Albino Manca
Albino Manca (Tertenia, 31 dicembre 1897 – New York, 15 gennaio 1976) è stato uno scultore e medaglista italiano naturalizzato statunitense. La sua carriera, divisa tra l'Italia e gli Stati Uniti, spaziò dalla scultura monumentale e ritrattistica alla medaglistica e all'oreficeria, raggiungendo l'apice della notorietà con l'aquila bronzea del East Coast MemorialThe Battery nel Battery Park di New York.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Periodo italiano
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Tertenia da Vincenzo Manca e Severina Melis, secondo di otto figli, lasciò presto la scuola per aiutare la famiglia. La sua inclinazione per l'arte, manifestatasi in giovane età, trovò un primo, insolito campo di applicazione durante la Prima guerra mondiale: assegnato al Genio militare, si esercitò modellando a sbalzo i bossoli delle granate.
Terminato il conflitto lavorò brevemente nella bottega di uno scultore cimiteriale a Cagliari, prima di trasferirsi a Roma nel 1919. Nella capitale collaborò con Carlo Fontana alla realizzazione della Quadriga dell'Unità per il Vittoriano. Questo lavoro gli permise di finanziarsi gli studi all'Accademia di Belle Arti, diplomandosi nel 1924 sotto la guida di Ettore Ferrari, Angelo Zanelli, e Pietro Canonica. Nello stesso anno realizzò Studio di nudo, un busto maschile di grandi dimensioni.
Esordì ufficialmente a Cagliari nel 1921, alla Mostra del Circolo Universitario Cattolico, dove presentò con successo le prime sculture autonome, L'abbandono e Clelia. Due anni più tardi realizzò la targa bronzea La Sacrificata per i caduti della sua Tertenia, insieme al gesso L'Eroe e a un bozzetto per il Monumento ai caduti di Tortolì mai realizzato.
Dopo il diploma nel 1924 e un anno di specializzazione con Pietro Canonica, la sua carriera si sviluppò lungo due binari paralleli: la committenza privata dell'alta società romana e quella pubblica del regime fascista. Nel 1925 realizzò Il Condottiero e partecipò in ottobre a Roma al concorso per il Monumento ai finanzieri caduti durante la prima guerra mondiale. L'anno successivo, ormai sotto il patrocinio dei Conti Leopardi, partecipò alla XCII Esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma con Cuffietta Sarda, nella Sala Sarda allestita da Melkiorre Melis.
Sempre nel 1926 realizzò una targa commemorativa per il fallito attentato di Tito Zaniboni a Mussolini, collocata a Palazzo Chigi, e donò al Duce una piccola effige di San Francesco realizzata in occasione del settecentenario della morte del Santo.
Tra il 1927 e il 1928, l'Associazione Nazionale Combattenti donò a Mussolini la sua opera Il Condottiero, occasione in cui Manca fu ricevuto a Roma. Partecipò a due concorsi a premio dell'Accademia di San Luca con un Monumento al Finanziere e una Flagellazione di Cristo, perfezionandosi ulteriormente con maestri quali Carlo Fontana, Ermenegildo Luppi e Pietro Canonica. Eseguì anche ritratti per l'élite, come quello di Anna d'Orléans in abito nuziale. Espose anche a Cagliari nel 1928 alla mostra Caldanzano e preparò un bozzetto per un monumento ai caduti di Cagliari che non venne mai realizzato.
Tra il 1929 e il 1930 realizzò un Redentore in marmo per l'Esposizione Internazionale di Barcellona, mentre la sua Statua della Provincia di Nuoro, prevista per lo Stadio dei Marmi del Foro Mussolini a Roma, fu scartata.
