Geografia del Giappone

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Coordinate: 36°N 138°E / 36°N 138°E / 36; 138

1leftarrow.pngVoce principale: Giappone.

Indice

Coste del Mare Interno (Setonaikai, 瀬戸内海).
Il fiume Chikusa a Sakoshi, nei pressi di Ako.
D'inverno il Giappone settentrionale è generalmente molto nevoso. Nella foto uno scorcio di Sapporo.

[modifica] Territorio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Isole del Giappone.

Le isole che formano il Giappone costituiscono la parte emersa di una grande catena montuosa, in origine appartenente al continente asiatico, dalla quale si staccarono nell'era cenozoica. La lunga e stretta isola principale, Honshu, ha un'ampiezza massima inferiore ai 322 km: in nessun punto del Giappone la distanza dal mare supera i 161 km. Il litorale del Giappone, molto lungo in proporzione alla superficie totale del paese, si estende, con numerose baie e insenature, per 29.750 km. Le coste sul Pacifico sono in prevalenza frastagliate, in conseguenza dell'azione erosiva delle maree e di violente tempeste. La costa occidentale di Kyushu, sul mar Cinese orientale, rappresenta la parte più irregolare del litorale giapponese. Qualche insenatura navigabile si trova sulla costa orientale sopra Tokyo, ma è a sud dell'omonima baia che sono situati molti dei più importanti porti e baie del Giappone. Tra Honshu, Shikoku e Kyushu si trova il Mare interno, disseminato di isole e collegato all'oceano Pacifico e al mare del Giappone da tre esigui stretti raramente colpiti dalle tempeste oceaniche. La linea costiera occidentale, che s'affaccia sul calmo mare del Giappone, è relativamente poco articolata e ha un'estensione inferiore ai 4.830 km; sole insenature rilevanti sono la baia di Wakasa e la baia di Toyama nell'Honshu. Il territorio, molto irregolare, è caratterizzato dal succedersi di alte montagne e vallate profonde, con pianure alluvionali di limitata estensione poste sui fondivalle e presso gli sbocchi costieri dei fiumi. A causa di questa frammentazione delle aree pianeggianti, il terreno coltivabile è pari a circa solo il 13% della superficie totale del paese. La caratteristica dominante del territorio giapponese è dunque rappresentata dai rilievi, che fanno parte di un unico allineamento montuoso, diviso in diverse catene. I due versanti del rilievo, che attraversa le isole in direzione nord-sud, digradano verso la costa, dove formano baie e insenature portuose. A nord, l'isola di Hokkaido è attraversata da una fascia vulcanica che, partendo dalle Curili, attraversa l'isola, ricomparendo, al di là dello stretto di Tsugaru, nell'isola di Honshu in due file parallele. La catena minore, che si allunga interamente nel nord-est, separa la valle del fiume Kitakami dall'oceano Pacifico. La catena principale si estende invece verso sud-ovest, dove incontra una massa montagnosa che circonda l'altopiano del fiume Shinano, per formare una cintura di montagne, le più alte del Giappone, che attraversano la parte più selvaggia dell'isola. L'altezza massima, 3.776 m, è rappresentata dal monte Fuji, un vulcano in fase di quiescenza situato nei pressi di Yokohama. Esso costituisce uno dei soggetti preferiti dell'arte giapponese per la sua altezza incomparata, la forma singolare e l'eccezionale bellezza. Per i giapponesi rappresenta uno degli elementi territoriali di maggior carica simbolica, sia perché è il vertice dell'arcipelago, sia perché è un vulcano, sia perché la sua ascensione è una sorta di sacra iniziazione alla conoscenza della natura. Tra le catene che formano la massa montagnosa centrale è quella che per la sua imponenza e per la maestosità del suo paesaggio è conosciuta come Alpi giapponesi; la cima più alta di questa catena è il monte Hida (3190 m). Diverse catene montagnose si elevano anche sulle isole di Hokkaido (dove la cima più alta è il monte Asahi-dake di 2.290 m), Shikoku (il monte Ishizuchi con 1.982 m è il più alto della zona) e Kyushu (dove i rilievi sono di altezza inferiore). A testimonianza dell'intenso vulcanismo che, insieme alla forte instabilità sismica, ha caratterizzato la formazione geologica del paese, sul territorio giapponese sorgono ancora circa 200 vulcani, una cinquantina dei quali tuttora attivi, mentre numerosissime sono le sorgenti termali. Le zone pianeggianti più estese, situate perlopiù intorno ai corsi inferiori dei principali fiumi e lungo la costa, si trovano nel Hokkaido: lungo il corso del fiume Ishikari nella parte occidentale dell'isola, lungo il fiume Tokachi a sud-est e intorno alle città di Nemuro e Kushiro sulla costa centrorientale. Nel Honshu vi sono diverse zone pianeggianti; le maggiori sono la piana di Osaka, all'interno della zona del Kansai, dove sorgono le città di Kobe, Kyoto e Osaka; quella del Kanto, dove si trovano Tokyo e Yokohama; Nagoya è la principale città della piana di Nobi. In Kyushu la pianura più estesa è quella di Tsukushi.


