Alfa Romeo Spider (1995)

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Alfa Romeo Spider (916)
Alfa Spider front 20071025.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Spyder
Produzione dal 1995 al 2006
Sostituisce la Alfa Romeo Spider (Duetto)
Sostituita da Alfa Romeo Spider (2006)
Esemplari prodotti circa 81.000 (compresa la GTV)
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.295 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.320 mm
Passo 2.540 mm
Massa da 1.370 a 1.470 kg
Altro
Assemblaggio Arese, Milano (1995-2000)
San Giorgio Canavese, Torino (2000-2006)
Stile Enrico Fumia
per Pininfarina
Stessa famiglia Alfa Romeo GTV
Auto simili Audi TT Roadster
BMW Z3
BMW Z4 roadster ( 2002 )
Honda S2000
Mercedes-Benz Classe SLK
Porsche Boxster
Alfa Spider rear 20071025.jpg

L'Alfa Romeo Spider è una roadster prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo a partire dal 1995, come erede del modello Alfa Spider Duetto divenuto l'icona dell'azienda milanese nel mondo delle autovetture sportive cabriolet. E' denominata anche "Spider 916" per distinguerla dalle omonime antenate in quanto fa parte del progetto Alfa Romeo 916 dal quale è nata anche la coupé 2+2 GTV. Questo modello venne prodotto fino al 2006, sostituito dalla Spider derivata dall'Alfa Romeo Brera.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

La Spider venne presentata insieme all'Alfa GTV nell'autunno del 1994 al Salone dell'automobile di Parigi. Il modello è in pratica la versione roadster a due posti secchi (anziché essere una 2+2) della GTV[1] frutto di Enrico Fumia per il centro stile Pininfarina (basandosi sul concept Alfa Romeo Proteo del 1991). Dalla GTV, la spider si differenzia per la coda completamente ridisegnata rispetto al GTV che presenta il cofano del bagagliaio sdoppiato con doppia apertura per contenere la capote in tela multistrato[2]. I parafanghi posteriori benché presentino le medesime nervature del modello coupé possiedono un accordo con il cofano del baule differente. La lunghezza totale della Spider (916) è pari a 4.285 mm e 4.295 mm per le versioni ristilizzate prodotte dal 2003. Immutato il frontale che espone il classico scudetto con il logo della casa, mentre il cofano di forma triangolare ingloba i fanali sdoppiati anteriori. Il bagagliaio possiede un volume pari a 110 litri mentre il serbatoio contiene fino a 70 litri di carburante.

La motorizzazioni rese disponibili nei diversi anni della commercializzazione sono state il 1.8 Twin Spark, 2.0 Twin Spark, 2.0 JTS, 3.0 V6 12v (solo Spider), 2.0 V6 Turbo, 3.0 V6 24v, 3.2 V6 24v. Le potenze sono comprese tra i 144 ed i 240 cavalli.

Telaio e sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Il pianale è un evidente evoluzione della piattaforma Type 2 ridisegnato in particolare per incrementare la rigidità della struttura e la sicurezza automobilistica. Infatti sia la Spider che la sorella Gtv furono concepite per l'esportazione negli Stati Uniti d'America e per superarne i severi crash test, anche se poi non vi vennero esportate dalla catena di vendita ufficiale. Numerosi esemplari sono stati richiesti privatamente nel Nord America.

La rigidità torsionale della scoperta è inferiore di circa il 60% rispetto a quella dell'Alfa Romeo GTV; rimane comunque elevato lo standard di sicurezza passiva, a ciò contribuiscono leghe di alluminio e magnesio per i componenti della struttura ed il largo uso di acciai altoresistenziali, sistemi a deformazione controllata, scatolati ad assorbimento prestabilito sia avanti che dietro. I longheroni sono di dimensioni importanti e rinforzati ed i montanti sono ad alta resistenza, quello anteriore è stato addirittura concepito per ovviare ai rollbar. Come dotazione interne per la sicurezza troviamo doppio dispositivo airbag (l'airbag lato passeggero era optional nella prima serie, di serie nella versione L ), cinture con pretensionatori, portiere con barre anti intrusione, sistema anti incendio FPS e serbatoio carburante in metallo. Per ottimizzare la ripartizione dei pesi, anteriormente il grande cofano è stato realizzato in materiale composito e parte del telaio utilizzando magnesio ed alluminio. Posteriormente, la batteria, il generoso serbatoio carburante, la ruota di scorta (che si ancora verticalmente) ed i due silenziatori di scarico principali (agganciati in parallelo) sono tutti posti esattamente al retrotreno.

