Alfa Romeo 1750/2000 Berlina

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Alfa Romeo 1750/2000 Berlina
1968 Alfa Romeo 1750 Berlina (9067350294).jpg
Alfa Romeo 1750 Berlina 1ª serie del 1968
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1968 al 1977
Sostituisce la Alfa Romeo 2000 (1958)
Sostituita da Alfa Romeo Alfetta
Esemplari prodotti 191.723[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4390 mm
Larghezza 1565 mm
Altezza 1430 mm
Passo 2570 mm
Massa 1110 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Arese
Stile Bertone
Stessa famiglia Alfa Romeo Giulia
Auto simili BMW 1800/2000
Lancia Flavia
Peugeot 504
Volvo Serie 100
Alfa Romeo 1750 berlina grey-rear.JPG
1750 Berlina 2ª serie con cerchi ruota in elektron Campagnolo Millerighe

L'Alfa Romeo 1750 Berlina, poi divenuta "2000 Berlina", è un modello di automobile tre volumi a quattro porte, prodotto dalla casa milanese tra il 1968 e il 1977.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà degli anni '60 l'Alfa Romeo aveva ormai pienamente realizzata la sua trasformazione in industria di grande serie. In un solo decennio, con i modelli su meccaniche "Giulietta" e "Giulia", la Casa milanese aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore delle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta. Durante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le "Alfone",[1] rappresentate dalla gamma "2000/2600", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello "1900".

La differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate con metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico. Sostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso. Per contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della sua produzione.

Infine, oltre alle "ragioni d'immagine", occorre anche ricordare che il cosiddetto "miracolo economico italiano" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di sborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore. Tali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.[2]

La "gamma alta"[modifica | modifica wikitesto]

La dirigenza Alfa Romeo, guidata da Giuseppe Luraghi, per risolvere il problema scelse una strategia squisitamente commerciale, ovvero di utilizzare gli ormai collaudati autotelai "Giulia" per apportare modifiche tecniche ed estetiche adatte ad accogliere motori di cilindrata superiore e, comunque, compatibili con le nuove linee di produzione funzionanti nello stabilimento di Arese.

La nuova "gamma alta", dotata di propulsore con cubatura portata a 1.779 cm³ e denominata "1750", era composta dal modello coupé "1750 GT Veloce", con carrozzeria "Giulia GT", dal modello spider "1750 Spider Veloce", con carrozzeria "Duetto", e dal modello "1750 Berlina", con pianale derivato dalla "Giulia" e nuova carrozzeria ideata dalla Bertone.

L'annuncio dell'imminente presentazione della gamma "1750" venne dato in una conferenza stampa al Salone dell'automobile di Torino, il 31 ottobre 1967, ma da qualche mese circolavano disegni e foto dei prototipi sulle riviste specializzate. Come da tradizione della Casa, le vetture vennero mostrate in anteprima alla stampa internazionale il 14 gennaio 1968, riunita per l'occasione a Vietri sulla Costiera Amalfitana.

In verità la denominazione inizialmente scelta e anticipata alla Stampa specializzata era "Giulia 1800"[3], ma poi si pensò di richiamare gli antichi fasti della gloriosa "1750 6C" e per accentuare l'aura di prestigio della nuova gamma "1750", sia nelle esposizioni internazionali, sia nelle comunicazioni pubblicitarie, le tre vetture vennero affiancate da un vero e proprio mito dell'automobilismo, ovvero l'omonima "1750 Gran Sport Zagato Spider" di Tazio Nuvolari, vittoriosa alla Mille Miglia del 1930, per l'occasione prelevata dalla collezione storica aziendale.

Nel 1971 la gamma "1750" divenne "2000", grazie al corrispondente aumento di cilindrata.

La "1750 Berlina"[modifica | modifica wikitesto]

1750 Berlina 2ª serie

Presentata ufficialmente al pubblico il 17 gennaio 1968, in occasione del Salone dell'automobile di Bruxelles, la "1750 Berlina" ripropone i canoni tecnici della "Giulia", senza però seguirne quelli stilistici. Il prezzo di lancio era di L. 1.865.000 franco concessionario IGE compresa, stabilizzatosi nei mesi successivi a L. 1.950.000.

Rispetto alla "Giulia", la "1750" aumenta il passo di soli 6 cm, ma gli sbalzi anteriore e posteriore vengono aumentati, fino a raggiungere la lunghezza di 4,39 mt, guadagnando quei 25 cm in più che le consentono di aspirare ad una categoria superiore. Sapientemente vestita da Bertone, nasce un'automobile dalle caratteristiche sportive nella guida, ma dall'aspetto sobrio ed elegante che ci si aspetta da una vettura di questa classe. La scocca autoportante mantiene la struttura differenziata a deformazione progressiva. Il blocco motore-cambio con trazione posteriore, raggiunge una perfezione e un equilibrio di funzionamento eccellenti. Sarà l'ultimo modello Alfa Romeo dotato di questo schema che era stato iniziato con la "Giulietta".

