Associazione Calcio Pavia
| Associazione Calcio Pavia Calcio |
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| Azzurri | ||||
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| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Inno | I Nostri Eroi La Chitarrata |
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| Dati societari | ||||
| Città | ||||
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| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione | |||
| Fondazione | 1911 | |||
| Rifondazione | 1957 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Pietro Fortunati (4.999 posti) |
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| Sito web | www.paviacalcio.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato Prima Divisione 1 Campionato Seconda Divisione 1 Campionato Serie C 2 Campionati Serie C2 |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
L'Associazione Calcio Pavia, fondata nel 1911, è la società calcistica di Pavia.
Attualmente milita nel Campionato Italiano Lega Pro Prima Divisione e disputa le proprie gare interne allo Stadio Pietro Fortunati.
Nel corso della sua storia, la squadra pavese vanta sei partecipazioni al Campionato Italiano di Serie B (l'ultima nella stagione 1954-1955) oltre alla vittoria di un Campionato di Seconda Divisione, un Campionato di Prima Divisione, un Campionato di Serie C e due Campionati di Serie C2.
[modifica] Storia
[modifica] Fondazione del club
Nel 1907 il football sbarca a Pavia con la fondazione della Goliardica, squadra nata intorno alla locale università; l'iniziativa non fu particolarmente seguita e durò quattro anni; il 3 novembre 1911 nasce il primo vero sodalizio calcistico. Fautori dell'inizio della saga calcistica pavese sono Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari che danno vita al Pavia F.B.C. La prima partita di cui si ha notizia è una vittoria ai danni del Casteggio per 3-0 ma la storia appena intrapresa non sarà lucente come il debutto sul prato verde perché, per ragioni economiche, si provvede quasi subito alla fusione con la Società Ginnastica Pavese ed al conseguente cambio di nome in “Società Ginnastica Pavese - Sezione Calcio”, nel 1912.
La fusione dura una sola stagione: partiti alcuni giocatori per la leva obbligatoria nella primavera 1913, la società si sfalda e l'attività calcistica langue. Staccatasi dalla “Società Ginnastica Pavese” e costituito un nuovo direttivo con l'Ingegnere Cartasegna, l'Avvocato Ferrari ed il Ragionier Bianchi, la società ritorna alla vecchia denominazione Pavia F.B.C. iscrivendosi ai campionati lombardi F.I.G.C.[1]. Rimediato un campo di fortuna, non rispondente agli standard prescritti per l'iscrizione alla Promozione, si è costretti a partire dalla Terza Categoria e dopo una partenza col botto (4-0 all'Ausonia Pro Gorla) si perdono tutte le rimanenti partite comprese quelle a cui il Pavia è costretto a dare forfait a causa della partenza per la leva militare di alcuni dei migliori giocatori. Il 24 marzo 1914 sul campo di Piazza d'Armi, in amichevole, il Pavia viene sconfitto dalla seconda squadra dell'Internazionale per 4 reti a 3[2]. Terminato il 1º marzo il campionato, c'è già qualcuno pronto a rimediare alla brutta figura: Mario Calcagni dona alla società il terreno in località San Giuseppe che dopo appena 40 giorni vede sorgere lo Stadium. Viene inaugurato il 13 settembre 1914 con due gare amichevoli: in apertura si gioca Pavia-Enotria (1-2) e a seguire Internazionale-Genoa (2-2). L'avvenimento richiama la folla delle grandi occasioni.
[modifica] La promozione in I Categoria
L'occasione d'oro del calcio pavese arriva al 1915: gli azzurri vengono ammessi al campionato di Promozione 1914-15 mercé l'ottimo impianto sportivo omologato e la garanzia di una notevole solidità finanziaria. La vittoria del torneo permette l'accesso alla I Categoria. Dopo aver superato il girone eliminatorio alle finali la vittoria è schiacciante: con la prima guerra mondiale alle porte ed alcuni giocatori già sul piede di partenza per il fronte il Pavia precede in classifica l'Ausonia Pro Gorla e sbarca nella massima divisione calcistica. Passeranno, però, 4 anni prima di vedere il rinnovato Pavia F.C. tornare a calcare i campi di gioco: purtroppo in tutto il mondo si sta giocando una partita ben più triste.
