuto come sede di arrivo Charleroi-Marcinelle, per commemorare il cinquantenario della tragedia avvenuta in una miniera nella quale morirono 262 persone, di cui 136 italiani. Tappa per velocisti. Solo un GPM di minima categoria, con lievissime pendenze, a 53 km dall'arrivo.

Dopo il minuto di raccoglimento per gli Alpini italiani morti in Afghanistan e per la commemorazione delle vittime di Marcinelle, la tappa è dominata nella prima parte dalla pioggia e da una fuga di 6 corridori (ma due subito caduti durante la loro azione, ma senza conseguenze). I 4 rimanenti (vantaggio massimo 5', con lo svantaggio di aver trovato un passaggio a livello chiuso) vengono ripresi alla spicciolata dal gruppo tirato dal Team Milram di Alessandro Petacchi, a meno di 20 km dal traguardo di Marcinelle, dopo una fuga di 130 km. Lavoro, quello della Milram, vano, dato che Petacchi si trova chiuso in volata, garantendo una facile vittoria al velocista australiano Robbie McEwen, della Davitamon-Lotto. Tutto invariato, invece, in classifica generale.

3ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Stefan Schumacher Gerolsteiner 5h14'41"
2 Spagna José Luis Rubiera Discovery Ch. a 2"
3 Italia Davide Rebellin Gerolsteiner a 6"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Stefan Schumacher Gerolsteiner 10h14'04"
2 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 13"
3 Italia Davide Rebellin Gerolsteiner a 23"
Descrizione e riassunto

Due salite di 3ª Categoria hanno contribuito ad infiammare la tappa. Saliscendi continui, con parte del percorso che ricalca quello della Freccia Vallone fino ad Huy. Arrivati qui, però, non era prevista la scalata del celebre muro. Gli ultimi due chilometri prima del traguardo, posto nella cittadella medievale di Namur, erano in salita media del 5%, su pavé. La frazione si adattava, per lo più, a scattisti veloci.

Per il secondo giorno consecutivo, i corridori incorrono nella pioggia. Al km 9 di gara partono 4 corridori, ripresi ancora una volta a una ventina di chilometri dall'arrivo. Causa disattenzioni, strada stretta e pioggia, le cadute sono state frequenti, ma mai collettive. Tra i coinvolti si annovera il velocista Alessandro Petacchi, che, infortunato al ginocchio, arriverà a Namur con 14'38" di ritardo dal primo, aiutato dei gregari del Team Milram (in serata si scoprirà la frattura alla rotula del ginocchio sinistro, che lo costringe ad abbandonare il Giro). A due km dal termine, in vista dell'ultima asperità, scatta lo spagnolo José Luis Rubiera; a seguirlo il giovane della Gerolsteiner Stefan Schumacher che supera Rubiera a 500 metri dalla linea d'arrivo e lo stacca di 2". Grazie agli abbuoni e al frammentarsi del gruppo, Schumacher indosserà la Maglia rosa a fine gara.

4ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Belgio Robbie McEwen Davitamon 4h38'51"
2 Italia Paolo Bettini Quick Step s.t.
3 Italia Alberto Loddo Selle Italia s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Stefan Schumacher Gerolsteiner 14h52'55"
2 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 13"
3 Italia Davide Rebellin Gerolsteiner a 23"
Descrizione e riassunto

Due Gran Premi della Montagna, di cui uno in prossimità della partenza. Prima del riposo, un'altra tappa decisa da un arrivo in volata. Le "cotes" del Belgio, sebbene non durissime, avrebbero potuto garantire fughe e selezioni, soprattutto nel primo tratto di gara.

Tra i favoriti della tappa ci doveva essere Alessandro Petacchi, tra i migliori velocisti al mondo. Lo spezzino, però, ritirandosi a causa dell'infortunio al ginocchio, ha lasciato strada libera ad un altro sprinter, Robbie McEwen (Davitamon-Lotto), che centra la seconda vittoria personale al Giro 2006. Tappa, in gran parte pianeggiante, movimentata solo dalla fuga di 5 uomini, ripresi a 30 km dall'arrivo. Rimane invariata la classifica generale; la maglia ciclamino passa invece sulle spalle sempre di McEwen, che, seppur a pari punti con Paolo Bettini, classificatosi secondo - ed arrivato nelle ultime 3 tappe sempre tra i primi 5 - , avendo vinto più tappe ha prelazione nell'indossarla.
L'indomani è giorno di riposo.

5ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Squadra Tempo
1 Danimarca Team CSC 36'56"
2 Germania T-Mobile Team a 1"
3 Stati Uniti Discovery Channel a 39"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Ucraina Serhij Hončar T-Mobile Team 15h30'23"
2 Germania Jens Voigt Team CSC a 6"
3 Australia Michael Rogers T-Mobile Team a 6"
Descrizione e riassunto

Ritorno in Italia, dopo un giorno di riposo, con una sfida a tempo che mancava dal 1989. Percorso lineare, lungo il fiume Po. A parte l'arrivo, la tappa non ha previsto alcun traguardo volante, ma solo riferimenti cronometrici al km 9,7, al km 16, al km 24,2 e al km 30,7.

Tutte le classifiche restano invariate al termine della frazione, eccezion fatta per la classifica generale: nella cronosquadre l'evidente predominio del Team CSC e del T-Mobile Team (distanziato di solo un secondo dalla squadra capitanata da Basso, a causa del lieve distacco del 5° uomo di squadra – su cui il tempo veniva preso al termine della tappa per ogni singola compagine) hanno causato il ribaltamento delle posizioni per la lotta al primato. Schumacher della Gerolsteiner (6º posto) abdica in favore dell'esperto Hončar, perdendo oltre un minuto nei confronti di quest'ultimo. Il gap tra i corridori rimane, comunque, relativamente corto.

Da segnalare la caduta solitaria di un corridore della Ceramiche Panaria (Moisés Aldape), senza conseguenze; e la presenza del sette volte trionfatore del Tour de France Lance Armstrong sulla ammiraglia della Discovery Channel, per supportare moralmente i suoi ex compagni di squadra.

6ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Australia Robbie McEwen Davitamon 5h24'13"
2 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team s.t.
3 Lituania Tomas Vaitkus AG2R Prév. s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team 20h54'34"
2 Ucraina Serhij Hončar T-Mobile Team a 2"
3 Germania Jens Voigt Team CSC a 8"
Descrizione e riassunto

La frazione si è percorsa in gran parte sulla Via Emilia, tra i casolari della Pianura Padana. Tappa lunga che, secondo previsione, si è decisa tra i velocisti.

Tappa di trasferimento con arrivo a Forlì, prima della prima vera tappa impegnativa, quella del 13 maggio. Una lunga fuga di 3 corridori, raggiunti a 15 km dal traguardo dal "gruppo maglia rosa", ha movimentato la corsa, terminata con una volata a 71 km/h dominata dal solito Robbie McEwen che ottiene il tris di tappe al Giro 2006 e consolida il primato nella classifica a punti. La maglia rosa passa invece da Hončar al suo compagno di squadra Olaf Pollack, grazie all'abbuono di 12" dovuto al secondo posto odierno. A meno di 1200 metri dall'arrivo, inoltre, si è verificata una caduta che ha coinvolto alcuni corridori, ma senza contemplare distacchi – per gli arrivi in volata di gruppo vengono neutralizzati i distacchi relativi a 3 km dal termine della frazione.

7ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Belgio Rik Verbrugghe Cofidis 6h42'15"
2 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 14"
3 Italia Luca Mazzanti Cer. Panaria a 14"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Ucraina Serhij Hončar T-Mobile Team 27h37'08"
2 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 6"
3 Italia Ivan Basso Team CSC a 11"
Descrizione e riassunto

È la tappa più lunga del Giro 2006. Tappa molto movimentata con 3 GPM e lo sconfinamento a San Marino (GPM di terza categoria). La seconda ascesa è il Monte Catria (1368 m s.l.m., di Prima cat.), lunga 10 km con 628 m di dislivello, pendenze massime del 16% e un piccolo tratto in sterrato – non per niente è stato soprannominato "Piccolo Mortirolo". Il Passo delle Cesane (2ª categoria) completa la serie dei GPM. Ultimo trampolino di lancio per un buon passista che può aver conservato energie per 236 km, con già nelle gambe tre salite impegnative e molti "strappi", è stato il tratto finale di Saltara (700m di salita; non contemplato, però, tra i Gran Premi della Montagna della frazione odierna).

Gruppo compatto fino alla seconda ascesa, dove scattano diversi corridori (tra cui Bettini, che si stacca subito, arrivando nella rete dei velocisti, e il suo gregario Gárate). Proseguono in 6 fino al passo di Cesane, dove ottengono un vantaggio massimo di 5'. Tra i fuggitivi cade però il tedesco Kessler, che viene poi ripreso dal gruppo, comunque frazionato a causa degli strappi affrontati. Il forcing della Lampre-Fondital di Damiano Cunego garantisce il recupero di 4 dei 5 fuggitivi in prossimità del traguardo. Infatti, a 5 km da Saltara scatta dai fuggitivi Rik Verbrugghe, il quale, guadagnando un discreto margine, va a vincere la tappa. Savoldelli, rimontati gli altri 4 in fuga, guadagna la seconda piazza e la seconda posizione in classifica generale, a 5" da Hončar, ancora maglia rosa.

