Favonio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Föhn)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – "Fohn" rimanda qui. Se stai cercando l'elettrodomestico, vedi Asciugacapelli.
Rappresentazione schematica della formazione del favonio.
Tipiche nubi dovute all'effetto del favonio in Svizzera.

Il favonio (detto anche Föhn in tedesco [ˈføːn], feun in piemontese) è un vento caldo e secco che può presentarsi, in differenti configurazioni bariche, su entrambi i lati della catena alpina.

Genesi[modifica | modifica sorgente]

Il favonio è un vento di caduta caldo e secco che si presenta quando una corrente d'aria, nel superare una catena montuosa, perde parte della propria umidità in precipitazioni (pioggia, neve o altro). Quando la corrente sale verso l'alto, infatti, l'aria si espande, si raffredda, dopodiché possono verificarsi due possibilità: se l'umidità in essa contenuta non viene persa (rimanendo sotto forma di semplice nuvola), l'aria, nel ricadere sul versante opposto si comprime e si riscalda tornando alle condizioni di partenza; ma se la condensazione del vapore acqueo sfocia in precipitazioni, non si ritorna alle condizioni dalle quali si è partiti e l'aria arriva a valle con una temperatura più alta di quella di partenza.

A causa del calore latente emesso dalla condensazione dell'acqua, infatti, l'aria si raffredda piuttosto lentamente lungo la salita (secondo il gradiente adiabatico saturo, cioè di -5 °C ogni 1000 m in ascesa). L'aria poi supera la cresta, scende verso il basso sul versante opposto sottovento e si scalda per effetto della compressione adiabatica (secondo il gradiente adiabatico secco, questa volta di circa -10 °C ogni 1000 m in ascesa), diventando calda e secca e causando giornate soleggiate.

Per l'esattezza, il riscaldamento in gradi rispetto alla temperatura di partenza, è dato dalla differenza di quota (in migliaia di metri) dalla base delle nubi nel lato sopravento alla cresta, moltiplicato per 5, quindi se l'aria parte dalla pianura a 5 °C, salendo a 1000 m si condensa a −5 °C (calcolo: 5+(-10)*1; T iniziale + gradiente adiabatico secco * km) a 3000 m supera la cresta a −15 °C (calcolo: -5+(-5)*2; T iniziale + gradiente adiabatico saturo * km) e raggiunge la pianura al livello del mare dall'altro lato a 15 °C (calcolo: -15+(-10)*(-3); T iniziale + gradiente adiabatico secco * km). Inoltre a causa della rapidità con cui il vento raggiunge la pianura, spesso si verifica anche un aumento di pressione che aumenta ulteriormente la temperatura.

Nubi da favonio sopra Ginevra (Svizzera).

Il favonio può causare un aumento delle temperature anche di 30 °C in poche ore. Per questo motivo è detto anche "mangianeve", perché fa fondere rapidamente la neve a causa dell'effetto congiunto dell'innalzamento termico e della bassa umidità.

Il nome favonio si riferisce in realtà solamente al vento caldo e secco discendente. Dal versante sopravento si ha lo Stau, un vento umido ascendente che porta pioggia, neve e nubi.

Derivazione etimologica[modifica | modifica sorgente]

Sia favonio che Föhn derivano dal latino favōnius (da favēre, "far crescere"), nome con il quale i Romani chiamavano il vento di ponente (il greco zefiro). Il nome è conservato nella regione delle Alpi, degli Appennini e degli altri rilievi maggiori della penisola italiana e della Svizzera italiana con il significato attuale, ma lo stesso fenomeno è presente in varie regioni del mondo dove ha assunto nomi diversi: in Argentina è noto come zonda, chinook nelle Montagne Rocciose, vento del diavolo nell'area della baia di San Francisco, venti di Santa Ana nella California del Sud, sharav o hamsin in Israele, hamsin in Arabia, Nor'wester a Christchurch, Nuova Zelanda e nelle pianure di Canterbury e halny nei Carpazi, in Francia meridionale, nella Valle del Rodano, Mistral (anche se quest'ultimo si riferisce soprattutto al nome francese del Maestrale, le Mistral). Inoltre, il nome favonio è usato anche in Puglia (faùgna) per indicare un vento caldo proveniente da sud[1].

Informazioni lessicali[modifica | modifica sorgente]

Se in Italia si usa per lo più la versione tedesca Föhn, entrata nel lessico italiano, nella Svizzera italiana anche se più a contatto col mondo germanico è più comune trovare la versione italiana del nome: favonio.

Il termine Föhn è presente nel lessico italiano anche quale sinonimo di asciugacapelli. In questo caso è più frequentemente scritto phon e fon. Mentre è accettabile la grafia Foehn al posto di Föhn (da notare che i sostantivi tedeschi hanno sempre la maiuscola), è errato scrivere foehn.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Guido Piovene, Viaggio in Italia, Milano, Mondadori, 1968.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

meteorologia Portale Meteorologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di meteorologia