Alfa Romeo Alfetta GT

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Alfa Romeo Alfetta GT/GTV
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Alfa Romeo Alfetta GTV 2000 America del 1979
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1974 al 1987
Sostituisce la Alfa Romeo Giulia GT
Sostituita da Alfa Romeo GTV
Esemplari prodotti 137.543[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza da 4190 a 4385 mm
Larghezza da 1620 a 1640 mm
Altezza 1430 mm
Passo 2400 mm
Massa da 1060 a 1120 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Arese
Stile Giorgetto Giugiaro per Italdesign
Centro Stile Alfa Romeo
Stessa famiglia Alfa Romeo Alfetta
Note [1]
Alfa Romeo GTV Coupé rear 20070516.jpg

L'Alfa Romeo Alfetta GT è un'autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1974 al 1987 nello stabilimento di Arese.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Logo di un'Alfetta GTV

Nel 1967 l'Alfa Romeo decide di iniziare lo studio per la realizzazione della coupé che dovrà sostituire negli anni 1970 il modello "Giulia GT". Le principali direttive aziendali sono volte alla creazione di una vettura che possa offrire quattro posti comodi (al posto del tradizionale 2+2) con un bagagliaio di buona capienza. L'obiettivo era combattere la concorrenza delle berline sportive compatte (come la BMW 2002) che offrendo similari prestazioni e maggiore versatilità d'uso stavano raccogliendo un considerevole successo in tutta Europa.

Partendo dalla base meccanica della "Giulia GT" nel 1968 viene dato incarico per il nuovo progetto alla "neonata" Italdesign di Giorgetto Giugiaro, in considerazione del fatto che tale progettista aveva seguito la nascita e lo sviluppo della "Giulia GT" negli anni in cui lavorava alla Bertone. Contemporaneamente, il centro stile Alfa provvederà alla realizzazione di un progetto parallelo. Il risultato finale fu una carrozzeria con i volumi spostati all'indietro[2] e la coda tronca.

Storia e versioni[modifica | modifica wikitesto]

Prima serie (1974-1980)[modifica | modifica wikitesto]

Interno di un'Alfetta GT 1600

Al momento del lancio nel 1974 la motorizzazione di base era costituita dal bialbero già montato anche sull'Alfetta berlina. Questo motore con cilindrata di 1779 cm³ ed erogante 122 CV a 5500 giri consentiva all'Alfetta GT di raggiungere i 195 km/h. Nel 1976 vengono introdotte la GT 1.6 1570 cm³ 109 CV a 5600 giri che sostituisce la 1.8, viene rivista la mascherina, il tappo del serbatoio è a vista e nel retro si aggiunge la scritta Alfa Romeo sopra la targa; contemporaneamente nasce la GTV 2.0 (1962 cm³) erogante 122 CV a 5300 giri, si differenzia dalla 1.6 per i rostri ai paraurti, due inserti cromati sulla mascherina e griglie per lo sfogo abitacolo con scritte GTV. Nel 1978 la 2.0 diventa 2.0 L che acquista 8 CV in più raggiungendo i 130 CV a 5400 giri, vengono introdotti le guarnizioni su parabrezza e lunotto (incollati in precedenza).

Su richiesta dell'importatore tedesco, nel 1977, l'Autodelta realizzò la "GTV 2.6 V8", in soli 20 esemplari. Dotata del propulsore otto cilindri a V della Montreal, disponeva di 200 CV e poteva raggiungere i 230 km/h, con accelerazioni brucianti (0 a 100 km/h in 7,5").

Due anni più tardi, al fine di ottenere l'omologazione al "Gruppo 4" del Campionato Rally, vennero allestite 400 vetture della versione "Turbodelta", con motorizzazione di due litri alimentata con turbocompressore "alfa avio" ed in seguito KKK, arrivando ad erogare 150 CV. Impiegata nelle competizioni anche da piloti privati, non otterrà soddisfacenti risultati a causa della scarsa affidabilità meccanica. La GTV 2.0 Turbodelta del 1979 si riconosceva per il cofano motore di colore nero e strisce multicolore con scritta Turbodelta sotto gli sportelli con logo Autodelta.

Seconda serie (1980-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Versione Anni di produzione Esemplari
Alfetta GT (1.8) dal 1974 al 1976 21.947
Alfetta GT (1.6) dal 1976 al 1980 16.923
Alfetta GTV (2.0) dal 1976 al 1978 31.267
Alfetta GTV 2.6 V8 nel 1977 20
Alfetta GTV L (2.0) dal 1978 al 1980 26.108
Alfetta 2000 Turbodelta dal 1979 al 1980 400
Alfetta GTV 2.0 dal 1980 al 1983 10.352
Alfetta GTV 2.0 DELTA dal 1980 al 1981 600
GTV 2.0 dal 1983 al 1987 7.296
Alfetta GTV Grand Prix (2.0) dal 1981 al 1982 650
Alfetta GTV 2.5 dal 1980 al 1983 11.468
GTV 2.5 dal 1983 al 1987 10.912
GTV 3.0 V6 dal 1984 al 1985 200
Totale
N.B.:Dati Ruoteclassiche, Un secolo di auto italiana
137.543

Nel 1980 arriva la seconda serie, sparisce la 1.6 e nasce la GTV6, dotata di un 6 cilindri a V di 60° e cilindrata di 2492 cm³, con una potenza di 160 CV a 6000 giri, un albero a camme per bancata ed iniezione elettronica. La nuova versione si riconosce per le plastiche nere usate, il 2.5 si distingue dalla 2.0 per la gobba sul cofano motore e i nuovi cerchi in lega a 5 dadi. Nel 1983 viene presentata l'ultima versione con un lieve lifting.

