Provincia dell'Ogliastra

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Provincia dell'Ogliastra
ex provincia
Provincia dell'Ogliastra – Stemma
Cascata di Lequarci
Cascata di Lequarci
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Amministrazione
Capoluogo Lanusei e Tortolì
Data di istituzione 2001-2005[2]
Data di soppressione 4 febbraio 2016[1]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
39°53′N 9°33′E / 39.883333°N 9.55°E39.883333; 9.55 (Provincia dell'Ogliastra)Coordinate: 39°53′N 9°33′E / 39.883333°N 9.55°E39.883333; 9.55 (Provincia dell'Ogliastra)
Superficie 1 854,55 km²
Abitanti 57 275[3] (31-03-2016)
Densità 30,88 ab./km²
Comuni 23 comuni
Province confinanti Nuoro, Cagliari
Altre informazioni
Lingue italiano, sardo
Cod. postale 08045 Lanusei, 08048 Tortolì, 08037-08049 provincia
Prefisso 0782
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-OG
Codice ISTAT 105
Targa OG
Cartografia

Provincia dell'Ogliastra – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia dell'Ogliastra (provìncia de Ollastra o provìntzia de Ogiastra in sardo) era una provincia italiana della Sardegna, avente come capoluoghi Tortolì (il comune più grande per numero di abitanti) e Lanusei. Istituita nel 2001[4] e attiva tra il 2005[5] ed il 2016[6], comprendeva il territorio della sub-regione dell'Ogliastra, poi tornata alla gestione della provincia di Nuoro, situata nella zona centro-orientale della Sardegna e affacciata a sud e ad est sul mar Tirreno.

Era una delle 6 province italiane con capoluogo condiviso tra 2 o più città.

Dati[modifica | modifica wikitesto]

La provincia contava 23 comuni e si estendeva per 1.854 km² (il 7,7% del territorio sardo). All'epoca in cui fu attiva risultava essere la provincia meno popolata d'Italia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Le rocce rosse di Arbatax

Facevano parte del territorio provinciale:

  • i due laghi del Flumendosa
  • parte del massiccio del Gennargentu con la punta più alta di "La Marmora", 1834 m, in territorio di Arzana,
  • a nord est il Supramonte di Urzulei e Baunei,
  • ad ovest gli altopiani carsici detti tonneri di Seui,
  • a ovest i tacchi di Osini, Ulassai e Jerzu;
  • ad est la pianura di Pelau di Jerzu e Cardedu,
  • a sud ovest l'altopiano di "su Pranu" di Perdasdefogu,
  • a sud est il massiccio di monte Ferru di Tertenia e Gairo,
  • ad est le coste di Baunei, Lotzorai, Tortolì, Bari Sardo, Cardedu, Gairo e Tertenia.

Monumenti naturali[modifica | modifica wikitesto]

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

  • Grotta su Marmuri di Ulassai
  • Grotta Matzeu di Ulassai
  • Grotta di Serbissi di Osini
  • Grotta del Fico di Baunei
  • Grotta di Taccu Isara Gairo Sant'Elena

Parchi[modifica | modifica wikitesto]

Cascate[modifica | modifica wikitesto]

Cascate di Lequarci

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Questa zona della Sardegna ha sofferto a lungo di un certo isolamento: basti pensare che sino agli anni ottanta dell'Ottocento questa zona non era raggiunta né dalle strade né dalle linee ferrate. Tale situazione nei primi decenni del XXI secolo è invece superata dalla presenza di un discreto numero di strade statali che garantiscono i collegamenti con i principali centri della regione di Cagliari e Olbia.

