Flatulenza

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Una vignetta satirica americana del 1798
« Ed elli avea del cul fatto trombetta »
(Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inf. XXI, 139)

La flatulenza è la produzione di una miscela di gas (formata da aria ingerita o da gas prodotti dai batteri simbiotici e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale dei mammiferi), aggiunta a delle particelle aerosolizzate di feci, che viene rilasciata sotto pressione attraverso l'ano. Essa è genericamente associata a un caratteristico suono e ad un odore sgradevole.

Origine dei vari termini[modifica | modifica sorgente]

La parola flatulenza deriva[1] dal latino flato, dalla radice greca bhla, phla, cioè il soffio inteso come prodotto del rigonfiamento, del riempimento, rinforzato ancora dalla desinenza latina ulentus, e cioè in maniera abbondante. Questo termine è usato soprattutto in medicina e nell'italiano corretto, ma viene spesso sostituito con altri termini dialettali, popolari o volgari. Non va confuso con l'altro termine medico, il meteorismo (dal greco meteoros = sollevare, stare in alto), termine che si limita a indicare la sola produzione e ritenzione di gas i quali, non essendo evacuati, risalgono, appunto, nel tratto gastro-intestinale, dando luogo a dei problemi, uno tra tutti il rigonfiamento dell'addome.

Il termine popolare scorreggia (e varianti dialettali) deriva dall'espressione colloquiale appunto dell'atto di scorreggiare, con due ipotesi etimologiche[2]: la prima quella di slacciare la correggia (dal latino corium=cuoio), antico nome della cintura dei pantaloni, per facilitare, appunto, la discesa dei gas intestinali; la seconda ipotesi è dal greco kor-kor-y-ghe, un'antica onomatopea che indicava il gorgogliare, inteso sempre come rumore intestinale.

Il termine popolare peto (e varianti, quali petto, petta) invece deriverebbe dal latino perditum (a sua volta dal greco perdo e dal sanscrito pardami) poi trasformato in peeditum, peedo, cioè perdita, intesa proprio come il rilascio di gas intestinali.

Quantità e componenti[modifica | modifica sorgente]

L'essere umano rilascia mediamente da 0,5 a 1,5 litri di gas al giorno suddivisi in 11-25 flatulenze circa. Una flatulenza è composta principalmente da gas inodori come l'azoto (ingerito), l'ossigeno (ingerito), il metano (prodotto da archea anaerobici), il biossido di carbonio (prodotto dai batteri anaerobi o ingerito), l'idrogeno (prodotto da alcuni e consumato da altri).[3] L'azoto è il principale gas rilasciato. Il metano e l'idrogeno sono infiammabili, perciò alcune flatulenze, se innescate, possono prendere fuoco. Non tutti gli esseri umani producono una flatulenza contenente metano. Per esempio, in uno studio delle feci di nove adulti, solo cinque campioni contenevano batteri capaci di produrre questo gas.[4] Il gas rilasciato ha di solito un cattivo odore che deriva principalmente da una piccola percentuale di acidi grassi come l'acido butirrico (odore di burro rancido) e da composti di zolfo come il solfuro di idrogeno (odore di uova marce) e il solfato di carbonile che sono il risultato della decomposizione delle proteine.[5]

Meccanismo[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo tratto dell'intestino crasso, la flatulenza giunge all'ano con lo stesso meccanismo delle feci, causando una sensazione simile, cioè di urgenza e di disagio[6], quindi con il relativo rilascio dei gas attraverso la muscolatura volontaria dello sfintere.

Cause[modifica | modifica sorgente]

Cause fisiologiche[modifica | modifica sorgente]

Il gas intestinale è formato al 90% da aria ingerita attraverso il naso e la bocca e al 10% da gas prodotto nel tratto digestivo. I gas endogeni sono un sottoprodotto della digestione di certi alimenti. I cibi che provocano flatulenza sono solitamente ricchi di carboidrati complessi (specialmente oligosaccaridi come l'inulina) e comprendono fagioli, ceci, latte, cipolle, patate dolci, scorze di agrumi, formaggio, castagne, anacardi, broccoli, cavoli, carciofi, avena, lievito presente nel pane, ecc. Un'eccessiva flatulenza provoca motilità intestinale e quindi feci liquide.