[modifica] Dopoguerra (1919)
Nel 1919, finalmente inizia l'avventura in I Categoria e, dopo due anni a buoni livelli, nel '22 arriva la retrocessione, seguita nel '24 dalla caduta in Terza Divisione Regionale e dal definitivo e mesto ritiro dall'attività agonistica. La fame di calcio è tanta e da umili origini 1919 spuntano i nero-verdi dell'Arduino F.C., decisi a tenere alto il nome di Pavia nel mondo del pallone. Partiti dal campionato provinciale U.L.I.C., di successo in successo e rilevato il titolo sportivo del defunto Pavia (nel 1927) cambiando nome in Arduino Pavia F.C., giungeranno fino alla 2.a Divisione. Accanto all'Arduino nasce anche la S.S. Vittoria (maglia rosso-verde) sempre militante in Terza Divisione ed infine ammessa alla Seconda Divisione quando ormai la fusione tra le due compagini cittadine era praticamente decisa: è il 1928 quando torna a chiamarsi Pavia F.B.C. Gli obiettivi sono ambiziosi e l'approdo in Serie B nel 1933 ne è la prova: il campionato cadetto si rivela troppo oneroso e nel 1935, per la seconda volta, addirittura nel pieno svolgimento del campionato, gli azzurri lasciano il mondo del calcio. A placare la sete di calcio giocato della città arriva, nel 1936-37, la Associazione Calcio Pavese "Luigi Belli" (maglia bianco-nera) che si stabilisce in Serie C fino al 1942 quando, a seguito della fusione con i cugini del Dop. Aziendale Vittorio Necchi (famosa ditta produttrice di macchine per cucire), con la nuova denominazione di A.C. Pavia si iscrive al campionato di Serie C 1942-43.
[modifica] Dopoguerra (1945)
Passando attraverso la seconda guerra mondiale ed il Torneo Benefico Lombardo del 1945, si ritorna in Serie C adottando le famose maglie granata. Arrivano gli anni del Cav. Fortunati e, nel 1953, anche la storica promozione in serie B. Due campionati vedono i granata nella serie cadetta prima del ritorno in serie C. Ma la retrocessione è nulla rispetto a quello che aspetta il Pavia: l'11 settembre 1957 la società si scioglie per la terza volta. Dalle stelle alle stalle: si ricomincia con la Unione Sportiva Pro Pavia in Prima Divisione Lombardia 1957-58[3], poi con l'A.S. Pavia[4] ed il F.B.C. Pavia in Prima Categoria e poi… con la solita fusione. Nel 1960 rinasce, per l'ennesima volta, l'A.C. Pavia che ricomincia dalla Prima Categoria Lombarda. Bisogna aspettare 6 anni per rivedere il Pavia in Serie D. Gli azzurri superano sul filo di lana l'Asti ma la permanenza è molto breve: l'annata successiva la società di via Alzaia si ritrova in Promozione dopo un campionato veramente deludente. Le difficoltà, anche a livello societario, dopo l'addio del Cav. Fortunati, non mancano ma, con l'arrivo al timone di Mario Migliorini si comincia ad intravedere uno spiraglio di luce.
