Porsche 911

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Porsche 911
Porsche 911 RS.jpg
Porsche 911 Carrera RS del 1973
Descrizione generale
Costruttore Germania  Porsche
Tipo principale Coupé
Altre versioni Targa, Cabriolet
Produzione dal 1963
Sostituisce la Porsche 356

La Porsche 911 è un'autovettura sportiva prodotta dalla Porsche a partire dal 1963.

È tuttora in produzione, e nel corso degli anni ha avuto molti cambiamenti. Si possono, tuttavia, distinguere due serie fondamentali: le 911 con motore raffreddato ad aria (1963-1997[1]) e le 911 "moderne" (dal 1998 ad oggi).

Storia ed evoluzione della "911"[modifica | modifica wikitesto]

La "T7", la "Carrera Abarth" e la "901"[modifica | modifica wikitesto]

il prototipo "T7" del 1959.

Nella seconda metà degli anni cinquanta la Porsche 356 iniziava a sentire il peso degli anni. Il motore 4 cilindri boxer raffreddato ad aria era nato nel 1948 con cilindrata di 1.131 cm³ e 40 CV di potenza, ed era derivato, come altre componenti dell'auto, dalla Volkswagen Maggiolino.

Il vecchio 4 cilindri aveva raggiunto il massimo del suo potenziale di sviluppo con la versione 2.0 Carrera GS da 130 CV.

Per la progettazione della nuova vettura Ferry Porsche si occupò della parte tecnica, affidando l'innovazione stilistica al figlio Ferdinand Alexander Porsche soprannominato dai suoi familiari "Butzi". Le linee guida decise a priori comportavano il mantenimento dell'impostazione tecnico-stilistica della "356", con il motore boxer raffreddato ad aria e montato posteriormente, ma con un'abitabilità sufficiente a ospitare 4 persone. La costruzione in serie di una tale vettura, avrebbe consentito alla Porsche di entrare nel mercato delle Gran turismo "due litri", con un prezzo concorrenziale rispetto ai modelli costruiti artigianalmente da molti carrozzieri italiani, su meccaniche Alfa Romeo, Fiat e Lancia.

La "356 Carrera Abarth" del 1960.

Lo sviluppo tecnico non diede gravi difficoltà e la nuova meccanica, incluso l'inedito 6 cilindri boxer, era pronta già nel 1961.

Problemi maggiori derivarono dalla definizione della carrozzeria. La soluzione trovata da Butzi alla fine del 1959, il prototipo "T7" (in seguito anche denominato "754"), non convinceva e le varie modifiche non riuscirono a trovare la giusta soluzione tra l'eleganza dell'aspetto e la necessità di ottenere il richiesto spazio per passeggeri dei sedili posteriori.

Un lungo lavoro di affinamento portò alle soluzioni più disparate e bizzarre, finché Butzi si vide costretto ad abbandonare l'iniziale punto programmatico dei 4 posti e ripiegare sulla configurazione 2+2, che consentiva di mantenere la linea di cintura iniziale, raccordando il padiglione con il cofano motore in una sola curva.

Uno degli 82 rari esemplari di "901" del 1964.

Identica soluzione stilistica era stata adottata, nel 1960, da Franco Scaglione per la "356 Carrera Abarth" che, insieme alla "T7", può essere considerata la progenitrice della futura "911".

L'aspetto estetico risultò subito molto equilibrato e, ancor più la parentela stilistica con il modello "356". Per la nuova vettura venne scelta la sigla commerciale "901" e il primo esemplare costruito, di colore giallo, fu presentato al Salone dell'Automobile di Francoforte del 1963, ottenendo buoni apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa specializzata.

La commercializzazione della nuova "901", avviata all'inizio del 1964, fu subito ostacolata dalla diffida della Peugeot ad usare quella sigla, poiché depositaria di tutti i numeri a tre cifre con lo zero al centro da utilizzare per i suoi modelli. La Porsche fu quindi costretta a modificare la sigla in "911" a partire dal 10 novembre 1964. Marchiati "901" furono soltanto i primi 82 esemplari già venduti, quasi tutti allestiti in maniera artigianale, dato che la produzione di serie ebbe inizio il 14 settembre di quell'anno.

La 911 prima serie[modifica | modifica wikitesto]

Una Porsche 911 in dotazione alla polizia svedese

Pur immediatamente ottenendo un buon successo di vendite, la "911" fu inizialmente investita da forti polemiche e contestazioni, soprattutto rivolte all'eccessivo prezzo di listino e alla problematica tenuta di strada.