Di grande importanza, tale da rompere il millenario isolamento dell'Ogliastra, è la non ancora completata Nuova SS125 Cagliari-Tortolì. Le strade statali che attraversano l'ex territorio della provincia sono:

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Ad Arbatax è presente un porto, da cui salpano navi dirette a Genova e a Civitavecchia.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

A Tortolì è presente uno scalo aeroportuale di 3º livello che non era più attivo al momento della dismissione della provincia.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Convoglio del Trenino Verde in sosta nella fermata di Anulù, nel comune di Seui

La provincia negli anni di attività non era interessata dal passaggio di nessuna linea ferroviaria attiva per il servizio viaggiatori o merci, caso unico in Sardegna ed Italia (ma va ricordato che, fino al 2001, il territorio di questa provincia era parte della provincia di Nuoro); le stazioni più vicine erano quelle di Nuoro e di Isili, entrambe gestite dall'ARST.

L'Ogliastra è però attraversata dalla linea Mandas-Arbatax, chiusa al traffico passeggeri nel 1997 e da allora utilizzata esclusivamente come linea turistica del Trenino Verde dall'ARST: si tratta di un servizio turistico, effettuato anche con treni d'epoca ed attivo soprattutto nei mesi estivi, che conduce i turisti attraverso le zone più incontaminate dell'entroterra sardo. Questa linea, realizzata tra il 1893 e il 1894, con i suoi 159 km è la più lunga ferrovia turistica d'Italia.

Le premesse storiche all'istituzione della nuova provincia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della Provincia risale al regio editto del 4 maggio 1807 con il quale la Sardegna è stata divisa in quindici prefetture tra cui quella comprendente la regione storico-geografica dell'Ogliastra con sede a Tortolì. Nel 1821, Carlo Alberto riduce il numero delle province a dieci e sposta il capoluogo di quella di Ogliastra a Lanusei, che con Editto del 27 giugno 1837 diviene anche sede di uno dei sette Tribunali di Prefettura dell'isola. La Provincia di Lanusei, già soggetta alla vice-intendenza di Cagliari, viene confermata anche con la riforma operata dopo la "fusione perfetta" della Sardegna al Piemonte, con la legge n. 807 del 12 agosto 1848 in base alla quale (unitamente alle province di Nuoro, Oristano e Cuglieri) rientra nella neoistituita "divisione" di Nuoro.

Con l'unità d'Italia e la legge Rattazzi n.3702 del 23 ottobre 1859 la Sardegna viene suddivisa in sole due province e il circondario di Lanusei (sede di sottoprefettura) compreso nella provincia di Cagliari. Nel 1927 sono stati soppressi i circondari e le sottoprefetture e contestualmente istituita la Provincia di Nuoro, in cui l'Ogliastra è stata inclusa.

Lanusei è rimasta nel corso degli anni sede di Tribunale ed altri uffici pubblici statali e regionali (ASL, Comitato Regionale di Controllo).

Istituzione delle province sarde del 2001 e abrogazione[modifica | modifica wikitesto]

La provincia dell'Ogliastra
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Nuove province sarde.

In seguito alla legge regionale n. 9 del 2001 e successive integrazioni fu effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna, che portò il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i consigli provinciali. La provincia dell'Ogliastra fu composta da ventitre comuni provenienti dalla Provincia di Nuoro.

In attesa della formalizzazione della scelta del capoluogo, la Giunta provinciale e gli uffici avevano sede a Lanusei, mentre il Consiglio provinciale aveva sede a Tortolì. Dopo una lunga serie di dibattiti tra i sostenitori della conferma del modello del doppio capoluogo (con disponibilità a garantire la sede legale a Tortolì con atto deliberativo o nel preambolo dello Statuto ma non riportata al suo interno al fine di garantire la parità istituzionale tra i due centri) e i sostenitori (in testa il Comune di Tortolì) del capoluogo unico a Tortolì (o in seconda istanza della sede legale garantita dalla modifica dell'articolo 2 dello Statuto), sfociati nel tentativo di approvazione del 16 maggio 2006 e nell'occupazione dell'aula provinciale di Tortolì, era stata successivamente attivata la raccolta di firme per la richiesta di un referendum sul capoluogo unico.

