Letizia Scifoni

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Letizia Scifoni, all'anagrafe Maria Letizia Scifoni (Roma, 26 marzo 1978), è una doppiatrice italiana. È la nipote del doppiatore Michele Gammino.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ha doppiato in numerosi film, tra cui Una scatenata dozzina, La maledizione della prima luna, Ice Princess - Un sogno sul ghiaccio, Quel pazzo venerdì, The Ring, Adèle e l'enigma del faraone, Nata per vincere, Final Destination 3 e Prima ti sposo poi ti rovino.

Inoltre, ha doppiato la protagonista della serie TV Ugly Betty, Brenda Asnicar (Antonella) nella sitcom Patito Feo (Il mondo di Patty), Willa Holland nella parte di Kaitlin Cooper in The O.C., dalla terza serie, e in Gossip Girl nel ruolo di Agnes, l'attrice Tania Raymonde in Malcolm (sua è la seconda voce di Cynthia) e in Lost nella parte di Alex Rousseau, Lorna Want in I Dream, la protagonista Lena nel telefilm Kebab for Breakfast, la vampira Anna in The Vampire Diaries, Bella in H2O, la surfista Rachel Samuels nella seconda stagione di Blue Water High, la cantante Natalie Pérez (Luna Guzman) nel 2011 in Incorreggibili, Marina Squerciati (Kim Burgess) in Chicago P.D., e Diane Guerrero in Orange Is the New Black.

Ha prestato la voce anche a diversi personaggi nel mondo dell'animazione, come Rose del cartone animato American Dragon, Yori di Kim Possible, Kagome Higurashi dalla seconda alla sesta serie del famoso anime Inuyasha, trasmesso in Italia su MTV, Euphemia di Code Geass, Kokorì di Guru Guru - Il girotondo della magia e come Marinette Dupain-Cheng alias Ladybug in Miraculous: le avventure di Ladybug e Chat Noir

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2013 ha vinto il Leggio d'oro voce telefilm[1].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

Serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

Telenovelas[modifica | modifica wikitesto]

Serie animate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SPECIALE LEGGIO D'ORO 2013, su www.antoniogenna.net. URL consultato il 15 aprile 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]