Nei modelli successivi, a cominciare dall'"Alfetta", il cambio verrà spostato sul ponte posteriore, aumentando la stabilità, ma perdendo quella dolcezza di innesto dei rapporti che era il vanto delle vetture milanesi negli anni '50 e anni '60.

Le differenze tecniche essenziali, rispetto alla "Giulia", riguardano il comando della frizione idraulico, l'alternatore al posto della dinamo, l'aggiunta di una valvola limitatrice sull'impianto frenante per evitare il bloccaggio delle ruote posteriori e il miglioramento dell'assetto con centri di rollio di avantreno e retrotreno abbassati, oltre alle ruote da 15". La cilindrata del propulsore è stata portata da 1.570 a 1.779 cm³, mediante un lieve aumento dell'alesaggio e un più rilevante aumento della corsa, ottenendo così anche una potenza aumentata a 114CV (norme IGM)[4]che consente alla vettura una velocità massima di 180 Km/h.

Già nel novembre 1969 venne presentato un aggiornamento del modello, generalmente conosciuto come "seconda serie". In realtà si tratta di un semplice ammodernamento con piccole modifiche funzionali ed estetiche, come la pedaliera incernierata in alto, le frecce anteriori, i ripetitori laterali, la corona del volante in legno ed altre migliorie alle finiture degli interni. La meccanica resta invariata. Non così il prezzo che salì a L. 2.135.000.[5]

La "2000 Berlina"[modifica | modifica wikitesto]

Alfa Romeo 2000 Berlina

Nel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma "2000", dotata del nuovo motore portato alla "cilindrata europea" di due litri (con l'aumento di 4 mm dell'alesaggio) e del differenziale autobloccante al 25% Torsen. La potenza sale a 130 CV (norme IGM),[6] la velocità a 190 Km/h e il prezzo a L. 2.348.000.

Non si tratta di una adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei "due litri", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.

Pur restando simile alla "1750" nella sostanza tecnica, la "2000 Berlina" riceve una miriade di piccole modifiche volte a "desportivizzare" la vettura, nel tentativo di renderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, ovvero all'automobilista medio che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.

Alfa Romeo 2000 Berlina

Seguendo questa linea marketing, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di moquette e velluti. Più ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.

La lista degli accessori a pagamento viene incrementata per comprendere gli appoggiatesta anteriori, il lunotto termico, la vernice metallizzata, i cerchi in lega e, cosa impensabile per un'Alfa Romeo di pochi anni prima, anche il condizionatore d'aria e il cambio automatico ZF a 3 rapporti. In realtà, anche il differenziale autobloccante risultava ufficialmente compreso nell'elenco degli optional, con un supplemento di L. 35.000, ma si trattava di un "optional obbligatorio", dato che non si ha notizia circa l'esistenza di esemplari sprovvisti di tale sistema.

All'esterno le modifiche sono visibili, ma non comportano detrimento all'originale eleganza della linea. La calandra reca una sola barra cromata, uno scudo di marca più ampio e la novità dei quattro proiettori di eguale diametro. Le luci posteriori sono divise in quattro settori ognuna, anziché tre e sono aggiunte le luci di cortesia per le portiere aperte.

Nella primavera del 1975 la 2000 adottò il variatore di fase a controllo elettronico (per questo l'autorevole periodico Quattroruote la definì "la 2000 elettronica"), con l'occasione vennero modificati alcuni dettagli della carrozzeria e soprattutto degli interni, dotati fra l'altro di poggiatesta posteriori. La potenza dichiarata scese a 128 CV DIN, al vero non perché fosse diminuita ma per farla rientrare entro i limiti dettati da una legge che impediva ai portatori di handicap l'uso di vetture potenti e veloci.

La vettura restò in produzione fino alla sua uscita dal listino, nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superati i 5 milioni di lire, per effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni '70 e anni '80.

La "Giardinetta"[modifica | modifica wikitesto]

Dalla "1750 Berlina", come dalla "2000", sono state ricavate versioni speciali di tipo familiare, in piccolissime serie. La prima fu la "1750 Giardinetta Veloce", commissionata alla Carrozzeria Pavesi da un concessionario Alfa Romeo di Milano.

La vettura, proposta al pubblico nel maggio 1968, mostrava una ben riuscita modifica della coda che non appesantiva la fiancata e soluzioni interessati come il portellone posteriore in due sezioni longitudinali e il tettuccio apribile con azionamento elettrico, applicato anche ai vetri dei finestrini.

Ne furono realizzati pochissimi esemplari, visto lo scarso successo ottenuto, in parte per la mentalità dell'epoca che vedeva la carrozzeria familiare come tipologia da lavoro e svalutativa del prestigio di un'auto di lusso, in parte per il prezzo non certo economico di 2.650.000 Lire, ovvero il 35% in più rispetto alla normale berlina.

A quel punto, la Pavesi dirottò l'acquisito know-how nella produzione di autoambulanze veloci o mezzi di pronto intervento per i Vigili del Fuoco, realizzati mediante il sensibile allungamento dello sbalzo posteriore. Tali mezzi di soccorso furono allestiti anche sulla versione "2000", in numero assai limitato.

