Juan José Bigas Luna

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Bigas Luna

Juan José Bigas Luna (Barcellona, 19 marzo 1946La Riera de Gaià, 6 aprile 2013) è stato un regista e sceneggiatore spagnolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Abbandonata la facoltà di economia per studiare design e arredamento, alla fine degli anni sessanta fondò con Carles Riart lo studio Gris, che si occupava di disegno industriale e arredamento di interni. Nel 1970 fu tra i progettisti premiati per la realizzazione di un armadio e nel 1973 insieme ad altri due colleghi firmò il sistema di segnaletica per un ospedale di Barcellona. Con uno psichiatra di Barcellona partecipò successivamente a un progetto di psicoterapia di recupero attraverso l'arte.

Le sue prime regie si collegano alla sua attività di designer: nel 1971 realizzò El llit. La taula (t.l. Il letto. La tavola), cortometraggio in super 8 da proiettare in sovrapposizione ad alcune diapositive. Interessato all'arte concettuale e alle nuove tecnologie di videoripresa, espose le sue opere nella Sala Vinçon di Barcellona nel 1973 filmandole, sempre in super 8, nel cortometraggio Taulas. Dell'anno successivo è il cortometraggio video Cadires.

Nel 1976 firmò il primo lungometraggio, Tatuaje, tratto da un romanzo di Manuel Vázquez Montalbán, in cui affrontava il tabù dell'incesto. Nel 1977 realizzò ben undici cortometraggi di argomento erotico: girati in 16 mm, i filmati vennero successivamente raccolti insieme in un unico video con il titolo Historias impúdicas. L'anno seguente porta a termine Consol Tura, cortometraggio iniziato tre anni prima, ed esordisce al Festival di Cannes con La chiamavano Bilbao del 1978, film molto cupo in cui un assassino, sessualmente ossessionato da una donna, prima la violenta e poi la uccide. Gli fa seguito Caniche (1979), in cui tratta la sodomia nei confronti degli animali.

La visione erotica dell'essere come unica risposta alle incomprensioni umane e la visione masonirica della vita si nota già in questi tre film, continuando con una revisione della Lolita kubriana in Lola (1986) e l'esaperazione di questi capisaldi del suo cinema nel suo capolavoro indiscusso Le età di Lulù (1990) in cui il ruolo di protagonista è interpretato da Francesca Neri. La fama internazionale arriva con Prosciutto, prosciutto del 1992 con Anna Galiena, Jordi Mollà, Javier Bardem Penélope Cruz e Stefania Sandrelli. Quim Monzó ha scritto i dialoghi della pellicola.

Prosciutto, prosciutto ottenne il Leone d'Argento alla Mostra di Venezia[1] ed attirò attenzioni e critiche al regista spagnolo. Dopo il solare La teta y la luna del 1994 (in cui un ragazzino di nove anni viene allattato prima da una ballerina del cui seno si era innamorato, e poi dalla madre, il cui seno era stato "usurpato" dal suo neonato fratello) ed il critico e sagace Uova d'oro (1993, con Alessandro Gassman), Bigas Luna portò sul grande schermo Bambola, la cui protagonista era Valeria Marini. Le unanimi reazioni negative suscitate dalla pellicola (in cui la protagonista viene spesso denudata e violentata) causarono un allontanamento di Bigas Luna dai set cinematografici. Dopo Volavérunt la sua ultima fatica al cinema è Son de mar, misteriosa e irrisolta storia d'amore.

Malato da tempo, è scomparso nel 2013 all'età di 67 anni[2].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Bigas Luna nel 1992 alla Mostra del cinema di Venezia per presentare il suo film 'Prosciutto, prosciutto'

Note e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 49a Mostra internazionale del cinema di Venezia - ecco i vincitori in Il Corriere della Sera.
  2. ^ Morto Bigas Luna, regista spagnolo fu Leone d'argento a Venezia Repubblica.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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