Valori plastici

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Valori plastici
Stato Italia Italia
Periodicità Mensile
(da marzo-aprile 1920 bimestrale)
Genere Critica d'arte
Formato rivista (29 cm)
Fondazione 15 novembre 1918
Chiusura 1921
Sede Roma
Direttore Mario Broglio
 
Lettera d'apertura
Tormentatissima questione è questa dell'arte che prende la parte suprema dell'uomo.
Ora sembra che l'anima mia si muova in una materia sconosciuta o sperduta nei gorghi d'uno spasimo sacro. È la conoscenza! È un dolce sognare che scioglie la misura e allarga la mia individualità nella relazione delle cose. Anche la periodicità dei tempi, il loro principio, la loro continuazione s'allargano. In questo momento mi sento straniato dall'istituto sociale.
Vedo sotto di me la Società umana.
L'etica vi è pure sommersa.
L'universo mi appare tutto in segni, e alla stessa distanza: come su di un unico piano regolatore.
Pure vedo il limite che è ancora lontano, molto lontano, e la via fino a Dio è ancora e sempre lunga.
Eccomi dubbioso di raggiungere quell'assoluta intensità d'espressione che dianzi vagheggiavo, non ché quel grado di perfezione imperfetta, che pure realizza un organismo di per sé vivente.
Carlo Carrà, «Il quadrante dello spirito».

Valori plastici fu una rivista di critica d'arte fondata a Roma. Nata per la diffusione delle idee estetiche della pittura metafisica e delle correnti d'avanguardia europea, fu edita dal 1918 al 1921.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata dal pittore e collezionista Mario Broglio, la rivista teorizzò il recupero dei valori nazionali ed italici, non disgiunti da uno sguardo di ampio respiro verso l'Europa, e il ritorno alla cultura figurativa di matrice classica. Alberto Savinio, teorico della pittura metafisica, nel primo numero di «Valori plastici» del 15 novembre 1918, annunciò un programma di completa restaurazione individualista, antifuturista e antibolscevica.

Nell'aprile-maggio 1919 nell'articolo intitolato Anadioménon, Savinio enunciò l'intuizione intellettiva, enigmatica e atemporale del mondo che animava il nuovo classicismo metafisico. I princìpi saviniani sulla poetica metafisica vennero applicati in pittura da Giorgio De Chirico, Carlo Carrà e Giorgio Morandi.

Nonostante la sua breve vita (l'ultimo numero uscì nel 1921), «Valori plastici» ispirò nuove importanti iniziative, specialmente fuori dall'Italia con Ritorno all'ordine e in edizione francese dall'organizzazione della rivista Mario Broglio.

La vicenda di «Valori plastici» aiuta a comprendere la storia parallela del gruppo letterario della rivista «La Ronda», ugualmente interessata a rifiutare la modernità, ma anche quella futurista di Filippo Tommaso Marinetti, nonché quella simbolista di Giovanni Pascoli e quella decadente di Gabriele D'Annunzio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]