Energia nucleare in Giappone

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Mappa di localizzazione: Giappone
Centrali elettronucleari in Giappone.
Red pog.svg In funzione
Green pog.svg In costruzione
Blue pog.svg Future
Orange pog.svg In arresto a lungo termine
Purple pog.svg Chiuse
Black pog.svg Annullate

Nel 2011 l'energia nucleare in Giappone ha generato il 18,1% dell'energia elettrica prodotta in totale nel Paese[1].

A giugno 2011, sono presenti in questa nazione 18 centrali elettronucleari in funzione che dispongono complessivamente di 51 reattori operativi, uno in costruzione e 7 dismessi.

Si sta edificando una nuova centrale elettronucleare dotata di un totale di un reattore.

Vi sono anche altre due centrali elettronucleari chiuse con un reattore ciascuna, Fugen Atr a Tsuruga e Jpdr a Oharai (vicino di Mito).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli Inizi[modifica | modifica sorgente]

Eventi a seguito del terremoto del Tōhoku del 2011[modifica | modifica sorgente]

I reattori 1 2 e 3 incidentati (da sinistra a destra) il 16 marzo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011 e Disastro di Fukushima Dai-ichi.

Il terremoto del Tōhoku del 2011 ha innescato una serie incidenti ad alcune centrali nucleari del Giappone e impianti del ciclo del combustibile che hanno portato anche ad esplosioni, parziali fusioni delle barre di combustibile, fuga di materiale radioattivo e contaminazione di aree circostanti l'impianto di Fukushima Dai-ichi (Fukushima I). Sono state coinvolte dagli eventi naturali anche le centrali di Fukushima Dai-ni, Onagawa, Tokai ed il Centro di riprocessamento di Rokkasho con conseguenze minori o nulle sulla sicurezza o l'ambiente.

Sospensione del programma nucleare e stress test[modifica | modifica sorgente]

Il successivo 6 maggio il premier giapponese Naoto Kan ha chiesto la chiusura temporanea della centrale nucleare di Hamaoka, a sud di Tokio, in quanto giudicata ad alto rischio sismico. Questa misura avrà lo scopo di provvedere ad aumentare le misure preventive per un evento sismico e conseguente possibile tsunami.[2] A metà maggio 2011, viste anche le continue notizie negative sul fronte della soluzione del disastro, ha deciso di abbandonare i piani per 14 nuovi reattori.[3]

A fine febbraio 2012 erano in funzione solo 2 dei 51 reattori giapponesi (Tomari 3 e Kashiwazaki-Kariwa 6), tutti gli altri reattori sono o incidentati o sono stati spenti per le normali procedure di manutenzione e ricarica del combustibile, ed in attesa del completamento degli stress test (completati solo dai reattori Ohi 3 e 4), non sono stati riavviati per la mancanza dei permessi specifici.[4]

Ripercussioni economiche ed energetiche[modifica | modifica sorgente]

Il 5 maggio è stato poi spento per le periodiche manutenzioni e la ricarica del combustibile l'ultimo reattore funzionante, quello di Tomari 3, rendendo quindi la nazione per la prima volta dopo 42 anni senza alcun reattore produttivo[5], oltre a questo, senza i suoi impianti, il Giappone si trova a dover utilizzare altre fonti energetiche per sopperire ai suoi bisogni. Secondo i dati del Japanese Atomic Industry Forum, il paese dovrà affrontare una carenza di elettricità del 12% nell'estate 2012, nel frattempo sono state necessarie ulteriori importazioni di combustibili fossili che stanno costando annualmente circa 40 miliardi $, o 333 $ per persona, mentre le sue emissioni di anidride carbonica sono aumentate a circa il 14% rispetto ai livelli del 1990.[6]

Il post-fukushima[modifica | modifica sorgente]

Programma nucleare militare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Programma nucleare militare giapponese.

Il programma nucleare militare giapponese, noto come Genzai Bakudan, si sviluppò in due differenti progetti: uno sotto l'egida della Marina Imperiale giapponese e l'altro sotto l'egida dell'Esercito Imperiale giapponese ma entrambi non arrivarono a compimento prima della sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale.

Programma nucleare futuro[modifica | modifica sorgente]

Ciclo del Combustibile[modifica | modifica sorgente]

Arricchimento[modifica | modifica sorgente]

Produzione del combustibile[modifica | modifica sorgente]

Riprocessamento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro di riprocessamento di Rokkasho.

Reattori di ricerca[modifica | modifica sorgente]

Gestione dei rifiuti e depositi geologici[modifica | modifica sorgente]

Produzione di uranio[modifica | modifica sorgente]

Centrali elettronucleari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centrali elettronucleari in Giappone.

Tutti i dati della tabella sono aggiornati a settembre 2013

Reattori operativi[7]
Totale: 50 reattori per complessivi 44.215 MW
Reattori in costruzione[7]
Totale: 2 reattori per complessivi 2.650 MW
Reattori pianificati ed in fase di proposta[8]
Totale programmati: 9 reattori per complessivi 12.947 MW
Totale proposti: 3 reattori per 4.145 MW complessivi
Reattori in arresto a lungo termine[7]
Totale: 1 reattori per complessivi 246 MW
Reattori dismessi[7]
Totale: 9 reattori per complessivi 4.337 MW
NOTE:
  • La normativa in vigore prevede la possibilità di sostituzione e/o aumento del parco reattori al termine del ciclo vitale degli impianti ancora in funzione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IAEA - PRIS database - Nuclear Power Plant Information - Nuclear Share in Electricity Generation.
  2. ^ (EN) Hamaoka asked to shut down
  3. ^ Technology Review published by MIT - A Worldwide Nuclear Slowdown Continues - 18/5/2011
  4. ^ (EN) Last Kansai reactor goes off line
  5. ^ Giappone senza nucleare: si spegne l'ultimo reattore ancora attivo
  6. ^ (EN) Last Japanese reactor in outage
  7. ^ a b c d AIEA: Nuclear Power Reactors in Japan
  8. ^ (EN) WNA - Nuclear Power in Japan

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]