Episodio curioso è stata la caduta di Koldo Fernández (5º classificato della frazione precedente), scivolato in un burrone per 30 metri, ma rimasto illeso. Non ha completato la tappa: è stato portato al pronto soccorso per medicazioni e per accertamenti sulle sue condizioni.

8ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 4h04'19"
2 Italia Damiano Cunego Lampre a 30"
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 30"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 31h41'17"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 1'34"
3 Italia Damiano Cunego Lampre a 1'48"
Descrizione e riassunto

Primo arrivo in salita per i corridori del Giro 2006. Tappa praticamente piatta fino a 13 km dall'arrivo. La salita per la Maiella non presentava, però, pendenze impossibili. Ma la lunghezza ha creato selezione tra gli atleti in corsa.

L'ottava tappa determina una nuova maglia rosa, il varesino Ivan Basso (Team CSC). Usufruendo di un primo scatto di Damiano Cunego sull'ascesa di Passo Lanciano (Maielletta), lo staccherà di 30" al traguardo, aggiudicandosi la tappa. Un gruppo di 15 fuggitivi (tra cui Bruseghin, gregario di Cunego alla Lampre-Fondital – vantaggio massimo 4'), senza velleità di classifica, hanno movimentato la frazione, ma sono stati ripresi alla spicciolata durante l'ultima ascesa.

Ad esclusione di Cunego e Gutiérrez Cataluña, i potenziali favoriti del Giro hanno subito generalmente un ritardo al traguardo superiore al minuto dal vincitore Basso.

9ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Lituania Tomas Vaitkus AG2R Prév. 3h05'13"
2 Italia Paolo Bettini Quick Step s.t.
3 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 34h46'30"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 1'34"
3 Italia Damiano Cunego Lampre a 1'48"
Descrizione e riassunto

Dopo le prime fatiche, tappa "di trasferimento". Si è seguito il versante Adriatico fino a Vasto, dove, pochi chilometri dopo, avranno inizio una quarantina di chilometri di salite e discese (in gergo "mangia e bevi") e un GPM di 3ª categoria (Guglionesi), tra le colline del Molise, quasi fino al traguardo.

La tappa è stata accorciata dopo la decisione della Direzione di corsa da 147 a 127 km, con rimozione del passaggio da Palata, originaria sede del GPM.

La frazione si è decisa in volata di gruppo, dove Paolo Bettini è stato superato da Tomas Vaitkus, lituano, per pochi millimetri sulla linea dell'arrivo di Termoli. La volata è arrivata dopo una fuga di due uomini (partiti al km 5 e ripresi dal gruppo sull'ascesa di Guglionesi) e scatti vari di numerosi corridori dal GPM fino a Termoli.
Invariata la classifica generale.

10ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Franco Pellizotti Liquigas 4h39'47"
2 Russia Vladimir Efimkin C. d'Epargne s.t.
3 Kazakistan Serguei Yakovlev Liberty Seg. a 2"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 39h29'40"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 1'34"
3 Italia Damiano Cunego Lampre a 1'48"
Descrizione e riassunto

Altra tappa fatta di "mangia e bevi". Sono stati affrontati i 25 tornanti di Monte Sant'Angelo (GPM di terza categoria), prima di entrare nella Foresta Umbra e arrivare a Peschici, all'estremità del Gargano, dove si è affrontato uno strappo di 1,3 km (già sede d'arrivo nel 2000).

Tappa segnata dalla fuga di 19 corridori, giunta a termine, che acquisiscono un vantaggio di sul gruppo maglia rosa di 3'23" all'arrivo. Tra i fuggitivi parte Axel Merckx, in una discesa, a circa 15 km dal traguardo, ma perde nei confronti dei suoi ex compagni di fuga il vantaggio parziale di 20" nell'ultima asperità di 1,3 km. Raggiunto a 150 m dalla linea d'arrivo dalla progressione di Franco Pellizotti della Liquigas (che andrà a vincere la tappa), Merckx arriverà 11° in lacrime per l'opportunità persa. Pellizotti guadagna ben 23 posizioni in classifica generale, raggiungendo il 4º posto. La maglia rosa resta a Ivan Basso, prima del giorno di riposo.

11ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Jan Ullrich T-Mobile Team 58'48"
2 Italia Ivan Basso Team CSC a 28"
3 Italia Marco Pinotti Saunier Duval a 1'01"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 40h28'26"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 2'48"
3 Ucraina Serhij Hončar T-Mobile Team a 3'24"
Descrizione e riassunto

Il Giro ha ripreso il cammino dopo il trasferimento – e un giorno di riposo – dalla Puglia alla Toscana con un'altra cronometro. Tutta pianeggiante, si è dimostrata adatta agli specialisti. La tappa era dedicata sia alla memoria di Gino Bartali, originario della Toscana, sia ai 60 anni della Vespa (Pontedera è sede della Piaggio e il traguardo era posto nei pressi degli stabilimenti).

Gilberto Simoni in azione a Pisa, durante la cronometro.

Cronometro vinta dal redivivo Jan Ullrich, già dominatore del Tour '97, favorito dal vento. A soli 28" dal vincitore (per questa tappa non venivano assegnati abbuoni), la maglia rosa Ivan Basso, partito per ultimo (e con vento contrario alla marcia), incrementa il vantaggio in classifica generale sui diretti inseguitori (Cunego a quasi 7', Di Luca addirittura vicino agli 8').
Le altre classifiche di maglia rimangono praticamente invariate.

12ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Spagna Joan Horrach C. d'Epargne 3h55'53"
2 Paesi Bassi Addy Engels Quick Step a 5"
3 Italia Emanuele Sella Cer. Panaria a 5"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 44h31'52"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 2'48"
3 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 3'26"
Descrizione e riassunto

L'arrivo è stato posto nella Riviera Ligure, dopo il passaggio sul Passo del Bracco e nelle Cinque terre, con ascesa verso due GPM.

Giornata emozionante, finita con la vittoria dello spagnolo Horrach, dopo una lunga fuga. Mentre Hončar (4° in generale) nelle prime fasi della tappa è alle prese con una caduta – che lo farà arrivare ad oltre 14' dal battistrada – parte una fuga di 15 uomini, ridottisi a 6 in prossimità dell'arrivo. Emanuele Sella (Ceramiche Panaria) e Manuele Mori (Saunier Duval), tra i fuggitivi, tentano l'ulteriore fuga nella discesa del Bracco, a circa 20 km dall'arrivo di Sestri. I due corridori, però, cadono nella discesa stessa per ben due volte, venendo raggiunti dagli immediati inseguitori (Sella arriverà comunque 3° a 5" da Horrach, guadagnando la 4ª posizione in classifica generale).

Il gruppo trainato da Basso – e che ha recuperato durante il tragitto tentativi di Di Luca e di Bettini – giunge a 7'03".

13ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Leonardo Piepoli Saunier Duval 5h21'42"
2 Italia Ivan Basso Team CSC a 44"
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 1'19"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 49h53'36"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 3'27"
3 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 5'30"
Descrizione e riassunto

I pretendenti al Giro 2006 hanno trovato il primo arrivo alpino. Fino a Morgex (17 km dall'arrivo) il percorso era stato nettamente pianeggiante, ma qui è iniziato il Colle San Carlo, 10,2 km di ascesa al 9,8% di pendenza media, con punte del 15 (e dislivello di 1000 m). Dal GPM all'arrivo vi erano 6,5 chilometri in discesa, per cui il traguardo della stazione sciistica di La Thuile non è considerato "arrivo in salita".

Neanche partita, la tappa ha visto il ritiro di alcuni velocisti, tra cui Robbie McEwen, detentore della maglia ciclamino. Molti sono stati gli scatti (con fuga di 6 ciclisti fino alle pendici del San Carlo, poi raggiunti), ma la corsa "vera" è iniziata nell'ascesa verso il Colle San Carlo, prima con lo scatto del venezuelano José Rujano (che prima verrà ripreso e poi si ritirerà a soli 3 km dall'arrivo), poi con la selezione imposta dalla maglia rosa Ivan Basso che avrà a suo fianco solo Leonardo Piepoli, gregario di Gilberto Simoni alla Saunier Duval, che ha avuto il via libera dal proprio capitano. Durante la discesa verso La Thuile, umida per il nevischio (solo 4 °C di temperatura con pioggia sul Passo), Basso non corre rischi e lascia andare Piepoli verso una facile vittoria. I pretendenti al Giro arrivano con distacchi che vanno dai 36" di Simoni e Gutiérrez Cataluña ai 3'31" di Di Luca (e i 9' di Sella per i postumi della caduta nella tappa precedente).

14ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Colombia Luis Laverde Cer. Panaria 5h27'05"
2 Spagna Francisco Pérez C. d'Epargne s.t.
3 Italia Paolo Tiralongo Lampre a 7"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 55h28'25"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 3'27"
3 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 5'30"
Descrizione e riassunto

Classica tappa che si è dimostrata ideale per fughe da lontano. I due Gran Premi della Montagna (entrambi di 1ª Categoria) sono stati intervallati da lunghi tratti di pianura e discesa, ed abbastanza lontani dal traguardo di tappa. Si è sconfinati in Svizzera per 150 km – 3º passaggio di frontiera di questo Giro, dopo Belgio e San Marino – passando attraverso il Traforo del Gran San Bernardo (sede di uno dei due GPM), e si è tornati in Italia nell'affrontare il Passo del Sempione (passaggio della "carovana" da qui a commemorare il centenario del traforo ferroviario).

Molte fughe, di cui una "buona" con 11 corridori (tra cui Casar, Zampieri, Illiano, Baliani, Schumacher e Parra), caratterizzano la frazione già dalle prime fasi. Baliani e Casar lottano per la maglia verde (che andrà al primo, soffiandola a Basso) e i fuggitivi guadagnano un vantaggio massimo di 9'30" in cima al Sempione sul gruppo maglia rosa. A 5 km dalla fine, durante la lunga discesa del Sempione, partono due corridori in fuga, Pérez, spagnolo della Caisse d'Epargne, e Laverde, colombiano della Ceramiche Panaria. Nella volata a due vince il colombiano, distaccando di 7" gli ex compagni di fuga e di 7'44" il gruppo maglia rosa trainato da Bettini, il quale, con il 12º posto nella tappa, consolida la leadership nella classifica a punti (maglia ciclamino).

Nulla varia in classifica generale, ma Casar, migliore in classifica tra i fuggitivi odierni, sale in 6ª posizione della generale, a 8'01" da Ivan Basso.

15ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Paolo Bettini Quick Step 4h15'42"
2 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team s.t.
3 Germania Robert Förster Gerolsteiner s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 59h44'07"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 3'27"
3 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 5'30"
Descrizione e riassunto

Il percorso, completamente pianeggiante, si è snodato dalle valli varesine a quelle bresciane e ha sancito una conclusione in volata.

Dopo la fuga di quattro uomini (raggiunti a soli 7 km dal traguardo di Brescia), la frazione si è decisa con una volata di gruppo a 70 km/h vinta da Paolo Bettini (Quick Step), che così incrementa il suo vantaggio nella classifica a punti del Giro. Il livornese ha sfruttato il lavoro del Team Milram e del tedesco della Gerolsteiner Robert Förster, il quale, scattato a poche decine metri dall'arrivo, ha permesso a Bettini, che ne ha sfruttato la scia, di guadagnare metri utili per battere Olaf Pollack della T-Mobile.

Tutto invariato nella classifica generale: Basso sempre in rosa.

16ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 4h51'30"
2 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 1'26"
3 Italia Leonardo Piepoli Saunier Duval a 1'37"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 64h35'17"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 5'24"
3 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 9'17"
Descrizione e riassunto

Tappa che ha offerto nel finale un'ascesa, da Trento verso il Monte Bondone, di 17,5 km con pendenze medie dell'8%. L'arrivo in quota ricorda l'impresa cinquantenaria di Charly Gaul, il quale vinse in cima al Bondone dopo una tappa caratterizzata da pioggia e vento che dimezzò la carovana del Giro d'Italia 1956.

La bagarre della 16ª tappa si è sviluppata sui 38 tornanti della strada del Monte Bondone. Infatti, per i precedenti chilometri che separavano il traguardo da Rovato era in fuga il colombiano della Panaria Miguel Ángel Rubiano, ripreso prima dell'ascesa finale. Proprio qui la CSC di Ivan Basso ha proseguito la selezione, scremando il gruppo per arrivare ad una decina di unità, cui mancavano molti favoriti della vigilia (che arriveranno a circa 5' dal primo, come Cunego). A scattare definitivamente per primo è Gilberto Simoni (Saunier Duval), che si porta per un breve tratto il compagno di squadra Leonardo Piepoli, vincitore di tappa due giorni prima. Basso, però, sfrutta lo scatto dei due, lasciando Piepoli con José Enrique Gutiérrez (arriveranno in cima con un ritardo di 1'37") e rimanendo in compagnia di Simoni, che verrà staccato un chilometro dopo. Basso vince con 1'26" su Simoni e consolida il primato in classifica generale.

17ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Leonardo Piepoli Saunier Duval 3h21'26"
2 Italia Ivan Basso Team CSC s.t.
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 15"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 67h56'31"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 5'43"
3 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 10'34"
Descrizione e riassunto

Tappa relativamente corta. Doveva originariamente essere di 158 km con un dislivello globale di 3500 m e oltre 70 km di scalate; ma il Passo delle Erbe e l'arrivo a quota 2273m a Plan de Corones (ted. Kronplatz) – con gli ultimi 5 km in sterrato, pendenze massime 24% – non sono stati scalati a causa delle avverse condizioni climatiche (neve e temperatura inferiore a 0 °C). La tappa è diventata così prettamente pianeggiante con un nuovo arrivo, sempre in salita, al Passo Furcia (6 km con pendenze massime del 14%), posto a metà strada tra il traguardo originario e la Val di Marebbe.

