Partito Democratico del Giappone

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Partito Democratico Giapponese
Minshutō - Democratic Party of Japan
Segretario Goshi Osono
Presidente Banri Kaieda
Stato Giappone Giappone
Fondazione 8 gennaio 1998
Sede 1-11-1 Nagatacho, Tokyo, Giappone
Ideologia Liberalismo,
Liberalismo sociale,
Progressismo,
Socialdemocrazia,
Terza via
Collocazione Centro-sinistra[1]
Affiliazione internazionale Alleanza dei Democratici
Seggi Camera dei Rappresentanti
57 / 480
Seggi Camera dei Consiglieri
59 / 242
Iscritti 326.974 (2012)
Sito web Democratic Party of Japan
Giappone

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Politica del Giappone



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Il Partito Democratico Giapponese (民主党 Minshutō?) o DPJ è un partito progressista e Social-liberale giapponese. Dopo essere stato a lungo il secondo partito del Giappone e il principale partito di opposizione, con la vittoria alle elezioni del 29 luglio 2007 è diventato il primo partito, ottenendo 109 seggi su 242 all'interno della Camera dei Consiglieri.

Il 16 settembre del 2009 l'allora presidente del partito Yukio Hatoyama ha assunto la carica di Primo ministro del Giappone interrompendo la lunga era di governo dei Liberaldemocratici di centro-destra, tornati al governo alla fine del 2012.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 1996 si tenne il congresso fondatore del Partito Democratico del Giappone, costituito da parlamentari provenienti da diversi partiti: metà dei deputati del Partito Socialista Giapponese, ostili alla prosecuzione di un'alleanza di governo tra il loro vecchio partito e il Partito Liberaldemocratico, che formano il grosso della nuova formazione politica; la maggioranza del Nuovo Partito Sakigake (di ispirazione centrista), tra cui Yukio Hatoyama e Naoto Kan, eletti co-presidenti del nuovo partito; la piccola Lega dei Cittadini. Alle elezioni tenutesi nel mese successivo il partito risultò al terzo posto, dietro al Partito Liberaldemocratico, che si confermò al governo, e al principale partito di opposizione, lo Shinshinto (o Partito della Nuova Frontiera). Nel 1997 Naoto Kan rimase unico presidente del Partito Democratico, mentre Yukio Hatoyama viene eletto segretario. Nel frattempo lo Shinshinto si frantumò in una miriade di piccoli partiti.

Nel gennaio 1998 venne formato un gruppo parlamentare comune tra il Partito Democratico e alcuni partiti usciti dalla scissione dello Shinshinto, ovvero il Partito della Nuova Fratellanza (新党友愛 Shinto-Yuai?) (già esponenti dello scomparso Partito Democratico Socialista), la Voce del Popolo, e il Partito del Sole (composti da ex liberaldemocratici). Dopo che questi ultimi due ebbero costituito un nuovo partito, chiamato Minseitō (Partito del Buon Governo), il 27 aprile 1998 tutti questi gruppi decisero di unificarsi, riprendendo il nome di Partito Democratico del Giappone dal maggiore dei suoi partiti fondatori, con Naoto Kan come presidente. La nuova formazione iniziò con 93 membri alla Camera dei Rappresentanti e 98 membri alla Camera dei Consiglieri.

Il partito divenne rapidamente il punto di riferimento di tutte le forze di opposizione, ma uno scandalo sessuale e voci di presunte tangenti indebolirono Naoto Kan, che venne scalzato come presidente del partito da Yukio Hatoyama, sostenitore di una linea meno di sinistra, ma al tempo stesso di una opposizione più dura nei confronti del governo. In tal modo il Partito Democratico guadagnò un numero significativo di seggi nella Dieta Nazionale del Giappone grazie alle elezioni del 2000 e del 2001. Tuttavia le scelte di Hatoyama, accusate di essere dominate da un'eccessiva concentrazione su tatticismi di corto respiro, gli provocarono una crescente opposizione interna e riportarono Naoto Kan alla leadership nel dicembre 2002.

Il 24 settembre 2003, il partitò si unì con il piccolo Partito Liberale, formazione di centro-destra guidata da Ichiro Ozawa (paradossalmente una delle proposte di Hatoyama maggiormente criticate). Nelle elezioni dello stesso anno il Partito Democratico guadagnò 8 ulteriori seggi alla Camera dei Consiglieri e ottenne un totale di 178 seggi parlamentari, un risultato molto buono, sebbene inferiore alle attese, e nonostante avesse raccolto in totale più voti del LDP nel voto maggioritario. Indubbiamente queste elezioni segnarono uno spostamento del sistema politico giapponese verso il bipartitismo. Ma proprio quando appariva agli occhi dell'opinione pubblica come il leader indiscusso del centro-sinistra, in seguito allo "scandalo delle pensioni" (si scoprì che molti politici non avevano versato alcune mensilità di contributi), Naoto Kan dovette rassegnare le proprie dimissioni, venendo sostituito da Katsuya Okada (già membro dello Shinshinto).