Il 14 giugno 2006, a seguito di un accordo, il Consiglio provinciale ha approvato all'unanimità (e quindi con la maggioranza qualificata superiore ai 2/3 prevista dalla legge istitutiva) lo statuto dell'ente, che al titolo 1 attribuisce la qualifica di capoluogo ai comuni di Lanusei (sede della Giunta provinciale, sede del presidente), e di Tortolì (sede legale, sede del Consiglio provinciale, sede del presidente) e ferma restando la distribuzione degli uffici già presenti nei due comuni e la ripartizione degli uffici di nuova istituzione. Il Dipartimento funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri e il Ministero dell'economia, con circolare prot. 2006/189860 del dicembre 2006, comunicò di aver definito la sigla di identificazione della Provincia in OG (acronimo di Ogliastra), anche ai fini dell'immatricolazione automobilistica, confermando la sigla provvisoria già precedentemente assunta in diversi documenti e tabelle ufficiali emessi dallo Stato (Ministero degli interni, agenzia delle dogane, CIPE etc.). Questo codice non era stato fatto rientrare nel DPR n.133/2006 del 15 febbraio 2006 con cui erano state definite le sigle per le nuove province di Monza e Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani mentre la sigla postale OG era invece stata recepita nell'ambito della revisione generale dei CAP operativa dal 20 settembre 2006, pur mantenendo provvisoriamente invariati i codici postali sia dei capoluoghi che del territorio della nuova provincia.

Coi referendum del 2012 in Sardegna la maggioranza dei votanti ha sostenuto la soppressione, per effetto di quattro referendum abrogativi, delle quattro province istituite nel 2001 (tra cui quella ogliastrina), oltre all'abolizione (con referendum consultivo) delle altre quattro province preesistenti. In seguito al progetto di riforma delle province in Sardegna approvato dal Consiglio regionale il 24 maggio 2012[7], aveva avvio l'iter di dismissione dell'ente, che con la legge regionale 15 del 28 giugno 2013 veniva commissariato a partire dal 1º luglio 2013[8]. Con l'approvazione della legge regionale 2 del 4 febbraio 2016 veniva ufficialmente stabilita la fine della provincia, concretizzatasi il 20 aprile successivo col ritorno del territorio amministrato dall'ente alla provincia di Nuoro[6].

Industrie[modifica | modifica wikitesto]

Gli insediamenti industriali in Ogliastra sono presenti nel territorio di Tortolì che dal 1962 ospita l'area industriale di Baccasara, nata come supporto logistico della cartiera di Arbatax. Il Consorzio di Industrializzazione di Tortolì-Arbatax provvide alle infrastrutture, tra cui la costruzione di un commerciale ed industriale[cosa?], la sottostazione di Baccasara dell'energia elettrica, il depuratore consortile delle acque reflue ed il sistema di adduzione delle acque industriali. Nel 1992, alla cessazione della produzione dell'industria cartaria è stato avviato un processo di riconversione industriale. Il cantiere dell'Intermare Sarda nel porto di Arbatax è stato trasformato in stabilimento di produzione della Saipem (produzione cantieristica per l'industria petrolifera). Di supporto alla Saipem ci sono le cosiddette "industrie separate" che ricevono commesse internazionali legate al settore delle raffinerie di petrolio, la più importante di queste è la Saldimpianti s.r.l. L'agglomerato industriale di Tortolì è stato suddiviso in lotti per nuovi insiedamenti, privilegiando le piccole e medie imprese e l'artigianato del territorio.

A Ulassai è inoltre presente un parco eolico gestito dalla Sardaeolica, con una produzione di circa 48 aerogeneratori pari a 96 MW con un aumento previsto di 13 aerogeneratori.

A Perdasdefogu è presente il Poligono sperimentale e di addestramento interforze, con attività missilistiche e spaziali, alla quali di supporto sono presenti i comparti delle industrie Vitrociset.

