Alfa Romeo Spider (Duetto)

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Alfa Romeo Spider (Duetto)
Alfa Duetto 3.JPG
Alfa Romeo 1600 Spider Duetto
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Spider
Produzione dal 1966 al 1994
Sostituisce la Alfa Romeo Giulia Spider
Sostituita da Alfa Romeo Spider (1995)
Esemplari prodotti 123.093[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4250 (coda tronca 4120) mm
Larghezza 1630 mm
Altezza 1290 mm
Passo 2250 mm
Massa 990 (1040 per 1750 e 2000) kg
Altro
Assemblaggio Grugliasco (TO)
San Giorgio Canavese (TO)
Stile Aldo Brovarone
Franco Martinengo per Pininfarina
Stessa famiglia Alfa Romeo Giulia
Auto simili Fiat 124 Sport Spider
MG B
Triumph TR6
Triumph TR7

L'Alfa Romeo Spider, comunemente conosciuta come "Duetto", è una vettura scoperta prodotta dall'Alfa Romeo tra il 1966 e il 1994. È uno dei modelli più noti ed è il più longevo nella storia della casa milanese, con 28 anni ininterrotti di produzione, suddivisa in 4 serie successive.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

L'enorme successo di vendite ottenuto dal modello "Giulia" del 1962, replicato dalla versione coupé nell'anno successivo, spinse la dirigenza Alfa Romeo a completare rapidamente la gamma con la versione spider, allo scopo di sfruttare al massimo il favorevole momento commerciale.

Nel 1964 il compito di delineare la versione spider venne affidato alla Bertone che approntò il prototipo del modello "GTC", su disegno di Giorgetto Giugiaro, poi realizzato in serie dalla Carrozzeria Touring e posto in vendita nel 1965.

La tiepida accoglienza riservata dal mercato alla nuova "GTC" convinsero la Casa di Arese a trovare una soluzione alternativa. Il cambio di rotta fu drastico, anche determinato dal fatto che la potenzialità produttiva della Carrozzeria Bertone era pressoché completamente assorbita dalla commessa ottenuta dalla FIAT per la costruzione del modello "850 Spider" e che la Carrozzeria Touring navigava in cattive acque ed era facile prevederne l'imminente chiusura.

La genesi stilistica[modifica | modifica wikitesto]

Per vestire la nuova spider, nel 1965 venne incaricata la Pininfarina che, nel decennio precedente, aveva realizzata un serie di interessanti proposte stilistiche, su autotelaio "6C 3000 CM", allo scopo di dare uno sbocco produttivo al celebre prototipo "Disco Volante".

Tali proposte avevano principiato con la dream car "Super Flow", presentata al Salone di Torino del 1956, cui erano seguite la versione "Super Flow II" e le successive evoluzioni, comunemente soprannominate "Super Flow III" e "Super Flow IV", fino alla "Super Flow V" del 1961.

Partendo da quella base stilistica un gruppo si disegnatori della Pininfarina, guidati da Aldo Brovarone e supervisionati da Franco Martinengo, realizzarono il bozzetto che ottenne l'immediato assenso preliminare della dirigenza Alfa Romeo.

Il percorso evolutivo di affinamento tridimensionale, dalla maquette al prototipo definitivo, passando per la costruzione del mascherone di carrozzeria, venne costantemente seguito da Battista Pininfarina che fece apportare e, in alcuni casi, apportò personalmente, decine di piccole modifiche che risultarono determinanti per giungere al capolavoro formale rappresentato dalla "Duetto".[1]

Fu l'ultima vettura nata sotto l'egida del grande carrozziere torinese che morì poche settimane dopo la presentazione al pubblico della "Duetto", avvenuta il 10 marzo 1966 al 36º Salone di Ginevra.

