Nuovo Cinema Paradiso

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Nuovo Cinema Paradiso
Nuovo cinema Paradiso.jpg
I titoli di testa
Lingua originale Italiano, Siciliano
Paese di produzione Italia
Anno 1988
Durata 155 min (prima versione 1988)
123 min (versione internazionale 1989)
118 min (edizione ridotta in DVD 2004)
173 min (director's cut 2009)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere drammatico
Regia Giuseppe Tornatore
Soggetto Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura Giuseppe Tornatore
Produttore Franco Cristaldi
Distribuzione (Italia) Titanus (1988)
Fotografia Blasco Giurato
Montaggio Mario Morra
Effetti speciali Danilo Bollettini, Giovanni Corridori
Musiche Ennio Morricone
Andrea Morricone (Tema d'amore)
Scenografia Andrea Crisanti
Trucco Maurizio Trani
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Nuovo Cinema Paradiso è un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore.

La versione internazionale di questo film (che a differenza della versione originale di 173 minuti, è stata ridotta a 123 minuti) vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989[1] e l'Oscar per il miglior film straniero.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Salvatore ragazzino e Alfredo in una scena del film
Salvatore Cascio nel ruolo di Totò da bambino
Agnese Nano nel ruolo di Elena, unico grande amore di Totò.

Salvatore Di Vita, da quando ha lasciato il paesino di cui è originario non vi ha mai più voluto rimettere piede e da trent'anni vive a Roma, dove nel frattempo è diventato un affermato regista cinematografico. Una sera, al suo rientro a casa, scopre dalla sua compagna la notizia della morte di un certo Alfredo, e per tutta la notte rivive i ricordi della sua infanzia. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, in un paesino siciliano, Giancaldo, il cinema è l'unico divertimento. Siamo alla fine degli anni quaranta e Totò, un bambino povero che vive con la sorella e la madre, è in attesa che il padre ritorni dalla Russia, dove è disperso in guerra. Svolge il compito di chierichetto per don Adelfio, parroco del paese e gestore della sala cinematografica "Cinema Paradiso". Don Adelfio censura tutte le scene di baci amorosi all'interno dei film perché le ritiene troppo sconvenienti. Salvatore, affascinato dal cinematografo, tenta invano di assistere di nascosto alle proiezioni private per il prete e di rubare qualche scena tagliata dal proiezionista Alfredo. Quest'ultimo è un uomo analfabeta con cui Totò cerca di stringere amicizia, nonostante l'opinione contraria di sua madre e l'atteggiamento un po' scontroso di Alfredo. In occasione dell'esame di licenza elementare a cui partecipa anche Alfredo, Totò riesce finalmente a fare un accordo con lui: il bambino darà ad Alfredo i risultati della prova, ma in cambio il proiezionista dovrà insegnare a Totò tutti i trucchi del mestiere.

Una sera il pubblico reclama a gran voce il secondo spettacolo e, poiché la sala è stata chiusa, Alfredo e Totò decidono di accontentarli proiettando il film sul muro di una casa della piazza del paese. Una distrazione dell'uomo è la causa di un incendio che si propaga velocemente all'interno della cabina di proiezione. Totò riesce a salvare l'amico, che purtroppo perde la vista. Grazie all'intervento di un paesano diventato milionario, Spaccafico, la sala cinematografica viene ricostruita e prende il nome di "Nuovo Cinema Paradiso". Inizia così una nuova epoca per questo cinema al cui interno lavora il bambino, che d'ora in avanti proietterà pellicole non più censurate.

Salvatore, diventato adolescente, conosce Elena, una studentessa figlia di una ricca famiglia, e se ne innamora, ma i genitori di lei non gradiscono la loro relazione e decidono di trasferirsi. Nel frattempo il ragazzo è chiamato nell'esercito a Roma e perde completamente le tracce di Elena; tornato in Sicilia si rivede con Alfredo che gli consiglia di abbandonare per sempre la sua terra natale. Con quest'ultimo ricordo la mente di Salvatore torna alla realtà: nonostante sia un regista ricco e famoso è deluso della sua vita, e decide di partire per la Sicilia.

Il funerale di Alfredo diventa l'occasione per confrontarsi con il suo passato e con le persone che avevano popolato la sua infanzia. Anche il Nuovo Cinema Paradiso, oramai è chiuso ed inutilizzato da sei anni, ha perso il suo splendore e Salvatore non può che assistere immobile alla sua demolizione. Il regista ha anche l'occasione di rivedere Elena, ma solo per l'ultima volta: lei è ormai sposata con un vecchio compagno di scuola di Totò. Dopo aver scoperto di non essersi incontrati l'ultima volta per una serie di coincidenze (e per l'intervento dello stesso Alfredo), vivono una notte di passione, destinata però a rimanere unica, e Totò non può fare altro che tornare a Roma con un riallungo cinematografico contenente una misteriosa pellicola che gli ha lasciato in eredità Alfredo: questa è un montaggio dei baci censurati da don Adelfio e la sua proiezione commuove Salvatore che con quelle immagini ricorda la sua infanzia.