[modifica] Rinascita
Con il nuovo presidente ed il suo staff nel campionato 1976-1977 arriva la promozione in serie D seguita l'anno dopo dal salto in serie C che, proprio in quell'anno, si trasformerà in C2, l'attuale Seconda divisione della lega pro. Gli azzurri trovano una loro dimensione e si stabilizzano nella nuova categoria; nella stagione 1983-84, sotto la presidenza Riboni ed ai comandi del mister Villa, la squadra conquista la C1 precedendo il Piacenza dopo un duello durato tutto l'arco del campionato. La nuova categoria si dimostra particolarmente indigesta ai pavesi: il primo anno si conclude a metà classifica ma il secondo segna la retrocessione ed il ritorno in C2. Gli azzurri ci riprovano e centrano la rivincita al primo colpo: solo l'Ospitaletto di Gigi Maifredi sopravanza gli azzurri ma la seconda piazza significa ritorno immediato nelle terza serie nazionale. La stagione seguente è a dir poco travagliata ed il finale è da bufera: un gol di Ricky Massara alla Reggiana nell'ultima giornata di campionato sancisce la vittoria degli azzurri e la salvezza ma l'estate porta brutte notizie. Il presidente Achilli viene squalificato a vita dalla FIGC con l'accusa di aver corrotto un giocatore del Fano in occasione della vittoriosa trasferta degli azzurri sul campo dei granata. Alla squadra vengono comminati 5 punti di penalizzazione che ne sanciscono l'ennesima retrocessione. In C2, fuori gioco da ogni carica ufficiale Achilli, ricopre il ruolo di presidentessa la moglie Giusy: dopo un discreto 4º posto arriva ancora la promozione dopo il secondo posto alle spalle del Siena tra le cui riserve figura un giovanissimo Moreno Zocchi. L'ennesimo ritorno in C1 è entusiasmante: gli azzurri vivono un campionato da protagonisti e solo due sconfitte, rimediate nelle ultime due giornate di campionato da Venezia e Chievo impediscono al Pavia di approdare nella Coppa Italia insieme alle società di A e B.
[modifica] La crisi degli Anni '90
L'anno successivo è agli antipodi del precedente: la squadra è rivoluzionata, i pezzi migliori sono andati in A e B ed i nuovi non sono all'altezza. Il risultato è un penultimo posto che rispedisce il sodalizio di via Alzaia in C2. È l'inizio del declino. Dopo tre deludenti campionati vissuti a metà classifica (ma intrapresi con ben altre ambizioni) arriva la mazzata della retrocessione in D dopo ben 18 anni passati tra i professionisti. Arriva provvidenziale il ripescaggio ma dopo un inizio brillante e qualche giornata in testa alla classifica la squadra inizia un veloce declino. Si decide tutto ai play-out ed a sorridere è la Solbiatese che condanna gli azzurri ai dilettanti e, stavolta, senza il salvagente del ripescaggio. Nel frattempo ad Achilli, emigrato a Livorno con una massiccia dote di giocatori pavesi, è subentrato Walter Rampini che prende in mano una situazione societaria disastrosa. Tuttavia si pensa che il Pavia in C.N.D. sia solo di passaggio: niente di più sbagliato. In una drammatica ultima partita contro l'Atletico Sirio gli azzurri affondano: il gol di Facchetti non è sufficiente ed i sardi passano per 2-1. Incredibilmente è Eccellenza.
[modifica] L'era Calisti
Si riparte da zero ed il rischio di sparire per l'ennesima volta è quanto mai concreto: a salvare la situazione ci pensa la famiglia Calisti.
Secondino Calisti, chiamato anche Sig. Dino, con i figli Armando Calisti e Roberto Calisti, segnano una pagina amata della storia del Pavia, vengono ripianati i debiti ed il primo concreto segnale è la vittoria nel campionato di Eccellenza. Il compito di rifondare la squadra viene affidato a Marco Torresani, allenatore cremonese già vincitore a Fiorenzuola, Legnano e Montichiari, e al direttore sportivo Massimo Londrosi, pavese purosangue.
[modifica] 2000-2001: la promozione in Serie C2
Il primo anno di serie D vede l'arrivo di Omar Nordi,che diventerà il miglior bomber di tutti i tempi della storia azzurra. Il secondo posto è il prologo alla stagione dell'anno seguente: gli azzurri, con il trio Rossini-Nordi-La Cagnina, dominano la stagione ed in soli tre anni ritornano tra i professionisti.