Il battage pubblicitario e la denominazione "Duetto"[modifica | modifica wikitesto]

Per il lancio della "Duetto" il presidente Giuseppe Luraghi e la squadra dei "creativi" che all'epoca costituivano l'ufficio pubbliche relazioni dell'Alfa Romeo, concertarono una intelligente campagna pubblicitaria volta a creare eventi pubblici anche al di fuori del contesto motoristico. Dopo il debutto al salone di Ginevra, cui la stampa dedicò ampio spazio, la vettura venne presentata in varie occasioni e accostata a personaggi della politica e dell'imprenditoria, ma anche dello spettacolo come Gino Bramieri. Fu anche indetta una settimana di prove sulle strade del lago di Garda, riservate ai giornalisti.

Quale prodromo alla presentazione negli USA venne organizzata una crociera con traversata atlantica da Genova a New York, facendo tappa a Cannes, in occasione dell'omonimo festival cinematografico. A bordo della turbonave Raffaello, con 1300 invitati appartenenti al mondo della moda, dello spettacolo, della musica e dello sport - tra i quali Vittorio Gassman, Rossella Falk, Anna Moffo e Marie Laforêt - vennero imbarcati tre esemplari della "Duetto", uno verde, uno bianco e uno rosso, a rappresentare la bandiera italiana. Nel corso della crociera era prevista una lotteria, con estrazione a sorte tra i partecipanti, che assegnava in premio una "Duetto" : vinse l'indossatrice Heidi Gover, all'epoca top model di Oleg Cassini.

Ma la grande popolarità internazionale arrivò nel 1967, quando la "Duetto" diventò una sorta di star del cinema con il film Il laureato, interpretato con Anne Bancroft e Dustin Hoffman. Da quella prima apparizione la "Duetto" venne utilizzata come auto di scena in circa 300 opere cinematografiche o televisive.

(EN)

« His father bought him an Alfa Romeo. You know what is !? »

(IT)

« Suo padre gli ha comprato un'Alfa Romeo. Capito che roba !? »

(La signora Braddock nel film Il laureato)

Per la scelta del nome fu intetto il concorso dal titolo «Spider 1600 : dategli il nome. Diventerà famoso» con in palio un esemplare della nuova spider. In seguito a una larga distribuzione di apposite schede per la proposta della denominazione in tutti i concessionari d'Europa, vennero spedite ad Arese 140.501 schede, delle quali circa 15.000 provenienti dall'estero. I nomi più gettonati riusultarono essere "Pininfarina" e "Pinin", in onore al grande carrozziere appena scomparso. Tuttavia, la commissione giudicò quelle denominazioni inadatte e optò per la terza classificata "Duetto", nome che "vorrà dire armonia doppia, nel senso che questa macchina realizza un'armonia tra la grazia e la forza e allo stesso tempo armonia in coppia", come motivò il poeta Leonardo Sinisgalli, presidente della giuria preposta.[2]

Tra i proponenti la denominazione "Duetto" fu estratto a sorte il vincitore della vettura messa in palio, tale Guidobaldo Trionfi di Brescia, che ritirò la sua spider bianca il 17 giugno 1966, consegnatagli personalmente dal presidente Luraghi nella sede storica del Portello.[3]

A partire dal mese di giugno 1966, l'appellativo venne affiancato in modo ufficiale alla 1ª serie della "1600 Spider", ma poté essere usato solo per i primi 190 esemplari, a causa dell'omonimia con una merendina al cioccolato dell'epoca, la cui azienda produttrice rivendicò il diritto di utilizzo commerciale della denominazione "Duetto", ottenendone l'uso esclusivo dal Tribunale di Milano.[4]

La denominazione "Duetto", quindi, fu eliminata, ma rimase talmente radicata nel linguaggio comune che tutte le successive evoluzioni della spider Alfa Romeo, discendenti da quel primo modello, vengono normalmente (anche se impropriamente) identificate come "Duetto".

Nel 1994 la denominazione "Duetto" ricomparve ufficialmente sulla carrozzeria della "Spider Veloce CE" che rappresenta l'ultimo allestimento commemorativo della 4ª serie, realizzato in 190 esemplari per il solo mercato statunitense.