Già il 1º maggio, comunque, dopo l'ultimo sopralluogo, gli organizzatori avevano stabilito di portare il tracciato da 158 a 133 km, con l'eliminazione della salita del Passo Pinei (1442 metri).

Le condizioni climatiche proibitive (meno di 0 °C e neve sul Passo Erbe e sul Plan de Corones) hanno costretto gli organizzatori a cambiare il percorso, con nuovo arrivo sul Passo Furcia, dopo 15 minuti di trattative, prima della partenza, con i corridori.

Ritiratisi Scarponi e Hončar, la tappa ha visto come primi protagonisti Cioni (Liquigas) e Poilvet (Crédit Agricole), ripresi nei pressi del traguardo Gazzetta 110 dal gruppo tirato dalla Saunier Duval di Simoni e Piepoli. Sull'unica asperità, dopo le varie mutilazioni della tappa, rompe gli indugi il redivivo Julio Alberto Pérez Cuapio (Ceramiche Panaria), rimontato subito dai vari Gutierrez Cataluña, Basso, Simoni e Piepoli.

Nell'azione proseguono a pieno ritmo la maglia rosa e Piepoli, che staccano gli altri e scollinano assieme. Basso, che incrementa la leadership nella classifica generale, in quella dei GPM e anche in quella a punti (ai danni di Paolo Bettini), lascia la vittoria al "Trullo volante" (così è soprannominato Piepoli), la seconda per lui in questo Giro.

18ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Stefan Schumacher Gerolsteiner 5h31'33"
2 Italia Marzio Bruseghin Lampre s.t.
3 Spagna José Iván Gutiérrez C. d'Epargne s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 73h30'47"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 5'43"
3 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 10'34"
Descrizione e riassunto

Il percorso era ondulato (con tre GPM e numerosi "strappi"), in grado di favorire tentativi di fuga di corridori fuori classifica. Il Cuel di Forchia, 8 km con pendenze massime del 18%, era la cima più dura da scalare, ma lontana dall'arrivo. La partenza della tappa è in Austria, quarto sconfinamento in questo Giro.

Il Giro ha commemorato con questa frazione il 30º anniversario del sisma che colpì il Friuli.

Il poco agonismo nel gruppo, nonostante i vari "mangia e bevi" odierni, ha favorito una fuga di 5 uomini, andata in porto. La vittoria (2ª in questo Giro) è andata al tedesco della Gerolsteiner Stefan Schumacher, che ha beffato Marzio Bruseghin nella volata ristretta e, durante il tragitto, è stato sempre pronto a chiudere gli scatti degli altri quattro compagni di fuga (Bruseghin, David López García, José Iván Gutiérrez e Charles Wegelius), costringendoli alla volata finale. Nello sprint del gruppo (giunto a 2'43" dal vincitore) si è imposto Paolo Bettini, che riprende la maglia ciclamino per mezzo dei punti conquistati.

Rimane invariata la classifica generale, stessi distacchi di ieri.

19ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Spagna Juan Manuel Gárate Quick Step 7h13'36"
2 Germania Jens Voigt Team CSC a 4"
3 Spagna Patxi Vila Lampre a 1'21"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 80h46'38"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 6'07"
3 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 10'34"
Descrizione e riassunto

È questo il primo dei due "tapponi dolomitici". Sono stati valicati quattro passi storici per il Giro (tutti Gran Premi della Montagna di prima categoria): Forcella Staulanza, Fedaia (Marmolada), Pordoi e per ultimo il San Pellegrino, sede di arrivo della tappa. Oltre 60 km di salite e circa 4000 m di dislivello.

Approfittando del traguardo Gazzetta 110 dopo 60 km dalla partenza, parte una fuga di 22 uomini, tra cui Danilo Di Luca, Paolo Bettini (che incrementa il vantaggio nella classifica a punti), Juan Manuel Gárate, Emanuele Sella, Jens Voigt e Fortunato Baliani (in lotta con Basso per la classifica GPM, della quale guadagnerà il primato a fine tappa). Il gruppo non reagisce e la corsa vera inizia sul San Pellegrino. Il primo ad abbandonare è Jan Ullrich, che addirittura si ritira dalla corsa rosa. Mentre in testa i battistrada si sfaldano (rimangono solo Gárate e Voigt), dietro è la Saunier Duval di Piepoli e Simoni a tirare. Il vantaggio dei due in testa è irrecuperabile e, prima dell'arrivo, Voigt stringe la mano al campione nazionale spagnolo Gárate, lasciandogli la vittoria di tappa.

