Oreste del Buono

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oreste del Buono

Oreste del Buono (Poggio, 8 marzo 1923Roma, 30 settembre 2003) è stato uno scrittore, giornalista, traduttore e critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di Poggio, nella parte occidentale dell'Isola d'Elba, e nipote dell'eroe toscano Teseo Tesei, studiò a Milano, dove visse durante la guerra. In quel periodo fu militare di Marina[1]; catturato dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, trascorse un anno e mezzo di prigionia in Germania.

Traduttore prolifico, soprattutto dal francese, esperto di fantascienza, gialli, cinema, sport, pubblicità (sulla quale tenne una rubrica su Panorama). Tra le traduzioni, Il Cappotto di Gogol', Madame Bovary di Gustave Flaubert, Un amore di Swann di Marcel Proust e L'azzurro del cielo di Georges Bataille, ma anche opere di André Gide, Guy de Maupassant, Michel Butor, Michel Tournier, Marguerite Yourcenar, Nathalie Sarraute, Denis Diderot, Benjamin Constant, Claude Gutman, e dall'inglese di Raymond Chandler, Robert Louis Stevenson, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde, Horace Walpole, Ian Fleming ecc.

Fece parte ma ai margini del gruppo 63, pubblicando nello stesso anno con la Feltrinelli Per pura ingratitudine. Altri suoi libri furono Racconto d'inverno (1945), Un intero minuto (1959), L'amore senza storie (1960), Né vivere né morire (1964), Un tocco in più (1966, con Gianni Rivera), I peggiori anni della nostra vita (1971), La parte difficile (1975, ma ripubblicato nel 2003 a cura di Daniele Brolli), Tornerai (1976), Un'ombra dietro il cuore (1978), Il comune spettatore (1979), Se m'innamorassi di te (1980), La talpa di città (1984), La nostra classe dirigente (1986), La debolezza di scrivere (1987), La vita sola (1989), Acqua alla gola (1992), Amici, amici degli amici, maestri (1994) ecc.

Svolse mansioni di "editor" presso numerose case editrici (Rizzoli, Bompiani, Garzanti, ecc.), facendo conoscere autori stranieri fino ad allora sconosciuti in Italia e curando e introducendo opere di autori italiani quali Achille Campanile, Giovanni Guareschi, Giorgio Scerbanenco, Carlo Manzoni, Tiziano Sclavi, Renato Olivieri, Marcello Marchesi, Giorgio Forattini, Emilio Giannelli, Augusto De Angelis, Paolo Villaggio, Giulio Angioni ecc. Fu soprattutto un grande valorizzatore della cosiddetta "cultura popolare", curando un volume su James Bond con Umberto Eco e una delle prime se non la prima Enciclopedia del fumetto italiana, prendendo in debita considerazione e in anticipo su molti il valore artistico dei fumetti.

Grande eclettico, scrisse anche un libro sul regista Billy Wilder e diverse pagine su Federico Fellini. Nel 1981 fece anche il commentatore sportivo per «Contatto», il tg diretto da Maurizio Costanzo su PIN, un'emittente televisiva di proprietà del gruppo Rizzoli.

Collaboratore de La Stampa, curò la rubrica Specchio dei tempi che era stata creata e seguita da Giulio De Benedetti.

È stato attivo anche in televisione per la quale ha collaborato, fra l'altro, nel 1965 con Franco Enriquez alla riduzione televisiva Resurrezione (dal romanzo omonimo di Lev Tolstoj).

Per la Radio Rai realizzò Le interviste impossibili, insieme con Carmelo Bene e altri, nelle quali si immaginava di intervistare personaggi d'altri tempi (Edmondo De Amicis, Fëdor Dostoevskij, Vladimir Majakovskij ecc.) interpretati da Bene.

Divenne noto al grande pubblico soprattutto per aver diretto la rivista Linus dal 1972 al 1981.

Spesso ha usato la sigla OdB per firmarsi (un'antologia di scritti a suo omaggio si intitola appunto Ciao odb, pubblicata in collaborazione tra Baldini Castoldi Dalai e «Linus» appena dopo la sua scomparsa nel 2003).

Giudizio critico[modifica | modifica wikitesto]

Critico cinematografico, appassionato di fumetti, grande esperto di letteratura francese e importatore di quell'avanguardia denominata école du régard ha rimescolato nella sua narrativa le esperienze colte e il vissuto. Romanzi e racconti di questo scrittore vivono di realtà riscoperta, dell'esistenza borghese, del privato, messi in vetrina senza pietà e senza pudori: la vera novità di Del Buono sta nel modo di raccontare. Una struttura complessa e indeterminata (anzi: interminata), quasi a carciofo, una lingua italiana fintamente complice e mutuata dall'uso quotidiano, ma avvolta e riavvolta come la bobina del registratore; la sua narrativa si può quindi anche, giustamente, considerare un polo della sperimentazione che lega le emozioni al parlato in una sintassi aperta, continua: senza anacoluti ma talmente dilatata all'infinito da apparire, perfino suo malgrado, trasgressiva. Questo stile da sperimentazione pur nel limite della leggibilità, addirittura nella spigliata gradevolezza, rende i libri di Del Buono al tempo stesso autorevolmente moderni e decorosamente audaci. Vi sono rappresentati momenti e situazioni del cosiddetto tragico quotidiano, eventi e gesti difficili di coppia o del singolo, personaggi psicologicamente sadomasochisti, temi e oggetti della vita dispersa trattati con ironia o esplosi in comicità. (Gilberto Finzi, da Novelle Italiane, ed. Garzanti)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica.it/spettacoli_e_cultura: È morto Oreste Del Buono fondatore della rivista "Linus"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]