Cars - Motori ruggenti

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Cars - Motori ruggenti
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Logo originale
Titolo originale Cars
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2006
Durata 116 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere animazione, commedia, avventura
Regia John Lasseter
Soggetto John Lasseter, Joe Ranft, Jorgen Klubien
Sceneggiatura Dan Fogelman, John Lasseter, Joe Ranft, Kiel Murray, Phil Lorin, Jorgen Klubien
Fotografia Jeremy Lasky, Jean-Claude Kalache
Montaggio Ken Schretzmann
Musiche Randy Newman
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Il logo di Cars su un Disney Store londinese

Cars - Motori ruggenti (Cars) è un film d'animazione del 2006, il settimo lungometraggio della casa cinematografica Pixar Animation Studios, diretto da John Lasseter e distribuito dalla Walt Disney Pictures.

La pellicola è dedicata "alla memoria" di Joe Ranft, co-regista della Pixar morto tragicamente in un incidente stradale nell'agosto del 2005 a 45 anni. Il 22 giugno 2011 è uscito nelle sale il seguito dal titolo Cars 2, mentre nel 2017 uscirà Cars 3.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi in una scena del film

Saetta McQueen è una giovane ed arrogante auto da corsa che partecipa per la prima volta alla "Piston Cup", prestigioso campionato automobilistico degli Stati Uniti. Il suo sogno è quello di vincere questo campionato da esordiente ed ottenere la sponsorizzazione Dinoco. I suoi più diretti rivali sono "The King", pluricampione alla sua ultima stagione, e Chick Hicks, eterno secondo, che spesso ricorre a scorrettezze pur di vincere. Dopo un grave incidente causato da Chick in cui rimangono coinvolte tutte le altre auto, i tre si battono negli ultimi giri; Saetta decide di rientrare ai box solo per fare rifornimento, senza cambiare le gomme: questo gli concede un giro di vantaggio e tutti pensano che ormai abbia la vittoria in tasca, ma nell'ultimo giro gli scoppiano le gomme posteriori, permettendo a The King e Chick di raggiungerlo. I tre tagliano il traguardo nello stesso istante e la commissione decide di organizzare una gara di spareggio tra i tre la settimana successiva in California.

Dopo aver girato uno spot pubblicitario per il suo sponsor (la Rust-Eze, una ditta che produce antiruggine), Saetta sale a bordo del rimorchio del camion Mack e parte per la California. A un certo punto del viaggio Mack si sente stanco e vorrebbe riposarsi, ma Saetta lo obbliga a proseguire per arrivare in California per primo. Mack, assonnato, viene circondato da quattro auto truccate in vena di brutti scherzi che prima lo fanno addormentare e poi danno un colpo al rimorchio, facendo cadere un modellino che schiaccia il pulsante di apertura del portellone. Saetta viene così sbalzato fuori e, dopo essersi ritrovato contromano in autostrada, si perde e finisce sulla famosa Route 66. Credendo che gli scoppiettii della marmitta dell'auto della polizia che lo insegue siano spari, scappa, sradica una statua il cui picchetto rompe tutta la strada e finisce appeso a un palo del telefono.

Il mattino dopo Saetta si sveglia prigioniero in un recinto, bloccato da una ganascia, a Radiator Springs, cittadina una volta molto affollata ma che, in seguito alla costruzione dell'autostrada, pressoché dimenticata. Qui conosce Carl Attrezzi, per gli amici "Cricchetto", un carro attrezzi arrugginito in cerca di amicizie. Durante il suo processo nel tribunale del traffico conosce l'avvenente Porsche 911 Sally, l'avvocato della città, che convince il giudice Doc Hudson Hornet a fargli riparare la strada. Saetta viene così agganciato ad una potente asfaltatrice di nome "Bessie", affinché sconti la sua pena.

Saetta, inizialmente arrogante, si affeziona poco a poco agli abitanti della cittadina e anche il lavoro di asfaltatura impostogli dal giudice Hudson non sembra poi più così pesante.

L'unico che non sembra essere convinto della bontà di Saetta è proprio Doc, che Saetta ha scoperto avere un glorioso passato di corse: è infatti il grande Hudson Hornet, che ha vinto ben tre Piston Cup in sequenza, per poi avere un grave incidente a seguito del quale si ripromise di non avere più nulla a che fare con le corse. Pur di liberare la città dalla sgradita presenza di Saetta, Doc contatta la stampa e segnala la sua presenza a Radiator Springs. Di lì a poco, un'enorme folla di giornalisti invade la città.