Sospensioni[modifica | modifica wikitesto]

Posteriormente, sulla Spider si è utilizzato il procedimento di thixocasting per la produzione del telaietto supplementare in lega leggera, presentando un retrotreno attivo su telaio ausiliario in alluminio autoportante ed autosterzante e sospensioni posteriori a quattro bracci multipli (schema Multilink). Anteriormente le sospensioni sono di tipo MacPherson evoluto. Entrambi gli assali sono dotati di barra antirollio.[3]

Ruote e freni[modifica | modifica wikitesto]

La prima serie montava pneumatici 195/15 e 205/50/16. Dal 1998 in versione base montavano la misura 205/50 R16 oppure 225/45 ZR 17 L'impianto frenante è composto da dischi sulle quattro ruote, (gli anteriori autoventilanti) assistiti da ABS e, dal 1998 ABS si nuova generazione a taratura sportiva e ripartitore di frenata EBD. Le versioni V6 sono dotate di pinze fisse Bremboa 4 pistoncini e dischi anteriori da 305 X 28 mm.

Gli interni[modifica | modifica wikitesto]

Alfa Romeo Spider (916) V6 2ª serie sedili

Gli interni, condivisi con la GTV, adottavano sulle prime serie plastiche di buona qualità ma penalizzate dalla scarsa cura degli assemblaggi. Con il primo importante restyling del 98 dove gli interni sono stati ridisegnati, anche le plastiche sono state sostituite. Le uniche differenze rispetto al GTV riguardavano il trattamento che subivano alcune plastiche della zona superiore dell'abitacolo per evitare eventuali danni causati dall'acqua. Il disegno della plancia centrale risultava molto moderno per l'epoca: i tre diffusori centrali dell'impianto di climatizzazione nel restyling del 98 erano di forma circolare (erano due e quadrati nella prima serie) ed erano posizionati verso la zona centrale-superiore; al di sotto di essi vi era la strumentazione accessoria composta da tre quadranti orientati verso il guidatore e, ulteriormente più in basso, i comandi del clima manuale o automatico e l'impianto stereo a cassette (in seguito a CD con navigatore GPS integrato a richiesta). Nel piccolo vano portaoggetti lato passeggero, illuminato da una luce di servizio, era presente un tasto che permetteva l'apertura del cofano portabagagli.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il Progetto 916 venne prodotto dal debutto fino al 2000 presso lo stabilimento lombardo di Arese (Milano) di proprietà dell'Alfa Romeo fino a quando a causa della crisi di fine anni 2000 che investì tutto il gruppo Fiat, l'impianto venne chiuso e la Spider insieme alla sorella GTV vennero spostate presso gli impianti di San Giorgio Canavese (entrambi a Torino) di proprietà della Pininfarina[4] (già autore della linea dei 916). I modelli assemblati a Torino vennero lievemente aggiornati nell'estetica grazie all'aggiunta sulla fiancata del classico logo Disegno Pininfarina della carrozzeria torinese. La produzione dei 916 terminò ufficialmente nel 2005 dopo oltre 90.000 vetture assemblate.

Aggiornamenti[modifica | modifica wikitesto]

La Spider subì due aggiornamenti nel corso dei suoi oltre 10 anni di produzione.

Restyling 1998[modifica | modifica wikitesto]

