Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca

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L'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, in acronimo ANVUR, è un ente pubblico vigilato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), incaricato dei seguenti compiti:

  • esecuzione di un programma di valutazione esterna della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici,
  • indirizzo delle attività di valutazione demandate ai nuclei di valutazione interna degli atenei e degli enti di ricerca,
  • valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dei programmi pubblici di finanziamento e di incentivazione alle attività di ricerca e di innovazione.

L'agenzia è tenuta a svolgere le funzioni di agenzia nazionale di garanzia della qualità così come previste dagli accordi europei in materia nell'ambito della realizzazione degli spazi europei dell'istruzione superiore e della ricerca, operando in coerenza con le migliori prassi di valutazione dei risultati a livello internazionale e in base ai principi di autonomia, imparzialità, professionalità, trasparenza e pubblicità degli atti.

L'Anvur ha posto la propria candidatura per diventare membro dell'ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education), ma dopo i due anni di osservazione da parte dell' ENQA la richiesta non è stata accettata. A differenza che in altri Paesi, l'Anvur non ha ritenuto di far conoscere né la notizia, né le valutazioni che hanno portato a questa decisione, e che sono state trasmesse all'Anvur. La cosa è verificabile sul sito dell'ENQA, dove sono mostrati tutti i membri in una mappa interattiva.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'ANVUR è stata costituita ai sensi dell'art.2, comma 138, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286[1]. Il decreto in parola era collegato alla legge finanziaria per il 2007 (secondo Governo Prodi, con Ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi), e demandava la definizione della struttura e del funzionamento dell'Agenzia ad un Regolamento di delegificazione, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

Il lavoro di redazione del Regolamento, guidato dal Sottosegretario con delega all'Università Luciano Modica e comprendente alcune consultazioni informali con le parti interessate[2], condusse alla stesura di una versione preliminare, adottata dal Consiglio dei Ministri il 5 aprile 2007. Il passaggio al Consiglio di Stato e l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari (tappe previste dall'iter normativo) caratterizzarono, attraverso la considerazione delle osservazioni ivi formulate, la fase di rifinitura del testo, poi approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 dicembre 2007. Ottenuta la firma del Presidente della Repubblica il 21 febbraio 2008 e la successiva registrazione da parte della Corte dei Conti il 21 marzo, seguì la pubblicazione in G.U. il 9 aprile[3]. La situazione politica si era nel frattempo modificata a causa della caduta del Governo e della convocazione di elezioni anticipate.

Con l'entrata in carica del nuovo Governo Berlusconi, e del nuovo Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, i diversi orientamenti politici in materia di valutazione del sistema universitario e della ricerca si concretizzarono nella richiesta da parte del Ministro di una modifica del Regolamento dell'Agenzia[4], sul quale, peraltro, pendeva anche la non piena soddisfazione di una osservazione del Consiglio di Stato in tema di definizione della organizzazione funzionale degli uffici. Messa al lavoro una commissione di esperti ed eseguite alcune variazioni, pur non estese, sul testo, il Ministro propose l'adozione del nuovo Regolamento in versione preliminare il 24 luglio 2009[5]. A seguito delle osservazioni del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari, esso venne poi modificato in via definitiva il 17 dicembre 2009. Dopo la firma del decreto presidenziale il 1º febbraio 2010 e la registrazione della Corte dei Conti il 13 maggio (con due punti di esclusione[6]), la pubblicazione in G.U. è arrivata il 27 maggio[7]; le operazioni di messa in opera dell'Agenzia, in particolare la nomina dei componenti del Consiglio Direttivo, hanno pertanto potuto avere inizio a decorrere dalla sua entrata in vigore, l'11 giugno 2010.

Il primo Consiglio direttivo[modifica | modifica sorgente]

A seguito della nomina dell'apposito comitato di selezione e la pubblicazione del bando per l'individuazione di una lista di candidati (fra 10 e 15) da sottoporre al Ministro[8] sono giunte al Ministero oltre 300 candidature. Dei 15 selezionati[9], il Ministro, nel corso del Consiglio dei Ministri del 21 gennaio 2011, ha quindi proposto per la designazione finale 7 candidati[10]:

La prevista consultazione delle competenti commissioni parlamentari ha dato esiti favorevoli, e l'insediamento è avvenuto il 2 maggio 2011. Presidente dell'Agenzia è stato eletto, all'unanimità, Stefano Fantoni.

Ruolo dell'Agenzia[modifica | modifica sorgente]

In base alle norme costitutive, l'ANVUR «sovraintende al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle università e degli enti di ricerca»[11]. Si tratta di un ruolo storicamente svolto, fino alla istituzione dell'Agenzia, da altri organismi incaricati della valutazione dei sistema universitario e della ricerca, il CNVSU e il CIVR, ai quali, infatti, l'ANVUR è succeduta giuridicamente, secondo l'intenzione, da parte del legislatore, di «razionalizzare» tale sistema di valutazione[12].