Da segnalare anche una bizzarra versione pick-up, realizzata dall'Alfa Romeo in esemplare unico per il servizio antincendio aziendale. Dotato di scala estensibile e di due serbatoi di polvere estinguente, il veicolo è stato poi donato ai Vigili del Fuoco per essere impiegato nell'aeroporto di Linate. La "2000 antincendio" è oggi conservata presso il Museo storico dei Vigili del fuoco di Milano.

La produzione[modifica | modifica wikitesto]

Versione Anni di produzione Esemplari
1750 Berlina 1ª serie dal 1968 al 1969 49.987
1750 Berlina 2ª serie dal 1969 al 1971 51.896
2000 Berlina dal 1971 al 1977 89.840
Totale 191.723[7]

Il successo di questo modello berlina fu notevole, ma non quanto si potesse ipotizzare dopo il primo anno di produzione, nel quale furono consegnati quasi 50.000 esemplari della "1750" e raccolti ordinativi che in buona parte coprivano la produzione dell'anno successivo. L'ondata di agitazioni sindacali che ebbe inizio con l'autunno caldo continuando anche negli anni successivi, causò non pochi problemi alla produzione.

Nel 1971, con l'uscita della versione "2000" e l'affievolirsi delle agitazioni, le vendite ripresero vigore, per poi nuovamente rallentare a causa della concorrenza interna del nuovo modello "Alfetta" e ulteriormente diminuire in seguito alla crisi petrolifera del 1973 che sconsigliava l'acquisto di vetture con alte prestazioni ed alti consumi di carburante.

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 1750/2000 Berlina
Modello Versione "1750" Versione "2000"
Alfa Romeo 1750 berlina grey-front.JPG
CaramuloPT DSCN0218 (2859794962).jpg
Motore 4 cilindri in linea ciclo Otto con camere di scoppio emisferiche
Cilindrata 1.779 cm³ (Alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm) 1.962 cm³ (Alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm)
Distribuzione a 2 valvole con doppio albero a camme in testa
Alimentazione 2 carburatori orizzontali doppio corpo Weber 40-DCOE 32 (iniezione meccanica SPICA per il mercato USA) 2 carburatori orizzontali doppio corpo Solex C40-DDH5 o Dell'Orto DHLA 40 (iniezione meccanica SPICA per il mercato USA)
Potenza max 132 CV (SAE) a 5.500 giri/min 150 CV (SAE) a 5.500 giri/min
Coppia max 19,0 mkg (SAE) a 3.000 giri/min 21,1 mkg (SAE) a 3.500 giri/min
Frizione monodisco a secco
Cambio a 5 rapporti + RM
Trazione posteriore posteriore con differenziale autobloccante al 25% Torsen
Scocca metallica autoportante
Sospensioni ant. Indipendenti, bracci trasversali, biella obliqua, molle elicoidali, barra stabilizzatrice, ammortizzatori idraulici telescopici
Sospensioni post. A ponte rigido, molle elicoidali, bracci longitudinali, ammortizzatori idraulici telescopici
Impianto frenante a disco sulle 4 ruote con comando idraulico, servofreno a depressione e limitatore di frenata al retrotreno. Freno a mano sulle posteriori con comando meccanico
Pneumatici 165 SR 14 165 HR 14
Peso 1.110 kg in ordine di marcia 1.110 kg in ordine di marcia (senza climatizzatore e cambio automatico)
Serbatoio 46 litri 53 litri
Accelerazione 10,2 sec. da 0 a 100 km/h 8,75 sec. da 0 a 100 km/h
Velocità massima dichiarata: 180 km/h, effettiva: 180,275 km/h dichiarata: 190 km/h, effettiva: 191,281 km/h
Consumo a 100 e 120 km/h 9,05 e 10,02 l/100 km 8,98 e 10,95 l/100 km

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ornella Sessa, L'automobile italiana, Firenze, Giunti Editore, 2006, p. 232.
  2. ^ Giovanni Canestrini, Un'Alfa per l'Europa, L'Automobile, n.4 del 1968
  3. ^ Verrà la Giulia 1800, Quattroruote, giugno 1967
  4. ^ Alfa Romeo un secolo di auto italiana, collana Quattroruote, Editriale Domus, p. 254.
  5. ^ I nuovi prezzi delle italiane, in Stampa Sera, 30 gennaio 1970, p. 10.
  6. ^ Alfa romeo, un secolo di auto italiana, collana Quattroruote, Editoriale Domus, p. 258.
  7. ^ Alfa Romeo 1750-2000 Berlina, in Ruoteclassiche, novembre 2000.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfa Romeo 1750 Berlina, Quattroruote, febbraio 1968
  • Le nuove Alfa 2000, Quattroruote, giugno 1971
  • Alfa Romeo 2000 Berlina, Quattroruote, luglio 1971
  • Alfa Romeo 1750-2000 Berlina, Ruoteclassiche, febbraio 1989
  • Alfa Romeo 1750-2000 Berlina, Ruoteclassiche, novembre 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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