Simoni e Basso si piazzano rispettivamente 7° e 8° all'arrivo, a 2'15" da Gárate. Il varesino conserva il primato in classifica, aumentando il vantaggio su José Enrique Gutiérrez.

20ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 6h51'15"
2 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 1'17"
3 Italia Damiano Cunego Lampre a 2'51"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 87h37'53"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 9'18"
3 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 11'59"
Descrizione e riassunto
Il gruppo trainato dalla Maglia rosa affronta la salita del Gavia, Cima Coppi (20ª tappa)

Altra tappa "storica" per il Giro 2006. Sono stati affrontati i passi del Tonale, del Gavia (Cima Coppi a 2621 m s.l.m.) e il durissimo Mortirolo (12 km al 10% di pendenza media), tutti valichi che hanno scritto le pagine di precedenti edizioni della Corsa rosa. L'arrivo all'Aprica è in leggera salita. Qui si è deciso, come da programma, il vincitore del Giro 2006.

L'arrivo all'Aprica ha sancito il predominio di Ivan Basso nel Giro d'Italia, il quale, vincendo la tappa (dedicata a suo figlio appena nato), ipoteca la corsa rosa. Sui primi due GPM del Tonale e del Gavia (Cima Coppi) il primo a transitare è sempre il vincitore della tappa del giorno prima, Juan Manuel Gárate (Quick Step), che si aggiudica definitivamente la maglia verde di leader GPM.

Ai piedi del Mortirolo il gruppo di 150 corridori giunge praticamente compatto, ma il "forcing" della Saunier Duval di Simoni e della CSC di Basso creano una massiccia selezione, che porterà i due capitani di queste squadre a scollinare in vetta da soli, con ampio margine sugli inseguitori. Anche in discesa i due fuggitivi si aiuteranno, ma, in un tratto di lieve salita verso l'arrivo, Basso stacca anche uno stremato Simoni negli ultimi 3 km, dandogli un passivo di 1'17", e va a vincere la tappa. Terzo al traguardo un redivivo Damiano Cunego (Lampre-Fondital).

Nelle interviste post-gara, Gibo Simoni manifesterà molta amarezza nei confronti della Maglia rosa.

21ª tappa-1ª semitappa[modifica | modifica sorgente]

Semitappa annullata d'ufficio dall'Unione Ciclistica Internazionale.

Descrizione

La cronoscalata di 11 km con 550 metri di dislivello, se disputata, sarebbe stata l'ultimo passo prima della passerella a Milano, in grado di sancire la maglia rosa finale dell'89º Giro d'Italia. Tale semitappa è stata annullata d'ufficio il 7 aprile 2006 dall'Unione Ciclistica Internazionale, che ha disposto che nei calendari delle competizioni del circuito ProTour non devono essere presenti semitappe. La 2ª semitappa, la Lecco-Milano (il luogo di partenza è stato spostato a Ghisallo), è stata considerata come una normale tappa, la numero 21.

21ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Germania Robert Förster Gerolsteiner 3h56'03"
2 Argentina Maximiliano Richeze Cer. Panaria s.t.
3 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 91h33'36"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 9'18"
3 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 11'59"
Descrizione e riassunto

Passerella finale a Milano. Sono stati percorsi 53 chilometri – 11 giri di un circuito cittadino di 4,8 km – sull'asfalto intervallato dai binari del tram nel capoluogo meneghino. La partenza della tappa è avvenuta a Ghisallo, nei pressi del locale Museo del ciclismo.

La tappa conclusiva dell'edizione 2006 del Giro d'Italia è stata vinta da Robert Förster (Gerolsteiner) in volata, su Richeze, Pollack e Paolo Bettini che conquista la maglia ciclamino finale (per il secondo anno consecutivo). Da segnalare una fuga di Missaglia della Selle Italia (non andata in porto) e la caduta di Lorenzetto (Milram), ritiratosi ad appena 10 km dalla conclusione del Giro.