Saetta affronta la gara con poco entusiasmo, si distrae e perde diversi giri. Improvvisamente dai box sente le voci di tutti i suoi amici di Radiator Springs, e in particolare del burbero Doc Hudson, che hanno deciso di aiutarlo a vincere la gara facendogli da squadra. Saetta recupera, giro dopo giro, il terreno perso e con un'abile manovra del repertorio di Doc Hudson riesce a portarsi in vantaggio. Ormai McQueen sta vincendo, ma all'ultimo giro il rivale Chick dà uno spintone a "The King" e lo manda fuori pista facendogli subire un gravissimo incidente; Saetta vede sugli schermi l'auto sfasciata e, ricordatosi dell'incidente di Hudson Hornet, inchioda davanti al traguardo senza passarlo e rinuncia alla vittoria a favore di Chick: davanti alla completa incredulità del pubblico Saetta recupera "The King" e lo spinge oltre il traguardo permettendogli così di finire la sua ultima gara. Nessuno è compiaciuto della vittoria di Chick e a Saetta viene data la possibilità di diventare il nuovo volto della Dinoco; Saetta però rifiuta decidendo di dare fiducia al suo vecchio sponsor, e chiede a Tex, proprietario della Dinoco, di permettere a Cricchetto di fare un giro su un loro elicottero privato, mostrandogli dall'alto Radiator Springs.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Saetta McQueen è il protagonista del film. È una giovane automobile da corsa rossa, un astro nascente, con l'ambizione di vincere da esordiente la Piston Cup. Il sogno di Saetta è quello di ottenere tutti i lussi ed i benefici che la fama, derivante dalla vittoria, gli porterebbero, prima fra tutti la sponsorizzazione "Dinoco". Quando però un giorno, a causa di una serie di inconvenienti, si perde nella sperduta e sonnacchiosa cittadina di Radiator Springs, lungo la Route 66, le cose cambiano: incontra Sally, Cricchetto, il Dottor Hudson, Luigi, Guido, Ramon, Fillmore e tutti gli altri. È doppiato dall'attore Owen Wilson nella versione originale e da Massimiliano Manfredi in quella italiana.

Carl Attrezzi "Cricchetto" è il generoso ed ottimista carro attrezzi di Radiator Springs, gestore dell'unica officina in città. Nonostante l'età e la ruggine, si vanta di avere il più veloce cavo da traino della contea. Come si vede da un flashback e dal suo cofano che ritrova verso la fine del film dopo averlo perso anni prima il suo colore originale era l'azzurro. È uno dei primi personaggi a stringere amicizia con Saetta, e nel corso della storia gli si dimostra sempre fedele. Il suo intercalare tipico è "Fischia!".

Sally Carrera è una Porsche 911 Carrera del 2002. Sally ha abbandonato lo stile di vita frenetico della California per trovare una propria pace a Radiator Springs. Di carattere solare ed intraprendente, Sally ha assunto il ruolo di avvocato della città, preoccupandosi di curarla e preservarla, allo scopo che essa possa essere nuovamente inserita sulle mappe. Si innamora di Saetta McQueen e ne diventa la fidanzata. Da un sondaggio della rivista Top Gear, Sally è risultata essere una delle 10 automobili più sexy del cinema.[1]

Dottor Hudson è una Hudson Hornet del 1951, è un medico che ha una piccola clinica in città ed è anche il giudice del tribunale del traffico di Radiator Springs. Ha avuto un glorioso passato come automobile da corsa, vincendo tre volte la Piston Cup. Ha abbandonato la carriera a causa di un incidente, in seguito al quale venne messo da parte. È ispirato ad un pilota realmente esistito, Herb Thomas, che, alla guida di una Fabulous Hudson Hornet, vinse due campionati negli anni cinquanta e che poi si ritirò in seguito ad un grave incidente. È doppiato nella versione originale da Paul Newman.

Ramon è una Chevrolet Impala Lowrider del 1959. Artista della verniciatura, proprietario della Casa della body Art, atelier di carrozzeria a Radiator Springs. Per anni non ha mai avuto nessun cliente e, probabilmente per non perdere l'abilità, ha passato il tempo a ridipingere continuamente se stesso. È il marito di Flo e parla con accento spagnolo. Ha la capacità di sollevarsi da terra grazie a degli ammortizzatori particolari.

Flo è una Cadillac Eldorado del 1953, proprietaria del distributore-ristorante Café V-8, l'unica stazione di servizio della zona. È la moglie di Ramon, la ragione per cui ha deciso di vivere a Radiator Springs. È arrivata lì durante una tournée di ballerine.

Sergente è una Willys Jeep del 1942; l'intera vita di Sergente della seconda guerra mondiale ruota intorno al suo passato da militare. Espone una bandiera a stelle e strisce, inizia ogni giornata con la sveglia militare e gestisce un negozio di residuati bellici. È continuamente in contrasto con il suo vicino Fillmore, che mette continuamente in dubbio la sua autorità. Chiama tutti i suoi amici soldato.

