Stanis Dessy

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Stanis Dessy

Stanis Dessy (Arzana, 24 agosto 1900Sassari, 21 ottobre 1986) è stato un pittore, incisore e scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Completati gli studi classici a Cagliari, dal 1917 al 1920 è a Roma con una borsa di studio per studiarvi arte, dedicandosi in particolare al disegno e all'acquerello.
Conosce in questa fase gli artisti legati alla rivista Valori plastici[1], ed incontra i futuristi Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla.

Tornato a Cagliari nel 1921 frequenta l'ambiente artistico sardo, in particolare lo scultore Francesco Ciusa ed i pittori Filippo Figari e Felice Melis Marini. Nel 1923 espone una scultura alla Quadriennale di Torino e collabora con illustrazioni alla rivista Il Nuraghe. L'anno successivo realizza scenografie per la Compagnia Stabile Sarda di teatro, diretta da Anton Giulio Bragaglia. Nel 1925 espone alla Biennale di Roma; nello stesso anno inizia a dedicarsi all'acquaforte, sotto la guida di Melis Marini.

Nel 1926 si trasferisce per ragioni sentimentali a Sassari, dove entra in contatto con il critico Silvio Prunas de Quesada, che gli permette di studiare la sua vasta collezione di pittori fiamminghi e tedeschi del Quattrocento e del Cinquecento, fra i quali Albrecht Dürer, del quale Dessy mostra qualche influenza nella xilografia. Frequenta Eugenio Tavolara, Paglietti e Mario Delitala. Esegue un ciclo di dipinti per il palazzo delle Ferrovie di Cagliari. Nel 1928 partecipa alla I Biennale d'Arte Sarda; nel 1930 si presenta alla II Mostra Internazionale d'Incisione di Chicago e alla Biennale di Venezia.


Inizia a collaborare con la rivista L'Eroica di Cozzani.

Nel 1934 lavora nella cattedrale di Alghero e per la chiesa di Orani. L'anno successivo, ex aequo con Delitala, vince il premio per la xilografia nei Concorsi della regina e inizia ad insegnare nell'Istituto d'arte di Sassari.

Nel 1949 lavora alla decorazione della Chiesa del Cimitero di Sassari. Nel 1951 partecipa come incisore alla Biennale di Venezia; nel 1964 espone una propria personale a Torino (Palazzo Chiablese) nell'ambito della Rassegna di xilografia sarda e piemontese. Dal 1966 è critico d'arte per La Nuova Sardegna.

Muore a Sassari nel 1986, e nella via Largo Cavalloti è appesa una targa in suo onore, nell'abitazione dove spirò, datata 1989. Una sua opera è parte della Collezione della Galleria comunale d'arte di Cagliari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Che annoverava fra i suoi frequentatori Giorgio De Chirico, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Carlo Carrà

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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