Primo periodo americano
[modifica | modifica wikitesto]Il riconoscimento del suo talento oltrepassò i confini nazionali quando Giulio Gatti Casazza, allora direttore del Metropolitan Opera House di New York, lo invitò a trasferirsi negli Stati Uniti, ma a causa del numero limitato dei visti la partenza fu rimandata. Nel 1930, dopo aver partecipato alla I Mostra Sindacale Sarda a Sassari e una volta ottenuto il visto, si recò a New York, dove Gatti Casazza lo introdusse nell'alta società e gli procurò commissioni, tra cui un busto di George Washington Iniziò a lavorare in diversi settori artistici, specializzandosi nella rappresentazione del mondo naturalistico e degli animali in particolare. A questo periodo risale la Pantera ispirata al bronzo della Chimera di Arezzo. I rapporti con il mecenate si logorarono presto quando, a causa di una scultura non pagata, Albino intentò una causa al suo mecenate, poi persa nel 1945. Chiese l’estensione del permesso di soggiorno senza successo e, senza poter rinnovarlo, Manca fece ritorno a Roma nel 1932.
Ultimo rientro in Italia
[modifica | modifica wikitesto]Rientrato a Roma, si dedicò a preparare una mostra personale da esporre a New York e, ispirato dallo scultore americano Paul Manship, iniziò la produzione di piccole sculture decorative.
La sua attività per il regime si intensificò: realizzò su commissione un secondo busto del Duce in più copie, vinse il concorso per le sculture del Palazzo della Legione dei Carabinieri di Cagliari (1932) e partecipò alla prima fase del concorso per il monumento al Duca d'Aosta a Torino.
Nei successivi anni realizzò una lunetta per un monumento funerario al Verano (1933) e partecipò al Concorso della Regina, indetto in ricordo della Prima guerra mondiale. Nel 1934, nel suo studio di via Margutta a Roma, realizzò un altro busto di Mussolini donato alla Galleria d'Arte Moderna di Littoria (oggi Latina); una copia dell'opera fu acquistata dal sottosegretario agli interni Guido Buffarini Guidi.
Nel 1935 il podestà di Castagneto Carducci gli commissionò un busto di Giosuè Carducci per il centenario dalla nascita del poeta. Nello stesso anno, Manca ottenne un importante riconoscimento artistico nazionale esponendo la scultura Fanciulla dormiente alla II Quadriennale di Roma.
Il 13 giugno 1936 sposò Tullia de Nicola. Nello stesso anno, parallelamente all'attività di scultore libero professionista, prestò servizio per alcuni mesi come incaricato di Ornato disegnato al Liceo Artistico di Roma. In quel periodo fertile realizzò un ritratto equestre del Duce, prima idea per Il Duce che brandisce la Spada dell'islam", e la scultura animalier Gazzella e fico d'India. Conobbe Pietro Antonio Manca, artista sardo residente a Roma, e realizzò altre sculture di animali come Tigre in bronzo.
Nel 1938 presentò al Re e al Duce la targa Gli artefici dell'Impero. Nello stesso anno Gazzella e fico d'India vinse il primo premio nella sezione dedicata agli animali alla Mostra del sindacato fascista di belle arti del Lazio, esponendo anche due Cervi. Donò inoltre a Mussolini il bronzo Il Duce che brandisce la spada dell'Islam. Tuttavia, nel 1938 sua moglie Tullia venne privata del suo lavoro presso la sede romana della MGM, a causa delle leggi protezionistiche sul cinema e sulle limitazioni al lavoro femminile. Deluso anche dalla mancata assegnazione di una cattedra al Liceo Artistico di Roma, dopo la nascita del figlio Vincenzo, Manca lasciò definitivamente l'Italia con la famiglia nel dicembre 1938, con le spese di viaggio coperte dal governo italiano e la raccomandazione da parte dell'ambasciatore italiano a Washington. Non avrebbe più fatto ritorno in Italia.
Secondo periodo americano
[modifica | modifica wikitesto]Emigrato definitivamente nel dicembre 1938, Manca dovette inizialmente affrontare difficoltà di inserimento nel competitivo mondo artistico newyorchese, ma riuscì presto a farsi apprezzare. Partecipò a importanti esposizioni come la New York World's Fair del 1939 dove espose Gazzella e fico d'India nel Padiglione italiano, e tenne una mostra personale nel Salone dell'Italian Line del Rockefeller Center nel 1940, presentata dal suo maestro Angelo Zanelli che lo definì «uno scultore istintivo di animali, [che] possiede la grande virtù di scoprire il lato divino nella natura vivente». In quello stesso periodo si trasferì a East Orange, nel New Jersey.