La necessità di costituire un'agenzia dotata di autonoma personalità giuridica corrisponde all'esigenza di terzietà della valutazione rispetto sia alla sfera politico-amministrativa del Ministero (i predetti comitati non potevano godere di tale indipendenza formale) sia rispetto alle istituzioni valutate. Rimane tuttavia da chiarire quanto la struttura scelta potrà essere effettivamente autonoma e "terza" nei confronti del Ministero vigilante. Il tipo di soluzione giuridica da adottare e le tradizionali preoccupazioni sulla maggiore o minore "politicizzazione" delle scelte, in particolare delle persone che avrebbero ricoperto i ruoli dirigenti della costituenda Agenzia, hanno caratterizzato il dibattito pubblico e le mosse politiche del legislatore[13][14]. Nella relazione di accompagnamento del Regolamento ora in vigore[15], si afferma che sono state tenute in debito conto le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti nel corso dell'iter che ha condotto alla precedente versione (quella approvata dal Governo Prodi, ora abrogata), nonché, in particolare, i criteri di:

  • efficienza e snellezza nella organizzazione e modalità di svolgimento delle attività dell'ANVUR
  • rispetto delle distinte attribuzioni previste dalla legge per il Ministero e per l'ANVUR
  • qualità delle attività di valutazione, anche avvalendosi dell'analisi dei modelli di Agenzia adottati dagli altri Paesi europei[16]

La stessa relazione di accompagnamento precisa che, nonostante non vi sia un legame diretto tra Agenzia e finanziamenti statali alle università e agli enti di ricerca, i risultati della valutazione devono «naturalmente» giocare un ruolo importante nella ripartizione dei fondi statali, in particolare «per quella parte destinata a sostenere ed incentivare le situazioni di maggiore qualità». L'assegnazione dei finanziamenti statali rimane quindi compito e responsabilità del Ministro, ma l'Agenzia ha l'incarico di proporgli i parametri di ripartizione per le quote del finanziamento che dipendono dalla qualità dei risultati. Questo ruolo di "ausilio tecnico" per collegare il finanziamento delle singole istituzioni alla valutazione (specialmente dei risultati della ricerca) sembra essere quello che, nell'immaginario collettivo, ha ottenuto maggiore consenso durante tutta la fase di predisposizione della normativa. Del resto la stessa norma di legge istitutiva dell'ANVUR aveva stabilito che «i risultati delle attività di valutazione dell'ANVUR costituiscono criterio di riferimento per l'allocazione dei finanziamenti statali alle università e agli enti di ricerca»[17].

Struttura dell'Agenzia[modifica | modifica sorgente]

L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed ha sede in Roma. È dotata di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, ed opera ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che attribuisce alle agenzie l'espletamento di attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale, in atto esercitate da ministeri ed enti pubblici. Sul modello di queste ultime, l'ANVUR è sottoposta alla vigilanza di un ministro (quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) e al controllo della Corte dei Conti sulla gestione. La relazione illustrativa che ha accompagnato il Regolamento alle Camere ha precisato, peraltro, che l'ANVUR, pur ispirandosi al modello di Agenzia delineato dal d.lgs. 300/1999, se ne discosta da un punto di vista strutturale, poiché le sue peculiari attività esigono sia la figura di un presidente, sia di un organo di governo che sia rappresentativo della comunità scientifica, sia di un direttore responsabile dell'organizzazione. La questione era stata oggetto di considerazione da parte del Consiglio di Stato in sede di espressione del parere sul Regolamento adottato dal Governo Prodi, che aveva omesso di inscrivere formalmente l'ANVUR nella cerchia delle agenzie ex d.lgs. 300/1999, ritenendo tale modello inadeguato rispetto ai compiti e al previsto modus operandi dell'Agenzia stessa.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Gli organi dell'Agenzia sono il presidente, il consiglio direttivo, il collegio dei revisori dei conti. Il presidente, eletto dal consiglio direttivo con una maggioranza dei due terzi, ha la rappresentanza legale e assicura coordinamento e unitarietà delle attività dell'Agenzia. Il consiglio direttivo determina gli indirizzi della gestione dell'Agenzia e i criteri di valutazione, predispone il programma di attività, approva i bilanci e i rapporti di valutazione, nomina il direttore, su proposta del presidente. È composto da 7 membri, anche stranieri, di alta qualificazione ed esperienza nel campo dell'istruzione superiore e delle ricerca, nonché della valutazione di tali attività. È inoltre previsto un Comitato consultivo, rappresentativo della più ampia comunità di riferimento delle attività dell'Agenzia, i cui membri sono designati da istituzioni e organizzazioni nazionali e internazionali, con il compito di dare pareri e formulare proposte al consiglio direttivo, in particolare sui programmi di attività e sulla scelta dei criteri e dei metodi di valutazione.