Fillmore è un Volkswagen Transporter del 1960; hippy convinto, vicino di casa del militare Sergente, con il quale è continuamente in conflitto. Fabbrica in casa il suo "bio-carburante" alternativo, realizzato con componenti naturali. Il suo nome è un riferimento al Fillmore East, un locale che fu teatro di vari concerti rock durante gli anni '60 e '70.

Luigi è una Fiat 500, che nella versione originale parla con un accento italiano (emiliano nella versione italiana). Proprietario della Casa delle gomme che gestisce insieme a Guido. Amichevole e generoso, Luigi è un grande appassionato di corse automobilistiche. La sua targa è 445-108, numeri che corrispondono alla latitudine ed alla longitudine della posizione dello stabilimento Ferrari a Maranello.

Guido è un carrello elevatore (molto simile ad una Iso Isetta del 1956), assistente e miglior amico di Luigi, con cui condivide la passione per le Ferrari e il sogno di effettuare, un giorno, un vero pit stop durante una gara. Parla solo in italiano nella versione inglese di Cars, e in dialetto modenese nella versione italiana, doppiato da Alex Zanardi.

Sceriffo è una Mercury Police Car del 1949, è un'auto della polizia. Il suo intercalare tipico è "Nella mia città non si corre!"

Red è un grosso camion dei pompieri; molto timido, ha le sembianze del noto American LaFrance. Ha la passione per i fiori, infatti lo si vede spesso mentre li innaffia.

Bessie è una asfaltatrice di strade, potente e molto pesante, che Saetta ha usato per riparare la strada da lui rovinata. È l'unico personaggio che non ha un volto.

Lizzie è una Ford Model T del 1923, vedova di Stanley, il fondatore di Radiator Spring, è proprietaria di un negozio di souvenir. È quasi sorda.

Mack è un tir, amico e assistente di Saetta, che trasporta verso i luoghi delle gare. È un auto-articolato Mack Super-Liner degli anni ottanta.

Chick Hicks è il principale antagonista del film. È una Buick Regal in versione da corsa con livrea verde, da sempre eterno secondo nella Piston Cup dietro Strip Weathers, che condivide con Saetta McQueen il sogno di vincere la Piston Cup. A differenza di McQueen, Chick è abitualmente scorretto e sleale e non rinuncia mai a qualche colpo basso pur di non fallire nelle gare. Somiglia molto alla Pontiac Grand Prix con cui di Richard Petty corse il campionato NASCAR nel 1983.

Strip "The King" Weathers è una Plymouth Superbird azzurra del 1970, chiaramente ispirata alla Plymouth Superbird di Richard "The King" Petty (della quale conserva anche il numero sulle fiancate, il 43), plurivincitore del campionato NASCAR, è l'indiscusso vincitore di innumerevoli Piston Cup, al punto di essere stato soprannominato "il Re" ("The King"). Ciò nonostante, Strip è riuscito a rimanere un'auto dal carattere semplice, consapevole che per essere un campione bisogna credere anche nella lealtà e nello spirito di squadra. È gentile con tutti ed è l'idolo di McQueen.

Stanley è una Stanley Steamer del 1908. Come si può leggere sotto la statua a lui dedicata, nel centro di Radiator Springs, Stanley è stato il fondatore della città, nel 1909.

DJ, Boost, Wingo e Snot Rod sono i responsabili dello smarrimento di Saetta; formano un gruppo di auto elaborate che vanno a infastidire Mack durante il suo viaggio di trasferimento con il protagonista in California.

  • DJ è un'auto di colore blu scuro, con neon sottoscocca azzurri, marmitte con lanciafiamme blu, altoparlanti e subwoofer al posto dei vetri posteriori e lettore CD nel lunotto posteriore (da qui il suo nome). Il suo design è ispirato alla Scion XB ed è doppiato da Jarno Trulli.
  • Boost è un'auto di colore grigio metallizzato, con neon rosa chiaro, 3 bombole cilindriche di NOS (Nitro) sul bagagliaio e marmitte con lanciafiamme fucsia. Il suo design è simile a quello della Mitsubishi Eclipse ed è doppiato da Giancarlo Fisichella.
  • Snot Rod è una Dodge Challenger RT del 1970 arancione con 4 scarichi per lato e un grosso motore (un V8 Mopar Big Block) con compressore volumetrico che esce dal cofano. Ha la particolarità di fare uno scatto ed emettere fiamme altissime dagli scarichi ogni volta che starnutisce.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo spunto per la sceneggiatura del film venne a Lasseter durante un lungo periodo di vacanza, iniziato dopo le riprese di Toy Story 2 e deciso dal regista per dedicare maggior tempo alla famiglia. Decise di affittare un camper e viaggiare per gli Stati Uniti con moglie e figli, usufruendo della U.S. Route 66.