La questione del prezzo, provocò un vero e putiferio di rimostranze da parte della clientela Porsche, dato che il nuovo modello era proposto all'astronomica cifra di 23.900 DM, con un aumento di oltre 7.000 DM, rispetto alla "356". A seguito delle proteste, l'azienda decise di ridurre il prezzo della "911" a 22.400 DM. Inoltre propose una versione con finiture modeste e motore a 4 cilindri derivato dalla "356", al contenuto prezzo di 17.500 DM, poi divenuta "912" dall'aprile 1965.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porsche 912.

Di soluzione non altrettanto facile furono le carenze tecniche lamentate dalla clientela che si tramutarono, nel 1966, in un dimezzamento delle vendite, passando alle 1.709 vetture consegnate, contro le 3.389 dell'anno precedente. Venivano lamentate la scarsa ventilazione e l'eccessiva rumorosità nell'abitacolo, il comportamento nervoso della vettura e, soprattutto, l'instabilità direzionale oltre i 130 km/h e il notevole effetto sottosterzante.

La 911 era una coupé 2+2 (gli affinamenti avevano ridotto lo spazio posteriore), con motore posteriore a sbalzo, trazione posteriore, sospensioni a 4 ruote indipendenti con barre di torsione, 4 freni a disco e cambio meccanico a 5 rapporti (spesso 4 per gli USA). Il 6 cilindri boxer raffreddato ad aria e alimentato da 2 carburatori Solex triplo corpo che la muoveva aveva una cilindrata di 1991 cm³ e una potenza massima di 130 CV.

La 911 S e la carrozzeria Targa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 venne lanciata anche la 911 S che, grazie ad una serie di modifiche all'albero motore, profilo dei pistoni, valvole maggiorate, raggiungeva una potenza di 160 CV. Su tutti i modelli si passò a carburatori Weber. Esternamente la S si riconosceva per i cerchi in lega Fuchs. Sempre nel 1966 le coupé (standard e S) vennero affiancate dalle versioni Targa, con tetto rigido asportabile[2].

Ampliamento della gamma[modifica | modifica wikitesto]

A fine 1967 la gamma fu ampliata:

  • il modello base era la 911 T, con alimentazione a carburatori e motore meno prestante (110 CV);
  • la 911 L manteneva il motore a carburatori da 130 CV ed aveva finiture di maggior pregio;
  • la 911 S, ancora dotata di carburatori Weber, offriva 160 CV.

Tutti i modelli erano disponibili sia in versione coupé che Targa.

Nel 1968, per rendere meno "nervoso" il comportamento stradale, venne allungato il passo di 6 cm (da 221 a 227 cm):

  • il modello base era ancora la 911 T, con alimentazione a carburatori e motore da 110 CV;
  • i modelli 911 E (140 CV) e 911 S (170 CV) erano dotati di iniezione meccanica Bosch.
Una Porsche 911 T Coupé
Una Porsche 911 S Coupé

Nel 1969 fu cambiata la griglia posteriore e la cilindrata del motore: da 1991 a 2195 cm³. Le potenze salirono a 125 CV per la serie T (a carburatori), a 155 CV per la serie E (a iniezione) e a 180 CV per la serie S (pure a iniezione). Una serie S come si direbbe oggi "full optional" fu acquistata dalla Solar Film (casa produttrice statunitense che faceva capo a Steve McQueen) e usata nel film Le 24 Ore di Le Mans, con lo stesso Steve McQueen protagonista, che arriva sul circuito al volante proprio della 911 S grigia. Recentemente quest'auto, venduta dall'attore pochi anni dopo il film, e passata varie volte di mano, è stata battuta ad un'asta statunitense di auto d'epoca[3].

Nel 1971 la cilindrata del boxer venne aumentata ulteriormente da 2195 cm³ a 2341 cm³ e le potenze crebbero a 130 CV (T), 165 CV (E) e 190 CV (S). La più potente 911 S ottenne anche uno spoiler anteriore per stabilizzare l'avantreno alle alte velocità.

La 911 Carrera RS e RSR[modifica | modifica wikitesto]

La Porsche 911 Carrera RS 2.7

Nel 1972 fu proposta la 911 Carrera RS (RennSport), mossa da una versione di 2.687 cm³ (210 CV) a iniezione meccanica del classico 6 cilindri boxer e carrozzeria alleggerita, con cofani e portiere in alluminio e lamiere non strutturali assottigliate. La Carrera RS era disponibile in una versione Touring con interno simile a quello delle 911 S e Sport, con allestimento interno semplificato per contenere ulteriormente il peso.

Porsche 911 Carrera RS 2.7 retro

La 911 Carrera RS 2.7 era riconoscibile per il celebre alettone posteriore "a coda d'anatra" (ducktail, vedi foto), le strip adesive sulla fiancata ed i cerchi (in lega) in tinta con le strip. Era disponibile nella sola versione coupé, le prestazioni erano notevoli, con un peso di 980 kg lo scatto 0–100 km/h in 5,8 secondi per una velocità massima di 240 km/h.