L'ANVUR è organizzata in una direzione generale con a capo il direttore, responsabile dell'organizzazione interna e dell'esecuzione delle delibere del presidente e del consiglio direttivo. È articolata in 3 aree:

  • amministrativo-contabile,
  • valutazione delle università (con riferimento alle istituzioni e all'attività di formazione),
  • valutazione della ricerca (compresa quella universitaria).

Esse sono guidate, ciascuna, da un dirigente di seconda fascia, e possono disporre, globalmente, di un organico di 15 unità di personale non dirigenziale. L'organizzazione è ispirata per sommi capi al modello dell'AERES, l'analoga Agenzia francese istituita nel 2007.

Nomina del consiglio direttivo[modifica | modifica sorgente]

I componenti del consiglio direttivo sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sentite le commissioni parlamentari. Ai fini della proposta, il ministro sceglie fra una rosa di candidati, in numero compreso fra 10 e 15, indicati da un comitato di selezione costituito con proprio decreto. Il comitato di selezione è composto da cinque membri di alta qualificazione, designati, uno ciascuno, dal ministro stesso, dal Segretario generale dell'OCSE e dai presidenti dell'Accademia dei Lincei, dell'European Research Council e del Consiglio nazionale degli studenti universitari. Il comitato di selezione valuta anche le indicazioni di nominativi, con relativi curricula, fornite, sulla base di bandi ad evidenza pubblica in Italia e all'estero, dagli interessati, da istituzioni, accademie, società scientifiche, da esperti, nonché da istituzioni ed organizzazioni degli studenti e delle parti sociali.

Il presidente ed i componenti del consiglio direttivo restano in carica quattro anni e non possono essere nuovamente nominati. Se il presidente o un componente cessa dalla carica prima della scadenza del proprio mandato, il presidente o il componente che viene nominato in sostituzione resta in carica per la durata residua del mandato. In sede di prima applicazione del regolamento, previo sorteggio, sono individuati due componenti del consiglio direttivo che durano in carica tre anni, e tre componenti che durano in carica quattro anni. Gli altri componenti, tra cui il presidente, durano in carica cinque anni.

Nomina del direttore[modifica | modifica sorgente]

Il direttore è assunto con contratto di lavoro di dirigente generale a tempo determinato (da 3 a 5 anni). L'incarico è assegnato dopo una selezione effettuata dal consiglio direttivo a seguito di bando pubblico, in base al curriculum dei candidati ed alle risultanze di un colloquio. Il profilo professionale deve evidenziare una comprovata esperienza nel campo della direzione e gestione di apparati e risorse, e documentate conoscenze nel campo della valutazione delle attività del sistema delle università e della ricerca.

Attività dell'Agenzia[modifica | modifica sorgente]

L'Agenzia valuta la qualità dei processi, i risultati e i prodotti delle attività di gestione, formazione e ricerca, compreso il trasferimento tecnologico, delle università e degli enti di ricerca vigilati dal MIUR. A tal fine, sono oggetto di valutazione, tra l'altro:

  • efficienza ed efficacia della didattica, anche con riferimento agli esiti dell'apprendimento ed al successivo inserimento lavorativo degli studenti
  • qualità dei prodotti della ricerca, valutati principalmente tramite procedimenti tra pari (peer-review)
  • capacità di attrazione di finanziamenti esterni e di attivazione di collaborazioni e scambio di ricercatori
  • adeguatezza della comunicazione pubblica relativa ad offerta formativa, servizi per gli studenti, risultati della valutazione

Nello svolgimento delle sue attività l'Agenzia utilizza i criteri, i metodi e gli indicatori più appropriati per ogni tipologia di valutazione, anche in riferimento a diversi ambiti disciplinari, tenendo conto di quelli definiti dalla Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, nonché delle esperienze sviluppate e condivise a livello nazionale e internazionale. L'Agenzia svolge, inoltre, funzioni di indirizzo dell'attività dei nuclei di valutazione degli atenei, ad eccezione di quelle loro affidate dalle istituzioni di appartenenza, e predispone procedure uniformi per la rilevazione della valutazione dei corsi da parte degli studenti; propone i criteri per la valutazione delle strutture e dei corsi di studio ai fini dell'accreditamento periodico, i requisiti per l'istituzione di nuove università o nuove sedi, e per l'attivazione dei corsi di studio. Elabora i parametri per l'allocazione dei finanziamenti statali, inclusa la determinazione dei livelli essenziali di prestazione e dei costi unitari riferiti a specifiche tipologie di servizi. Valuta anche l'efficienza dei programmi pubblici di finanziamento e i risultati degli accordi di programma. Infine, l'Agenzia redige un Rapporto biennale sullo stato del sistema universitario e della ricerca. Nel parere reso sullo schema di regolamento adottato dal Governo Prodi, il Consiglio di Stato aveva rilevato la mancata chiarezza della nozione di 'accreditamento periodico'. Anche la VII Commissione della Camera, nel parere approvato, aveva invitato a specificarne il significato. La relazione di accompagnamento dell'attuale regolamento specifica, al riguardo, che l'accreditamento «dovrà garantire il valore sostanziale dei titoli universitari, superando le problematiche connesse con una concezione soltanto formalistica del valore legale degli stessi». Tra le attività più importanti condotte da ANVUR, nel rispetto del suo ruolo, figurano:

  • la VQR (Valutazione della qualità della ricerca);
  • la definizione dei criteri e parametri per la ASN (Abilitazione scientifica nazionale);
  • le procedure per l'AVA (Autovalutazione, Valutazione periodica e Accreditamento dei corsi di studio universitari).

Aspetti controversi[modifica | modifica sorgente]

L'implementazione delle iniziative di valutazione ha attirato molte critiche da parte di singoli docenti universitari, da parte di comunità scientifiche, di blog frequentati da accademici (ad esempio ROARS) e persino da istituzioni come il CUN (Consiglio Universitario Nazionale), ad esempio nella sua mozione dell'11 luglio 2012. Le critiche si sono concentrate soprattutto sull'approccio alla valutazione, considerato a tratti velleitario e sbilanciato sugli aspetti quantitativi, cioè troppo legato alla bibliometria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si tratta, per la precisione, dei commi 138-142 dell'Art. 2 del d.l. 3 ottobre 2006, n. 262
  2. ^ Vedasi ad esempio: Parere della CRUI, Parere del CUN, Parere dell'Accademia dei Lincei, ed anche la proposta di un cartello di Organizzazioni Sindacali
  3. ^ D.P.R. 21 febbraio 2008, n. 64, Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR).
  4. ^ Vedasi ad esempio: «Il Ministro Gelmini boccia l'Anvur», CorriereUniv.it 17 giugno 2008
  5. ^ Il Governo presentò un 'Pacchetto Università' che compendeva anche l'ufficializzazione, da parte del MIUR, di una «classifica» delle Università redatta in base alla distribuzione di un fondo 'premiale' pari al 7% del complessivo Fondo di Finanziamento Ordinario, calcolato sulla base di appositi criteri di qualità della didattica e della ricerca.
  6. ^ Deliberazione n. 11/2010/P della Corte dei Conti, Osservazioni della Corte dei Conti, Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, formulate nell'adunanza dell'11 maggio 2010.
  7. ^ D.P.R. 1º febbraio 2010, n. 76, Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), adottato ai sensi dell'articolo 2, comma 140, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
  8. ^ Sito ANVUR, Procedure per la selezione di nominativi per il Consiglio Direttivo dell'ANVUR
  9. ^ Nomi dei 15 selezionati per il Consiglio Direttivo dell'ANVUR
  10. ^ Comunicato Stampa MIUR 21/01/2011
  11. ^ Art. 2 comma 2 del Regolamento ANVUR
  12. ^ Art. 2 commi 138 e 141 d.l. 3 ottobre 2006, n. 262
  13. ^ Il dibattito pubblico sull'ANVUR e sul ruolo che l'Agenzia dovrà ricoprire all'interno del sistema italiano dell'Università e della ricerca è stato ampio, sebbene non sempre sufficientemente informato. Si è sviluppato negli ultimi anni parallalelamente all'intensificarsi delle polemiche sullo stato dell'Università italiana, che hanno trovato largo seguito nei media e nell'opinione pubblica.
  14. ^ Interventi & Repliche, Corriere della Sera, 23/07/2010. Scambio polemico fra il Prof. F. Giavazzi, editorialista del Corriere della Sera, e l'ex Ministro F. Mussi sull'ANVUR.
  15. ^ Cfr. la Relazione
  16. ^ Va ricordato che un forte stimolo alla costituzione dell'Agenzia è venuto all'Italia dalla partecipazione al Processo di Bologna, nel cui contesto sono maturate le principali decisioni relative alla politica per la qualità nell'istruzione superiore in Europa. La necessità di mettere in opera una Agenzia di garanzia della qualità in ciascun Paese, funzionante in accordo con gli standard europei adottati dai Ministri a Bergen nel 2005, è stata però scarsamente oggetto di approfondimento in Italia nei suoi termini più corretti.
  17. ^ Art. 2 comma 139 d.l. 3 ottobre 2006, n. 262

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]