La vettura[modifica | modifica wikitesto]

La 1ª serie - "Osso di seppia" (1966 - 1969)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 venne lanciata la "Alfa Romeo Giulia Spider Duetto", dotata del motore 1600 della Alfa Romeo Giulia Sprint GT nella più potente versione "Veloce".

Gli interni della "Duetto"

La forma, come la casa si affrettò a precisare, richiama un osso di seppia, ovvero la conchiglia del mollusco cefalopode, in virtù del frontale e dalla coda arrotondati, raccordati dalle fiancate convesse, con linea di cintura piuttosto bassa. La coda, rastremata trasversalmente e longitudinalmente, segue i dettami della più classica tipologia boat-tail. Per la meccanica venne adottato il nuovo autotelaio della "Giulia", accorciandone il passo a 2.250 mm. Nella versione USA le calotte in plexiglas furono sostituite da una bordatura cromata.

Nel 1966 l'unica versione, nata per essere una vettura di segmento medio-alto, era la Giulia Spider Duetto "Serie 105.03" e definito "Serie 105.05" nelle versioni con guida a destra. Dotata del motore sigla "AR 00536" il classico 4 cilindri bilabero da 1.570 cm³ in lega leggera da 109 CV dotato di due carburatori doppiocorpo Weber da 40 DCOE.

"1750 Spider Veloce" del 1968

Nel 1967 per seguire le tendenze di aumento prestazionale delle vetture di tutta la "gamma" Alfa Romeo, alla già brillante 1600 fu affiancata la versione definita " 1750 Spider Veloce" che montava il motore più potente ed elastico sigla "AR 00548" della serie 1750 (1.779 cm³) che sviluppava 114 CV ma il peso della carrozzeria fu portato da 990 kg a 1040 kg. Questa divenne la nuova versione di punta. Nel giugno 1968 al fine di poter offrire una "Duetto" ad un prezzo più economico, si affianca nella produzione anche una versione più economica, definita "Giulia Spider 1300 Junior" che si distingueva esteticamente per l'assenza delle calotte ai fari anteriori, per i deflettori fissi e per una diversa posizione delle gemme laterali delle frecce. Il motore era lo stesso delle "Giulia Super 1300" e delle "1300 GT Junior" serie "AR 00530"" con cilindrata di 1290 cm³ che sviluppava 89 cv. Nel dicembre del 1968 la spider 1600 nata come modello di punta, ed ormai superato dalla nuova versione più potente dotata del motore 1750, venne messa fuori produzione. Rimasero in produzione la "1750 Spider Veloce" e la più piccola ed economica "Spider 1300 Junior". Come per le coetanee versioni coupé, l'Alfa Romeo definiva "Giulia" tutte le versioni con motore 1600 e 1300 sia coupé che spider. Quindi i nomi corretti sono "Giulia 1600 Spider Duetto", " Spider 1300 Junior" e "1750 Spider Veloce".

La 2ª serie - "Coda tronca" (1969 - 1982)[modifica | modifica wikitesto]

"Spider Junior 1.6" del 1974

Presentata nel 1969 al salone dell'automobile di Torino la seconda serie della Duetto si caratterizza per il "taglio della coda", in ossequio alle teorie aerodinamiche propugnate dal professor Kamm, per una maggiore spinta in avanti determinata dai vortici d'aria che distaccandosi in modo repentino, a causa della coda tronca, provocano appunto maggior avanzamento. Vennero modificati di conseguenza i paraurti, in acciaio inox e con profilo in gomma di protezione,le calotte coprifaro rimasero di serie sulla 1750 e successivamente sulla 2000, fino a circa il 1980, ma non furono mai adottate sulle 1300/1600 junior, oltre ad un'inclinazione maggiore del parabrezza, con beneficio del design e dell'aerodinamicità. Venne modificata ampiamente anche la capote in tela, con attacchi completamente interni alla scocca, per una maggiore impermeabilità e facilità d'uso. La lunghezza scese da 4.25 m e 4.12 m.