Evoluzione delle classifiche[modifica | modifica sorgente]

Tappa Vincitore Classifica generale
Maglia rosa
Classifica a punti
Maglia ciclamino
Classifica scalatori
Maglia verde
Classifica Gran combinata
Maglia blu
Trofeo Fast Team Trofeo Super Team
Paolo Savoldelli Paolo Savoldelli Paolo Savoldelli Paolo Savoldelli Paolo Savoldelli Discovery Channel Discovery Channel
Robbie McEwen T-Mobile Team
Stefan Schumacher Stefan Schumacher Stefan Schumacher Moisés Aldape Gerolsteiner
Robbie McEwen Robbie McEwen Sandy Casar
Team CSC Serhij Hončar
Robbie McEwen Olaf Pollack
Rik Verbrugghe Serhij Hončar Staf Scheirlinckx
Ivan Basso Ivan Basso Ivan Basso
Tomas Vaitkus
10ª Franco Pellizotti Liquigas
11ª Jan Ullrich Discovery Channel T-Mobile Team
12ª Joan Horrach
13ª Leonardo Piepoli Paolo Bettini Discovery Channel
14ª Luis Laverde Fortunato Baliani Phonak Ceramiche Panaria
15ª Paolo Bettini
16ª Ivan Basso Ivan Basso Phonak
17ª Leonardo Piepoli Ivan Basso
18ª Stefan Schumacher Paolo Bettini
19ª Juan Manuel Garate Fortunato Baliani
20ª Ivan Basso Ivan Basso Juan Manuel Gárate
21ª Robert Förster Paolo Bettini
Classifiche finali Ivan Basso Paolo Bettini Juan Manuel Gárate Paolo Savoldelli Phonak Phonak

Classifiche finali[modifica | modifica sorgente]

Classifica generale - Maglia rosa[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Ivan Basso Team CSC 91h33'36"
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak a 9'18"
3 Italia Gilberto Simoni Saunier Duval a 11'59"
4 Italia Damiano Cunego Lampre a 18'16"
5 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. a 19'22"
6 Francia Sandy Casar Franç. des Jeux a 23'53"
7 Spagna Juan Manuel Gárate Quick Step a 24'26"
8 Italia Franco Pellizotti Liquigas a 25'57"
9 Colombia Víctor Hugo Peña Phonak a 26'27"
10 Spagna Francisco Vila Lampre a 27'34"

Classifica a punti - Maglia ciclamino[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Punti
1 Italia Paolo Bettini Quick Step 169
2 Italia Ivan Basso Team CSC 158
3 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak 132
4 Germania Olaf Pollack T-Mobile Team 104
5 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. 95

Classifica scalatori - Maglia verde[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Punti
1 Spagna Juan Manuel Gárate Quick Step 64
2 Italia Ivan Basso Team CSC 56
3 Italia Fortunato Baliani Cer. Panaria 52
4 Italia Leonardo Piepoli Saunier Duval 32
5 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak 27

Classifica Gran combinata - Maglia blu[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Punti
1 Italia Paolo Savoldelli Discovery Ch. 775
2 Spagna José Enrique Gutiérrez Phonak 651
3 Italia Ivan Basso Team CSC 595
4 Francia Sandy Casar Franç. des Jeux 454
5 Italia Paolo Bettini Quick Step 342

Classifica a squadre - Trofeo Fast Team[modifica | modifica sorgente]

Pos. Squadra Tempo
1 Svizzera Phonak Hearing Systems 274h21'31"
2 Italia Lampre-Fondital a 7'36"
3 Stati Uniti Discovery Channel a 16'05"
4 Spagna Saunier Duval-Prodir a 29'37"
5 Italia Ceramiche Panaria-Navigare a 53'06"

Classifica a squadre - Trofeo Super Team[modifica | modifica sorgente]

Pos. Squadra Punti
1 Svizzera Phonak Hearing Systems 323
2 Spagna Saunier Duval-Prodir 298
3 Italia Ceramiche Panaria-Navigare 270
4 Germania Gerolsteiner 262
5 Italia Lampre-Fondital 260

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tappa accorciata (da 147 a 127 km) per problemi connessi al passaggio da Palata (posta originariamente come sede di GPM).
  2. ^ Tappa accorciata (da 180 a 173 km) per rimozione del GPM del Passo del Maniva dal percorso di gara.
  3. ^ Tappa accorciata (da 158 a 133 km) in occasione dell'ultimo sopralluogo (1º maggio), per impraticabilità del Passo di Pinei. Tappa nuovamente accorciata (da 133 a 121 km) per impraticabilità dei GPM di Passo delle Erbe e Plan de Corones dovuta alle avverse condizioni climatiche.
  4. ^ Semitappa annullata poiché l'Unione Ciclistica Internazionale non prevedeva che le semitappe fossero incluse nei calendari del circuito ProTour. Si percorse regolarmente la "Madonna del Ghisallo-Milano", ventunesima tappa del Giro.
  5. ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2006 - Basso il cannibale in spaziociclismo.it, 4 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.

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