Nei fagioli, i gas endogeni sembrano derivare dagli oligosaccaridi, carboidrati resistenti alla digestione: essi passano attraverso l'intestino superiore pressoché inalterati, e quando raggiungono l'intestino inferiore vengono assaliti dai batteri che se ne cibano, producendo abbondanti quantità di gas.

Nei pazienti con deficit di lattasi, la presenza di lattosio nei cibi può causare un'eccessiva produzione di gas associata a crampi e diarrea. L'abolizione o almeno la riduzione di prodotti caseari nella dieta migliora nettamente la sintomatologia.

Cause patologiche[modifica | modifica sorgente]

La percezione di un eccessivo passaggio di gas attraverso il retto o di un'eccessiva presenza di gas nell'addome (meteorismo) può non essere dovuta a un aumento della quantità, ma a disturbi della motilità intestinale o a un abbassamento della soglia del dolore, secondario a patologie come ulcera peptica, patologie della colecisti, rettocolite ulcerosa, malattia di Crohn, diverticolite. In questi casi l'eccessiva flatulenza può accompagnarsi a calo ponderale, dolore addominale localizzato, diarrea, sangue nelle feci. La presenza di questi sintomi di accompagnamento deve far sospettare la presenza di una patologia organica e va pertanto indagata con esami quali rettosigmoidoscopia, colonscopia o anche ecografia addomino-pelvica per identificare eventuali malattie della colecisti o masse extra-intestinali.

Rimedi[modifica | modifica sorgente]

Dietetici[modifica | modifica sorgente]

Alcune spezie neutralizzano la produzione di gas intestinali, specialmente origano, cumino, anice e semi di finocchio e gli affini curcuma, assa fetida e kombu (un'alga marina detta anche kelp utilizzata nella cucina giapponese). A scopo preventivo è comune l'uso di aggiungere 2-3 semi di finocchio o un pezzetto di kombu alle zuppe di verdure e di legumi.

Anche i probiotici (yogurt, kefir, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bifidus, ecc.) e i prebiotici possono ridurre la flatulenza se usati per ristabilire l'equilibrio della flora intestinale; usati in eccesso, tuttavia, possono creare uno squilibrio che aumenterebbe la flatulenza.

Farmacologici[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

I prodotti a base di carbone vegetale sono efficaci nel ridurre l'odore e la quantità delle flatulenze se prese subito prima dei pasti.

L'integrazione di enzimi digestivi può ridurre sensibilmente la quantità di flatulenze se queste sono causate da alcune componenti non digerite dei cibi. Gli enzimi lattasi, lipasi, proteasi, cellulasi, saccarasi, invertasi, diastasi di malto e pectinasi sono disponibili, da soli o in combinazioni, nei prodotti commerciali. Quando non interessano la produzione stessa dei gas intestinali, agenti con una bassa tensione superficiale possono ridurre le spiacevoli sensazioni legate alla flatulenza, aiutando il dissolvimento dei gas in materia liquida o fecale.

È anche utile ingerire piccole quantità di liquidi acidi insieme ai pasti, come succo di limone o aceto, per stimolare la produzione di acido cloridrico, che a sua volta incrementa la produzione di enzimi. Questo facilita la digestione e può limitare la produzione di gas.

Cosmetici[modifica | modifica sorgente]

Biancheria intima e imbottiture al carbone attivo possono effettivamente ridurre gli odori delle flatulenze, ma questi prodotti non attutiscono il suono. Maggiore sicurezza si può ottenere con l'uso di deodoranti e profumi. Bisogna prestare attenzione alla scelta del profumo usato per combattere l'odore, con note floreali e agrumi o erbe profumate piuttosto che muschio, che potrebbe mettere in risalto l'odore sgradevole.

