Elezioni politiche italiane del 2001

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Elezioni politiche italiane 2001
Stato Italia Italia
Data 13 maggio 2001
Legislatura XIV Legislatura
Silvio Berlusconi.jpg Rutelli per wikipedia.jpg Bertinotti07022007-1.jpg
Leader Silvio
Berlusconi
[1]
Francesco
Rutelli
[1]
Fausto
Bertinotti
[1]
Partito Forza
Italia
La
Margherita
Rifondazione
Comunista
Coalizione Casa delle Libertà L'Ulivo Nessuna
Voti 18.398.246[2][3]
49,56 %
13.023.651[2][3]
35,08 %
1.868.659[4][3]
5,03 %
Seggi
368 / 630
(Camera)[5]
176 / 315
(Senato)[5]
250 / 630
(Camera)[5]
130 / 315
(Senato)[5]
11 / 630
(Camera)
4 / 315
(Senato)
Differenza % Green Arrow Up.svg7,49[6] Red Arrow Down.svg8,21 Red Arrow Down.svg3,54
Differenza seggi Green Arrow Up.svg182[7][6] Red Arrow Down.svg114[7] Red Arrow Down.svg5[7]
Elezioni Camera 2001 Comuni.png
Presidente del Consiglio uscente
Giuliano Amato (L'Ulivo)
Left arrow.svg 1996 2006 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 2001 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 13 maggio 2001.

Sistema di voto[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni politiche del 2001 si tennero con un nuovo sistema di voto (la cosiddetta "Legge Mattarella"), in attuazione in seguito al referendum del 18 aprile 1993, introdotto con l'approvazione delle leggi 4 agosto 1993 n. 276 e n. 277, che prevedeva per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari unito, per il rimanente 25% dei seggi, ad recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato (attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo") e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento del 4% alla Camera.

Per la parte maggioritaria quindi (75% dei seggi), il territorio nazionale venne suddiviso in 475 collegi uninominali per la Camera, e in 232 per il Senato. L'attribuzione di questo primo gruppo di seggi avveniva in base ad un sistema maggioritario a turno unico plurality: veniva eletto parlamentare il candidato che avesse riportato la maggioranza relativa dei suffragi nel collegio. Nessun candidato poteva presentarsi in più di un collegio.

I rimanenti seggi (25%) erano invece assegnati con un metodo proporzionale, funzionante però con meccanismi differenziati fra le due assemblee. Per quanto riguarda la Camera, l'elettore godeva di una scheda elettorale separata per l'attribuzione dei 155 seggi residui, cui accedevano solo i partiti che avessero superato la soglia di sbarramento nazionale del 4%. Il calcolo dei seggi spettanti a ciascuna lista veniva effettuata nel collegio unico nazionale mediante il metodo Hare dei quozienti naturali e dei più alti resti; tali seggi venivano poi ripartiti, in ragione delle percentuali delle singole liste a livello locale, fra le 26 circoscrizioni plurinominali in cui era suddiviso il territorio nazionale, e all'interno delle quali i singoli candidati — che potevano corrispondere a quelli presentatisi nei collegi uninominali — venivano proposti in un sistema di liste bloccate senza possibilità di preferenze. Il meccanismo era però integrato dal metodo dello scorporo, volto a dar compensazione ai partiti minori fortemente danneggiati dall'uninominale: successivamente alla determinazione della soglia di sbarramento, ma antecedentemente al riparto dei seggi, alle singole liste venivano decurtati tanti voti quanti ne erano serviti a far eleggere i vincitori nell'uninominale — cioè i voti del secondo classificato più uno — i quali erano obbligati a collegarsi ad una lista circoscrizionale.

Per quanto riguarda il Senato, gli 83 seggi proporzionali venivano assegnati, secondo il dettato costituzionale, su base regionale. In ogni Regione venivano assommati i voti di tutti i candidati uninominali perdenti che si fossero collegati in un gruppo regionale, ed i seggi venivano assegnati utilizzando il metodo D'Hondt delle migliori medie: gli scranni così ottenuti da ciascun gruppo venivano assegnati, all'interno di essa, ai candidati perdenti che avessero ottenuto le migliori percentuali elettorali. Ancor più che alla Camera, ove lo scorporo era parziale, lo scorporo totale previsto per il Senato faceva funzionare la quota proporzionale di fatto come una stramba quota minoritaria, in aperto contrasto con l'impianto generale della legge elettorale.

Circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Come detto il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 475 collegi uninominali e 26 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 232 collegi uninominali e 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Piemonte 1 (Torino);
  2. Piemonte 2 (Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola);
  3. Lombardia 1 (Milano);
  4. Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco);
  5. Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova);
  6. Trentino-Alto Adige;
  7. Veneto 1 (Padova, Verona, Vicenza e Rovigo);
  8. Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno);
  9. Friuli-Venezia Giulia;
  10. Liguria;
  11. Emilia-Romagna;
  12. Toscana;
  13. Umbria;
  14. Marche;
  15. Lazio 1 (Roma);
  16. Lazio 2 (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti);
  17. Abruzzo;
  18. Molise;
  19. Campania 1 (Napoli);
  20. Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno);
  21. Puglia;
  22. Basilicata;
  23. Calabria;
  24. Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani);
  25. Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa);
  26. Sardegna;
  27. Valle d'Aosta[8].

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzo;
  14. Molise;
  15. Campania;
  16. Puglia;
  17. Basilicata;
  18. Calabria;
  19. Sicilia;
  20. Sardegna.

Quadro politico[modifica | modifica wikitesto]

La XIII Legislatura, formatasi con le precedenti elezioni del 1996, restò in carica per tutta la durata naturale del mandato, ma vide il susseguirsi di ben 4 governi di centro-sinistra: Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II. Durante il corso della legislatura infatti, vi furono in più occasioni contrasti fra le aree più moderate de L'Ulivo e Rifondazione Comunista, che portarono nel caso del 1° governo Prodi, alla caduta dell'esecutivo stesso. Ciò portò il centro-sinistra a presentarsi diviso alle elezioni politiche del 2001: Rifondazione Comunista infatti, decise di presentarsi come lista autonoma. Sul fronte del centro-destra invece, Silvio Berlusconi fondò la Casa delle Libertà, lo schieramento che riproponeva la formazione che si presentò alle elezioni del 1994. Con la nascita della casa delle Libertà infatti, la Lega Nord decise di riallearsi nuovamente con la coalizione di centro-destra, che questa volta comprendeva anche il Nuovo PSI ed il Partito Repubblicano.

Principali forze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Lista Collocazione Ideologia Leader[1]
Casa delle Libertà
Coalizione composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Centro Cristiano Democratico, Cristiani Democratici Uniti, Partito Socialista - Nuovo PSI e Partito Repubblicano Italiano (in FI)
Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Cristianesimo democratico, Conservatorismo, Conservatorismo nazionale, Conservatorismo liberale, Populismo di destra, Nazionalismo, Federalismo, Autonomismo, Regionalismo, Anticomunismo, Antistatalismo Silvio Berlusconi
L'Ulivo
Coalizione composta da Democratici di Sinistra, La Margherita[9]
(I Democratici, Partito Popolare Italiano, Lista Dini - Rinnovamento Italiano e Unione Democratici per l'Europa), Il Girasole[10] (Federazione dei Verdi e Socialisti Democratici Italiani), Partito dei Comunisti Italiani, Repubblicani Europei, Südtiroler Volkspartei, Con Illy per Trieste e Partito Sardo d'Azione

Centro-sinistra Socialdemocrazia, Cristianesimo sociale, Cristianesimo democratico, Progressismo, Ecosocialismo, Socialismo, Ecologismo, Comunismo, Eurocomunismo, Neomarxismo, Socialismo democratico, Antifascismo, Antiliberalismo, Anticorruzione, Laicismo, Legalitarismo, Ambientalismo, Pacifismo Francesco Rutelli
Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Comunismo, Eurocomunismo, Neomarxismo, Antifascismo Fausto Bertinotti
Lista Di Pietro - Italia dei Valori Centro-sinistra Centrismo, Anticorruzione Antonio Di Pietro
Democrazia Europea Centro Cristianesimo democratico, Europeismo, Centrismo Sergio D'Antoni
Lista Emma Bonino Centro-sinistra Radicalismo, Liberalismo, Libertarianismo, Antiproibizionismo Emma Bonino

Schieramenti a confronto[modifica | modifica wikitesto]

La Casa delle Libertà[modifica | modifica wikitesto]

La Casa delle Libertà, coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, era costituita da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico-Cristiani Democratici Uniti, Lega Nord e Nuovo Partito Socialista Italiano.

L'Ulivo[modifica | modifica wikitesto]

l'Ulivo era il nome assunto dalla coalizione di centrosinistra, guidata da Francesco Rutelli. La coalizione era formata da Democratici di Sinistra, Democrazia è Libertà - La Margherita, Federazione dei Verdi, Socialisti Democratici Italiani, Partito dei Comunisti Italiani.