Agricoltura e pastorizia[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

La società ogliastrina è pressoché agropastorale, sia nei paesi di montagna che in quelli del mare, ad eccezione di Tortoli che conserva meglio la tradizione della pesca. Il territorio ha subito un isolamento plurisecolare, essendo sino alla fine dell'Ottocento privo di strade e collegamenti ferroviari, da un lato ha conservato degli aspetti positivi che vanno ricercati nella creatività manuale femminile del telaio, delle forme del pane "pintau" ecc. dall'altra in senso negativo poiché il sistema pastorale imponeva all'uomo di trascorrere molto tempo della sua vita a badare al bestiame, spesso divenendo vittima o fautore di furti, grassazioni, bardane, poi bandito, e conservando un primato del quale la zona è tristemente conosciuta, ancora oggi infatti a questa logica in numerosi centri della provincia si registrano gravi atti di violenza efferata, come omicidi, assalti ai portavalori, attentati di vario genere e sequestri di persona, rendendo la zona tra le più pericolose d'Italia. Da questo ambiente fortemente turbolento la cultura ha restituito grandi nomi dell'arte, della politica, della magistratura quali Maria Lai, Stanis Dessy, Francesco Cannas, Anselmo Contu ecc., anche se in linea di massima non c'è un elevato numero di studenti, ad eccezione di alcuni paesi quali Ulassai, Villagrande Strisaili, Lanusei e Jerzu. La società fu a lungo di tipo matriarcale.

Longevità in Ogliastra[modifica | modifica wikitesto]

L'Ogliastra appartiene alle cosiddette Zona blu della longevità Internazionale, assieme a Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia e Nicoya in Costa Rica. Essendo una delle aree più contigue al Gennargentu, i centri abitati godono di aria pulita e di alimentazione sana e frugale. La società di tipo agropastorale inoltre vede l'anziano come un saggio e non come un peso, da sempre in tutta la zona, ma in particolare in alcuni paesi quali Arzana, Villagrande Strisaili, e Perdasdefogu, si riscontra un elevato numero di ultranovantenni e ultracentenari. Questo fenomeno ha dato luogo a vari studi sulla provenienza degli ogliastrini, rilevando nel loro DNA collettivo delle forti relazioni con quello degli antichi nuragici. Villagrande Strisaili (soprattutto la frazione di Villanova) detiene il Primato Mondiale di longevità maschile: dal dopoguerra al 2011, si sono registrati 32 ultracentenari, a cui si sono aggiunti altri 4 ultracentenari nel 2012 e nel 2013. La longevità ogliastrina viene accennatata dall'Angius Casalis già nell'Ottocento. A Arzana nel 2010 è morta Raffaela Monni che aveva appena compiuto 110 anni. A Perdasdefogu invece c'è stato un Guinness dei primati: la famiglia più longeva del mondo, nella quale sino al 6 giugno del 2015 era presente la capostipite Consola Melis di 107 anni. In Ogliastra c'è una media di 16 centenari su 50000 abitanti rispetto alla media nazionale di 14 su 100000 abitanti. Oltre ai centri già citati, vanno ricordati a pieno titolo per la longevità anche i comuni di Baunei, Urzulei, Ulassai, Talana, Triei.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Culurgione d'Ogliastra

L'Ogliastra è conosciuta maggiormente per i culurgiones, tale tradizione poi è stata adottata in buona parte dell'isola, oltre a questi ultimi sono tipici i gattulis di Villagrande Strisaili, su Pistoccu, la Paniscedda, le Seadas, la Coccoi prena, Coccoi de corcoriga detta anche "Angule", Casu agedu, su Cagliu o Cagiu, su Casu marsu. Il vino ogliastrino è soprattutto il Cannonau, ed è famosa in tutto il mondo per le produzioni del Cannonau di Sardegna Jerzu. Poiché la zona vanta il più grande numero di capre di tutta l'isola, circa (50000 capi), conserva ancora una produzione di formaggio caprino molto pregiata, dalla quale se ne ricavano delle peculiatità quali su Casu Agedu e su Casu marsu. Sino agli anni quaranta del Novecento, nei centri montani dell'Ogliastra era uso realizzare il cosiddetto "pane ispeli" o "pane e landi" ovvero il pane di ghiande.

