Cento giorni a Palermo

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Cento giorni a Palermo
Cento giorni a Palermo.png
Lino Ventura in una scena del film
Titolo originale Cento giorni a Palermo
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1984
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, storico
Regia Giuseppe Ferrara
Soggetto Giorgio Arlorio
Sceneggiatura Piergiovanni Anchisi, Giuseppe Ferrara, Riccardo Iacona, Giuseppe Tornatore
Fotografia Silvio Fraschetti
Montaggio Mario Gargiulo
Musiche Vittorio Gelmetti
Scenografia Antonio Visone
Costumi Laura Vaccari
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cento giorni a Palermo è un film del 1984 diretto da Giuseppe Ferrara, interpretato da Lino Ventura e Giuliana De Sio.

La pellicola narra le vicende accadute nei 100 giorni passati nel capoluogo siciliano dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nello stesso film l'attore Adalberto Maria Merli appare sia come attore che come doppiatore del protagonista Lino Ventura, con quest'ultimo alla sua ultima presenza cinematografica.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia con la ricostruzione di 4 delitti di mafia: Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo, ucciso la mattina del 21 luglio 1979 dentro un bar da un killer solitario, ma dopo anni d'indagini si sapra' che era il boss Leoluca Bagarella, Cesare Terranova, giudice istruttore del tribunale di Palermo, ucciso la mattina del 25 settembre 1979, sotto casa sua, insieme al maresciallo di Pubblica Sicurezza Lenin Mancuso. Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana il 6 gennaio 1980, sotto casa sua, mentre era in auto con la moglie e i 2 figli. Gaetano Costa, giudice presso il Tribunale di Palermo, il 6 agosto 1980 mentre guardava una bancarella di riviste vicino ad un giornalaio.

Dopo l'assassinio di Pio La Torre, segretario regionale del PCI e del suo collaboratore Rosario Di Salvo, mentre si recavano al comitato regionale del suo partito, il 30 aprile 1982, lo Stato manda in Sicilia, come Prefetto di Palermo, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, protagonista della guerra al terrorismo durante gli anni di piombo e già attivo in Sicilia nel dopoguerra, con il compito di combattere la mafia.

Il Generale si insedia in Prefettura, ma subito si accorge che la situazione palermitana è più che mai delicata: nessuno, a partire dallo Stato stesso, sembra voglia aiutarlo, il telefono del suo studio non suona mai, i pieni poteri da lui chiesti si rivelano solo una promessa, ed il suo arrivo nel capoluogo incrementa la lunga scia di delitti della guerra di mafia.

Nonostante le continue "trappole" e le minacce di morte, il Generale va avanti, aiutato da pochissimi alleati, tra i quali il Capitano dei carabinieri Fontana, conosciuto dodici anni prima, dai familiari, e dalla giovane moglie Emanuela Setti Carraro, che sposa in seconde nozze il 12 luglio 1982. Privato dei suoi più stretti collaboratori e diventato scomodo per molti, dopo aver rilasciato una celebre e polemica intervista a Giorgio Bocca, il Generale, insieme alla moglie ed all'agente di scorta Domenico Russo, cadono in un agguato mafioso a Palermo, in Via Isidoro Carini, la sera del 3 settembre 1982, dove vengono uccisi a colpi di kalashnikov in quella che sarà poi ricordata come la Strage di via Carini.

Trama[modifica | modifica sorgente]

- Il trailer -che evidenzia la drammaticità e l'ineluttabilità della storia - si conclude con un rumore di spari e una chiusura di pianoforte riconoscibile come la coda del brano A day in the Life dei Beatles.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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