[modifica] Attività sismica

In Giappone sono frequenti i terremoti: secondo una statistica si verificano quotidianamente più di tre movimenti sismici. La ricerca geologica ha infatti evidenziato un abbassamento della costa giapponese occidentale, e un innalzamento della costa sul Pacifico. La costa orientale è colpita da terremoti che interessano una zona molto estesa, solitamente accompagnati da forti maree e maremoti talvolta con onde anomale di eccezionale altezza, dette tsunami (come quella che nel 1995 ha colpito, spianandole, le coste dell'isola di Okushiri). Questi sismi sono legati agli assestamenti della crosta terrestre in prossimità della massa continentale asiatica, dove si ha un fenomeno di subduzione, di sprofondamento del fondo oceanico (e difatti in vicinanza delle isole giapponesi si trovano alcuni dei più profondi abissi oceanici, come il Vitjaz, 11.032 m), con parallelo sollevamento del bordo continentale, dal quale sarebbe sorto l'arcipelago con le sue montagne e i suoi vulcani. L'instabilità che caratterizza le isole del Giappone del resto si verifica tutt'intorno all'oceano Pacifico, per cui si parla di "anello di fuoco", di cui l'arcipelago sarebbe una delle sezioni più attive. Il terremoto più disastroso che si ricordi nella storia giapponese si verificò nel 1923: con epicentro nella baia di Sagami, danneggiò gravemente Tokyo e Yokohama, provocando la morte di circa 150.000 persone. Il grande terremoto dell'Hanshin del 1995, la cui intensità ha raggiunto il settimo grado della scala Richter, ha colpito la città portuale di Kobe facendo perire circa 5000 persone. Un altro grande terremoto è stato quello dell 11 marzo 2011 di scala 9.0 Richter con conseguente tsunami. Questo è stato il terremoto con magnitudo maggiore mai registrato del paese. L'epicentro si trovava non distante dalla città di Sendai ed ebbe effetti disatrosi. L'allarme tsunami fu inviato a tutte le coste del Pacifico, esclusi America del Nord e Canada.

[modifica] Idrografia

Data la particolare conformazione stretta e allungata delle isole giapponesi non possono esistere grandi bacini idrografici e i fiumi, che disvolgono il loro corso dallo spartiacque alla costa, sono generalmente brevi. Essi, inoltre, rigonfi durante il disgelo primaverile o le piogge estive, diventano esigui corsi d'acqua durante la stagione asciutta; la scarsa profondità e le frequenti rapide ne permettono poi la navigazione unicamente a imbarcazioni molto leggere. Il fiume più lungo è lo Shinano, nel Honshu, un corso di circa 370 km; sull'isola altri fiumi importanti sono il Tone, il Kitakami, il Tenryu e il Mogami. Tra i principali fiumi del Hokkaido vi sono l'Ishikari, secondo fiume giapponese per estensione del bacino, oltre al Teshio e al Tokachi. Il Yoshino è il maggiore fiume dello Shikoku. Numerosi sono i laghi, alcuni formati da sbarramenti delle valli fluviali; in gran parte sono situati in montagna, dove spesso sono diventati luoghi di soggiorno estivi. Il principale è il Biwa, nel Honshu, esteso per circa 685 km2.