Lo Spider Veloce 1750, erede di quello osso di seppia del 1968, aveva nuovi interni con una console centrale più legata alla moda delle auto sportive anni 70 e nuovi erano anche i contagiri e contachilometri contenuti in due palpebre anziché una come la precedente versione, maniglie a filo di carrozzeria agli sportelli definite aerodinamiche e venne affiancato nel 1971 dalla versione 2000 Spider veloce, con motore di 2000  cm³ come le berlina e i Gt da 132 cv. Il 1750 esce di scena definitivamente nel 1972 sostituito dalla nuova gamma 2000.

"Spider Veloce 2000" del 1971

Dal 1972 il listino vede il ritorno della motorizzazione di 1600 cm³ (motore AR536 in opzione come sui Gt), con le versioni Spider Junior 1.3 e 1.6, unificati nell'allestimento, con l'eccezione del volante in legno Hellebore fornito sul 1.6. Nel 1974, causa la crisi petrolifera, la versione 2000 perse qualche CV di potenza e da 132 aveva ora 128 cv, stessa sorte capitò al motore 1600 da 109  CV che venne rimpiazzato dalla versione montato sulla Giulia berlina da 102  CV (motore AR526/A).

Nel 1977 la versione 1.3 non è più disponibile in listino e fino al 1979, oltre alla 2000, fu venduta solo la versione 1600 junior. La 2000 a fine 78 ricevette alcuni aggiornamenti riguardanti nuovo disegno sedili, pannelli, tappeti di base etc.

La 1600 nel 1980 fu unificata per carrozzeria e interni alla 2000. In questa edizione furono presentati nuovi particolari interni, quali devioluci, posacenere e interruttori vari. Questa edizione rimase in produzione fino al 1982.

In questa serie tutte le motorizzazioni sono alimentate da 2 carburatori doppio corpo orizzontali Dell'Orto, Weber o Solex, con l'eccezione della serie "America", creata per l'esportazione oltre oceano, con la sola motorizzazione 1750\2000 alimentate da iniezione meccanica Spica, eccetto gli ultimi esemplari del 1982,già dotati di impianto di iniezione elettronica Bosch jetronic. Parte della produzione America si caratterizza inoltre per i paraurti ad assorbimento, richiesti dalle norme di omologazione di quel paese, dalle luci di riferimento agli angoli vettura ed una specifica gamma colori, sia delle carrozzerie, sia degli interni con capote coordinate.

La 3ª serie - "Aerodinamica" (1983 - 1989)[modifica | modifica wikitesto]

"Spider 2.0 Q.V." del 1986

Un sostanzioso ritocco alla linea nel 1983 denominata Aero 1, che vede l'adozione di nuovi paraurti avvolgenti, mentre la coda tronca è modificata da un nuovo insieme di fari posteriori più grandi di uno spoiler nero in materiale sintetico. La modifica di per sé "originale" ed in linea con le tendenze dei primi anni 80, oggi non è molto apprezzata, ma deriva comunque da un approfondito studio effettuato dalla Pininfarina nella galleria del vento, con vantaggi aerodimanici che però non giovarono all'estetica della ormai classica Duetto.

L'interno della vettura è costituito da un volante in radica della Hellebore, un quadro strumenti con "palpebre" separate per contagiri e contachilometri, e un tunnel centrale con indicatore benzina, pressione olio e temperatura acqua, estremamente minimalista ripreso direttamente dalla precedente serie, questa versione è detta anche AERO 1".