I primi riconoscimenti americani giunsero nel 1941 con premi del Montclair Art Museum e dell’American Artists Professional League, oltre a un’esposizione al Newark Museum of Art. L'anno successivo, sotto la guida di Alphonse La Paglia, si dedicò all’oreficeria, attività che proseguì fino agli anni Sessanta. Nello stesso 1942 realizzò il rilievo Wild Duck and Deer per l’Ufficio Postale di Lyons, Ohio, nell’ambito del Federal Art Project del New Deal, e la scultura Venere Americana.
Nel 1943 fu eletto membro della Allied Artists of America e vinse il Julia S. Kahn Memorial Award per la Fanciulla dormiente. Ottenne la cittadinanza americana nel 1944 e, rientrato a New York l'anno dopo, acquistò lo studio nel Greenwich Village che era stato dello scultore Herbert Adams. La famiglia lo raggiunse definitivamente nel 1947, anno in cui realizzò due ritratti di Franklin Delano Roosevelt. Probabilmente in questo periodo (o nel biennio 1952-53) realizzò il ciclo di rilievi La Grande Contesa.
Nel 1950 ottenne l’Award of the Allied Artists of America, divenne membro della National Sculpture Society e una copia di Gazzella e fico d'India fu acquistata dal Brookgreen Garden in Carolina del Sud. Tre anni dopo, nel 1953, eseguì una medaglia commemorativa per il padre, avviando ufficialmente la medaglistica come una delle sue attività di maggior successo. Un gesto eclatante fu nel 1955, quando fece collocare clandestinamente a Central Park un nudo in gesso della danzatrice turca Nejla Ates, causando uno scandalo ripreso da Life magazine.
Il culmine della sua carriera pubblica giunse nel 1956, quando gli architetti Gehron & Seltzer, vincitori del concorso per l’East Coast Memorial nel Battery Park, lo chiamarono a realizzare la grande aquila centrale, la Diving Eagle. Il modello fu completato nel 1961 e l'opera inaugurata dal presidente John Fitzgerald Kennedy il 23 maggio 1963. Per quest'opera ricevette nel 1972 la Henry Hering Memorial Medal.
Parallelamente, fondò la Contemporary Commemorative Medals Inc. (1960) e la sua produzione di medaglie ottenne commissioni prestigiose, come quella per la visita di Papa Paolo VI a New York (1965) e per lo Smithsonian Institution. La medaglia La Pietà di Michelangelo (1964) gli valse nel 1966 il J. Sanford Saltus Award e il Mahory Young Memorial Award.
Continuò la scultura monumentale con opere come il cancello The Gate of Life per il Children's Queens Zoo di Flushing Meadows–Corona Park (1968) e un bassorilievo per la Fordham University (1970).
Albino Manca morì di cancro a New York il 15 gennaio 1976. Per sua volontà, le sue spoglie furono riportate a Tertenia, suo paese natale, al quale aveva donato diverse sue opere. Queste costituiscono oggi il nucleo del Museo Civico d'Arte Moderna "Albino Manca" a lui dedicato. Nello stesso anno ricevette un premio postumo speciale per Gazzella e fico d'India alla mostra della National Sculpture Society.
Note
[modifica | modifica wikitesto]Pietro Antonio Manca Alphonse La Paglia Museo Civico d'Arte Moderna "Albino Manca"
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Albino Manca
Sitografia
[modifica | modifica wikitesto]- Museo Civico d'Arte Moderna "Albino Manca"
- Recensione mostra Albino Manca a Cagliari di Roberta Vanali http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=83&IDNotizia=32237
- Video Albino Manca al Vittoriano di Roma, 1 Parte, su youtube.com.
- Video Albino Manca al Vittoriano di Roma, 2 Parte, su youtube.com.
- Video sull'artista Albino Manca, su c6.tv. URL consultato il 15 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2013).
- Video sulla mostra alla Legione dei Carabinieri di Cagliari dell'artista Albino Manca, su youtube.com.
- Video sull'artista Albino Manca, su youtube.com.
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