Launeddas in Ogliastra[modifica | modifica wikitesto]

In Ogliastra le launeddas si chiamano propriamente "Bisonas" o "Pisonas", dell'areale intero non si conosce uno stile e un repertorio autoctono rispetto alle ritmiche del vicino Sarrabus, ma si ha notizia di suonatori nati e vissuti in questa regione e attivi musicalmente quasi da sempre, l'unica scuola considerata di interesse significativo è legata alla figura di Raffaele Loi di Triei, amico corale del suonatore villaputzese Antonio Lara, anche lui di origini ogliastrine, che trasferì al nipote Dante Tangianu e quest'ultimo al figlio Roberto, Roberto assai conosciuto oltre che per la sua abililità di suonatore, anche per la professione di giornalista e uomo di spettacolo. I suonatori contemporanei vanno ricercati tra i comuni di Loceri, Jerzu e Tertenia. L'usanza dello strumento a differenza di tutti gli altri areali sardi, è conosciuto per tutte le processioni religiose e per i balli popolari in tutta l'Ogliastra, ma per buona parte dei casi i suonatori provenivano soprattutto dal Sarrabus.

Canto a tenore[modifica | modifica wikitesto]

La pratica del Canto a Tenore in Ogliastra si chiama "A Ponne Passu", la si può individuare esclusivamente nei paesi del versante nord, quindi presso Urzulei, Baunei, Talana, Villagrande Strisaili, Lanusei, ognuno dei quali conserva un suo specifico stile, comunemente detto "Tragiu".

Istituzioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

Personalità d'Ogliastra[modifica | modifica wikitesto]

Stanis Dessy

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Registi e fumettisti[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Magistratura[modifica | modifica wikitesto]

Fotografi[modifica | modifica wikitesto]

Giornalisti[modifica | modifica wikitesto]

Eroi di Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Inventori[modifica | modifica wikitesto]

Politici[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate all'Ogliastra[modifica | modifica wikitesto]

  • Jorge Eduardo Eielson nativo di Lima, ma vissuto e sepolto a Bari Sardo
  • Guido Strazza nel 2006 è stato eletto "Cittadino Onorario" del paese di Ulassai
  • Edina Altara nativa di Sassari, trascorse gli ultimi anni di vita a Lanusei
  • Gianni Maroccolo nativo di Manciano ma visse per 10 anni a Jerzu
  • Caterina Murino nativa di Cagliari, ma di origini ogliastrine, poiché il padre è del paese di Osini, in quest'ultimo paese ha la sua residenza estiva.

Banditismo ogliastrino[modifica | modifica wikitesto]

Carnevale ogliastrino[modifica | modifica wikitesto]

Scene del carnevale di Ulassai denominato Su Maimulu

Nell'Ogliastra settentrionale il carnevale viene definito su Maimone, mentre nei due centri interni dell'Ogliastra centrale, cioè della Valle del Pardu, (Ulassai, Gairo) il carnevale viene denominato Su Maimulu. Le maschere tipiche, però al giorno d'oggi si trovano solo ad Ulassai. La maschera principale ha lo stesso nome della manifestazione cioè su Maimulu, costituita da una grossa pelle e diversi campanacci sulla schiena è seguita dalle altre maschere quali: sa Ingrastula, sa Martinicca, il fantoccio "su Martisberri", s'ursu e un numeroso gruppo di Assogadoris. Termina il giorno di martedì grasso "Martisberri" con la condanna del fantoccio e la sua aspersione nel grande fuoco "Da studi di Damiano Rossi".

Nel paese di Seui il giorno dei fuochi in onore di Sant'Antonio, esce la maschera tipica de sa "Mamulada", tale maschera è costituita da un abbigliamento particolare, mastrucche e pelli di montone, con numerosi campanacci nella schiena, scorrazza per le vie del paese suonando con una particolare conchiglia, accompagnata da un numeroso gruppo di maschere della stessa foggia, il carnevale seuese termina il martedì Grasso "Martis de erri".

Anche nel paese di Ussassai nel periodo di carnevale "Santu Musconi" escono a questuare per le vie del paese diversi giovani mascherati, con sé portano un asinello dove depositare i doni ricevuti.

