Federico Umberto D'Amato

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Federico Umberto D'Amato

Federico Umberto D'Amato (Marsiglia, 4 giugno 1919[1]Roma, 1º luglio 1996[1]) è stato un funzionario italiano, direttore dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

D'Amato negli anni sessanta

Nato a Marsiglia da padre napoletano e madre piemontese, viveva tra Parigi e Roma.

Durante la guerra, da giovane commissario di polizia, è stato anche un agente angloamericano, e ha lavorato alle dipendenze di James Angleton, capo del Servizio Segreto USA, l'OSS (Office of Strategic Services). Nel biennio 1943-1945 si mette in luce con operazioni di controspionaggio.[1] In seguito diventa il sovrintendente alla Segreteria speciale Patto Atlantico che rappresenta l'anello di congiunzione dell'Italia con la NATO e gli Stati Uniti.

Nel 1957 entra all'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno[1]: qui, compie tutta la carriera: capo della sesta sezione nel 1964, vice direttore nel 1969 e formalmente il capo nel novembre 1971. Viene rimosso nel 1974, due giorni dopo la Strage di Piazza della Loggia e inviato a dirigere la Polizia di confine, ma fino alla metà degli anni ottanta continuerà ad avere grande influenza sull'ufficio.[1] È stato accusato di aver svolto un'intensa attività di depistaggio delle indagini e per la copertura dei responsabili delle stragi.[2]

Fu iscritto alla P2 di Licio Gelli del quale disse «politicamente, un cretino. Ma come si fa a dire che uno così doveva fare un golpe. Andò in pensione nel 1984.

Gastronomo, diresse una rubrica di cucina per L'Espresso, sotto lo pseudonimo Federico Godio.[3] e fu l'ideatore della guida dei ristoranti de L'Espresso.

Alla sua morte, dopo i funerali, il giudice Carlo Mastelloni perquisì la sua casa in via Cimarosa a Roma. Già nel novembre 1995 il giudice romano Pietro Saviotti aveva disposto una perquisizione nella sua casa nel corso della quale furono sequestrati documenti.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel film del 2012 Romanzo di una strage, diretto da Marco Tullio Giordana, Federico Umberto D'Amato è interpretato dall'attore Giorgio Colangeli.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Fu insignito di una medaglia della Cia (la Bronze Star)[4], una del Congresso degli Stati Uniti (la Medal of Freedom)[4] e una della Legion d'Onore francese.

Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 3 gennaio 1981[5]
Legion d'onore francese - nastrino per uniforme ordinaria Legion d'onore francese

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Carlo Lucarelli, Piazza Fontana, Torino, Einaudi, 2007, p. 100, ISBN 9788806185244.
  2. ^ Controinformazione di Massimo Veneziani
  3. ^ Archivio Storico - Corriere della Sera
  4. ^ a b Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy, iUniverse, 2002 - ISBN 0595246974
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Menu e dossier. Milano, Rizzoli, 1984.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Veneziani, Controinformazione: stampa alternativa e giornalismo d'inchiesta dagli anni Sessanta a oggi, pubblicato da Castelvecchi, 2006, ISBN 8876151443
  • Giacomo Pacini, Il cuore occulto del potere. Storia dell'ufficio affari riservati del Viminale, ed. Nutrimenti, 2010, ISBN 9788895842615

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]