Nel 1973 ne vennero creati otto esemplari da competizione denominati 911 Carrera RSR. Utilizzando come base la RS, vennero montati nuovi freni ventilati a disco con quattro pistoncini e nuove sospensioni sportive irrigidite. I passaruota erano stati allargati per permettere il montaggio di pneumatici da competizione, più grandi rispetto a quelli di serie. Nella parte anteriore venne sistemato un nuovo radiatore dell'olio, mentre il propulsore impiegato era una versione 2.8 da 308 cv del motore della RS stradale. La sua gestione era affidata ad un cambio manuale a 5 rapporti. Questi modelli vennero affidati ai team Brumos e Penske per competere in alcune prove del Campionato Mondiale per vetture sport. La prima prova fu alla 24 Ore di Daytona, dove i piloti Peter Gregg e Hurley Haywood del team Brumos ottennero la vittoria. Altre pregevoli conquiste furono La Targa Florio e la 12 Ore di Sebring.[4]

Nel 1974 venne prodotta in soli 109 esemplari la 911 Carrera RS 3.0 esclusivamente in versione coupè, nata come evoluzione della RS 2.7, dotata di parafanghi allargati sia anteriori che posteriori e del nuovo motore da 2.994 cm³ di cilindrata in grado di erogare 230 CV, con un peso di soli 980 kg in grado di scattare da 0–100 km/h in 5,5 secondi per una velocità massima di 239 km/h. Per utilizzo nelle competizioni circa 50 esemplari furono modificati in Carrera 3.0 RSR (acronimo di Renn Sport Racing).

La gamma 1974 e la 911 Carrera 2.7[modifica | modifica wikitesto]

Una Porsche 911 Carrera del 1974 in versione Targa

Nel 1974 le nuove norme USA sulla sicurezza e sull'inquinamento costrinsero i tecnici Porsche a rivedere la 911. Furono cambiati i paraurti, resi più grandi e ad assorbimento d'urto (i cosiddetti "impact bumpers"), con due pistoni idraulici al posto delle barre metalliche usate sul mercato europeo. I gruppi ottici posteriori vennero uniti da una fascia trasparente rossa inglobante i catarifrangenti.vDal punto di vista tecnico, invece, la cilindrata venne portata per tutte le versioni a 2687 cm³. Tutte adottarono l'alimentazione a iniezione meccanica, ma l'adozione di dispositivi antinquinamento ridusse la potenza utile. Anche gli interni furono aggiornati per migliorare comfort e sicurezza.

La nuova gamma comprendeva la 911 standard (150 CV), la 911 S (177 CV) e la 911 Carrera (210 CV) tutte disponibili in due versioni di carrozzeria coupè e targa.

Quest'ultima versione per sottolinearne il carattere fortemente sportivo-corsaiolo si fregiava del termine "Carrera" in omaggio alla Carrera Panamericana, manteneva la carrozzeria delle altre 911, senza alleggerimenti e variazioni estetiche, mentre il motore era lo stesso della Carrera RS della serie precedente (pre-bumper), un motore entusiasmante che permette alla 911 Carrera 2.7 di scattare da 0–100 km/h in 6,1 secondi per una velocità massima di 239 km/h. La 911 Carrera 2.7 fu venduta solo sul mercato europeo ed in Sudafrica, ma non negli Stati Uniti, le doti di sportività, le prestazioni e la rarità della 911 Carrera fanno sì che oggi sia una vettura molto apprezzata e ricercata dai collezionisti.

La 911 Turbo (serie 930)[modifica | modifica wikitesto]

Porsche 911 Turbo 3.0

Nel 1975 venne introdotta la 911 Turbo o Turbo Carrera, dotata di motore di 2994 cm³ con basamento in alluminio e cilindri in Nikasil, iniezione meccanica e sovralimentato con turbocompressore. La potenza sviluppata era di 260 CV, che permetteva alla 911 Turbo 3.0 di scattare da 0–100 km/h in 6,5 secondi e raggiungere i 251 km/h di velocità massima. Da notare che nello scatto da 0-100 il turbolag o ritardo di risposta del turbocompressore le prestazioni erano inferiori alla versione Carrera con motore aspirato, mentre è impressionante l'allungo fino e oltre 200 km/h, dove da 0–200 km/h impiega solamente 22,7 secondi in luogo dei 27 secondi della Carrera 3.0. La 911 Turbo aveva prestazioni impressionanti, infatti dopo il tempo di ritardo della risposta del turbocompressore, la potenza esplode in maniera quasi violenta, regalando al pilota grandi sensazioni. Una vettura potente e tecnica, con una guida al limite alla portata di guidatori esperti. Oggi le 911 Turbo sono vetture da alta collezione, e la prima serie certamente è tra le 911 più desidertate dai collezionisti.