[modifica] Clima

In virtù del notevole sviluppo longitudinale del paese, le isole giapponesi presentano condizioni climatiche molto varie. La temperatura media varia tra i 5 °C di Nemuro (Hokkaido) e i 16 °C di Okinawa. Estati brevi e miti e inverni lunghi e rigidi caratterizzano l'isola di Hokkaido e la parte settentrionale del Honshu; gli inverni rigidi si devono in gran parte ai venti di nord-ovest provenienti dalla Siberia e alla corrente marina fredda, detta corrente di Ochotsk (o Oyashio), che investe il mare del Giappone. Nel sud e nell'est del Honshu le temperature invernali sono notevolmente miti grazie all'influenza della corrente calda detta Kuroshio (o Corrente del Giappone). Nello Shikoku, nel Kyushu e nel Honshu meridionale invece le estati sono calde e umide, quasi subtropicali, e gli inverni sono miti, con nevicate molto scarse. In tutto il Giappone i monsoni, provenienti da sud-est, contribuiscono in estate all'aumento del tasso di umidità. Le precipitazioni variano dai circa 1015 mm annui nel Hokkaido ai 3000 mm e oltre sulle montagne del Honshu centrale e del Shikoku. Da giugno a ottobre il paese è interessato da violenti cicloni tropicali, chiamati anche tifoni, che possono causare gravi danni, soprattutto alle imbarcazioni.

[modifica] Flora e Fauna

Grazie alla temperatura calda e umida dell'estate, il Giappone ha una flora varia e rigogliosa che conta più di 4500 specie di piante. Fra le piante fiorite va menzionato innanzitutto il ciliegio, che fiorisce a inizio primavera: è il fiore nazionale e costituisce un motivo ricorrente nell'arte e nella cultura giapponese; in aprile, le colline si ricoprono invece dei colori delle camelie e delle azalee e, all'inizio di maggio, delle peonie, uno dei fiori più coltivati. Il loto è in fiore in agosto, mentre in novembre uno dei più famosi festival floreali giapponesi celebra il crisantemo, fiore che rappresenta l'emblema della famiglia imperiale. Tra gli altri fiori si ricordano l'anagallide, la campanula, il gladiolo e diverse varietà di gigli. Tra gli alberi predominano le conifere; diffuso è il cedro giapponese, detto sugi, che può raggiungere i 46 m d'altezza, il larice e diverse varietà di abete. Nel Kyushu, nel Shikoku e nel Honshu meridionale si trovano alberi come il bambù, l'albero della canfora e il fico d’India; la pianta del e della cera vegetale sono coltivate nella zona centrale del Honshu e in tutta l'area meridionale del paese. Nel Honshu centrale e settentrionale crescono alberi tipici della zona temperata, come il faggio, il salice, il castagno, oltre a diverse conifere; vi è diffusa inoltre una coltura estensiva della pianta della lacca e del gelso; molto comuni sono anche il cipresso, il tasso, l'agrifoglio e il mirto. La vegetazione del Hokkaido è di tipo subartico, più o meno simile a quella della Siberia meridionale, con una diffusa presenza di abeti e larici; ma nelle zone più temperate si trovano l'ontano, il pioppo e il faggio. In Giappone è praticata una forma pressoché unica di giardinaggio decorativo, con la riproduzione stilizzata e in scala ridotta di paesaggi naturali. Vengono inoltre coltivati alberi nani, i bonsai, che grazie a un'abile e continua potatura, non superano i 30 cm d'altezza.

In rapporto a una flora tanto rigogliosa, la fauna giapponese può apparire scarsa; nel paese abitano tuttavia diverse specie di mammiferi (tra cui l'endemico roditore Apodemus speciosus), molte specie di uccelli e una nutrita varietà di rettili, anfibi (fra cui è particolare la salamandra gigante del Giappone, che può raggiungere il metro e mezzo di lunghezza) e pesci. Non mancano neppure i primati, tra cui le scimmie, rappresentate dalla famiglia dei cercopitecidi, che popolano le isole di Honshu e Shikoku, e una specie di macaco.

