Walt Disney Studios Motion Pictures

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Walt Disney Studios Motion Pictures
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StatoStati Uniti Stati Uniti
Fondazione1953 a Burbank
Fondata daRoy O. Disney
Sede principaleBurbank, California
GruppoDisney Platform Distribution (The Walt Disney Company)
Controllate
  • Buena Vista Theatres, Inc.
  • Buena Vista International, Inc. (usa il nome commerciale Walt Disney Studios Motion Pictures International)
Persone chiave
  • Justin Connolly (Presidente, Platform Distribution)
  • Tony Chambers (vicepresidente esecutivo, Theatrical Distribution)
SettoreDistribuzione cinematografica e marketing

Walt Disney Studios Motion Pictures è una casa di distribuzione cinematografica statunitense, unità della divisione Disney Media and Entertainment Distribution di The Walt Disney Company. L'azienda si occupa della distribuzione cinematografica e talvolta digitale, del marketing e della promozione dei film prodotti dalle casi di produzione dei Walt Disney Studios, inclusi Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios, Pixar, Marvel Studios, Lucasfilm, 20th Century Studios e Searchlight Pictures.

Nata come Buena Vista Film Distribution Company, Inc. nel 1953, l'azienda (in seguito Buena Vista Distribution Company, Inc. e Buena Vista Pictures Distribution, Inc.) l'azienda ha assunto il nome attuale nel 2007.

Prima del 1953 le produzioni Disney erano distribuite da Winkler Pictures, Powers Pictures, Universal Pictures (cortometraggi di Oswald il coniglio fortunato), Columbia Pictures (1929–1932), United Artists (1932–1937) e RKO Radio Pictures (1937–1956).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Buena Vista[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1953, una disputa con RKO Pictures riguardante la distribuzione di Deserto che vive, primo lungometraggio della serie di documentari La natura e le sue meraviglie, portò Walt e suo fratello Roy O. Disney a formare una consociata interamente controllata da loro, la Buena Vista Film Distribution Company, per gestire la distribuzione in Nord America dei propri prodotti.[1][2] Il nome "Buena Vista" deriva dalla strada dove si trovavano (e si trovano tuttora) gl studi Disney.[1] Deserto che vive venne distribuito il 10 novembre 1953 e vinse l'Oscar per il miglior documentario. Nel luglio 1959 nelle sale americane uscì Il grande pescatore, la prima produzione di terze parti finanziata dalla Disney.[3]

Nell'aprile 1960, la società cambiò nome in Buena Vista Distribution Company.[4] Nel 1961, Disney registrò la Buena Vista International.[5] Nel 1979 Buena Vista distribuì Take Down, il suo primo film con classificazione PG, ovvero bambini accompagnati, che fu acquistato da uno studio esterno indipendente, rendendo così The Black Hole - Il buco nero, uscito nello stesso anno, il primo film prodotto da Disney e distribuito da Buena Vista con classificazione PG.[6]

Nel luglio 1987, Buena Vista Distribution Company cambiò nuovamente nome in Buena Vista Pictures Distribution.[4] Nella seconda metà degli anni ottanta, la Disney acquistò una quota di maggioranza in parte del circuito teatrale Pacific Theatres, diventando proprietaria del El Capitan Theatre e del Crest Theatre, che vennero interamente rinnovati.[7][8] El Capitan aprì al pubblico il 19 giugno 1991 con la première di Le avventure di Rocketeer.[9]

Negli anni novanta Buena Vista firmò un accordo di distribuzione con Cinergi Pictures. Nel 1992 finanziò con 5,6 milioni di dollari i film di Cinergi Mato Grosso e Mezzo professore tra i marines, e nel 1994 finanziò Cinergi Pictures con ulteriori 5 milioni di dollari.[10]

Nel 1991 Disney e Gaumont annunciarono la creazione dela Gaumont Buena Vista International, una joint venture per la distribuzione cinematografica in territorio francese attiva dal 1993 al 2004.[11][12] Nell'agosto 1996 Disney e Tokuma Shoten Publishing firmarono un accordo tramite il quale Disney avrebbe distribuito in home video i film d'animazione dello Studio Ghibli, finanziando inoltre il 10% de La città incantata e distribuendo internazionalmente Princess Mononoke.[13][14][15] Tramite l'accordo, la Disney avrebbe distribuito i film dello Studio Ghibli attraverso i suoi marchi Walt Disney Pictures, Buena Vista Home Video, Miramax e Touchstone Pictures.[16]

Nel settembre 1996, in seguito all'acquisizione di Capital Cities/ABC da parte di Disney, Buena Vista Pictures Distribution venne fusa con ABC, Inc., la società madre di quel gruppo.[4][17] Nel 1997 Disney, che all'epoca possedeva il 5% delle azioni di Cinergi Pictures, acquisì il catalogo della casa di produzione, e Cinergi Pictures venne assorbita in Buena Vista.[18][19] Nel 2003, la Disney firma un contratto di distribuzione per quattro film d'animazione con la Vanguard Animation;[20] tuttavia, un solo film, Valiant - Piccioni da combattimento venne distribuito nell'ambito dell'accordo.