La Ferrari doppiata da Michael Schumacher nell'ultima scena è una F430, gentilmente concessa in anteprima alla Pixar prima ancora che uscisse nei concessionari.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che il primo teaser ne annunciava l'uscita per la fine del 2005, successivamente la data di uscita fu posticipata al 9 giugno 2006 per gli Stati Uniti, mentre in Italia uscì il 23 agosto.

Il trailer della pellicola, uscito nel 2005, contiene molte scene create appositamente, che non compaiono nella versione finale del film. È possibile vedere il trailer a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=qCKdkbsMUA8

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha doppiatori di ottimo livello quali Owen Wilson, Bonnie Hunt, Paul Newman, Cheech Marin, John Ratzenberger, Larry the Cable Guy, Richard Petty e Darrell Waltrip. Anche la versione italiana ha doppiatori particolari come Marco Messeri, Pino Insegno, Sabrina Ferilli, i piloti Alex Zanardi, Jarno Trulli, Giancarlo Fisichella, Emanuele Pirro, il comico Marco Della Noce (noto per il personaggio del meccanico ferrarista Oriano Ferrari), i telecronisti RAI della Formula 1 Gianfranco Mazzoni e Ivan Capelli, e Giovanni Di Pillo.

In tutte le versioni la Ferrari F430 presente nel film è stata doppiata da Michael Schumacher. Nella scena in cui compare l'Autodromo Internazionale di Los Angeles, Bob Cutlass esordisce con «Un cordiale saluto a tutti gli appassionati», la stessa frase con cui Gianfranco Mazzoni, doppiatore nella versione italiana, è solito aprire le telecronache dei Gran Premi di Formula 1. Mentre nella versione inglese Luigi (Fiat 500 gialla) parla con un forte accento italiano e Guido (carrello azzurrino) parla esclusivamente in lingua italiana (incomprensibile a gran parte del pubblico americano), nella versione italiana Luigi (Marco Della Noce/Oriano Ferrari) parla con un forte accento emiliano mentre Guido (Alex Zanardi) parla esclusivamente in dialetto bolognese (incomprensibile a gran parte del pubblico italiano) e per i suoi dialoghi, nel DVD, non sono presenti i sottotitoli. Nelle altre versioni Guido è doppiato da Danilo De Girolamo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Legami con la NASCAR[modifica | modifica wikitesto]

Saetta McQueen è un'auto ibrida che non appartiene ad una categoria ben definita, ciononostante ha molti legami con le auto NASCAR. Il campionato in cui corre, la "Piston Cup", è stato inventato sfruttando l'assonanza del nome con la più famosa Winston Cup. A conferma dell'esplicito riferimento del film al mondo delle gare NASCAR, l'auto celeste numero 43, riproduzione della mitica Plymouth Superbird guidata dal vero "The King", Richard Petty, a tutt'oggi il più grande e più vincente pilota NASCAR (che è anche il doppiatore della stessa auto nella versione originale del film); oppure Chick Hicks, l'auto verde numero 86, del tutto simile alla Chevrolet Lumina guidata da Tom Cruise nel film Giorni di tuono. Molti altri sono i riferimenti alla NASCAR presenti in Cars, e oltre a Petty ci sono diversi piloti NASCAR che, nel doppiaggio originale, prestano la voce ad alcune auto. Poco prima dell'inizio dello spareggio finale, Fred, una delle auto arrugginite con il nome sulla targa, che Saetta incontra anche all'inizio del film, che parla con l'auto corrispondente di Mario Andretti. Il nome di uno dei 2 telecronisti, Darrell Cartrip, richiama il nome di Darrell Waltrip, ex-pilota e telecronista della Nascar.

Sequel e spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Il sequel, intitolato semplicemente Cars 2, è uscito nel giugno del 2011, con la conferma del ritorno alla regia di Brad Lewis[3]. Da Cars è stata creata una miniserie di 11 episodi chiamata Cars Toons: Mater's Tall Tales, nella quale il protagonista è Cricchetto.

Nel 2013 è uscito uno spin-off dal titolo Planes e nel 2014 il suo sequel Planes 2 - Missione antincendio.

Con la medesima ambientazione del lungometraggio è stato ricavato il cortometraggio Carl Attrezzi e la luce fantasma e la serie di Cars Toon.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Top Gear magazine anounces the 100 sexiest cars of all time - SportsCarForums.com
  2. ^ (EN) 5th Annual VES Awards, visualeffectssociety.com. URL consultato il 20 settembre 2012.
  3. ^ Walt Disney Pictures Offers 10 Releases by 2012, CanMag, 8 aprile 2008. URL consultato il 3 aprile 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]