[modifica] Inquinamento

Il Giappone, che dispone di fonti energetiche naturali limitate, sostiene un settore industriale in rapida espansione, oltre che una popolazione numerosa con un tenore di vita fra i più alti del mondo, avvalendosi di centrali nucleari, da cui trae il 31,94% (1998) dell'energia, con piani per raddoppiare tale quota entro i prossimi decenni. Attualmente sono in funzione ben 52 reattori. L'ubicazione delle centrali pone notevoli rischi ambientali e di sicurezza per i pericoli in caso di terremoto. Il paese dispone di enormi scorte di plutonio fin dai primi anni Novanta. Il Giappone soffre dei problemi ambientali tipici dei paesi industrializzati. Produce forti quantitativi di emissioni di gas nell'atmosfera, che, accumulandosi, contribuiscono all'effetto serra. L'inquinamento atmosferico è aggravato dall'elevata concentrazione delle aree urbane, dove vive il 79% (1999) della popolazione. Le città di Tokyo e Osaka, attorno alle quali si estende una grande conurbazione, sono particolarmente colpite da inquinamento acustico e atmosferico. Le emissioni di anidride solforosa si sono significativamente ridotte in conseguenza delle normative ambientali, ma gli ossidi di azoto, che contribuiscono alle piogge acide e creano danni alla salute, costituiscono ancora un problema. La qualità dell'acqua è migliorata costantemente a partire dal 1970, anche se molte riserve idriche superano ancora i limiti relativi alle sostanze organiche. L'aumento dei rifiuti domestici negli anni Ottanta è stato fra i più alti al mondo e il Giappone si trova a fronteggiare una grave carenza di luoghi da adibire a discariche. L'etica della conservazione della natura in Giappone risale all'introduzione del buddhismo nel VI secolo a.C. Aree protette e speciali riserve di caccia erano già presenti da lungo tempo, ben prima dell'era moderna. Le foreste coprono oggi il 64% del paese, anche se si tratta spesso di piantagioni commerciali. Malgrado le sue considerevoli riserve, il Giappone è fra i maggiori importatori di legname, proveniente soprattutto dal Borneo. Esistono attualmente 28 grandi parchi nazionali e più di 350 parchi minori, che coprono oltre il 14% della superficie del paese. Un'ampia serie di riserve faunistiche e di santuari speciali si estendono per oltre l'8% del territorio. Sono inoltre stati istituiti almeno 28 parchi marini. La Legge per la conservazione della natura del 1972 prevede che tutti i sistemi naturali siano inventariati ogni cinque anni, un mandato che il governo ha rispettato con l'ausilio di volontari e di organizzazioni non governative. La frequenza di visite da parte dei cittadini ai parchi nazionali è fra le più alte del mondo e fin dagli anni Ottanta si è imposto un forte movimento ambientalista. Tra le principali aree protette vi sono il parco nazionale dei Monti Daisetsu, sull'isola di Hokkaido, il Joshin-Etsu-Kogen (1949) e il Bandai-Asahi (1950), entrambi sull'isola di Honshu. Il Giappone possiede undici World Heritage Sites, tra cui i monumenti buddhisti di Horyu-ji e i monumenti per la pace di Hiroshima. Nel 1980 il governo ha dichiarato 4 riserve della biosfera nell'ambito del programma MAB (Man and the Biosphere, l'uomo e la biosfera) dell'UNESCO. Il Giappone ha ratificato la Convenzione di Ramsar sulla salvaguardia delle zone umide (cui non hanno aderito molti paesi dell'area asiatica), i Trattati per il legname tropicale del 1983 e del 1994 e il Trattato Antartico. Fra gli altri accordi ambientali internazionali vi sono quelli relativi alla biodiversità, al cambiamento del clima, alle specie in via d'estinzione, alle modificazioni dell'ambiente, allo smaltimento dei rifiuti pericolosi, allo scarico dei rifiuti in mare, all'abolizione dei test nucleari, alla protezione dell'ozono sfera e all'inquinamento navale.