Nelle elezioni parziali per la Camera dei Consiglieri del 2004, il DPJ prese un seggio in più del partito Liberaldemocratico (Liberal Democratic Party, LDP) al governo, che manteneva comunque la maggioranza dei seggi totali. L'importanza dell'evento non poteva comunque essere sottovalutata, essendo la prima volta che i liberaldemocratici prendevano meno voti di un'altra forza politica.

Le elezioni parlamentari del 2005, indette dal popolare premier Junichiro Koizumi in seguito alla mancata approvazione del suo Disegno di legge sulla privatizzazione delle Poste videro una netta affermazione dei liberaldemocratici, anche grazie all'incapacità di Okada di presentare temi nuovi all'elettorato. Il partito aveva perso 62 seggi, per lo più a favore del LDP, cui aveva fino ad allora eroso consensi, e in seguito a questa sconfitta Okada rassegnò le proprie dimissioni e fu rimpiazzato dal giovane Seiji Maehara alla guida del partito nel settembre del 2005 per 6 mesi, quando fu costretto alle dimissioni in seguito a una accusa di tangenti che sarebbero state pagate ai liberaldemocratici, rivelatasi falsa.

Nelle elezioni per il rinnovo parziale della Camera dei Consiglieri, tenutesi il 29 luglio 2007, il partito, guidato da Ichiro Ozawa ha ottenuto 60 dei 121 seggi in palio che, aggiunti ai 49 seggi già controllati, lo hanno portato, per la prima volta, ad essere il più rappresentato all'interno della Camera alta, con 109 seggi su 242.

A marzo 2009 però, uno scandalo in cui è coinvolto indirettamente Ozawa porta quest'ultimo alle dimissioni. Al suo posto viene eletto per la seconda volta Yukio Hatoyama, già presidente in passato, e candidato premier per la coalizione DPJ-altri.

Domenica 30 agosto 2009, alle elezioni della camera bassa, il Minshuto raggiunge il suo apogeo, e conquista più di 300 seggi sconfiggendo nettamente i liberaldemocratici, alla loro seconda sconfitta dopo quella di 2 anni prima al senato. Hatoyama a metà settembre sarà eletto 60° premier del Giappone. Ma a giugno, dopo la scelta di mantenere la base USA di Okinawa, si dimette e al suo posto è nominato Naoto Kan. Quest'ultimo, travolto dalla cattiva gestione dei disastri del 2011 che hanno colpito l'arcipelago, si è a sua volta dimesso dopo poco meno di un anno, ad agosto, lasciando gli incarichi di presidente e di primo ministro a Yoshihiko Noda. Anche il governo di quest'ultimo dura poco: la paralisi economica del paese e la concorrenza con la Cina portano il DPJ ad un crollo dei consensi in favore dei Liberaldemocratici. il 16 novembre la camera bassa sarà sciolta, e un mese dopo si andrà alle elezioni anticipate, i Democratici tornano all'opposizione dopo solo tre anni e mezzo in favore del centro-destra.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Democratico è un partito di centro-sinistra nato dalla cultura socialdemocratica e liberale, erede del Partito Socialista del Giappone e di altre formazioni centriste e di correnti fuoriuscite dai liberal-democratici.

Il partito propone il superamento della burocrazia dell'attuale governo di centro-destra, ristabilire il ruolo dello Stato all'interno della società, il superamento dei vecchi interessi della classe dirigente della politica giapponese e più spazio per i giovani nella politica [2].

Il partito rappresenta la classe medie, gli operai e gli impiegati. Difensore della Costituzione e della sovranità della popolazione oltre che pacifista e sostenitore dei diritti umani.

Altre informazioni[modifica | modifica sorgente]

  • I membri del DPJ siedono insieme a quelli del Club degli Indipendenti, una coalizione centrista, in entrambe le Camere della Dieta.
  • Il DPJ guadagna gran parte delle proprie adesioni dai colletti blu e dal ceto medio liberale. Viene inoltre appoggiato dalle donne e dal ceto urbano.

Leader del partito[modifica | modifica sorgente]

  1. Naoto Kan (27 aprile 1998 - 25 settembre 1999)
  2. Yukio Hatoyama (25 settembre 1999 - 10 dicembre 2002)
  3. Naoto Kan (10 dicembre 2002 - 18 maggio 2004)
  4. Katsuya Okada (18 maggio 2004 - 17 settembre 2005)
  5. Seiji Maehara (17 settembre 2005 - 7 aprile 2006)
  6. Ichiro Ozawa (7 aprile 2006 - 16 maggio 2009)
  7. Yukio Hatoyama (16 maggio 2009 - 4 giugno 2010)
  8. Naoto Kan (4 giugno 2010 - 29 agosto 2011)
  9. Yoshihiko Noda (29 agosto 2011 - 25 dicembre 2012)
  10. Banri Kaieda (25 dicembre 2012 - "in carica")

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ US reaches out as Japan shifts left, AFP,
  2. ^ Out Basic Philosophy - Building a free and secure society

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]