Resterà invariata sino al 1986, quando con il nome di Aero 2, il classico cruscotto portastrumenti a due palpebre è sostituito da una a palpebra unica,che raccoglie anche gli strumenti secondari, in precedenza collocati sulla console centrale, al cui posto sono inserite delle bocchette di aerazione supplementari: oltre ad arricchire la strumentazione del voltmetro, prima assente, ne beneficia anche la climatizzazione. Sempre nel 1986 i classici specchietti cromati sono sostituiti da due specchietti Vitaloni specifici per il modello, in plastica nera come il resto delle finiture, denominati "candelabri" dagli appassionati per via delle maggiori dimensioni e sporgenza dalla sagoma della carrozzeria. Fino alla fine serie, nel 1990, non ci saranno sostanziali modifiche. Questa serie venne prodotta con 2 motorizzazioni, a carburatori (1.600 e 2.000), AR00526AS ed AR00515: potenze rispettivamente 102 CV DIN e 128 CV DIN.

Nel 1986 viene immessa sul mercato una nuova versione restyling della 2000 a carburatori denominata "Quadrifoglio Verde" anche se la potenza è invariata e il motore il classico AR00515 da 126 CV le variazioni di carrozzeria quali paraurti anteriore e posteriore che inglobano fascioni aerodinamici marcati, di comune design con le bandelle sottoporta (minigonne), ed i nuovi cerchi in lega da 15 pollici la rendono immediatamente distinguibile.

Il retro di una "Spider 2.0 Q.V." del 1986 con Hard-Top

All'interno questa versione più grintosa nell'aspetto si presenta con sedili più avvolgenti e di colore grigio piombo con impunture rosse, così come rossa risultava essere la moquette sul pavimento. All'esterno vennero mantenute le appendici in gomma morbida già presenti sulla coda; anche gli specchi retrovisori sono i nuovi "candelabri", di plastica nera. La "Quadrifoglio Verde" venne prodotta in 2.692 esemplari in due soli colori: Rosso Alfa e Grigio Metallizzato. Sugli esemplari destinati al mercato statunitense la Quadrifoglio Verde era dotata dell'iniezione elettronica ed era disponiblie anche in altre colorazioni come ad esempio il nero pastello.

Questa serie terminò di esistere con l'avvento della quarta e ultima serie nel 1989, ed è l'ultima ad proporre il motore di 2000 cm³ con i carburatori, per motivi di rispetto delle normative anti inquinamento.

La "Spider" terza serie era offerta con la capote in tela e come optional poteva essere dotata di Hard-top ( in colore vettura, contraddistinto da una "originale" banda nera trasversale dall'86).

La 4ª serie - "Ultima" (1989 - 1994)[modifica | modifica wikitesto]

"Spider 2.0" del 1992, "Rosso Winner Metallizzato" con capote aperta

Nell'ultima serie del 1989, la Pininfarina ritorna alle origini, realizzando una linea pulita e filante ottenuta eliminando le appendici che la appesantivano la linea; con la scomparsa dello spoiler il look è più snello e decisamente accattivante. I paraurti sono di tipo integrato, più incassati e dello stesso colore della carrozzeria, il marchio sullo scudetto anteriore che viene rivisto e ricavato dal paraurti, le minigonne laterali sono sostituite dai coprilongheroni. I nuovi specchietti retrovisori elettrici regolabili dall'interno e i gruppi ottici posteriori sono ridisegnati sullo stile dell'allora ammiraglia 164. Lo schema meccanico rimane immutato e la Spider viene offerta in versione 1.600 a carburatori con motore AR 01563 da 109 CV a 6.000 giri e in versione 2.000 cm³ ad iniezione elettronica, quest'ultimo dotato di variatore di fase che agisce sull'albero di aspirazione. La 2.000 è dotata di motore AR01590 da 126 CV e del motore AR01588 da 120 CV dotato di catalizzatore e sonda lambda. Questa versione è commercializzata inizialmente per il mercato statunitense, dal 1992 diventa l'unica versione della Spider 2.0i cat.