Effetti sulla salute[modifica | modifica sorgente]

Come naturale funzione del corpo, l'emissione di flatulenze è un importante segnale di normale attività intestinale e non deve essere fonte di vergogna. Non vi è nessun danno nel trattenere le flatulenze. Comunque, può svilupparsi del disagio dovuto all'accumulo della pressione dei gas. In teoria, trattenendo le flatulenze si può verificare una distensione patologica dell'intestino che può condurre alla stipsi.

La flatulenza derivante dalla fermentazione dell'alcool nel tratto intestinale risulta molto sgradevole, altamente infiammabile e, se inalata direttamente, potenzialmente pericolosa.

Negli altri animali[modifica | modifica sorgente]

Di fatto tutti gli animali emettono flatulenze, compresi molti invertebrati. Anche gli uccelli, i vermi, le formiche, i pesci e i rettili emettono flatulenze.

Impatto ambientale[modifica | modifica sorgente]

La flatulenza contribuisce solo in minima parte alle emissioni di metano prodotte dai bovini.

La flatulenza viene considerata erroneamente una significativa fonte di gas serra in base alla considerazione che il flatus del bestiame conterrebbe elevate percentuali di metano.[7] Il bestiame, infatti, è responsabile di circa il 20% delle emissioni globali di questo gas nell'atmosfera[8], ma la quasi totalità (90-95%) di queste emissioni sono rilasciate attraverso la respirazione e l'eruttazione.[9].

La flatulenza nella letteratura, nell'arte, nel costume[modifica | modifica sorgente]

Quando la flatulenza fa spot

Un fenomeno naturale - e scatologicamente pertinente - come la flatulenza non poteva passare inosservato neppure per la creatività dei pubblicitari televisivi che, in tempi diversi, hanno fatto ricorso - in chiave evidentemente comica - a una sua rappresentazione grafica (e sonora) per reclamizzare i prodotti più disparati, come patatine fritte, caramelle al mentolo e griffe di moda. Sulla scia delle imprese del Gigante Gambipiombo[10], personaggio della fantasia destinato all'infanzia, per tali spot pubblicitari sono stati usati sia cartoni animati con simpatici animaletti sia attori in carne, ossa, e aria[11].

In molte culture, la flatulenza è vista come imbarazzante e scortese; ciò è anche dovuto al fatto che si tratta di un argomento tabù, e quindi un soggetto naturale per il cosiddetto toilet humour. È il motivo per cui, in molti ambiti, ci si sforza di trattenere un peto in pubblico, assumendo posizioni tali da occultarne eventualmente il rumore e l'odore.

La flatulenza può essere considerata comica per via del suono e dell'odore prodotto. È pratica goliardica e cameratesca, diffusa soprattutto tra gli adolescenti, il dare fuoco ai peti.

In alcuni individui l'odore e il contatto diretto facciale con una flatulenza di un partner può essere associato all'eccitamento sessuale (petofilia), una manifestazione facente parte delle parafilie, strettamente connessa con la coprofilia.

Nelle opere letterarie e musicali[modifica | modifica sorgente]

Joseph Pujol, detto "il Petomane" durante un'esibizione

La flatulenza viene citata nella letteratura fin dall'antichità, come nel commediografo greco Aristofane, famoso per utilizzarla con fini parodistici (perfino degli omina divini) e nel Satyricon di Petronio Arbitro (I secolo), in cui Trimalcione intrattiene i suoi convitati con una lunga dissertazione sull'argomento.

