Bibliometria

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La bibliometria è una scienza applicata a vari ambiti scientifici che utilizza tecniche matematiche e statistiche per analizzare i modelli di distribuzione delle pubblicazioni scientifiche e per verificarne il loro impatto all'interno delle comunità scientifiche. Questa scienza, che comprende l'analisi bibliometrica, è alquanto recente: essa infatti nasce negli anni venti e si è sviluppata enormemente in conseguenza della disponibilità online di banche dati di grandi dimensioni. La bibliometria si inserisce all'interno dell'ambito di studi più ampio, definito scientometria, ossia la scienza per la misura e l'analisi della scienza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi lavori di bibliometria e scientometria risalgono ai primi decenni del XX secolo. Alfred Lotka, Samuel Bradford e George Kingsley Zipf ne elaborarono i fondamenti e le leggi tra il 1926 e il 1935. Negli anni cinquanta John Derek de Solla Price elaborò le basi di una disciplina basata sul ricorso gli articoli scientifici come indicatori quantitativi dell'attività di ricerca[1]. Nello stesso periodo Eugene Garfield sviluppò l'idea di usare le citazioni bibliografiche contenute negli articoli scientifici per valutarne l'impatto[2][3]; il primo volume di Science Citation Index apparve nel 1963.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Derek J. de Solla Price, Networks of Scientific Papers (PDF) in SCIENCE, vol. 149, n. 3683, 30 luglio 1965, pp. 510–515. DOI:10.1126/science.149.3683.510, PMID 14325149.
  2. ^ Eugene Garfield, Citation indexes for science, A new dimension in documentation through association of ideas in Science, vol. 122, n. 3159, AAAS, 15 luglio 1955, pp. 108–111. URL consultato il 18 settembre 2011.
  3. ^ Eugene Garfield, The history and meaning of the journal impact factor in JAMA, vol. 295, n. 1, 2006, pp. 90–3. DOI:10.1001/jama.295.1.90, PMID 16391221.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]