"Spider 2.0" del 1990, con capote chiusa

La selleria di serie è in beige o nero (quest'ultimo disponibile dal 1992 in poi) con la parte centrale in alcantara, optional con sovrapprezzo la selleria in pelle, i sedili sono arretrati di qualche centimetro ed è adottato su tutte il servosterzo.

La "Quarta Serie" venne prodotta in (18.456 esemplari) e venduta in tre versioni: 1600 a carburatori, e 2000 i.e. e 2000 i.e. catalizzata; tutte offerte con la possibilità di avere l'hard-top invariato rispetto alla "3ª Serie" come accessorio.

Nel 1990 vennero inizialmente proposti colori come il classico "Rosso Alfa", il "Nero", il "Verde Inglese", il "Grigio Metallizzato", il "Bianco" e il "Rosso Winner Metallizzato", da molti erroneamente confuso con il "Rosso Proteo" (il colore Rosso perlato più chiaro presente sul prototipo Alfa Romeo Proteo). Tutti questi colori prevedevano l'interno beige. Nel 1992 venne proposto anche il "Giallo Ginestra" con interno nero, allestimento di interni che veniva offerto in opzione anche con gli altri colori dal 1992. Venne offerta come optional la possibilità di aver interni completamente in pelle rossa, in abbinamento con il "Nero" o con il "Bianco". Uno dei primi prototipi fu presentato in color Rosa nel 1989, vennero realizzati anche un prototipo Rosso Proteo con interno in pelle rossa, un prototipo verde metallizzato con interno in pelle sabbia ed un prototipo Blu metallizzato con interno in pelle Blu.

Per il mercato statunitense dove la SPIDER quarta serie era denominata SPIDER VELOCE, quest'ultima serie venne proposta esclusivamente in versione 2.0 iniezione catalizzata, per rispettare le norme US, tutte le auto erano dotate di Air Bag inserito nel volante, terzo stop carenato sul baule posteriore, i para ginocchi più voluminosi e sporgenti. I paraurti erano dotati internamente di ammortizzatori a gas in luogo dei supporti fissi delle versioni europee (esteriormente non si nota alcuna differenza con la versione europea, se si escludono le luci d'ingombro laterali inserite proprio nei paraurti). Tutte le auto destinate al mercato americano sono dotate di aria condizionata ed interni in vera pelle (solo i sedili) e pomello del cambio in legno, mentre nella strumentazione il contamiglia sostituisce il contachilometri anche se la grafica dell'indicatore della velocità è a scala doppia in miglia e km. Era disponibile con il tradizionale cambio a 5 marce manuale e come optional anche con un lento cambio automatico a 3 rapporti. Le SPIDER VELOCE furono esportate in USA, Canada e Giappone, solo pochi esemplari furono originalmente venduti in Europa, mentre pochissimi esemplari rimasero in Italia.

Gli allestimenti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la "Duetto" sia stata prodotta per oltre un quarto di secolo, furono solamente tre le versioni speciali allestite dalla Casa : due per il mercato USA e una per il mercato francese.

Nel 1978 venne presentata per il mercato americano la prima serie speciale denominata "Niki Lauda special edition", prodotta in 350 esemplari tutti uguali e numerati ed allestita sulla base della "2000 Spider Veloce America" con alimentazione ad iniezione Spica. Fu realizzata in onore del Campione del Mondo di Formula Uno Niki Lauda che nel biennio 1978-1979 correva con la Brabham BT46/B/C motorizzata con il 12 cilindri Alfa Romeo. La carrozzeria è verniciata nei colori rosso/azzurro e con i fregi del team sponsorizzato dalla Parmalat, reca la scritta “Niki Lauda F1” sulla parte frontale e sulla coda, oltre al quadrifoglio verde sui parafanghi anteriori. La coda si distingue per una vistosa appendice aerodinamica, che anticipava quella che successivamente sarebbe stabilmente comparsa sulla terza serie della "Duetto". Sul cruscotto è presente una targhetta riportante il numero dell'esemplare con l'autografo di Niki Lauda, contornato dal logo Alfa Romeo a sinistra e dal quadrifoglio verde a destra. I cerchi in lega millerighe della Campagnolo completano l'allestimento.