[modifica] Geografia umana

Evoluzione demografica del Giappone dal 1872 al 2105

[modifica] Popolazione

I giapponesi sono una popolazione sul cui ceppo etnico d'origine persistono ancora dubbi; la teoria più accreditata li considera come il risultato di immigrazioni dal vicino continente di genti di razza essenzialmente mongolica, simile nelle fattezze ai cinesi e ai coreani, seppure di statura inferiore. Esse si sarebbero sovrapposte alle popolazioni originarie, autoctone, di cui gli ultimi rappresentanti sarebbero gli ainu, una popolazione caucasica oggi residente soprattutto nell'isola di Hokkaido. Società industriale e urbana, più di tre quarti della popolazione giapponese vive in aree metropolitane. Il paese conta 126.771.660 abitanti (2001), e ha una densità pari a 336 persone per km2.

[modifica] Etnie

Giapponesi 99%, altri (coreani, cinesi) 1%.

[modifica] Urbanesimo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Città del Giappone.
Vita notturna nel quartiere di Shibuya, Tokyo.

76,9% della popolazione risiede nelle città.[senza fonte] La misura dell'urbanesimo del Giappone può essere data dalla graduatoria delle città (10 con più di 1.000.000 di abitanti e 11 con oltre 500.000). In questo campo il paese conta la città più popolosa della Terra, Tokyo, che ha già da tempo inglobato Yokohama e molte città circostanti formando così un'enorme megalopoli con 27 milioni di abitanti.

[modifica] Lingua e Religione

La lingua ufficiale del paese è il giapponese; abbastanza diffuso tra la popolazione è l'inglese. Le principali confessioni religiose sono: lo shintoismo, che si fonda sul culto degli antenati e della natura e che si organizza in circa 200 sette con denominazioni diverse, e il buddhismo, organizzato in altrettante sette e denominazioni. Il cristianesimo, rappresentato da protestanti, cattolici e greco-ortodossi, è professato da meno del 4% della popolazione. Si ritiene che pressoché tutti i giapponesi, eccetto i cristiani, siano shintoisti, e che la maggioranza di coloro che professano lo shintoismo siano anche buddhisti. Lo scintoismo è intrinsecamente legato alla storia del Giappone. Alla fine del XIX secolo venne infatti reso religione di stato e un forte accento venne posto sul culto della figura divina dell'imperatore e sull'origine divina del popolo giapponese; tutti i giapponesi, indipendentemente dal loro credo religioso, furono obbligati a praticare il culto nei templi shintoisti. Lo shintoismo perse tuttavia il suo carattere istituzionale quando il 1º gennaio 1946 l'imperatore Hirohito rinunciò a ogni pretesa di divinità; la Costituzione promulgata nel 1947 riaffermò l'assoluta libertà di religione, abolendo il sostegno dello stato allo shintoismo.