La 911 Turbo 3.0 era disponibile solo in versione coupé, facilmente riconoscibile per la carrozzeria allargata, l'ampio alettone posteriore (che incorporava l'intercooler), i cerchi sportivi con pneumatici maggiorati sui posteriori, lo spoiler anteriore più pronunciato e la brunitura di tutte le modanature dei cristalli. Minime le modifiche all'interno. Prodotta in soli 2.173 esemplari fino al 1977, rappresenta la prima vettura sportiva di serie dotata di turbocompressore.

Nel 1978 la 911 Turbo venne modificata, la cilindrata crebbe fino a 3.299 cm³, venne adottata l'iniezione elettronica e la potenza arrivò a 300 CV. Lo spoiler posteriore rialzato e di diversa sagoma è elemento maggiormente distintivo della Turbo 3.3. La 911 Turbo 3.3 venne prodotta in versione coupè, targa e cabriolet in circa 19.000 esemplari fino al 1989. Nonostante il maggior peso, 155 kg in più della 3.0 con i suoi 1.360 kg nella versione coupè, l'accelerazione da 0–100 km/h arriva in soli 5,2 secondi, 0–200 km/h si raggiungono ora in 17,7 secondi e la velocità massima arrivò a 258 km/h. Nel 1987 per la prima volta venne proposta la 911 Turbo Cabriolet.

La 911 Carrera 3.0[modifica | modifica wikitesto]

Porsche 911 Carrera 3.0
Porsche 911 Carrera 3.0

Nel 1976 venne rinnovata la 911 Carrera. Dotata di parafanghi posteriori larghi, la versione sportiva della 911 è dotata ora del nuovo motore 930 con cilindrata di 2994 cm³ derivato dalla Carrera RS 3.0 (lo stesso della Turbo, ma senza il Turbo). La denominazione del nuovo modello divenne 911 Carrera 3.0. Nonostante le più stringenti normative relative all'inquinamento, e la tendenza alla riduzione dei consumi causata dalla crisi petrolifera, il nuovo motore 930/02 dotato dell'iniezione K-Jetronic era in grado di fornire alla Carrera 3.0 le stesse prestazioni della precedente versione 2.7, nonostante i minori consumi e le ridotte emissioni. Questo motore ha valvole di aspirazione e scarico di aumentato diametro e con una diversa fasatura più spinta, l'albero motore ereditato direttamente della versione da corsa 3.0 RS ed alcune migliorie che diedero all'unità una maggior prontezza ed elasticità d'uso. Il nuovo motore da 200cv aveva basamento in alluminio e cilindri in Nikasil, ma senza il turbo compressore la risposta era immediata e le elevate prestazioni della Carrera 3.0 più fruibili anche a piloti meno esperti. Lo specialista Paul Frère, definì la 911 Carrera 3.0 la migliore 911 di sempre, ne possedette ed utilizzò frequentemente un esemplare per decenni, finché non gli venne rubata negli anni 90. La sostituì con una rinnovata 911 serie 993.

Le prestazioni della Carrera 3.0 erano paragonabili alla 2.7 grazie anche all'incremento della coppia disponibile già a regimi inferiori, nello specifico accelerazione 0–100 km/h in 6,1 secondi, 0–200 km/h in 27 secondi e 236 km/h di velocità massima.

La Carrera 3.0 venne prodotta in versione coupé e targa fino al 1977 in un ridotto numero di esemplari, abbinata al cambio manuale 915 a 4 o 5 rapporti (3.691 esemplari prodotti) o al cambio automatico a 3 rapporti Sportomatic (dotata di motore 930/12 e solamente 58 esemplari prodotti).

Nel 1978 una Porsche 911 Carrera 3.0 Gruppo 4 "privata" vinse il Rally di Montecarlo con il pilota Jean-Pierre Nicolas, battendo le vetture dei Team ufficiali del calibro della Lancia Stratos HF di Sandro Munari. Raramente un pilota privato riesce a battere le vetture ufficiali, ciò è avvenuto solo 2 volte nella storia del Rally di Monte Carlo.

Questa versione fu prodotta esclusivamente per il mercato europeo, la grande fruibilità, le elevate prestazioni, il palmares sportivo e il ridotto numero di esemplari prodotti, fa sì che la Carrera 3.0 sia oggi una vettura da alta collezione, molto apprezzata e ricercata dai collezionisti di tutto il mondo.