  • Nella Divina Commedia di Dante Alighieri, l'ultimo verso del Canto XXI dell'Inferno recita: «ed elli avea del cul fatto trombetta» in riferimento all'atto del diavolo Barbariccia che con questo segnale dà inizio alla marcia della sua cricca di diavoli.
  • Nel Gargantua di François Rabelais sono presenti numerose ricorrenze della parola "peto".
  • Il Folengo, in una glossa al Baldus, raccomanda di distinguere tra la pernacchia e la flatulenza vera e propria: la prima, infatti, si fa con la bocca per prendere in giro qualcuno, o beffeggiarlo, come si diceva nel miglior secolo. Queste sono le parole del poeta, che traducono un'opera perduta di Averroè: «Petezatio fit dupliciter, ait Averois: altera causa bertezandi, altera causa sanitatis; prima ore, secunda et coetera.» In un'altra glossa, distingue tra il peto e la meno rotonda "scorreggia": «Pettus est ventosits tundior coreza. Testatur Averois.» Sono infatti copiose le opere del filosofo arabo-ispanico sull'argomento.
  • Nel Racconto del Mugnaio (uno de I racconti di Canterbury di Chaucer), il personaggio di Nicholas sporge il suo posteriore da una finestra ed emette in faccia al rivale Absalom. Absalom marchia, quindi, il sedere di Nicholas con un attizzatoio ardente.
  • Nella licenziosissima novella di De Sade La filosofia del boudoir, in uno dei numerosi intervalli orgiastici, il filosofo e "tutore" della protagonista esige che la Marchesa St. Ange emetta su di lui piuttosto che "offenderlo" facendololo per conto proprio.
  • In Notre-Dame de Paris, Victor Hugo fa emettere rumorosamente una pingue prostituta («quattuor denarios aut unum bombum»).
  • Ne La Terra (quindicesimo volume della serie Les Rougon-Macquart) di Émile Zola, Fouan il maggiore può emettere rumorosamente a comando e vincere bevande gratis scommettendo sulla sua abilità.
  • Nell'Ulisse di James Joyce, il personaggio principale Leopold Bloom fa un «vento» nel capitolo "Sirene".
  • In Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, un soldato emette rumorosamente commentando: «ogni fagiolino fa il suo versino».
  • Nel Simplicius di Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen, il protagonista Simplicio viene convinto che per trattenere le flatulenze a tavola bisogna spingere più che si può pronunciando le parole «je pète, je pète, je pète!» con il comico risultato opposto.
  • È dovuta alla fantasia dell'umorista genovese Giuliano Gugliotta la parodia La flatulenza della celebre canzone La lontananza di Domenico Modugno: «La flatulenza sai è come il vento...». (in La rete intertestuale. Percorsi tra testi, discorsi e immagini - pagina 168 di A. Bernardelli - 2010 - si cita che il cantautore umorista genovese Giuliano Gugliotta trasformò la celebre canzone di Domenico Modugno La lontananza in La flautolenza: «la flautolenza sai è come il vento...»[12].)
  • Il matematico André Weil ricorda nelle sue memorie (The Apprenticeship of a Matematician, 1992, Birkhaueser) che, all'inizio della seconda guerra mondiale, fu deportato dalla Finlandia in un vagone piombato; gli faceva compagnia un generale zarista che, dovendo servirsi della ritirata, ovvero della botola del pavimento, gli rammentò il proverbio russo: «Una pisciata senza scoregge è come un matrimonio senza musica».
  • Un proverbio molto a proposito, Tussis pro crepitu, è stato estesamente commentato da Erasmo nei suoi Adagia.
  • Secondo Guy de Maupassant, agli uomini piacciono soprattutto due cose: annusare i propri peti e leggere i propri scritti.
  • Nel suo libro sui Borboni di Napoli, lo storico Harold Acton racconta che il re di Napoli Ferdinando IV fece una flatulenza terrificante accanto all'imperatore d'Austria Giuseppe II, di cui aveva appena sposato la sorella; l'imperatore cercò di fare l'indifferente, ma il re gli disse: «Che vuoi, fratello, è sanità di corpo».
  • Il cantautore napoletano Federico Salvatore ha composto la canzone Il peto nel Regno di Napoli ironizzando sui diversi tipi di flatulenza tipici delle antiche famiglie reali.
  • Nella cultura popolare soprattutto del centro-sud Italia si tende a distinguere la rumorosa scurreggia dalla silenziosa ma più fetida e sgradevole loffa (da loffio, flaccido).
  • La flatulenza giunge all'ano con lo stesso meccanismo delle feci, causando una sensazione simile di urgenza e disagio. I nervi rettali imparano a distinguere tra flatulenza e feci, benché talvolta si confondano lasciandole sfuggire. Questo episodio è chiamato colloquialmente "frenata", "sgommata" o, in modo più popolare, "scorreggia vestita" o "scorreggia col baffo".