La Spider aggiornata con il kit sportivo

Il primo importante aggiornamento nel 1998 portò numerose migliorie sotto tutti i profili[5]. Internamente vennero utilizzati materiali di qualità più elevata, la plancia fu completamente ridisegnata, la strumentazione principale rivista in molti dettagli ed adottando la colorazione alluminio per i cannocchiali degli strumenti. Furono sostituite le bocchette d'aerazione, venne creato un mobiletto tunnel centrale con nuovi comandi, un bracciolo con vano porta oggetti integrato ed altro. Ci fu una rivisitazione della maggior parte dei comandi. La selleria fu ridisegnata, furono introdotte numerose personalizzazioni ed abbinamenti degli interni con diverse colorazioni del pellame e dei pannelli. Il bagagliaio è stato leggermente ampliato e rivestito internamente con materiali più ricercati, inoltre vi era la possibilità di adottare un kit di riparazione pneumatico con compressore in sostituzione della ruota di scorta. La vettura si arricchì di nuovi accessori: climatizzatore automatico, autoradio Hi-Fi con navigatore satellitare e caricatore CD, sedili a regolazione elettrica e riscaldabili ed altro. Dal punto di vista tecnico vennero ulteriormente migliorate le sospensioni, venne installato un ABS di ultima generazione con ripartitore di frenata (EBD), su alcuni modelli si è presentato persino il servosterzo ad assistenza variabile in base alla velocità. Vennero inoltre rivisto tutto l'impianto elettrico, e numerose componenti meccaniche. Esteticamente venne adottata la mascherina cromata sul cofano, si aggiunsero nuove colorazioni e vernici multistrato, le carenature inferiori divennero in tinta, vennero ampliati i passaruota per poter ospitare nuovi cerchi gommature più generose e si ebbe la possibilità di applicare un kit estetico con reale funzione aerodinamica. Il kit aerodinamico, frutto della collaborazione tra il Centro Stile Alfa Romeo e l'azienda tedesca Zender, differentemente dalla coupé non prevedeva lo spoiler posteriore, ma si le minigonne, la coppia di estrattori d'aria dietro al parafango anteriore e le due tipologie di spoiler anteriori. Con il kit aerodinamico completo in abbinamento alla gommatura 225/45 ZR 17 la casa non dichiara l'incremento velocistico della Spider come nel caso della Gtv ma è logico che vi siano dei vantaggi derivanti dal miglioramento del CX.

Restyling 2003[modifica | modifica wikitesto]

La Spider 2003 caratterizzata dal nuovo frontale

Il lifting del 2003 non fu molto rilevante come quello precedente, se non per un più cospicuo restyling nel frontale[6], realizzato da Pininfarina andando ad inglobare una scudetto anteriore più grande che andava a richiamare i più recenti stilemi della casa del biscione. Internamente erano poche le differenze rispetto al restyling precedente: l'illuminazione della strumentazione e dei comandi divenne di colore rosso, tachimetro con fondoscala a 280 km/h (2.0 JTS e 3.2) un particolare della plancia centrale ridisegnato per far posto a due nuovi pulsanti tra cui quello del controllo della trazione (ASR) disponibile per 2.0 JTS e 3.2 V6, nuovo disegno dei rivestimenti della selleria in pelle con abbassamento della seduta di un centimetro e qualche particolare cromatico preso da alcuni allestimenti del periodo 1998-2003.

Le nuove motorizzazioni erano il 2.0 JTS ad iniezione diretta di benzina Euro 4 165 cavalli, ed il 3.2 V6 24V Euro 3 da 240 cavalli.

Monospider[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 venne ideata una versione denominata Monospider. L'idea era quella di crearne un campionato monomarca come il "Gtv Cup" o di produrla in serie limitata a 500 esemplari. Si tratta di un'Alfa Romeo Spider, priva dei montanti anteriori e conseguentemente del parabrezza, si è aggiunto un rollbar come nelle monoposto da competizione, è assente il tetto ripiegabile e i sedili sono ti tipo da competizione con cinture a quattro punti. Diversi erano anche il sottoparaurti, le minigonne e posteriormente presenta un paraurti diverso con estrattore d'aria. Il propulsore dedicato era il 3.0 V6 24v portato a 230 cavalli. La velocità massima era di 252 km/h ed il 0-100 portato a 6.5 secondi.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le motorizzazioni al debutto erano due: il 2,0 litri aspirato Twin Spark, 150 cavalli ed il 3.0 V6 12 valvole da 192 cavalli. Diversamente dalla Gtv si optò per il 3.0 V6 in quanto essendo più docile rispetto al V6 Turbo si addiceva di più alle caratteristiche della scoperta. Le prestazioni erano comunque di rilievo con una velocità massima di 225 km/h ed un 0-100 coperto in 7.3 secondi. Verso la metà del 1998 arrivarono nuove motorizzazioni: il 1.8 TS da 144 cavalli, mentre la 2.0 TS con variatore di fase, si portò a 155 cavalli.

Alfa Romeo Gtv-Spider V6 24v

Nel 1999 venne introdotto anche il pluripremiato 6 cilindri 2.0 turbo in versione da 202 cavalli, in sostituzione del 3.0 V6. Questo propulsore era sovralimentato da turbina Garrett T25, raffreddato da intercooler, con dispositivo overboost che consente di incrementare rispetto al valore dichiarato potenza e coppia motrice (fino ad oltre 230 cavalli) per un intervallo di tempo regolato dalla centralina, fornendo così una forte accelerazione extra e di avere degli spunti (non tanto da ferma per ovvia questione di turbo lag e trazione) tra i regimi di 4000 e 6500 giri al minuto davvero notevoli, paragonabili ad auto di cavalleria molto più elevata. Tale prerogativa del V6 Turbo (già vista su 164 V6 Turbo e Gtv V6 TB) fu studiata dalla casa per avere una elevata riserva di potenza in caso di sorpassi ed altre situazioni di emergenza (come si legge anche sul libretto in dotazione).