Rifondazione Comunista giunse ad un accordo elettorale con l'Ulivo (patto di non belligeranza), in base al quale RC non si sarebbe presentata nella quota maggioriaria della Camera; l'Italia dei Valori, invece, decise di correre in autonomia. Fuori dai due schieramenti principali si presentarono poi Democrazia Europea (che nel 2002 confluirà dell'Unione Democratici Cristiani) e la Lista Emma Bonino (che nel 2006 darà luogo con i Socialisti Democratici Italiani alla Rosa nel Pugno).

Campagna elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Nei mesi precedenti le elezioni, Berlusconi annunciò di voler candidarsi nuovamente come leader della coalizione di centro destra della Casa delle Libertà.

Nel programma televisivo Porta a Porta, durante gli ultimi giorni della campagna elettorale, Berlusconi si impegnò a firmare un cosiddetto Contratto con gli Italiani. In questo documento, Berlusconi sostenne il suo impegno a migliorare diversi aspetti dell'economia e della vita italiana.

In primo luogo, si impegnò a semplificare il sistema fiscale complesso con l'introduzione di due sole aliquote (33% per coloro che guadagnano più di 100.000 euro e del 23% per tutti coloro che guadagnano meno di quella cifra: chi guadagna meno di 11.000 euro l'anno non sarebbe tassato), in secondo luogo promise di dimezzare il tasso di disoccupazione, in terzo luogo, si impegnò a finanziare e sviluppare un massiccio programma di nuovo opere pubbliche. In quarto luogo, promise di aumentare il tasso minimo di pensione mensile di 516 €, e in quinto luogo, disse che avrebbe represso l'ondata di crimine con l'introduzione di agenti di polizia per pattugliare tutte le zone locali e le aree nelle principali città italiane.

Berlusconi si impegnò a non ricandidarsi per le successive elezioni, se non fosse riuscito a onorare almeno quattro di queste cinque promesse.

Sondaggi pre-voto[modifica | modifica wikitesto]

Istituto Mese L'Ulivo
(Francesco Rutelli)
Rifondazione Comunista
(Fausto Bertinotti)
Casa delle Libertà
(Silvio Berlusconi)
termometropolitico.it dicembre 2000 33,6 6,0 46,5
termometropolitico.it gennaio 2001 36,3 5,5 46,9
termometropolitico.it febbraio 2001 35,5 5,6 46,1
termometropolitico.it marzo 2001 33,3 6,1 48,0
termometropolitico.it aprile 2001 33,2 7,1 46,2
L'Ulivo
(Francesco Rutelli)
Rifondazione Comunista
(Fausto Bertinotti)
Casa delle Libertà
(Silvio Berlusconi)

I sondaggi mostravano sin da 5 mesi prima delle elezioni un buon vantaggio della coalizione guidata da Silvio Berlusconi, che negli ultimi 5 anni era stata all'opposizione di alcuni governi di centro-sinistra. I circa 10 punti di vantaggio avrebbero poi permesso al leader della Casa delle Libertà un buon numero di seggi nel maggioritario, destinati a salire nel proporzionale grazie alla lista Abolizione Scorporo.

In ogni caso i sondaggi (che in questo caso non tenevano conto della lista Unione dei Democratici Cristiani e di Centro), riguardando la quota proporzionale, avevano leggermente sottostimato entrambe le maggiori coalizioni di circa 2,5 punti, mentre sovrastimavano di poco più dell'1,5% la lista di sinistra guidata da Fausto Bertinotti.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grafico delle elezioni politiche italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati delle elezioni politiche italiane del 2001 (Camera dei deputati).

Maggioritario[modifica | modifica wikitesto]

I risultati sono i seguenti[11]:

Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Casa delle Libertà (CdL) 45,57 16.915.513 282 Green Arrow Up.svg5,48[6] Green Arrow Up.svg113[6]
L'Ulivo 43,15 16.019.388 183 Green Arrow Up.svg4,71 Red Arrow Down.svg45
Lista Di Pietro - Italia dei Valori (IdV) 4,01 1.487.287 0 - -
Democrazia Europea (DE) 3,53 1.310.119 0 - -
Lista Emma Bonino 1,23 457.117 0 Green Arrow Up.svg0,04[12] Straight Line Steady.svg[12]
Südtiroler Volkspartei - L'Ulivo (SVP - Ulivo) 0,51 190.556 5 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,47 173.735 3 Green Arrow Up.svg0,05 Straight Line Steady.svg
Liga Fronte Veneto (LFV) 0,47 173.618 0 - -
Fiamma Tricolore (FT) 0,33 121.527 0 - -
Con Illy per Trieste 0,21 78.284 1 - -
Partito Sardo d'Azione - Sardigna Natzione (PSd'Az - SN) 0,11 40.692 0 - -
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (VA-APF) 0,07 25.577 1 Green Arrow Up.svg0,03 Straight Line Steady.svg
Altre Liste 0,72 266.292 0 - -
Totale 100,00 37.259.705 475