Walt Disney Studios Motion Pictures[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2007, Disney sospese l'utilizzo di Buena Vista come marchio di distribuzione,[21] cambiando il nome della società in Walt Disney Studios Motion Pictures.[2][5]

Nel 2009, la Disney firmò un accordo di distribuzione con DreamWorks; l'accordo prevedeva che circa 30 film prodotti da DreamWorks in un periodo di cinque anni sarebbero stati distribuiti attraverso il marchio Touchstone Pictures.[22] Nel 2011 GKIDS acquistò i diritti di distribuzione cinematografica nordamericana dei film dello Studio Ghibli, mentre Walt Disney Studios Home Entertainment avrebbe mantenuto i diritti di distrubizione home video fino a luglio 2017.[23][24]

L'accordo di distribuzione con DreamWorks si concluse nel 2016, dopo che i due studi decisero di non rinnovare l'accordo, e Universal Pictures subentrò come distributore dei film DreamWorks.[25][26] Al termine dell'accordo, la Disney aveva distribuito 14 dei 30 previsti ; tredici tramite Touchstone e uno tramite Walt Disney Pictures.[27][26] Disney acquisì inoltre i diritti di proprietà completa di quei 14 film DreamWorks da Amblin Partners come compensazione dei prestiti concessi a quella società.[28] La luce sugli oceani, l'ultimo film di quell'accordo di distribuzione, è stato anche l'ultimo film uscito sotto il marchio Touchstone.

Nel dicembre 2017 The Walt Disney Company annunciò l'intenzione di acquisire 21st Century Fox, che includeva 20th Century Fox e Fox Searchlight Pictures.[29] L'acquisizione venne finalizzata nel marzo 2019.[30] In seguito alla riorganizzazione degli studi acquisiti, la Walt Disney Studios Motion Pictures ha iniziato a distribuire i film di 20th Century Studios, mentre Searchlight Pictures continua a gestire autonomamente la distribuzione dei propri film.[31]

Tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021, la Disney riorganizzò le proprie divisioni, spostato la distribuzione cinematografica sotto il controllo di Disney Media and Entertainment Distribution, che supervisione anche la distribuzione di contenuti su Disney+.[32][33] Con la nuova struttura, la Walt Disney Studios Motion Pictures supervisiona la distribuzione statunitense e internazionale di tutti i film prodotti dalla divisione Walt Disney Studios, che include Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios, Pixar Animation Studios, Marvel Studios, Lucasfilm, 20th Century Studios, Searchlight Pictures e, fino al 2021, Blue Sky Studios.[34][35]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Walt Disney Studios Motion Pictures distribuisce film dei Walt Disney Studios, di altre unità Disney e di alcune case di produzione esterne:

Altre unità Disney
Ex-unità Disney
Accordi con altre case di distribuzione

Attivi

Passati

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Chernin Entertainment stipulò un accordo di distribuzione con 20th Century Fox nel 2009. Nel 2019 la Fox venne acquistata dalla Disney, e Chernin decise di terminare l'accordo l'anno seguente.
  2. ^ I diritti di distribuzione cinematografica in Nord America dei film dello Studio Ghibli vennero venduti dalla Disney a GKIDS nel 2011. La Disney continuò a distribuire film in home video fino al 2017, quando GKIDS acquistò anche i diritti home video. I diritti di distribuzione tornarono alla Disney nel 2020.
Fonti
  1. ^ a b (EN) Keith Collins, Keith Collins, Disney timeline, su Variety, 26 ottobre 2003. URL consultato il 6 aprile 2021.
  2. ^ a b (EN) Andy Fixmer, Disney to Drop Buena Vista Brand Name, People Say, su Bloomberg, 25 aprile 2007. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2014).
  3. ^ Richard Holliss e Brian Sibley, The Disney Studio Story, New York, Crown Publishing Group, 1988, ISBN 9780517570784, LCCN 88020240.
  4. ^ a b c (EN) Search Our Corporation and Business Entity Database, su New York Department of State. URL consultato il 6 aprile 2021.
  5. ^ a b (EN) Buena Vista International, su D23.com. URL consultato il 6 aprile 2021.
  6. ^ (EN) David Weiner, "We Never Had an Ending:" How Disney's 'Black Hole' Tried to Match 'Star Wars', su The Hollywood Reporter, 13 dicembre 2019. URL consultato il 6 aprile 2021.
  7. ^ J. A. Aberdeen, Hollywood Studios Get Back into the Theater Business, in Hollywood Renegades: The Society of Independent Motion Picture Producers, Cobblestone Entertainment, 2005. URL consultato il 6 aprile 2021.
  8. ^ (EN) Al Ridenour, A Chamber of Secrets, su Los Angeles Times, 2 maggio 2002. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2015).
  9. ^ (EN) David J. Fox, At Age 65, the El Capitan Gets a Major Face Lift : Theaters: Disney and the Pacific Theaters movie chain have spent two years restoring the structure on Hollywood Boulevard, in time for ‘The Rocketeer.’, su Los Angeles Times, 9 giugno 1991. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato il 21 ottobre 2020).
  10. ^ (EN) James Bates, Company Town : Cinergi Hopes To Raise $35 Million in Stock Offering : Movies: In documents filed with the SEC, the company says it will remain a big-budget production house., su Los Angeles Times, 3 maggio 1994. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato il 13 settembre 2015).
  11. ^ (FR) Gaumont s'allie à Buena Vista International (Disney), su Les Echos, 16 dicembre 1991. URL consultato il 6 aprile 2021.
  12. ^ (EN) Nancy Tartaglione, Gaumont realigns with Columbia TriStar for French distribution alliance, su Screen Daily, 30 gennaio 2004. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2021).
  13. ^ (EN) Andrew Pollack, Disney in Pact for Films of the Top Animator in Japan, su The New York Times, 24 luglio 1996. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato il 3 giugno 2020).
  14. ^ (EN) Jim Hill, The Making of Hayao Miyazaki's "Spirited Away" -- Part 1, su JimHillMedia.com, 14 aprile 2003. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2011).
  15. ^ (EN) August Issue News Section, su Animation World Network, agosto 1996. URL consultato il 6 aprile 2021.
  16. ^ (EN) Josh Spiegel, The long, ugly history between Disney and Studio Ghibli, su Polygon, 27 maggio 2020. URL consultato il 6 aprile 2021.
  17. ^ Wysk Company Profile for ABC, Inc., su wysk.com (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  18. ^ (EN) Martin Peers, Anita M. Busch, Michael Fleming e Rex Weiner, Mouse House will absorb Cinergi, su Variety, 20 marzo 1997. URL consultato il 6 aprile 2021.
  19. ^ (EN) Beleaguered Cinergi Pictures OKs Management Buyout, su Los Angeles Times, 25 settembre 1997. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato il 21 settembre 2015).
  20. ^ Richard Verrier e Claudia Eller, Disney Pushed Toward Digital, su Los Angeles Angels, 29 settembre 2003. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2013).
  21. ^ (EN) Peter Sciretta, Disney drops Buena Vista, su /Film, 26 aprile 2007. URL consultato il 6 aprile 2021.
  22. ^ (EN) Marc Graser e Tatiana Siegel, Disney signs deal with DreamWorks, su Variety, 9 febbraio 2009. URL consultato il 6 aprile 2021.
  23. ^ (EN) A. J. Marechal,, GKids to release Miyazaki toons in U.S., su Variety, 8 settembre 2009. URL consultato il 6 aprile 2021.
  24. ^ (EN) GKIDS Takes Over U.S. Studio Ghibli Distribution From Disney, su Kotaku, 17 ottobre 2017. URL consultato il 6 aprile 2021.
  25. ^ (EN) Brent Lang, Steven Spielberg, Jeff Skoll Bring Amblin Partners to Universal, su Variety, 16 dicembre 2015. URL consultato il 6 aprile 2021.
  26. ^ a b (EN) Anita Busch, It’s Official: Spielberg, DreamWorks, Participant, eOne, Others Pact For Amblin Partners, su Deadline.com, 16 dicembre 2015. URL consultato il 6 aprile 2021.
  27. ^ (EN) Pamela McClintock e Gregg Kilday, Steven Spielberg, Jeff Skoll Team to Form Amblin Partners, Strike Distribution Deal With Universal, su The Hollywood Reporter, 16 dicembre 2015. URL consultato il 6 aprile 2021.
  28. ^ (EN) James Rainey, Steven Spielberg Puts His Own Big Bucks Into the New Amblin Partners (EXCLUSIVE), su Variety, 31 dicembre 2016. URL consultato il 6 aprile 2021.
  29. ^ (EN) Mike Snider, Disney to buy key 21st Century Fox assets for $52.4 billion, su USA Today, 16 dicembre 2017. URL consultato il 6 aprile 2021.
  30. ^ (EN) Disney seals $71bn deal for 21st Century Fox as it prepares to take on Netflix, su The Guardian, 20 marzo 2019. URL consultato il 6 aprile 2021.
  31. ^ (EN) Tom Grater, Searchlight Co-Chairs Talk Autonomy, Challenges & Opportunities After Disney’s Fox Takeover, su Deadline.com, 4 ottobre 2019. URL consultato il 6 aprile 2021.
  32. ^ (EN) Elaine Low, Disney Reorganizes TV and Streaming Content Units Under Peter Rice, su Variety, 10 ottobre 2020. URL consultato il 5 aprile 2021.
  33. ^ (EN) Sarah Whitten, Disney says its 'primary focus' for entertainment is streaming — announces a major reorg, su CNBC, 12 ottobre 2020. URL consultato il 5 aprile 2021.
  34. ^ (EN) Anthony D'Alessandro, Tony Chambers Now Leading Disney Theatrical Distribution, Taking Over For Cathleen Taff, su Deadline.com, 8 gennaio 2021. URL consultato il 6 aprile 2021.
  35. ^ (EN) Anthony D'Alessandro, Disney Closing Blue Sky Studios, Fox’s Once-Dominant Animation House Behind ‘Ice Age’ Franchise, su Deadline, 9 febbraio 2021. URL consultato il 9 febbraio 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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