Nello stesso anno venne affiancato anche il 3.0 V6 24v da 218 cavalli. La velocità massima era di 233 km/h e l'accelerazioe da 0 a 100 km/h coperta in 6.8 secondi.

Nel 2003 venne introdotto il 3.2 V6 ed il 2.0 JTS con omologazione Euro 4). È stato uno dei primi propulsori ad iniezione diretta di benzina high-precision messa a punto dalla Bosch ad entrare nei cofani di un'Alfa Romeo. Derivato dalla precedente unità Twin Spark questo rinnovato 1.979 cm³ disponeva di 165 cavalli e di una coppia massima di 206 N·m erogati a 3.250 giri/min. Migliori le prestazioni, garantendo lo stesso consumo di benzina della precedente versione TS. Il cambio manuale era a 5 rapporti. Il 3.2 V6 24 valvole è lo stesso che permette alla Gtv di divenire l'Alfa Romeo stradale più veloce in listino con i suoi 255 km/h. Nella versione Spider la velocità massima è di 242 km/h, consentendo un 0-100 in 6.3 secondi e di coprire il chilometro da fermo in 25.8 secondi.

Versioni e motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

I dati prestazionali sono dichiarati con gommatura base, 2 persone + 20 kg, serbatoio 2/3 e benzina a 95 ottani.[7] Differentemente dalla sorella Gtv la casa madre non dichiara incrementi velocistici effettivi derivanti dall'installazione dei componenti del kit aerodinamico inoltre lo spoiler posteriore della Gtv non viene fornito per la Spider.

Modello Disponibilità Motore Cilindrata Potenza Coppia massima 0–100 km/h
(secondi)
0–1000m 
(sec.)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.8 TS 16V dal 1998 al 2001 4 cilindri in linea, Benzina 1.747 cm³ 106 kW (144 CV) @ 6.500 giri/min 168 N·m @3.500 giri/min 9,2 30,5 205 11,2
2.0 TS 16V 150 dal debutto al 1998 4 cilindri in linea, Benzina 1.970 cm³ 110 kW (150 CV) @6.400 giri/min 187 N·m @3.500 giri/min 8,5 29,9 210 10,9
2.0 TS 16V 155 dal 1998 al 2001 4 cilindri in linea, Benzina 1.970 cm³ 114 kW (155 CV) @6.400 giri/min 187 N·m @3.500 giri/min 8,5 29,8 212 10,9
2.0 JTS 16V dal 2003 4 cilindri in linea, Benzina 1.970 cm³ 121 kW (165 CV) @6.400 giri/min 206 N·m @3.250 giri/min 8,4 29,6 216 10,9
2.0 V6 TB dal 1999 al 2001 6 cilindri a V, Benzina 1.996 cm³ 148 kW (202 CV)+ overboost @6.000 giri/min 285 N·m @2.400 giri/min 7,3 27.0 230 9,3
3.0 V6 12V dal 1995 al 1999 6 cilindri a V, Benzina 2.959 cm³ 141 kW (192 CV) @5.600 giri/min 260 N·m @4.400 giri/min 7,3 27.9 225 9,1
3.0 V6 24V dal 1999 al 2003 6 cilindri a V, Benzina 2.959 cm³ 160 kW (218 CV) @6.300 giri/min 270 N·m @5.000 giri/min 6,8 26.9 233 8,5
3.2 V6 24V dal 2003 6 cilindri a V, Benzina 3.179 cm³ 176 kW (240 CV) @6.200 giri/min 289 N·m @4.800 giri/min 6,3 25.8 243 7,6
Monospider 1997 6 cilindri a V, Benzina 2.969 cm³ 170 kW (230 CV) @6.300 giri/min 275' N·m @4.400 giri/min 6,5 252 -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) La Spider (916), sorella della GTV
  2. ^ Youtube: video della Spider (916) apertura e chiusura della capote
  3. ^ scheda tecnica, automobilismo.it. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  4. ^ La produzione complessiva delle Alfa Romeo 916 (GTV e Spider) presso gli stabilimenti di Pininfarina
  5. ^ Il restyling del 1998
  6. ^ Il restyling del 2003
  7. ^ Fonte: dépliant Alfa Romeo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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