[modifica] 2002-2003: ritorno in Serie C1 dopo 11 anni
L'obiettivo dichiarato è la C1: dopo aver sfiorato i play-off al primo tentativo, la squadra di Torresani vince ancora alla sua maniera: rimonta, sorpasso e distacco di 10 punti rifilato ai rivali del Novara. È C1, ma l'anno seguente non porterà le soddisfazioni sperate e si concluderà con un mesto ultimo posto che significherà restrocessione in C2. Gli azzurri vincono a sorpresa sul campo della favorita Reggiana, ma i diretti concorrenti dei pavesi, il Prato, riescono ad espugnare il Silvio Piola di Novara.
[modifica] 2004-2005: ad un passo dalla Serie B
Fortunatamente, grazie all'oculata gestione finanziaria della dirigenza, la squadra viene ripescata in C1 e si rivela essere la sorpresa del campionato: si classifica al 3º posto, miglior risultato degli ultimi 50 anni. Ciliegina sulla torta, il bomber Ciullo si laurea capocannoniere) e si qualifica ai play-off. In semifinale vince meritatamente con il Grosseto (1-1 all'andata in Maremma con rete di Chiaretti e 2-0 al ritorno grazie a Zizzari e Fasano). In finale gli azzurri trovano l'ostacolo Mantova che si rivela insuperabile: gli uomini di Torresani rimediano due sconfitte, 1-3 tra le mura amiche (rete di Sciaccaluga) e 0-3 a Mantova.
[modifica] 2005-2006: sfide con il Genoa e disfatta di Monza
Il sogno Serie B svanisce ma il Pavia è pronto a riprovarci ed infatti l'anno successivo, nonostante una squadra profondamente rinnovata, gli uomini di Torresani riescono a centrare ancora una volta i play-off anche se il cammino sarà più breve del campionato passato. Avversario è il Monza di Sonzogni: all'andata della semifinale un gol di Veronese illude gli azzurri, ripresi però nel finale (1-1). Il ritorno è da dimenticare: dopo 8 minuti il Pavia è già sotto 2-0, risultato che non cambierà fino alla fine decretando la non promozione dei pavesi.
Da ricordare, durante il campionato, la doppia sfida contro il Genoa, retrocesso dalla Serie B per illecito sportivo; nella gara d'andata (2 ottobre 2005) al Ferraris i grifoni s'impongono per 1-0 mentre nella gara di ritorno al Fortunati (22 marzo 2006) il risultato rimane inchiodato sullo 0-0 con due legni per parte.
[modifica] 2006-2007: retrocessione in Serie C2
Una squadra troppo giovane viene costruita dalla dirigenza che prova a rimediare nel mercato invernale con l'acquisto di due giocatori esperti, Maniero e Savino. Tutto inutile, la squadra tenuta in piedi dalle prodezze del bomber Marco Veronese ceduto al Venezia ha la peggior difesa del campionato e retrocede in C2 con una giornata d'anticipo a Pisa. A gennaio il Pavia per cambiare marcia aveva esonerato dopo nove anni di panchina Marco Torresani. Al posto dell'allenatore cremonese arrivò Massimo Morgia da Roma con il vice Madocci (allenatore della stagione 2007/2008, esonerato alla 7ª giornata), poi sostituito dal tecnico della Berretti Amedeo Mangone.
[modifica] 2007-2008: il Pavia rischia la Serie D
Nonostante il buon lavoro svolto da tecnico e squadra, forte del nuovo acquisto Benito Carbone e di giovani e promettenti giocatori, il Pavia deve disputare i play-out contro la Caravaggese. A complicare le cose alla compagine di Mangone c'è una classifica decisamente anomala: dato che gli azzurri si classificano quartultimi pur con 42 punti guadagnati che in altri gironi avrebbero dato alla squadra la salvezza. Il Pavia supera l'avversario con uno 0-1 e uno 0-0 (gol di Emanuele Giaccherini) rimanendo tra i professionisti.
