Teseo Tesei

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Teseo Tesei

Teseo Tesei (Marina di Campo, 3 gennaio 1909Malta, 26 luglio 1941) è stato un militare e inventore italiano. Maggiore del Genio navale della Regia Marina, brevettato palombaro, prestò servizio come operatore della Xª Flottiglia MAS durante la seconda guerra mondiale venendo decorato con la medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entra all'Accademia Navale di Livorno nel 1925 dove si distingue per la perseveranza e l'inventiva. Con l'aiuto di Elios Toschi, ingegnere navale, ripensa alla mignatta di Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci; il concetto ispiratore fu questo: partendo dalla mignatta, mirò ad arrivare a costruire un'arma che avesse su quella importanti vantaggi, che permettesse cioè, a due uomini, di vivere, navigare, dirigersi contro un bersaglio e attaccarlo liberamente sott'acqua. Tesei ebbe un'altra idea geniale, che certamente riveste un'importanza ancora maggiore della rielaborazione della mignatta e che contribuì allo sviluppo all'idea del siluro a lenta corsa (SLC, meglio conosciuto come maiale per la sua forma tozza).

Esisteva, all'epoca, un autorespiratore a ossigeno a ciclo chiuso, chiamato maschera Davis, che veniva utilizzato per le fuoriuscite dell'equipaggio da sommergibili in avaria. Tale autorespiratore, che aveva causato diversi incidenti (incidenti che avevano scosso la fiducia nell'uso dell'apparecchio stesso da parte del personale sommergibilista), aveva una scarsa autonomia e un'ancora più scarsa affidabilità.

A questi problemi lavorava il comandante Angelo Belloni, nato a Milano nel 1882, in servizio nel 1940 alla Direzione dei corsi e alla consulenza tecnica di una Scuola Sommozzatori istituita a Livorno. Questi, con l'aiuto di Tesei, portò l'autonomia dell'autorespiratore da venti minuti a qualche ora (lo stesso Tesei rimase per tre ore e un quarto in immersione per testarlo[1]) e soprattutto lo rese più affidabile: nel luglio 1936 venne approvato l'autorespiratore a lunga autonomia 49/bis.

Tesei vide nell'autorespiratore a ciclo chiuso il congegno che avrebbe dato nuova importanza al tipo di operazione che, nella prima guerra mondiale, Rossetti e Paolucci avevano, con successo, condotto contro la Viribus Unitis nel corso dell'Impresa di Pola. Egli pensò che, ora che l'uomo poteva andare sott'acqua, sott'acqua doveva andare la mignatta.

Tesei, il 26 luglio 1941, in un'azione congiunta di due SLC e sei barchini esplosivi, tentò di forzare la base inglese di La Valletta a Malta. Per non compromettere l'esito della missione e recuperare il tempo perso per ovviare a degli imprevisti tecnici accorsi all'altro SLC, quello del sottotenente di vascello Franco Costa e del sergente palombaro Luigi Barla, e con la volontà di portare a termine a ogni costo il suo compito, decise di «spolettare a zero», rinunciando cioè ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse sotto l'obiettivo, perendo così assieme al suo fedele gregario, 2º capo palombaro Alcide Pedretti[2].

Per tale atto eroico Tesei fu insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Il vicegovernatore di Malta, sir Edward Jackson, ricordando l'episodio il 4 ottobre 1941 scrisse: «Nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto, impiegando MAS e "siluri umani" armati da "squadre suicide" (…). Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale.»[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

A Tesei sono stati intitolati l'aeroporto di Marina di Campo dell'isola d'Elba, una scuola media di Livorno e il COMSUBIN (Comando subacquei e incursori) il cui nome ufficiale è Raggruppamento subacquei e incursori Teseo Tesei. Si tratta del raggruppamento della Marina Militare incaricato di svolgere le operazioni di guerra non convenzionale in ambiente acquatico. Assieme al reggimento Col Moschin dell'Esercito, al GIS dei Carabinieri e agli Incursori del 17º Stormo dell'Aeronautica militare costituiscono una delle forze speciali italiane.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Ufficiale Superiore del Genio Navale, in lunghi anni di tenace, intelligente, appassionato lavoro riusciva, superando difficoltà di ogni genere, a realizzare, in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici, e successivamente a perfezionare il mezzo d'assalto subacqueo della Regia Marina.

Non pago del decisivo contributo portato dalla sua brillante intelligenza e dalla sua profonda cultura volle personalmente provare, collaudare e impiegare in guerra l'arma insidiosissima. Nonostante fosse minorato nel fisico per questa attività, inflessibilmente volle partecipare al forzamento di una delle più potenti e meglio attrezzate basi navali dell'avversario, conducendo lo strumento da lui ideato. Verificatosi nel corso dell'azione un ritardo, dovuto a imprevisti incidenti tecnici, che avrebbe potuto compromettere l'esito, allo scopo di guadagnare tempo perduto e di portare a termine a ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse contro l'obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva, unitamente al suo secondo uomo rimasto a lui fedele fino alla morte, alla gloria purissima del cosciente olocausto. Esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria, oltre il dovere.»
— Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— Golfo di Bomba, 22-24 agosto 1940

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beppe Pegolotti, Gli assaltatori della Xª Flottiglia Mas, Associazione Amici di Teseo tesei, 2007.
  2. ^ Junio Valerio Borghese, Decima Flottiglia MAS, Garzanti, Milano, 1950. Secondo Tesei il siluro pilotato era da considerarsi più un'arma morale che non destinata a infliggere danni al nemico; era solito dire: «Occorre che tutto il mondo sappia che vi sono italiani che si recano a Malta nel modo più temerario: se affonderemo qualche nave, oppur no, non ha molta importanza: quel che importa è che noi si sia capaci di saltare in aria col nostro apparecchio sotto l'occhio del nemico: avremo così indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quale via si pervenga al successo».
  3. ^ Daily Mail, 4 ottobre 1941

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]