La 911 SC[modifica | modifica wikitesto]

La Porsche 911 SC Coupé

Nel 1977 fu lanciata la 911 SC (SuperCarrera), che sostituiva tutte le altre versioni "non turbo" (standard, S e Carrera); aveva una cilindrata di 2994 cm³ e una potenza di 188 CV. Rappresenta la 911 d'ingresso, in una semplificata gamma a 2 soli modelli SC e Turbo. Le prestazioni della Porsche 911 SC 3.0 erano 0–100 km/h 6,3 secondi e 223 km/h di velocità massima. Questa semplificazione della gamma avvenne anche per l'ingresso della 928 nel listino Porsche.

La SC, disponibile sia in versione coupé che Targa, venne lanciata in un momento in cui il management della Casa tedesca riteneva che la 911 fosse un modello superato, destinato ad essere gradualmente rimpiazzato dalla Porsche 928, lanciata proprio quell'anno e dotata di un nuovo motore V8 raffreddato ad acqua, montato anteriormente e meccanica transaxle.

La 928 ebbe un buon successo di mercato, soprattutto negli USA, ma non riuscì mai a sostituire nel cuore degli appassionati la 911, che rimase sempre il modello Porsche più popolare.

Nel 1981 la potenza delle SC venne incrementata a 204 CV, con prestazioni 0–100 km/h in 5,9 secondi e 240 km/h di velocità massima.

Nel 1983 le versioni coupé e targa vennero affiancate dalla 3.0 SC Cabriolet, la prima 911 con tetto in tela ad apertura totale.

Notevole fù il successo commerciale delle 911 SC 3.0 a livello globale, che con i suoi 57.972 esemplari prodotti, fece cambiare idea ai vertici Porsche in merito alla forza commerciale e al gradimento di cui gode la 911 sul mercato.

La 911 Carrera 3.2[modifica | modifica wikitesto]

La Porsche 911 Carrera 3.2

Nel 1984 le 911 SC lasciarono il posto alle 911 Carrera 3.2, queste 911 pressoché invariate esteticamente (a parte i piccoli fendinebbia rettangolari, ora integrati nello spoiler anteriore, di serie e non più solo opzionali) e l'ala posteriore opzionale di diverso profilo. Questa nuova 911 riprende il nome "Carrera" e riserva importanti novità tecniche nella parte meccanica: cilindrata portata a 3164 cm³, alimentazione a inieione elettronica anziché meccanica e potenza di 231 CV. La 911 Carrera 3.2 venne prodotta in versione coupè, targa e cabriolet in circa 85.000 esemplari fino al 1989.

Porsche 911 Carrera 3.2

Nel 1987 venne proposta la nuova migliorata trasmissione G50 in sostituzione della trasmissione tipo 915 e la frizione idraulica. La fascia posteriore rossa ora comprende anche i retronebbia.

Versioni commemorative 3.2[modifica | modifica wikitesto]

Sono state prodotte due versioni commemorative della 3.2, chiamate comunemente, ma erroneamente, entrambe Giubileo.

Una del 1988 in occasione della 250.000ª 911 prodotta aveva un colore specifico (Diamantblau met cod. 697), la firma Ferry Porsche ricamata sugli appoggiatesta ed i cerchi ruota forgiati Fuchs con i "petali" nello stesso colore della carrozzeria anziché neri. Venne prodotta in tutte le varianti di carrozzeria, con motore catalizzato e non.

Nell'anno seguente è stata realizzata una nuova versione commemorativa per i 25 anni di inizio di produzione della 911: in realtà erano 3 modelli con equipaggiamento molto completo e piuttosto rari, contraddistinti dai codici M097, M098 e M099. Rappresentavano una serie limitata di fine produzione del modello 3.2:

  • M097 modello Anniversario 1989 25 anni 911 versione Germania
    • vernice blu profondo metallizzata, interni pelle totale colore grigio perla, tappetini in velluto effetto seta colore grigio perla, consolle centrale speciale, cerchi Fuchs in tinta, cruscotto in radica;
    • prodotta principalmente con carrozzeria coupé, ha avuto anche versioni Targa e Cabrio, molto rare;
  • M098 modello Anniversario 1989 25 anni 911 versione USA
    • vernice argento metallizzata, interni in pelle totale colore grigio effetto seta, tappetini in velluto colore grigio, consolle centrale speciale, cerchi Fuchs in tinta;
  • M099 modello Anniversario 1989 25 anni 911 versione Resto del mondo
    • vernice blu metallizzata, pelle totale colore blu, tappetini in velluto colore argento-blu, consolle centrale speciale, cerchi Fuchs in tinta.

Il Model Year 1989 rappresenta l'ultimo anno di produzione della 3.2 con la tipica carrozzeria Bumper e le "sospensioni a lame".Le vetture di quest'anno presentano tutta una serie di piccole evoluzioni tecniche e di dotazioni poi riprese dalla imminente 964.

Sempre nel 1989 venne realizzata una piccola serie di 911 Speedster. Si trattava di una cabriolet alleggerita con parabrezza più piccolo, calotta aerodinamica in plastica al posto dei sedili posteriori, carrozzeria slim o allargata "Turbo Look" e meccanica normale derivata dalla Carrera 3.2.