[modifica] 2008-2009: una salvezza nel segno di Benny Carbone
È proprio il capitano longobardo a dare la salvezza al Pavia con due magie contro la Sambonifacese all'ultima giornata(partita finita 2-1). La fortuna pare proprio non voler mai sorridere al Pavia in questi due anni di Seconda Divisione, dato che la squadra viene penalizzata di 6 punti per una svista della società che, nell'acquisto di Michele Menicozzo, centrocampista preso dall' Alghero, non si accorge che il giocatore, in stato di diffida, era stato ammonito durante l'ultima giornata del campionato precedente. Deve quindi saltare una partita per squalifica. La pena non viene però scontata, essendo Menicozzo sempre in campo o in panchina. I primi ad accorgersene sono i trentini del Mezzocorona che, in occasione della gara contro il Pavia della terza giornata di ritorno (finita 0-0 al Fortunati), fanno ricorso al giudice sportivo che annulla la partita infliggendo agli azzurri uno 0-3 a tavolino. Altri 5 punti di penalizzazione vengono poi aggiunti alla pena, secondo molti, esagerata del Pavia. Tornando al campionato, i longobardi guadagnano la salvezza all'ultima giornata con 40 punti: una salvezza già meritata sul campo, dati i 46 punti complessivi.
[modifica] 2009-2010: playoff persi al primo turno e ripescaggio
Il Pavia parte bene in campionato, restando a ridosso della vetta nelle prime giornate e conquistandola in alcuni periodi. La squadra, basata sull'affidabile vecchia guardia e sull'innesto di alcuni promettenti giovani, mostra un gioco lucido e ben impostato che permette ai tre attaccanti di riferimento (Pavoletti, Ferretti e il capitano Carbone) di mettere a segno una grande quantità di goal. I Longobardi chiudono il campionato quinti in classifica a 57 punti con 49 goal segnati, record condiviso col Legnano che vince 5-1 l'ultima di campionato col Rodengo Saiano, potendo quindi disputare gli agognati playoff. Gli accoppiamenti decisi dai sorteggi danno agli Azzurri l'avversario forse più ostico: lo Spezia, secondo in classifica, battuto in campionato 2-0 al Fortunati. La partita di andata mostra un Pavia svogliato e in balia del gioco avversario nel primo tempo, ma molto più determinato e pericoloso nel secondo. A complicare le cose per la compagine di mister Mangone, l'espulsione del portiere Mandrelli per fallo in chiara occasione da rete. Il goal dello Spezia non tarda ad arrivare con Chianese. Da segnalare la grande quantità di tifosi bianconeri giunti a Pavia. Non vogliono essere da meno i tifosi azzurri, che credono nel ribaltone. Il Pavia, nella gara di ritorno, tiene il pallino del gioco per oltre un'ora, creando tanto per poi non capitalizzare, ma il crollo arriva nel modo peggiore: uno sfortunatissimo autogoal di Alessandro Fogacci, colonna della difesa, mette la parola fine ai sogni di gloria pavesi. Pavia-Spezia 0-1; Spezia-Pavia 1-0. Questa stagione ha avuto un buono svolgimento e un brutto finale, ma restituisce un Pavia tonico e maturo, che crede di più nelle proprie possibilità. Però, ad agosto, il Pavia viene ripescato per occupare posti lasciati vuoti da alcune società che militavano nella ex Serie C1 e che sono fallite, e riesce quindi a risalire in Prima Divisione dopo 3 anni. Nuove facce si presentano al Fortunati: freschi acquisti giovani e di prospettiva e mister Gianluca Andrissi che prende il posto di Amedeo Mangone, passato sulla panchina della Reggiana.