Le stesse dinamiche carnevalesche erano in voga anticamente anche nei paesi di Gairo e Tertenia, ora però da diverso tempo non sono state più praticate.

Gli altri carnevali ogliastrini non conservano le maschere antiche ma altrettanto conservano un grande spirito carnevalesco.

I carnevali maggiori con carri allegorici di tipo moderno sono presenti a Tortolì, Lanusei, Cardedu e Jerzu.

Arte in Ogliastra[modifica | modifica wikitesto]

L'arte in Ogliastra va collocata sostanzialmente in tre paesi ben precisi: Ulassai, Tortolì e Tertenia.[senza fonte] Ulassai e Tortolì riguardano sostanzialmente il percorso dell'Arte Contemporanea, mentre Tertenia riguarda in particolare la figura straordinaria di Albino Manca. Tortolì si affaccia all'arte contemporanea intorno agli inizi degli anni 1990-91, attraverso il museo diffuso "Su Logu e s'iscultura" disseminato nel territorio, il quale comprende opere di artisti di fama internazionale quali Maria Lai, Hidetoshi Nagasawa, Mauro Staccioli, Massimo Kaufman, e diversi altri. Alcune opere sono tuttavia state rovinate dai vandali e altre completamente distrutte. A Ulassai a partire dall'evento di Legarsi alla montagna realizzato da quasi tutti gli abitanti del paese si è dato vita al Museo all'aperto Maria Lai in onore alla figura di Maria Lai la quale sin dall'inizio ha coordinato il tutto. A Ulassai si è aggiunto anche il Museo di Arte Contemporanea la Fondazione Stazione dell'arte, il quale sin dagli esordi propone convegni e mostre d'arte di alto livello. A Ulassai si celebra ogni anno l'ormai noto "Festival dei Tacchi" nel quale si esibiscono personaggi noti del mondo del teatro nazionale. A Tertenia è presente il "Museo Civico Albino Manca" che contiene una vasta collezione delle opere dell'artista.

Musei e collezioni pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Telaio del meriggio, Maria Lai 1970, l'opera è una delle tante appartenenti al ciclo dei Telai, e opera della collezione della Stazione dell'arte

Monumenti e edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Archeologia in Ogliastra[modifica | modifica wikitesto]

Nuraghe di Ardasai a Seui
Nuraghe di Serbissi di Osini
Nuraghe s'Ulimu di Ulassai
Tomba dei giganti, loc. Osono - Triei

Del periodo nuragico si sono individuate alcune etnie guerresche e autoctone delle montagne dell'Ogliastra, gli Iliensi, suddivisi sostanzialmente in quattro tribù:

Il territorio che era sotto l'amministrazione dell'ente è assai popolato di siti archeologici di rilievo, in parte tutelati da cooperative archeologiche, altri ancora da valorizzare. Sono presenti sul territorio nuraghi, pozzi sacri, templi Megaron, tombe dei giganti, domus de janas, dolmen, menhir e sparsi presso questi, diversi villaggi di capanne nuragiche. Oltre al periodo nuragico sono di particolare rilievo i resti dei castelli e delle torri d'avvistamento delle varie dominazioni successive del periodo medievale e dei vari Giudicati sardi.

Nuraghi principali e complessi nuragici[modifica | modifica wikitesto]

Pozzi sacri[modifica | modifica wikitesto]

Domus de janas[modifica | modifica wikitesto]

Dolmen[modifica | modifica wikitesto]

  • Dolmen di Mogola e Seroni a Ulassai

Tombe dei giganti[modifica | modifica wikitesto]

  • Tomba dei giganti di Osono a Triei
  • Tomba dei giganti Sa Carcaredda a Villagrande Strisaili
  • Tomba dei giganti Truculu a Ulassai-Osini
  • Tomba dei giganti Selene a Lanusei
  • Tomba dei giganti Genna e Pauli a Ulassai
  • Tomba dei giganti Is Iligir ladas a Ulassai
  • Tomba dei giganti Is arenas a Urzulei