L'Alfetta GT è stata una vettura molto apprezzata dalla clientela estera, le cui richieste hanno dato origine a molte piccole serie con dotazioni o motorizzazioni particolari.

La versione "America", monta fin dall'inizio il motore da due litri con iniezione per adeguarsi alle norme USA sulle emissioni. Nel Regno Unito venivano esportate le versioni "GTS" da 1600 cm³ e "GTV Strada" da 2000 cm³, corrispondenti ai modelli di serie, ma completamente accessoriate e con finiture particolarmente curate.

Motore V6 Busso di un'Alfetta GTV6
L'Alfetta GTV6 II serie del 1981

Nel 1981 viene prodotta la versione "Grand Prix" per celebrare il ritorno dell'Alfa Romeo in Formula 1. Vengono modificati gli interni (velluto nero a righe grigie, moquette rossa sul pavimento, targhetta con numero progressivo dell'esemplare sul cruscotto, volante rivestito in pelle) e l'aspetto esteriore (colore carrozzeria esclusivamente rosso con strisce adesive nere all'altezza della linea di cintura e sulla parte bassa della fiancata, paraurti anteriore, paraurti posteriore, alettone anteriore, minigonne e specchio retrovisore esterno in tinta con la carrozzeria, pneumatici maggiorati 195/60 HR15 montati su cerchi in lega neri con bordo argento, quadrifoglio verde sugli sfoghi aria posteriori) ma la motorizzazione resta il due litri strettamente di serie. La versione speciale "Grand Prix" venne allestita in 650 esemplari numerati progressivamente, di cui 250 destinati al mercato italiano, 200 per il mercato francese e 200 per i restanti paesi europei. L'allestimento speciale veniva eseguito dalla Maggiora.

Infine nel 1984 vennero realizzati dalla consociata sudafricana 200 esemplari della GTV 3.0 V6 con guida a destra, destinati principalmente al mercato interno ed esportate occasionalmente in altri paesi con circolazione a sinistra.

L'Alfetta GT/GTV nelle competizioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Alfetta GT in gara al Giro Automobilistico d'Italia del 1979

Nelle competizioni sportive l'Alfetta GTV partecipò sia alle gare dei Rally, sia alle gare del Campionato Mondiale Sport Prototipi come Gruppo 5, ma ottenne i suoi migliori risultati nel Campionato Europeo Turismo, dove vinse sia nella Divisione 3 riservata alle berline, sia nella classifica assoluta riservata a tutte le auto partecipanti. Le vittoria nella Div3 arrivò nel 1976, nel 1977 e nel 1981, mentre le vittorie assolute arrivarono con la nuova Alfetta GTV V6 2500 prodotta dal 1980 al 1986, la quale vinse consecutivamente il Campionato Europeo Turismo dal 1982 al 1985, stavolta nella categoria assoluta, dove arrivò a battere avversari agguerriti come Audi, BMW e Jaguar.

Altre vittorie in questa categoria arrivarono nel Campionato Francese Turismo nel 1983 e nel 1984, sia nel Campionato Turismo Britannico nel 1983, più altre vittorie minori nel Campionato Europeo Montagna e negli altri campionati, ossia il Campionato Italiano Velocità Montagna e il Campionato Svizzero Turismo.

Nei rally un risultato significativo fu la vittoria del titolo italiano 1978 nella categoria Gruppo 2 grazie a Mauro Pregliasco e Vito Reisoli.

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo Alfetta GT 1.8 - 1974
AlfaRomeoGTV.JPG
Configurazione
Carrozzeria: Coupé Posizione motore: anteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4190 × 1664 × 1330 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2400 mm Carreggiate: anteriore 1368 - posteriore 1350 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 4 Bagagliaio: Serbatoio: 54
Masse a vuoto: 1.060 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea ciclo Otto in lega leggera Cilindrata: Alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm; totale 1.779 cm³
Distribuzione: A 2V, doppio albero a camme in testa e doppia catena Alimentazione: 2 carburatori orizzontali
Prestazioni motore Potenza: 122 CV DIN (140 CV SAE) a 5500 giri/min - Versione 1972 / Coppia: 17 mkg DIN (167 Nm) a 4400 giri/min
Frizione: posteriore all'entrata del cambio, monodisco a secco con comando idraulico Cambio: Posteriore in blocco coi freni a 5 rapporti + RM
Telaio
Corpo vettura Scocca metallica autoportante a struttura progressivamente differenziata
Sospensioni anteriori: Indipendenti, bracci trasversali oscillanti, barre di torsione longitudinali, barra antirollio, ammortizzatori idraulici telescopici / posteriori: Molle elicoidali a flessibilità variabile, bracci longitudinali di spinta e reazione, parallelogramma di Watt trasversale, barra antirollio, ammortizzatori idraulici telescopici
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco con doppio circuito sulle 4 ruote, comando idraulico, servofreno a depressione e limitatore di frenata al retrotreno, freno a mano posteriore
Pneumatici 165 SR 14 (dall'82 optional 185/70 HR 14)
Prestazioni dichiarate
Velocità: 179 km/h Accelerazione: 31,8 secondi sul km da fermo
Consumi a 90 km/h: 6,7 - a 120 km/h: 8,9 - urbano: 12,0 lt/100 km)
Altro
Trasmissione Posteriore ad albero in due sezioni con ponte De Dion
Fonte dei dati: Quattroruote.it

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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