ALFA 40-60 HP

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ALFA 40-60 HP
Car Musée Enzo Ferrari 0002.JPG
Una "40-60 HP Corsa" del 1914.
Descrizione generale
Costruttore Italia  ALFA
Tipo principale Torpedo
Altre versioni Berlina
Roadster
Produzione dal 1913 al 1922
Sostituisce la ALFA 24 HP
Sostituita da Alfa Romeo G1
Esemplari prodotti 25[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4300 mm
Larghezza 1480 mm
Passo da 2950 a 3200 mm
Massa da 1100 a 1250 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento del Portello, Milano
Progetto Giuseppe Merosi
Alfa 40-60 HP Aerodinamica.jpg
La replica della 40-60 HP Aerodinamica

L'ALFA 40-60 HP è un'autovettura prodotta tra il 1913 e il 1922 dall'ALFA, ovvero dalla casa automobilistica che in seguito sarebbe diventata Alfa Romeo, .

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

La 40-60 HP rappresentava sostanzialmente il frutto dello sviluppo della 24 HP e segnò un punto di svolta per la progettazione delle autovetture dell'ALFA grazie all'elevato livello ingegneristico della sua meccanica.[1][2] Era in vendita a 15.500 lire.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Progettata da Giuseppe Merosi, la vettura aveva montato un motore a sei cilindri da 6.082 cm³ di cilindrata e 70 CV di potenza[1][3] a 2.200 giri che si differenzia dai propulsori precedenti per la presenza di valvole in testa dritte, in luogo di quelle in posizione laterale.[4] Il rapporto di compressione è di 1:5,5/1:4,35, mentre l'alesaggio e la corsa sono, rispettivamente, 110 mm e 160 mm. La restante configurazione meccanica consiste in una struttura di tipo biblocco in ghisa con due alberi a camme nel basamento e comando ad aste e bilancieri, uno o due carburatori, accensione con magnete ad alta tensione, trasmissione a giunto cardanico e cambio a quattro marce.[5] Il motore è anteriore, mentre la trazione è posteriore.

La 40-60 HP era disponibile tre tipi di carrozzeria, torpedo, berlina e spider, oltre alle configurazioni meccaniche "normale" e "corsa". La velocità massima raggiunta dalla versione "torpedo normale" era di 125 km/h. La versione "spider corsa" toccava invece i 150 km/h.

Risultati sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Le versioni da 73 CV e 82 CV vennero impiegate nelle competizioni, rispettivamente, dal 1913 al 1914 e dal 1920 al 1922.

La prima uscita in gara avvenne nel settembre del 1913, quando due 40-60 HP pilotate da Franchini e Campari vinsero la corsa in salita Parma-Poggio di Berceto.[6] Questa vittoria diede all'ALFA l'impulso a continuare la partecipazione alle competizioni.[7] Successivamente, alla Coppa Florio del maggio 1914, le vetture si classificarono rispettivamente terza e quarta assolute.[8]

Dopo la fine prima guerra mondiale le gare sportive ripresero e la 40-60 HP fu reimpiegata nelle competizioni, dove vinse nuovamente la Parma-Poggio di Berceto nel 1920. Altri risultati degni di nota furono la vittoria sul Circuito stradale del Mugello, il terzo posto alla Coppa della Consuma e il terzo posto di Giuseppe Campari alla 12ª Targa Florio del 1921, precedendo le più moderne "20-30 HP ES Sport" di Sivocci e Ferrari. L'ultimo impiego ufficiale in gara della vettura fu al Gran Premio d'Autunno che si svolse il 1º ottobre 1922 sul circuito di Monza, dove Campari fece registrare il giro più veloce in pista, prima di essere costretto al ritiro la rottura di un bilanciere.

Questi risultati spinsero l'ALFA ad iniziare la progettazione di un modello da gara adatto a partecipare ai Gran Premi di automobilismo,[7] che riscuotevano maggior interesse da parte del pubblico rispetto alle gare di resistenza.[7] Nel 1914 Giuseppe Merosi fu pertanto incaricato di progettare un modello utile allo scopo, impiegando però come base della progettazione una vettura esistente, dato che la realizzazione da zero di un nuovo modello avrebbe assorbito troppe risorse finanziarie.[7] Nel 1914 nacque così l'ALFA Grand Prix, che derivava dalla 40-60 HP e che fu la prima auto progettata dalla casa del Biscione a essere destinata esclusivamente alle competizioni.[2][7]

La 40-60 HP Aerodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914 il nobile milanese Marco Ricotti commissionò, alla Carrozzeria Castagna, un veicolo dalla forma aerodinamica ovoidale su autotelaio 40-60 HP. L'automobile, a cui fu dato il nome di 40-60 HP Aerodinamicaed è stata la prima concept car prodotta dall'Alfa Romeo.[9] Le prestazioni velocistiche erano notevoli per l'epoca: raggiunse la velocità di 139 km/h sulla distanza del chilometro lanciato. Da parte degli addetti dei lavori è considerata la prima monovolume della storia.[9] Una replica della vettura, realizzata negli anni settanta, è conservata al museo storico Alfa Romeo di Arese.

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 40-60 HP
Modello "40-60 HP Normale" carrozzata torpedo 4 posti "40-60 HP Corsa" carrozzata spider 2 posti
Motore 4 cilindri in linea ciclo Otto, biblocco in ghisa con camere di scoppio emisferiche, posizionato anteriormente
Cilindrata 6.082 cm³ (Alesaggio x corsa = 110 x 160 mm)
Distribuzione a 2 valvole in testa comandate da punterie con aste e bilancieri, con doppio albero a cammes nel basamento
Carburatore uno verticale due verticali
Potenza max 70 CV DIN a 2.200 giri/min 82 CV DIN a 2.400 giri/min
Frizione con dischi multipli a secco
Cambio separato e collegato al motore tramite giunto, a 4 rapporti + RM
Trazione posteriore
Corpo vettura telaio a longheroni con traverse in lamiera stampata a "C"
Sospensioni ant. con assale rigido e balestre semiellittiche
Sospensioni post. con assale rigido e balestre semiellittiche
Impianto frenante assente sulle ruote anteriori e a tamburo sulle posteriori, con comando meccanico a pedale e a mano
Pneumatici di tipo a tallone da 820x120 di tipo a tallone da 880x135
Peso 1.250 kg a vuoto 1.100 kg a vuoto
Serbatoio 80 litri 120 litri
Velocità massima 125 km/h 150 km/h
Fonte dati Luigi Fusi, Le grandi Alfa Romeo, Roma, LEA-ACI, 1969, pag.17

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Pellegrini (a cura di), Enciclopedia dell'auto - Quattroruote, Rozzano, Editoriale Domus, 2003.
  • Alessandro Sannia, Alfa Romeo - 100 anni di leggenda, Milano, Gribaudo, 2010, ISBN 978-88-7906-972-4.
  • Maurizio Tabucchi, Alfa Romeo 1910 - 2010, Milano, Giorgio Nada Editore, 2010, ISBN 978-88-7911-502-5.
  • David Owen, Grandi Marche - Alfa Romeo, Milano, Edizioni Acanthus, 1985, ISBN non esistente.
  • (EN) Griffith Borgeson, The Alfa Romeo Tradition, Somerset, Haynes (Foulis) Publishing Group Ltd, 1990, ISBN 0-85429-875-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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