Colombo S.53

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Colombo S.53
Colombo S.53 inline engine.JPG
Il Colombo S.53 esposto al Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni
Descrizione
CostruttoreItalia Colombo
Italia Alfa Romeo
Tipomotore in linea
Numero di cilindri4
Raffreddamentoad aria
Alimentazioneun carburatore Zenith [1]
Dimensioni
Cilindrata5,7 L
Alesaggio114 mm
Corsa140 mm
Rapporti di compressione
Rap. di compressione5:1 [1]
Peso
A vuoto120 kg
Prestazioni
Potenza85 CV (62,5 kW) a 2 000 g/min
Note
i dati sono estratti da Annuario dell'Aeronautica Italiana – 1929[2] integrati dove indicato
voci di motori presenti su Wikipedia

Il Colombo S.53 era un motore aeronautico 4 cilindri in linea raffreddato ad aria, progettato dall'azienda italiana Officine Meccaniche Colombo di Milano alla fine degli anni venti e prodotto, oltre che dalla stessa, anche dall'Alfa Romeo Milano fino agli anni trenta.

Destinato a velivoli leggeri venne utilizzato da alcuni modelli italiani dell'epoca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda parte degli anni venti il Ministero dell'Aeronautica emise una specifica per la fornitura di un nuovo motore aeronautico compatto destinato ad equipaggiare velivoli leggeri. Tra le caratteristiche richieste la configurazione a quattro cilindri in linea ed il raffreddamento ad aria atte a garantire costi limitati nella gestione e nella manutenzione.[1]

L'azienda meccanica Colombo venne fondata per rispondere al bando di concorso presentando il suo primo modello, designato S.53, che aveva studiato un motore dagli ingombri e peso particolarmente ridotti e, grazie alla semplicità nell'architettura, atto ad essere gestito direttamente dal pilota del velivolo in esso utilizzato.[1]

Dopo l'acquisizione della Colombo, l'Alfa Romeo Milano continuò a produrlo per alcuni anni.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'S.53 proponeva una impostazione classica per l'epoca, a 4 cilindri in linea separati tra loro raffreddato ad aria a presa diretta sul mozzo dell'elica.[1]

Il basamento, realizzato in lega di alluminio al magnesio in due gusci avvitati tra loro in corrispondenza della linea mediana, integrava l'albero a gomiti che ruotava su 5 supporti di banco dotati di bronzine in metallo bianco, collegato alle quattro manovelle e relativi pistoni, e che alimentava i meccanismi collegati alla distribuzione.[1]

I cilindri, singoli ed avvitati sulla parte superiore del basamento, erano realizzati in acciaio con pacco radiante lamellare e dotati superiormente di una singola testa per cilindro in alluminio.[1]

La distribuzione era a valvole in testa laterale, ad aste e bilancieri giacenti sullo stesso piano sulla parte destra rispetto all'asse, con le due valvole per ogni cilindro, d'aspirazione e di scarico, comandate tramite aste tubolari.[1]

Velivoli utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h (EN) OLYMPIA Some of The Stands - Foreign Aero Engines at Olimpya; Italy - Colombo. pag. 772 (PDF), su Flightglobal, http://www.flightglobal.com/home/default.aspx, 25 luglio 1929. URL consultato il 10 luglio 2010.
  2. ^ a b Jotti 1930, Tabella riassuntiva.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jotti da Badia Polesine, Annuario dell'Aeronautica Italiana 1929-1930, Milano, Ed. Libreria Aeronautica, 1930, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]