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

Gli esterni del film sono stati girati in Sicilia: Bagheria, Cefalù, Castelbuono, Lascari Scalo, Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano, Santa Flavia, San Nicola l'Arena, Termini Imerese, ruderi di Poggioreale e Oriolo Romano.

Edizione internazionale[modifica | modifica sorgente]

Nell'edizione internazionale vengono tagliate quasi tutte le scene con la prostituta, oltre alle parti in cui Salvatore vede una ragazza (che poi scoprirà essere la figlia di Elena) e quella in cui rincontra Elena, ormai sposata e la fine del loro amore. Il ricordo della sua esperienza prima e poi del rapporto con la ragazza e la malinconia di quei giorni sono dunque, nella versione cinematografica, affidati totalmente alla rievocazione del passato nella mente del protagonista.

Cameo[modifica | modifica sorgente]

Il regista Giuseppe Tornatore appare nel film nei panni del proiezionista nella scena finale dei baci tagliati dal vecchio Alfredo. Tornatore chiese a Federico Fellini di apparire in quella scena, il regista riminese però rifiutò.[2]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il regista Giuseppe Tornatore nel giugno 2010 ha ricordato: "Quando il film uscì nel 1988, nelle sale italiane non andò a vederlo nessuno. Gli incassi furono disastrosi, tranne a Messina, dove il film andò benissimo e non capivamo il perché. Il gestore del cinema "Aurora" si ostinò a tenerlo in cartellone, invitò la gente a entrare gratis e se il film fosse piaciuto alla fine avrebbero pagato (nel frattempo il cinema "Aurora" ha seguito quasi profeticamente le sorti del "Nuovo Cinema Paradiso", ha chiuso). Fu un trionfo che poi si espanse in tutta Italia. Già in precedenza a Messina aveva riscosso un successo inaspettato un film che era stato ignorato nel resto d'Italia, era successo nel 1981 con il film di Massimo Troisi, Ricomincio da tre. Fulvio Lucisano, produttore del film, nell'intervista per l'edizione in DVD di Ricomincio da tre, ricorda che portò il film in prima proiezione assoluta a Messina quando nessuno era interessato, da quell'entusiasmante debutto iniziò l'enorme successo del film.
  • Il paesino della Sicilia Giancaldo, che appare nel film, non esiste realmente ma è il nome di una montagna che sovrasta Bagheria, città natale di Giuseppe Tornatore; anche il cartello della stazione ferroviaria e nell'autostrada sono stati piazzati dal regista per rendere meglio l'effetto scenico.
  • Nonostante alcuni anacronismi, si possono identificare gli anni in cui si svolgono i fatti dalle pellicole proiettate: La terra trema di Luchino Visconti del 1948 verso l'inizio della storia; I pompieri di Viggiù di Mario Mattoli del 1949 quando scoppia l'incendio che acceca Alfredo e distrugge il cinema; Anna di Alberto Lattuada del 1951 quando viene inaugurato il Nuovo Cinema Paradiso; Il grido di Michelangelo Antonioni del 1957 quando Totò parte per fare il militare (evento che gli impedirà di rivedere Elena).
  • Alcune scene del film sono state utilizzate per lo spot televisivo di lancio della nuova Fiat 500: Alfredo che accende il proiettore durante la prima proiezione privata per padre Adelfio, e Salvatore che ride assistendo ad una pellicola di Charlie Chaplin.
  • Nei titoli di coda appaiono alcune scene del film stesso, tra queste ce n'è una con Salvatore ed Elena da adulti. Appare anche nei titoli delle versione internazionale sebbene da tale versione sia stata tagliata.
  • Il gruppo progressive metal statunitense Dream Theater ha inserito la frase pronunciata da Alfredo durante l'incendio ("Ora che ho perso la vista, ci vedo di più!") nel brano Take the Time, presente nell'album Images and Words (1992).
  • Nell'episodio Rubare la prima base della 21ª stagione de I Simpson è presente una citazione della scena finale dei baci tagliati.
  • Ad ispirare il personaggio di Alfredo sarebbe stato il puparo siracusano Alfredo Vaccaro che, avendo lavorato in un antico cinema della città, avrebbe raccontato a Tornatore il suo mestiere e i pericoli legati alle pellicole di allora[3].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Pellicole cinematografiche contenute nel film[modifica | modifica sorgente]

Nella pellicola di Nuovo Cinema Paradiso vengono incluse numerosissime scene e locandine di film dell'epoca. Questi sono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1989, festival-cannes.fr. URL consultato il 26 giugno 2011.
  2. ^ Contenuti extra del DVD
  3. ^ Le gesta di Orlando salvate dai fondi Ue

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sebastiano Gesù ed Elena Russo, Le Madonie, cinema ad alte quote, con introduzione di Francesco Novara e presentazione di Pasquale Scimeca, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1995 (Nuovo Cinema Paradiso e L'Uomo delle Stelle)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]