Proporzionale[modifica | modifica wikitesto]

I risultati sono i seguenti[13]:

Lista Voti (%) Voti Seggi differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Forza Italia (FI) 29,43 10.923.431 62 Green Arrow Up.svg8,86 Green Arrow Up.svg25
Democratici di Sinistra (DS) 16,57 6.151.154 31 Red Arrow Down.svg4,49[14] Green Arrow Up.svg5[14]
Democrazia è Libertà - La Margherita (DL) 14,52 5.391.827 27 - -
Alleanza Nazionale (AN) 12,02 4.463.205 24 Red Arrow Down.svg3,64 Red Arrow Down.svg4
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) 5,03 1.868.659 11 Red Arrow Down.svg3,54 Red Arrow Down.svg9
Lega Nord (LN) 3,94 1.464.301 0 Red Arrow Down.svg6,13 Red Arrow Down.svg20
Lista Di Pietro - Italia dei Valori (IdV) 3,89 1.443.725 0 - -
Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti (CCD - CDU) 3,22 1.194.040 0 Red Arrow Down.svg2,62 Red Arrow Down.svg12
Democrazia Europea (DE) 2,39 888.269 0 - -
Lista Emma Bonino 2,24 832.213 0 Green Arrow Up.svg0,36[12] Straight Line Steady.svg[12]
Il Girasole (FdV-SDI) 2,17 805.340 0 - -
Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) 1,67 620.859 0 - -
Partito Socialista - Nuovo PSI 0,95 353.269 0 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,54 200.059 0 - -
Fiamma Tricolore (FT) 0,39 143.963 0 - -
Liga Fronte Veneto (LFV) 0,20 74.353 0 - -
Partito Pensionati (PP) 0,18 68.349 0 - -
Altre Liste 0,63 235.780 0 - -
Totale[15] 100,00 37.122.776 155

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

I risultati sono i seguenti[16]:

Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Casa delle Libertà (CdL) 42,53 14.406.519 176 Green Arrow Up.svg5,18[6] Green Arrow Up.svg60[6]
L'Ulivo 38,70 13.106.860 125 Red Arrow Down.svg1,19 Red Arrow Down.svg27
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) 5,04 1.708.707 4 - -
Lista Di Pietro - Italia dei Valori (IdV) 3,37 1.140.489 1 - -
Democrazia Europea (DE) 3,15 1.066.908 2 - -
Lista Emma Bonino 2,00 677.725 0 Green Arrow Up.svg0,44[12] Red Arrow Down.svg1[12]
Fiamma Tricolore (FT) 1,00 340.221 0 - -
Lega per l'Autonomia-Alleanza Lombarda-Lega Pensionati (LpA-AL-LP) 0,91 308.559 1 Green Arrow Up.svg0,58 Green Arrow Up.svg1
Südtiroler Volkspartei - L'Ulivo (SVP - Ulivo) 0,52 175.635 3 - -
Liga Fronte Veneto (LFV) 0,41 138.134 0 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,37 126.177 2 - -
Va pensiero Padania 0,35 119.058 0 - -
Fronte Sociale Nazionale (FSN) 0,29 98.132 0 - -
Democrazia Europea - Socialisti Autonomisti (DE-SA) 0,23 79.002 0 - -
Partito Pensionati (PP) 0,23 78.572 0 Green Arrow Up.svg0,04 Straight Line Steady.svg
Forza Nuova (FN) 0,12 39.545 0 - -
Verdi Verdi (VV) 0,11 35.743 0 Green Arrow Up.svg0,08 Straight Line Steady.svg
Partito Sardo d'Azione - Sardigna Natzione (PSdAz - SN) 0,10 32.822 0 - -
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (VA-APF) 0,10 32.429 1 Straight Line Steady.svg Straight Line Steady.svg
Altre Liste 0,46 160.025 0 - -
Totale[17] 100,00 33.871.262 315