Alfa Romeo Spider 2.0i Beautè 1991

Sulla Quarta serie, per il solo mercato francese, nel 1991, venne proposta la versione speciale "Beauté", realizzata in soli 120 esemplari tutti uguali tra loro, ed allestita secondo le indicazioni dello stilista francese Jean Louis Scherer.[5] Le differenze tra questa versione speciale e le spider di normale produzione sono di carattere estetico e le finiture sono più lussuose. All'esterno la carrozzeria è verniciata nelle colorazioni bianco freddo e blu marine, con capote in tela blu e i cerchi bianchi, lungo la fiancata corre un profilo adesivo, mentre sui parafanghi anteriori è presente la dicitura BEAUTE' (bellezza in francese). All'interno la moquette è di colore blu scuro, come il rivestimento del baule, mentre i sedili, i pannelli porte e il copricapote in vera pelle bianca di bufalo, il volante in vera pelle ed una targhetta d'argento riportante il logo Alfa Romeo e Pininfarina oltre al numero dell'esemplare sono le caratteristiche distintive di questo allestimento, con motore non catalizzato da 122 CV. Tutte le auto avevano il numero di telaio impresso tramite la tecnica della sabbiatura su tutti i vetri e deflettori, anche sul lunotto dell'hard top in dotazione d'origine.

L'ultima versione speciale della "Duetto" venne allestita nel 1994 per il solo mercato statunitense in 190 esemplari. Denominata come tutte le versioni USA della duetto Quarta serie "Spider Veloce", con abbinata la sigla "CE" (acronimo di Commemorative Edition), celebra i 28 anni di produzione e la conclusione della stessa. Con quest'ultima versione torna ufficialmente la dicitura "Duetto", leggibile nell'emblema dorato posto in centro alla calandra e formato dall'incrocio delle bandiere con gli stemmi Alfa Romeo e Pininfarina, recante la scritta "Alfa Romeo Spider Duetto 1966-1994". La "Commemorative Edition" all'esterno si distingue anche i centri ruota ruota con logo Alfa Romeo a colori, e la scritta Ce al posteriore, mentre all'interno è facilmente distinguibile per gli inserti in radica alle porte a alla consolle centrale, per una targhetta dorata recante il logo Alfa Romeo applicata allo sportellino del vano porta oggetti recante il numero dell'esemplare e 3 stellette. Il pomello del cambio è in radica con logo. Venivano consegnate con certificato d'origine e un kit di accessori specifici tra cui il portachiavi con numero esemplare. Le vetture di questa serie derivano dalla versione America e sono quindi tutte dotate di aria condizionata, air bag e catalizzatore che ne limita la potenza a 117 CV. Le CE, commemorative edition vennero prodotte in vari colori, con interni beigie o neri.

La produzione[modifica | modifica wikitesto]

Versione Serie Anni di produzione Esemplari
1600 Spider "Duetto" 1ª serie (osso di seppia) dal 1966 al 1968 6.325
1750 Spider Veloce 1ª serie (osso di seppia) dal 1967 al 1969 4.685
Spider 1300 Junior 1ª serie (osso di seppia) dal 1968 al 1969 2.681
Spider 1300 Junior 2ª serie (coda tronca) dal 1969 al 1972 2.680
Spider Veloce 1750 2ª serie (coda tronca) dal 1969 al 1972 4.036
Spider Veloce 2000 2ª serie (coda tronca) dal 1971 al 1982 38.379
Spider Junior 1.3 2ª serie (coda tronca) dal 1972 al 1977 1.876
Spider Junior 1.6 2ª serie (coda tronca) dal 1972 al 1975 2.371
Spider 1.6 2ª serie (coda tronca) dal 1975 al 1982 2.477
Spider 1.6 3ª serie (aerodinamica) dal 1983 al 1990 5.390
Spider 2.0 3ª serie (aerodinamica) dal 1982 al 1990 29.210
Spider 2.0 Q.V. 3ª serie (aerodinamica) dal 1985 al 1989 2.598
Spider 1.6 4ª serie (ultima) dal 1990 al 1992 2.951
Spider 2.0 4ª serie (ultima) dal 1990 al 1994 18.456
Totale
N.B.: Dati Ruoteclassiche, Un secolo di auto italiana
124.115