Serie 964[modifica | modifica wikitesto]

Porsche 964 Carrera 4

Nel Giugno 1989 la Porsche introduce la 911 (serie 964), un approfondito aggiornamento della 911. Presentata inizialmente con numerosi aggiornamenti in gran parte derivati dalla Porsche 959 nella versione Carrera 4 (dove il 4 sta ad indicare la trazione integrale sulle quattro ruote permanente) e dotata di un motore da 3600 cm³ con doppia accensione e 250 CV. La 911 Carerra 4 era dotata di ABS di serie. Esteticamente rinnovata nei paraurti più avvolgenti ed integrati, cerchi dal design più moderno a 5 razze, la fanaleria posteriore ora è come una unica fascia avvolgente in colore rosso, mentre risulta innovativo l'alettone posteriore a completa scomparsa e comando elettrico (esce automaticamente oltre 90 km/h oppure a comando manuale del conducente). Vengono rinnovati anche gli interni, ma sempre nel rispetto della tradizione.

Nel 1990 viene presentata anche la 911 Carrera 2 o semplicemente Carrera, con la stessa dotazione ad eccezione della trazione che è esclusivamente posteriore come da tradizione. Oltre alla Carrera 2, lo stesso anno debutta anche la versione “corsaiola” 911 Carrera 2 3.6 RS, una versione più performante, essenziale e alleggerita grazie ad un allestimento semplificato, irrigidita nell'assetto e con motore in grado di erogare 260 CV con una maggior coppia. Dopo quasi 20 anni ricompare la dicitura RS Renn Sport su una 911.

Sempre nel 1990 viene presentata la 911Turbo 3.3, dopo un anno di assenza la Turbo ricompare nel listino di produzione della 911. Esteticamente rinnovata e raffinata acquisisce tutte le novità della serie 964, con i classici parafanghi maggiorati per ospitare ruote più grandi, ad esclusione dell'ala posteriore dimensionalmente più grande e fissa. La 964 Turbo a trazione posteriore come da tradizione, viene inizialmente presentata con un motore 3.3 derivato, rivisto e potenziato della serie precedente, ora con 320 CV, mentre nel 1994 viene sviluppato un motore Turbo derivato dalle Carrera da 3600 cm³ dotato di ben 360 CV. Questa serie di 911 Turbo 3.6 è prodotta solo per alcuni mesi in pochi esemplari, molto rara, più potente e dotata di cerchi in lega di tipo scomponibile, al retro riporta la scritta cromata con dicitura “Turbo 3.6”, alcuni erroneamente considerano tipo 965 questa versione.

Nel 1993 viene presentata la 911 Carrera 2 Speedster (una cabriolet con parabrezza di ampiezza ridotta) e la 911 Carrera 2 3.8 RS (con motore di 3,8 litri da 300 CV) una nuova versione corsaiola, più aggressiva potente ed essenziale. La 911 serie 964 è stata prodotta con carrozzeria coupè, targa, cabriolet e speedster fino al 1994

Serie 993[modifica | modifica wikitesto]

Porsche 993 Targa

L'ultima 911 con motore raffreddato ad aria fu la serie 993 lanciata nel settembre 1993.

Il restyling fu più consistente e coinvolse (per la prima volta dal '63) anche le lamiere in modo evidente: i fari anteriori più inclinati ed il diverso taglio dei gruppi ottici posteriori costrinsero la Porsche a ridisegnare i parafanghi anteriori e alcune lamiere posteriori. Nuovi anche i paraurti e parte degli interni. Rilevanti anche le novità tecniche: nuova sospensione posteriore, denominata "LSA", acronimo che sta per "leggero, stabile, agile" (con traliccio che ingabbiava il motore) e 6 cilindri boxer con condotti di aspirazione a lunghezza variabile "Varioram" introdotta dal Model Year 1996 con conseguente aumento della potenza a 286 CV. Ulteriore novità tecnica fu l'adozione, per la prima volta su un'auto di serie, del fondo piatto, soluzione che migliorò l'aerodinamica e la stabilità della vettura.

Una Porsche 993 Cabriolèt

La nuova sospensione garantiva un'eccellente tenuta di strada anche al cospetto dei 272 CV erogati dal 6 cilindri di 3,6 litri. Nuova anche la trazione integrale della 911 Carrera 4. Sia le 911 Carrera 2 (a 2 ruote motrici) che le 911 Carrera 4 erano disponibili in versione coupé o cabriolet. La versione Targa non venne inizialmente prodotta.