[modifica] Istruzione e Cultura

In Giappone il sistema dell'istruzione è molto sviluppato e l'analfabetismo è quasi inesistente. L'inglese, lingua delle relazioni con l'estero, è materia di studio obbligatoria fin dalla scuola elementare accanto al giapponese, lingua ufficiale del paese. Il sistema dell'istruzione giapponese, che subì la forte influenza della Cina, delle sue arti e della sua scrittura, era però più aristocratico che in Cina, e le famiglie nobili avevano strutture scolastiche private. Successivamente, durante gli anni del Medioevo, la funzione di istruire passò ai templi buddhisti e rimase di loro competenza fino a quando, durante l'impero Tokugawa, che dominò il paese a partire dal 1600, la diffusione delle strutture scolastiche favorì la nascita di una delle più colte società premoderne. Con la cosiddetta restaurazione Meiji, il Giappone conobbe dal 1868 in poi una radicale trasformazione che si espresse anche in campo educativo. Nel 1872 fu infatti istituito un ministero dell'Istruzione e nello stesso anno venne formulato un piano per un sistema scolastico unico, integrato e generalizzato dell'istruzione primaria. Il governo inviò apposite missioni in Europa e negli Stati Uniti per apprendere nuovi metodi didattici; professori stranieri furono invitati a insegnare nelle università giapponesi. Nel 1877 venne fondata l'Università di Tokyo, ancora oggi la più prestigiosa del paese. In seguito a queste riforme, il Giappone divenne una nazione moderna, dotata di un sistema scolastico completo e al passo con le strutture esistenti nei paesi occidentali. Oggi l'istruzione è gratuita e obbligatoria per nove anni (i sei della scuola elementare e i tre della scuola media inferiore). L'istruzione secondaria superiore, facoltativa, prevede una tassa di iscrizione, anche nelle scuole pubbliche e negli istituti pubblici di istruzione superiore. Alla fine degli anni Ottanta vi erano in Giappone circa 24.850 scuole elementari (primarie), frequentate da circa 9,6 milioni di studenti l'anno, e circa 16.780 scuole medie (secondarie), con quasi 11,3 milioni di studenti. La scuola elementare aveva circa 445.000 insegnanti e quella media circa 570.000. Esistono anche scuole di formazione tecnica, commerciale e professionale, così come istituti per studenti disabili. Il sistema scolastico pubblico, fortemente competitivo, è affiancato da molti istituti privati. In Giappone esistono circa 60 università statali (di cui 7 ex imperiali), oltre a numerosi atenei privati. Fra le più antiche e prestigiose istituzioni accademiche pubbliche si annoverano: l'Università di Hokkaido, fondata a Sapporo nel 1876; quella di Tokyo (1877) e di Kyoto (1897). I principali atenei privati sono: l'Università Doshisha (1875) a Kyoto; l'Università Hosei (1880), quella di Waseda e quella di Kejo, tutte tre a Tokyo; l'Università Kansai (1886) a Osaka. Tokyo è la sede delle maggiori biblioteche del paese; fra le raccolte librarie delle altre città si ricordano le biblioteche di Osaka e di Kobe. Anche i più importanti musei giapponesi si trovano nella capitale; la principale raccolta d'arte del paese è il Museo nazionale di Tokyo. In altre città del Giappone si conservano tuttavia importanti collezioni: una delle più notevoli è quella del Museo nazionale di Kyoto. Kyoto e Nara, entrambe antiche capitali, sono poi esse stesse musei all'aria aperta, viste le vestigia del passato che conservano.


[modifica] Geografia politica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Prefetture del Giappone.

Suddiviso in otto regioni geografiche (Hokkaido, Tohoku, Kanto, Chubu, Kansai-Kinki, Chugoku, Shikoku, Kyushu) e in 47 prefetture o loro equivalenti, includendo Okinawa che fu restituita al Giappone dagli Stati Uniti nel 1972, il Giappone è caratterizzato da una forte contrapposizione fra zone rurali, sempre meno abitate, e zone urbane che, nel corso del Novecento soprattutto, hanno avuto un eccezionale sviluppo. Ogni prefettura è amministrata da un governatore elettivo e da un'assemblea; ogni municipalità all'interno delle prefetture ha una propria assemblea legislativa, composta da rappresentanti eletti a suffragio universale; le municipalità hanno poteri piuttosto vasti: sono competenti in materia di istruzione e possono imporre tributi. Le aree urbanizzate si concentrano lungo le coste dove le città sono sorte in corrispondenza delle zone pianeggianti e coltivabili, sviluppandosi poi come centri portuali e industriali. Nel Honshu la successione delle città costiere sul lato del Pacifico è ininterrotta, al punto da poter parlare di un'unica grande conurbazione o di megalopoli, estesa da Tokyo-Yokohama sino a Osaka, e comprendente diverse città plurimilionarie, per un totale di oltre 25 milioni di abitanti. La città maggiore è Tokyo, centro finanziario e commerciale del paese; l'agglomerato urbano raggiunge quasi i dodici milioni. Altre grandi città sono: Yokohama, porto e cantiere navale di primaria importanza, nonché centro dell'industria chimica, metallurgica, petrolifera e della produzione di macchinari; Osaka, importante porto e scalo aeroportuale, nonché tra i principali centri finanziari del paese; Nagoya, centro industriale che si distingue per le porcellane, i tessili e la ceramica; Kyoto, la capitale storica, nota soprattutto per le attività nel campo della produzione di oggetti d'arte, tra cui la tessitura e la stampa della seta; e Kobe, importante porto, sede di cantieri navali e nodo della rete dei trasporti. Vi sono poi più di 75 città con una popolazione superiore ai 250.000 abitanti.