Tempio megaron[modifica | modifica wikitesto]

Menhir[modifica | modifica wikitesto]

  • Menhir di Cea a Tortolì

Età giudicale[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Medusa a Lotzorai
  • Torre di San Miguel a Tortolì
  • Torre di San Giovanni a Tertenia
  • Torre del periodo aragonese di Bari Sardo

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

La provincia dell'Ogliastra comprendeva 23 comuni, dei quali due, Lanusei e Tortolì, aventi il titolo di Città (Italia). Tutti provenienti dalla provincia nuorese, vi tornarono tutti alla soppressione della provincia.

Comuni Abitanti[3] Superficie km² Densità ab/km² Altitudine m s.l.m. Stemma Reddito medio IRPEF2005[10]
Arzana 2 478 162,60 15,24 672 Arzana-Stemma.png 14 172
Bari Sardo 4 003 37,53 106,66 51 Bari Sardo-Stemma.png 14 904
Baunei 3 685 216,45 17,02 480 Baunei-Stemma.png 13 711
Cardedu 1 835 32,33 56,75 49 Cardedu-Stemma.png 12 892
Elini 570 10,90 52,29 472 Elini-Stemma.png 12 293
Gairo 1 463 78,46 18,65 670 Gairo-Stemma.png 14 650
Girasole 1 272 12,98 97,99 10 Girasole-Stemma.png 15 945
Ilbono 2 163 30,91 69,98 400 Ilbono-Stemma.png 14 123
Jerzu 3 177 102,61 30,96 450 Jerzu-Stemma.png 15 241
Lanusei 5 431 53,38 106,07 595 Lanusei-Stemma.png 16 667
Loceri 1 268 19,31 65,67 206 Loceri-Stemma.png 13 110
Lotzorai 2 218 16,84 131,71 11 Lotzorai-Stemma.png 13 764
Osini 819 39,68 20,64 645 Osini-Stemma.png 12 584
Perdasdefogu 2 018 77,09 26,18 600 Perdasdefogu-Stemma.png 17 008
Seui 1 331 148,20 8,98 820 Seui-Stemma.png 13 357
Talana 1 065 117,92 9,03 682 Talana-Stemma.png 13 031
Tertenia 3 893 117,77 33,06 129 Tertenia-Stemma.png 13 246
Tortolì 11 076 39,97 277,11 13 Tortolì-Stemma.png 17 024
Triei 1 120 28,54 39,24 140 Triei-Stemma.png 12 533
Ulassai 1 509 122,11 12,35 775 Ulassai-Stemma.png 14 091
Urzulei 1 267 129,92 9,75 511 Urzulei-Stemma.png 14 014
Ussassai 593 47,30 12,54 710 Ussassai-Stemma.png 14 627
Villagrande Strisaili 3 324 210,80 15,77 680 No-Stemma.png 15 282
Provincia dell'Ogliastra 57 578 1 854 31,06 Provincia dell'Ogliastra-Stemma.png 15 083

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Effettiva 20 aprile 2016
  2. ^ Attiva dal 2005
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2016.
  4. ^ Legge Regionale 12 luglio 2001, n. 9, Regione Autonoma della Sardegna. URL consultato il 27 maggio 2011.
  5. ^ L'Isola vota per le otto Province, in L'Unione Sarda, 8 maggio 2005.
  6. ^ a b Enti locali: approvato nuovo assetto territoriale e nominati amministratori straordinari, Regione Autonoma della Sardegna, 20 aprile 2016. URL consultato il 23 aprile 2016.
  7. ^ Referendum, Cappellacci firma decreti. Il Presidente: "Riforme condivise per ripresa morale, sociale e culturale della Sardegna", Regione Autonoma della Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato il 27 maggio 2012.
  8. ^ Bollettino ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna (PDF), nº 3, 15 gennaio 2015, pp. 11-13. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  9. ^ Sito del Museo d'arte contemporanea Stazione dell'Arte
  10. ^ Redditi Irpef Provincia dell'Ogliastra

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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