La 911 Turbo nella serie 993 venne notevolmente modificata e potenziata, dotata di trazione integrale permanente e sovralimentazione con 2 turbocompressori più intercooler, per un totale di 408 CV. La 911 Turbo è in grado di scattare da 0–100 km/h in 4,5 secondi e raggiunge i 290 km/h. Nel 1997 venne realizzata la 911 Turbo S, una versione da 450 CV, riconoscibile per una piccola presa d'aria di forma ovale nella parte anteriore alta dei parafanghi posteriori e per un diverso paraurto anteriore più profilato. Le prestazioni della 911 Turbo S sono le seguenti accelerazione 0–100 km/h in 4 secondi e velocità massima di 296 km/h.

Nel 1995, con il Model Year 1996, venne riproposta una versione denominata Targa: si trattava di una Carrera 2 con tetto apribile panoramico in cristallo azionato elettronicamente.

Lo stesso anno vennero lanciate le Carrera S e Carrera 4 S, con carrozzeria "Turbo look".

993 GT2 Alleggerita

Nel 1996 entrarono in gamma la 911 Carrera RS (motore di 3,8 litri Varioram da 300 CV, trazione posteriore e carrozzeria alleggerita di 100 kg) e la GT2 (versione alleggerita come la RS, ma con motore biturbo da 430 o 450CV a seconda delle versioni e solamente a trazione posteriore). Le 911 GT2 avevano il roll-bar a gabbia, interni minimalisti e da competizione, cerchi scomponibili, parafanghi ulteriormente allargati con parti rivettate e un'ampia ala posteriore biplano (con 2 superfici di carico). Anche al frontale le differenze sono immediatamente evidenti nell'ampio spoiler anteriore. Come da foto a lato.

La serie delle 911 con motore raffreddato ad aria si chiuse nel 1997.

Le 911 raffreddate ad acqua[modifica | modifica wikitesto]

Serie 996[modifica | modifica wikitesto]

Porsche 996 GT3 (2003)
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porsche 996.

Col modello 993 la 911 aveva raggiunto il massimo sviluppo possibile. Grazie alla sospensione "LSA" il comportamento era ottimo, all'altezza delle migliori GT a motore centrale, ma il raffreddamento ad aria impediva ulteriori evoluzioni, come ad esempio una testata a 4 valvole per cilindro. Inoltre la linea del padiglione (invariata dal '63) non consentiva ulteriori affinamenti aerodinamici. Bisognava progettare un modello completamente nuovo, ma che mantenesse l'identità estetica e meccanica (motore 6 cilindri boxer posteriore a sbalzo) della 911, evitando gli errori commessi con le varie Porsche 944 e Porsche 968: evolute tecnicamente, ma fallimenti commerciali.

Fu così che alla fine del 1997 nacque la 911 serie 996. Un modello completamente nuovo, sia tecnicamente che esteticamente, ma indubbiamente legato alla tradizione, in pratica una riedizione dei modelli tradizionali.

Dal punto di vista tecnico le novità riguardarono soprattutto le sospensioni anteriori (comuni alla Porsche Boxster) a quadrilateri ed il motore, sempre sei cilindri boxer, ma con raffreddamento ad acqua e testata a 4 valvole per cilindro. Posteriormente venne riproposta una riedizione della sofisticata sospensione posteriore "LSA". L'ESP integrava il lavoro delle sospensioni ed erano disponibili due tipi di trazione: posteriore o integrale permanente a gestione elettronica.

Grazie alla distribuzione a 24 valvole con fasatura variabile il boxer, nonostante la cilindrata ridotta a 3387 cm³, era in grado di fornire 296 CV. Anche gli interni erano completamente nuovi. La gamma era composta dalle versioni coupé e cabriolet alle quali s'aggiunse successivamente la versione Targa con tetto in cristallo, come sulla 993.

Nel 1999 arrivò la GT3, con motore aspirato di 3,6 litri da 360 CV e carrozzeria alleggerita.

Nel 2000 entrò in produzione la 911 Turbo con motore biturbo (420 CV) e trazione integrale che spinge la vettura da 0 a 100 km/h in soli 4,2 secondi. La carrozzeria, inizialmente solo coupé poi anche in versione cabrio, venne allargata rispetto alle "normali", ma era meno estrema rispetto alle edizioni precedenti. Nel frontale debuttarono fari diversi che anticiparono il restyling su tutta la gamma, e sono state introdotte due grosse prese d'aria laterali e feritoie sul paraurti posteriore più alettone (sdoppiato superati i 120 km/h) che ne aumentarono l'aggressività rispetto alla 911 standard, oltre che le prestazioni aerodinamiche.