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 1600 Spider "Duetto" del 1966
Alfa Romeo Spider 1966 - Flickr - jns001.jpg
Configurazione
Carrozzeria: Spider 2 porte Posizione motore: anteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4250 × 1630 × 1290 Diametro minimo sterzata: 10,5 m
Interasse: 2250 mm Carreggiate: anteriore 1310 - posteriore 1270 mm Altezza minima da terra: 120 mm
Posti totali: 2 Bagagliaio: 220 Serbatoio: 46 litri dei quali 7 di riserva
Masse a vuoto: 940 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea ciclo Otto con camere di scoppio emisferiche Cilindrata: (Alesaggio x corsa = 78 x 82 mm), 1.570 cm³
Distribuzione: A 2V al sodio, doppio albero a camme in testa e doppia catena Alimentazione: 2 carburatori a doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE 27
Prestazioni motore Potenza: 109 CV DIN a 6.000 giri/min / Coppia: 15,9 mkg DIN a 2.800 giri/min
Accensione: Impianto elettrico: 12 V, dinamo 300 W e batteria 40 Ah
Frizione: Monodisco a secco Cambio: A 5 rapporti sincronizzati + RM
Telaio
Corpo vettura Scocca metallica autoportante
Sterzo a vite e rullo
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti, trapezi, molle elicoidali, barra stabilizzatrice, ammortizzatori idraulici telescopici / posteriori: A ponte rigido, molle elicoidali, bracci longitudinali, stabilizzatore a croce, ammortizzatori idraulici telescopici
Pneumatici 175-185x14
Prestazioni dichiarate
Velocità: 185,651 km/h Accelerazione: sul Km da fermo 31,78
Consumi 8,7 lt/100 km, alla velocità di 100 km/h
Altro
Spazio d'arresto 50,4 m alla velocità di 100 km/h
Velocità max a capote aperta 174,100 km/h
Fonte dei dati: Prova su strada Alfa Romeo Spider 1600, Quattroruote n.126 del giugno 1966

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.6 dal 1974 al 1992 Benzina 1570 78 kW (106 Cv) 137 n.d 10.0 180 10.0
2.0i cat. dal 1990 al 1995 Benzina 1962 86 kW (117 Cv) 157 n.d 10.4 190 11.6
2.0i dal 1990 al 1992 Benzina 1962 90 kW (122 Cv) 166 n.d 10.3 192 11.6
2.0 Quadrifoglio Verde dal 1986 al 1990 Benzina 1962 92 kW (125 Cv) 175 n.d 9.0 190 10.5
2.0 dal 1971 al 1986 Benzina 1962 94 kW (128 Cv) 178 n.d n.d 194 10.5

[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Brovarone, Un'evoluzione avviata nel 1956, Ruoteclassiche, marzo 2016, pag.69
  2. ^ Alessandro Barteletti, Armonia doppia, Ruoteclassiche, marzo 2016, pag.65
  3. ^ Dario Tonani, Tutta colpa di un biscotto, Ruoteclassiche, marzo 2016, pag.7
  4. ^ Nato a Brescia il mito «proibito» del Duetto, bresciaoggi.it, 29/06/2013.
  5. ^ (FR) Automobiles sur les Champs 11 - Vente N° 3243 - Lot N° 1 | Artcurial, su www.artcurial.com. URL consultato il 04 novembre 2017.
  6. ^ Dati Tecnici Alfa Romeo Spider (Duetto).

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