[modifica] 2010-2011: salvezza in Prima Divisione
Il Pavia viene inserito nel girone A della Lega Pro Prima Divisione 2010-2011. Il girone di andata è piuttosto deludente e, nonostante l'acquisto di alcuni ottimi giocatori nel mercato invernale (tra cui Umberto Eusepi, in prestito dal Varese, quarto in Serie B, che realizza ben 7 reti nella seconda metà di campionato), a marzo la squadra si ritrova in area playout, attorno al 14º posto. Dopo una sconfitta per 2-0 sul campo del Ravenna, il 15 marzo 2011 il mister Andrissi viene esonerato. Al suo posto subentra l'allenatore della Berretti ed ex capitano della squadra, Benny Carbone, alla sua prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. Carbone esordisce con una vittoria interna contro i rivali provinciali del Pergocrema per 1-0 e ottiene anche alcuni altri risultati utili, che sembrano alzare le speranze, poi una sconfitta per 2-0 sul campo del Südtirol-Alto Adige condanna i pavesi ai playout ma improvvisamente tutto cambia: all'ultima giornata il Ravenna, piazzato al 13º posto, appena sopra la zona a rischio, riceve 7 punti di penalizzazione che, anche con la vittoria sul campo, lo fanno sprofondare al 14º posto; di conseguenza il Pavia (che ha vinto anch'esso rifilando un sonoro 2-0 casalingo alla Reggiana allenata dall'ex Mangone) sale di una posizione, salvandosi direttamente per poco e all'ultimo secondo, mentre i romagnoli disputeranno i playout in luogo dei pavesi.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria dell'A.C. Pavia | |
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[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Pietro Fortunati. |
L'impianto presenta le seguenti caratteristiche:
- Posti totali: 4.999
- Larghezza campo: 65 m
- Lunghezza campo: 105 m
- Fondo: Erba
- Copertura campo: tutti i settori
[modifica] Rosa 2011-12
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[modifica] Staff tecnico
- Allenatore:
Giorgio Roselli (sostituisce dal 24.01.2012 Claudio Sangiorgio, esonerato. Prima di loro si sono avvicendati sulla panchina azzurra Manuele Domenicali e Rosario Pergolizzi) - Allenatore in seconda:
Claudio Sangiorgio - Assistente tecnico:
Carmelo Familiari - Preparatori atletici:
Luca Rolando;
Massimiliano Barisoni - Preparatore portieri:
Luca Redaelli - Responsabile settore giovanile:
Roberto Dipaola
[modifica] Palmarès
[modifica] Competizioni ufficiali
Campionato di Seconda Divisione
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[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
3 | 1919-1920 | 1921-1922 |
B |
6 | 1922-1923 | 1954-1955 |
C |
51 | 1927-1928 | 2010-2011 |
D |
17 | 1928-1929 | 2000-2001 |
In 77 stagioni nei Campionati Regionali, Leghe Nazionali, Lega Nazionale Professionisti, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti ed equivalenti.
[modifica] Note
- ^ In piena zona Cesarini - 1911-2001 novanta anni di Associazione Calcio Pavia, pag. 17.
- ^ Dalla Provincia Pavese del 25-3-1914
- ^ Comunicati Ufficiali dell'Archivio Storico del C.R.Lombardia - Milano Via Pitteri 95/2. Società di nuova affiliazione: in data 29 settembre 1957 è affiliata alla Lega Regionale Lombarda la Unione Sportiva Pro Pavia.
- ^ Archivio Storico del C.R.Lombardia: fondato il 10 ottobre 1949 con la denominazione G.S. F.Ghinaglia si affilia alla Lega Regionale Lombarda all'inizio della stagione 1952-53 partendo dal Campionato Pavese di 2.a Divisione. All'inizio della stagione 1959-60 cambia denominazione in A.S. Pavia mentre la U.S. Pro Pavia cambia nome in F.B.C. Pavia.
- ^ Il campionato non fu portato a termine domenica 30 maggio, ma il Pavia ottenne il titolo perché aveva 3 punti di vantaggio sulla seconda classificata.
[modifica] Bibliografia
- Profilo storico del calcio pavese (1907-1952) di Natalino Gaiotti e Tino Schinelli, Tipografia Barbieri, Milano, 1952.
- Pavia olè! (La C1 degli azzurri) di Gianni Magenta e Angelo Bonacossa, EMI - Editrice in Pavia 1984.
- In piena zona Cesarini - 1911-2001 novanta anni di Associazione Calcio Pavia di Giovanni Bottazzini, Enrico De Santis, Natalino Gaiotti, Tino Schinelli - Edizioni Cyrano, Pavia 2001.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Associazione Calcio Pavia su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Associazione Calcio Pavia")
- Sito ufficiale
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it