Giappone: prefetture
Prefettura Capoluogo Abitanti cap. Sup. km² Abitanti Densità Isola
Aichi Nagoya 2.154.664 5.139 6.690.000 1.302 Honshū
Akita Akita 302.359 11.613 1.227.000 106 Honshū
Aomori Aomori 287.813 9.619 1.483.000 154 Honshū
Chiba Chiba 829.467 5.151 5.555.000 1.078 Honshū
Ehime Matsuyama 443.317 5.673 1.515.000 267 Shikoku
Fukui Fukui 252.750 4.192 824.000 196 Honshū
Fukuoka Fukuoka 1.380.790 4.963 4.811.000 4061 Kyūshū
Fukushima Fukushima 277.526 13.784 2.104.000 153 Honshū
Gifu Gifu 410.318 10.596 2.157.000 195 Honshū
Gumma Maebashi 286.261 6.356 1.966.000 309 Honshū
Hiroshima Hiroshima 1.085.677 8.467 2.850.000 337 Honshū
Hokkaidō Sapporo 1.671.765 78.523 5.644.000 72 Hokkaidō
Hyogo Kobe 1.477.423 8.381 5.405.000 645 Honshū
Ibaraki Mito 234.970 6.094 2.845.000 467 Honshū
Ishikawa Kanazawa 442.872 4.198 1.165.000 277 Honshū
Iwate Morioka 235.440 15.277 1.417.000 93 Honshū
Kagawa Takamatsu 329.695 1.860 1.023.000 550 Shikoku
Kagoshima Kagoshima 536.685 9.166 1.798.000 196 Kyūshū
Kanagawa Yokohama 3.220.350 2.403 7.980.000 3.321 Honshū
Kochi Kochi 317.090 7.104 825.000 116 Shikoku
Kumamoto Kumamoto 579.305 7.408 1.840.000 248 Kyūshū
Kyoto Kyōto 1.461.140 4.613 2.603.000 564 Honshū
Mie Tsu 157.178 5.778 1.793.000 310 Honshū
Miyagi Sendai 918.378 7.292 2.249.000 308 Honshū
Miyazaki Miyazaki 287.367 7.735 1.169.000 151 Kyūshū
Nagano Nagano 347.036 13.585 2.157.000 159 Honshū
Nagasaki Nagasaki 444.616 4.113 1.563.000 380 Kyūshū
Nara Nara 349.356 3.692 1.375.000 372 Honshū
Niigata Niigata 486.087 12.579 2.475.000 197 Honshū
Oita Oita 408.502 6.338 1.237.000 195 Kyūshū
Okayama Okayama 593.742 7.092 1.926.000 272 Honshū
Okinawa Naha 304.896 2.263 1.223.000 540 Okinawa
Osaka Osaka 2.623.831 1.869 8.735.000 4.673 Honshū
Saga Saga 169.964 2.440 878.000 360 Kyūshū
Saitama Saitama 418.267 3.799 6.405.000 1.686 Honshū
Shiga Otsu 260.004 4.016 1.222.000 304 Honshū
Shimane Matsue 142.931 6.629 781.000 118 Honshū
Shizuoka Shizuoka 472.199 7.773 3.671.000 472 Honshū
Tochigi Utsunomiya 426.809 6.414 1.935.000 302 Honshū
Tokushima Tokushima 263.336 4.143 832.000 201 Shikoku
Tokyo Tokyo 8.163.127 2.166 11.855.000 5.473 Honshū
Tottori Tottori 142.477 3.494 616.000 176 Honshū
Toyama Toyama 321.259 4.252 1.120.000 263 Honshū
Wakayama Wakayama 396.554 4.725 1.074.000 227 Honshū
Yamagata Yamagata 249.493 9.327 1.258.000 135 Honshū
Yamaguchi Yamaguchi 129.467 6.107 1.573.000 257 Honshū
Yamanashi Kofu 200.630 4.463 853.000 191 Honshū
Giappone: totali prefetture per isola
Isola Sup. km² Abitanti Densità
Hokkaidō 78.523 5.644.000 72
Honshū 231.090 99.254.000 429
Shikoku 17.780 4.195.000 223
Kyūshū 42.163 13.296.000 315
Okinawa 2.263 1.223.000 540

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