Eletti[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

La composizione della Camera dei deputati della XIV legislatura.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deputati della XIV Legislatura della Repubblica italiana e Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2001.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[18], per coalizione, alla Camera:

Lista Seggi
Casa delle Libertà[19]
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Totale Casa delle Libertà
282
62
24
368
L'Ulivo[20]
Democratici di Sinistra
Democrazia è Libertà - La Margherita
L'Ulivo - Südtiroler Volkspartei[21]
Südtiroler Volkspartei[22]
L'Ulivo - Con Illy per Trieste[23]
Totale L'Ulivo
183
31
27
5
3
1
250
Partito della Rifondazione Comunista 11
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme 1
Totale 630

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

La composizione del Senato della Repubblica della XIV legislatura.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Senatori della XIV Legislatura della Repubblica italiana e Eletti al Senato della Repubblica nelle elezioni politiche italiane del 2001.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[24], per coalizione, al Senato:

Lista Seggi
Casa delle Libertà 176
L'Ulivo
L'Ulivo - Südtiroler Volkspartei
Südtiroler Volkspartei
Totale L'Ulivo
125
3
2
130
Partito della Rifondazione Comunista 4
Democrazia Europea 2
Lista Di Pietro - Italia dei Valori 1
Lega per l'Autonomia-Alleanza Lombarda-Lega Pensionati 1
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme 1
Totale 315

Analisi territoriale del voto[modifica | modifica wikitesto]

Partiti maggioritari nelle singole province per la Camera.

Le coalizione della Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi conquista le regioni: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria (tranne la provincia di Genova), Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia. Silvio Berlusconi vince anche nelle province di Parma, Piacenza e Rimini (Emilia-Romagna), di Macerata e Ascoli Piceno (Marche), di Massa-Carrara e Lucca (Toscana) e di Trento in Trentino Alto Adige[3].

La coalizione dell'Ulivo di Francesco Rutelli ottiene la vittoria nelle regioni: Emilia-Romagna (tranne le province di Piacenza, Parma e Rimini), Marche (province di Ancona e Pesaro-Urbino), Toscana (tranne le province di Massa-Carrara e Lucca) e Umbria. Francesco Rutelli vince anche nella provincia di Genova (Liguria)[3].

Conseguenze del voto[modifica | modifica wikitesto]

La vittoria della Casa della libertà è netta e il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi conferisce a Berlusconi l'incarico di formare il nuovo governo. Nasce così il governo Berlusconi II (dopo il primo governo costituitosi nel 1994) che rimarrà in carica fino al 2005, battendo in tal modo il record di durata fino ad allora detenuto dal governo Craxi I.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d A partire dal 1994, con la nascita delle coalizioni politiche, viene espresso un leader della forza politica che si presenta alle elezioni. Tale figura è tuttavia ufficiosa, in quanto la vigente legge elettorale (Legge Mattarella) non prevede l'indicazione di un candidato vero e proprio
  2. ^ a b Voti di tutta la coalizione alla Camera dei Deputati (quota proporzionale)
  3. ^ a b c d e Elezioni 2001 risultati Camera dei Deputati, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 aprile 2013.
  4. ^ Voti del partito alla Camera dei Deputati (quota proporzionale)
  5. ^ a b c d Seggi di tutta la coalizione
  6. ^ a b c d e f Confronto con il Polo per le Libertà, nome della coalizione alle precedenti elezioni
  7. ^ a b c Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato della coalizione
  8. ^ Circoscrizione equivalente al solo collegio uninominale di Aosta della parte maggioritaria
  9. ^ Democrazia è Libertà, nella quota proporzionale della Camera raggruppa I Democratici, Partito Popolare Italiano, UDEUR e Rinnovamento Italiano
  10. ^ Il Girasole, nella quota proporzionale della Camera raggruppa Federazione dei Verdi e Socialisti Democratici Italiani
  11. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Camera del 13 maggio 2001
  12. ^ a b c d e f Confronto con la Lista Pannella, nome del partito alle precedenti elezioni
  13. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Camera del 13 maggio 2001
  14. ^ a b Confronto con il Partito Democratico della Sinistra, nome del partito alle precedenti elezioni
  15. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico Elezioni
  16. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Senato del 13 maggio 2001
  17. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico Elezioni
  18. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico delle Elezioni
  19. ^ Eletti nel maggioritario
  20. ^ Eletti nel maggioritario
  21. ^ Eletti nel maggioritario
  22. ^ Eletti nel maggioritario
  23. ^ Eletti nel maggioritario
  24. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico delle Elezioni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costituzione della Repubblica Italiana

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]