Nel cinema e nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

« Tromba di culo sano di corpo, chi non scorreggia è un uomo morto. »
(Antico proverbio italiano)
  • Nel film Il ragazzo di campagna con Renato Pozzetto, Massimo Boldi interpreta il ruolo di Severino Cicerchia, detto lo scorreggione.
  • Joseph Pujol, in arte Le Pétomane (Il petomane), fu un apprezzato artista francese della belle époque che si esibiva imitando brani musicali modulando le proprie flatulenze. Si trattava per la precisione della sua capacità di "inspirare" aria dal retto per reimmetterla applicandone con la muscolatura anale un timbro sonoro. La sua storia - narrata parodisticamente nel film Il petomane con protagonista Ugo Tognazzi - ha ispirato anche il personaggio di Maurice, un artista girovago che si esibisce come petomane, nel film La teta y la luna di Juan José Bigas Luna (1994).
  • Nel monologo Sesso con Luttazzi, il comico satirico Daniele Luttazzi elenca i «cinque fatti poco noti sulle scorregge».
  • Nel film comico Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks vi è una scena con una sequela di peti emessi da un gruppo di cowboy. Lo stesso Brooks interpreta il Governatore William J. LePetomane.
  • Nel film Splatters - Gli schizzacervelli di Peter Jackson, un brioso intestino umano si diletta nell'emettere sporadicamente flatulenze contro i protagonisti.
  • Nel film cartone animato Shrek di Andrew Adamson si afferma che la flatulenza «stia meglio fuori che dentro». Il protagonista si procura del pesce in un suo bagno al torrente dopo averne uccisi diversi con la sua copiosa emissione.
  • Nel film Pierino colpisce ancora con Alvaro Vitali storica è la scena dove spiega le tre tipologie di "scorregge" associandole ad altrettanti nomi di battesimo, lo stesso Vitali dimostra con una candela l'infiammabilità di un suo potente peto.
  • In Tra(sgre)dire di Tinto Brass l'odore anale è anche un mezzo di eccitazione per l'uomo, come si vede nella scena in cui Mario (Max Parodi) dapprima esegue un massaggio anale su Carla (Yuliya Mayarchuk) e poi porta le dita al naso per annusarne l'odore (v. sopra).
  • Nell'episodio della serie televisiva Dr. House - Medical Division, C'est la vie, un uomo di più di 300 chili di peso, emette una flatulenza quando i vigili del fuoco tentano di sollevarlo di peso dal suo letto.
  • Nel film Delitto in Formula Uno il personaggio interpretato dal caratterista Jimmy il Fenomeno viene accusato dall'ispettore Nico Giraldi di essere il petomane. In diversi film della serie dello squinternato detective vi è la figura minuta di un altro petomane appunto soprannominato "venticello", interpretato dal comico Bombolo.
  • Nel film La grande abbuffata Michel, il personaggio interpretato da Michel Piccoli, ha frequenti attacchi di meteorismo e sarà questa la causa della sua grottesca morte.
  • Nel film L'alba dei morti dementi Ed, il personaggio interpretato da Nick Frost, ha l'abitudine di emettere flatulenze silenziose ma particolarmente maleodoranti, lo si capisce dalle reazioni del suo coinquilino Shaun.
  • Nel film Morti di Salute di Alan Parker, George, il figlio degenere del Dr. Kellogg, interrompe la recita natalizia emettendo un fragoroso peto.
  • Nel film Amarcord il personaggio del nonno alla fine del pasto si apparta in una stanza per compiere esercizi di gambe scanditi da una conta, per liberare i propri visceri dei gas.
  • Nel film Spie come noi Emmett, il personaggio interpretato da Chevy Chase, emette un peto durante l'esame di ammissione ai servizi segreti facendo poi ricadere la colpa su un innocente.