Nel 2002 è stato inoltre proposto il modello potenziato "Turbo S", una versione elaborata della 996 turbo che spinge il motore da 420 cv a 450 cv limando lo 0-100 a 4,1 secondi, grazie alla rimappatura della centralina, e all'impiego di turbocompressori di maggiori dimensioni. Il tutto firmato Porsche. La carrozzeria è rimasta invariata, ad eccezione della S posteriore affiancata alla scritta turbo. Per i già possessori del turbo standard, la casa produttrice di Stoccarda ha prodotto anche il KIT S, per poter rimanere al passo senza che i più esigenti abbiamo dovuto rivendere il veicolo appositamente per avere la S.

Infine, sempre nel 2002 venne lanciata la versione GT2, derivata dalla Turbo, ma potenziata a 462 CV, alleggerita e convertita in trazione posteriore. Quest'auto, particolarmente nervosa ed impegnativa da guidare, era priva di qualsiasi controllo di trazione e stabilità, proprio in nome della filosofia racing che Porsche adotta per le proprie versioni GT. Nel 2004 la GT2 venne leggermente aggiornata nella versione cosiddetta "Mark2", potenziata a 483 CV e modificata in alcuni particolari.

Serie 997[modifica | modifica wikitesto]

Porsche 997 Turbo Cabriolet
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porsche 997.

Nel 2005 un restyling di fari anteriori, paraurti e interni ha dato vita alla serie 997. Rispetto alla precedente 996, la nuova versione oltre al ritorno dei fari anteriori circolari (oblunghi sulla serie precedente), riportava alcune novità tecniche, soprattutto riguardanti il motore con cilindrata di 3600 cm³ (325 CV) per le 911 Carrera standard e di 3800 cm³ (355 CV) per le 911 Carrera S.

Venne mantenuta disponibile la trazione integrale accanto a quella posteriore, sia per le versioni standard che S. Tutte sono disponibili con carrozzeria coupé, Targa o cabriolet.

Nel 2006 hanno debuttato le versioni Turbo (3,6 litri biturbo, trazione integrale, turbine a geometria variabile e 480 CV), GT3 (3,6 litri aspirata da 415 CV), GT3 RS (con la stessa meccanica della GT3 standard, carrozzeria alleggerita e assetto ancora più esasperato) e Carrera 4 Targa (con tetto panoramico in cristallo ad azionamento elettrico e trazione integrale).

Alla fine dell'autunno 2006 viene proposta la 911 997 Targa.

Nella primavera del 2009 la Porsche annuncia una versione commemorativa che si chiama Sport Classic e si rifà alle 911 classiche: in primis la 2.7 Carrera RS, di cui riprende l'alettone a coda d'anatra e i cerchi "Fuchs style" da 19". La meccanica è quella della Carrera S potenziata a 408 CV, il tetto ha la doppia gobba; ne verranno prodotti solo 250 esemplari.

Nel 2010 viene lanciata la GT2 RS: in pratica un'auto da corsa targata. L'abitacolo presenta un roll-bar, e il motore è biturbo con 620 CV, scaricati solo sull'assale posteriore: la più potente Porsche omologata per circolare per strada. Inoltre è stata creata la versione Speedster della 997: a livello meccanico e stilistico è uguale alla Sport Classic, la differenza è naturalmente il tetto ripiegabile nella calotta aerodinamica in plastica. Ne verranno prodotti solo 365 esemplari.

Serie 991[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porsche 991.

Nel 2011 è stata presentata la Serie 991 che non si discosta molto dalla precedente in fatto di estetica, fatta eccezione per il posteriore. I motori "base" sono il 3.4 da 350 cv della Carrera e il 3.8 da 400 cv della Carrera S. Pochi mesi dopo è stata presentata anche la Cabriolet. Il passo è stato allungato di 10 cm per favorire l'abitabilità e migliorare l'impatto estetico. In campo meccanico una delle innovazioni più importanti riguarda la trasmissione. Viene infatti montato per la prima volta su una vettura di serie un cambio manuale a sette marce.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1967 e il 1969 la Porsche 911S conquistò il primo posto nel campionato statunitense Trans-Am. Tali modelli erano equipaggiati con sedili sportivi Recaro, roll-bar interno di sicurezza, ammortizzatori sportivi Koni regolabili, finestrini e parabrezza in plastica per diminuire il peso, serbatoio dalla capienza per 100 l di carburante, freni a disco con pinze in alluminio e propulsore elaborato a 180 cv di potenza. Per contenere ancora di più il peso, la gran parte degli accessori di serie era stato eliminato.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli ultimi esemplari della 993 GT2 raffreddati ad aria sono stati prodotti nel 2008
  2. ^ La 911 sul sito ufficiale Porsche
  3. ^ Articolo di automoto.it
  4. ^ Porsche 911 Carrera RSR, ultimatecarpage.com. URL consultato il 27 novembre 2013.
  5. ^ Porsche 911S Trans-Am, bonhams.com. URL consultato il 13 aprile 2014.

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