  • Nel film Il professore matto alcuni i membri della famiglia del prof. Sherman Klump (interpretati da Eddie Murphy) si esibiscono in una lunga e rumorosa serie di peti condita da improperi che si scambiano fra di loro nell'imbarazzo di Mama Klump, di Sherman e della loro ospite a cena Carla (Jada Pinkett Smith).
  • Nel film F.F.S.S. cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene? di e con Renzo Arbore, il protagonista Onliù Caporetto vaga nella fittissima nebbia di Milano quando scorge un uomo - dai trailer nominato il "cagafuoco" - che, improvvisamente e senza motivo, scorreggia emettendo una potente fiammata.
  • Anche il cinema d'autore ha usato le flatulenze. Nel film Fanny e Alexander uno zio dei protagonisti, Carl Ekdahl, scoreggia ripetutamente durante la festa di Natale per divertire i bambini.
  • Nel film Il diario di una tata la protagonista Annie Braddock (interpretata da Scarlett Johansson) si lascia scappare un peto mentre è nella vasca e viene sorpresa dalla padrona di casa (Laura Linney).
  • Nella commedia di Alfonso Arau Come l'acqua per il cioccolato, la protagonista prescrive a sua sorella - ingiustamente sposata con il suo amato - una dieta che in realtà peggiora il suo stato di salute accentuandone i meteorismi fino a quando in punto di morte la donna "spira" in maniera grottesca.
  • Nel ciclo demenziale Cinico TV di Ciprì e Maresco, sulla miseria metropolitana siciliana, il peto diviene parte del linguaggio degli abbruttiti personaggi. Nel lungometraggio Lo zio di Brooklyn, l'obeso personaggio, silente per tutto il film, si espone al termine dicendo «Permettete che mi presenti. Io sono...», seguito da una lunga sequela di rumori intestinali.
  • Nel film Rain Man Dustin Hoffman e Tom Cruise condividono una cabina telefonica in cui l'aria diviene irrespirabile.
  • Nel film Fantozzi contro tutti, il geometra Calboni è particolarmente "temuto per una sua turba dal nome scientifico di Ventilatio Intestinalis Putrens". La colpa delle sue flatulenze ricade però sul ragionier Fantozzi che per questo viene espulso dallo scompartimento ferroviario.
  • Nel film "American Graffiti" di George Lucas, mentre Curt (Richard Dreyfuss) si trova in macchina con i "Faraoni", qualcuno rilascia una flatulenza. Uno dei teppisti, quindi, facendo lo gnorri, chiede chi sia stato. In questo modo lo stesso si autoaccusa, in base all'idea secondo cui, in un gruppo, l'autore di un gas intestinale è anche colui che ne percepisce per primo l'odore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Etimologia : flato
  2. ^ Etimologia : correggia, coreggia
  3. ^ Suarez F, Furne J, Springfield J, Levitt M, Insights into human colonic physiology obtained from the study of flatus composition in Am J Physiol, 272 (5 Pt 1), 1997, pp. G1028–33.
  4. ^ Miller TL, Wolin MJ, de Macario EC, Macario AJ, Isolation of Methanobrevibacter smithii from human feces in Appl Environ Microbiol, 43(1), 1982, pp. 227–232.
  5. ^ Flatulence and wind, Patient UK. URL consultato l'11 dicembre 2006.
  6. ^ Read, M. G., Read, N. W., Role of anorectal sensation in preserving continence in Gut, vol. 23, 1982, pp. 345-347, DOI:10.1136/gut.23.4.345.
  7. ^ "Could skippy stop cows farting and end global warming?", ABC Southern Queensland, 3 febbraio 2006.
  8. ^ Rachel Nowak, Burp vaccine cuts greenhouse gas in New Scientist, 24 settembre 2004.
  9. ^ Gary Polakovic, "Bovine belching called udderly serious gas problem - Global warming concerns spur effort to cut methane.", Los Angeles Times, 13 luglio 2003.
  10. ^ Fonte: Sdz.aiap.iot.
  11. ^ Fonti: weblog vari su internet; Metronews.it, con un commento di Michele Fusco.
  12. ^ [1]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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