Citrus × limon

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Limone
Citrus x limon - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-041.jpg
Citrus × limon
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Sottofamiglia Aurantioideae
Genere Citrus
Specie C. × limon
Nomenclatura binomiale
Citrus × limon
(L.) Burm.f.

Il limone (Citrus × limon (L.) Burm.f. ) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus e alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune limone si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto.

Secondo alcuni studi genetici, il limone è un antico ibrido, probabilmente tra il pomelo e il cedro,[1][2] ma da secoli è una specie autonoma, la quale si riproduce per innesto e talea.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene le origini del limone siano incerte, si pensa che i primi luoghi in cui sia cresciuto siano la Cina, dove veniva coltivato già prima della Dinastia Song (960-1279 d.C.),[3] la regione indiana dell'Assam e il nord della Birmania.[4]

Secondo alcuni studiosi, gli antichi romani conoscevano già i limoni. Tale ipotesi è supportata dalle raffigurazioni di limoni presenti in alcuni mosaici a Cartagine e affreschi a Pompei, ma secondo altri studiosi è possibile che gli autori di tali opere avrebbero semplicemente importato tali agrumi o li avrebbero visti nei loro paesi di origine.[4] Non ci sono infatti prove in ambito paleobotanico o letterario che avvalorino tale ipotesi.[4]

Intorno al 700 d.C. il limone si diffuse in Persia, Iraq e Egitto. Dal termine persiano لیمو, che si pronuncia līmū e indica genericamente gli agrumi, deriva il termine "limone".[5]

Le prime descrizioni letterarie del limone si hanno in scritti arabi del X e XII secolo, ad opera di Qustus al-Rumi e Ibn Jami’. Gli alberi di limoni furono utilizzati inizialmente dagli arabi come piante ornamentali.[4]

In Europa la prima coltivazione di limoni è stata avviata in Sicilia, dopo il X secolo e più tardi a Genova (a metà del XV secolo). I limoni compaiono nelle Azzorre nello stesso periodo, nel 1493, ad opera Cristoforo Colombo, che portò i semi del limone fino all'isola di Hispaniola.

Nel 1747 il medico scozzese James Lind consigliò l'utilizzo del succo di limone come cura contro lo scorbuto.[6][7]

Nel XIX secolo il limone iniziò ad essere coltivato intensivamente in Florida e California.[8]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il limone è un albero che raggiunge dai 3 ai 6 metri di altezza. I germogli e i petali sono bianchi e violetti.
Il frutto è giallo all'esterno e quasi incolore all'interno, di forma sferica fino ad ovale, spesso con una protuberanza all'apice e appuntito all'altra estremità. La buccia può essere da molto ruvida a liscia, più o meno foderata all'interno con una massa bianca spugnosa detta albedo. Solitamente i limoni si coltivano per la produzione di frutti ma la pianta può essere coltivata in vaso a scopo ornamentale. Per le coltivazioni in vaso è consigliata terra specifica per agrumi e il rinvaso annuale prima del ricovero invernale in serra.

In clima favorevole, il limone fiorisce e fruttifica due volte l'anno. La fioritura dura almeno due mesi e il frutto maturo può attendere altri due mesi sull'albero prima di venir colto, il che favorisce una raccolta sistematica. La fioritura primaverile produce i frutti migliori, la cui raccolta dura poi tutto l'inverno, da novembre ad aprile o maggio. La seconda fioritura, a volte forzata nelle piantagioni commerciali, avviene in agosto e settembre, i frutti si possono raccogliere da maggio in poi, subito dopo quelli invernali. In condizioni favorevoli, un albero adulto può dare da 600 a 800 frutti all'anno.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

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Alcune varietà di limone. Da sinistra a destra: Limone Costa d'Amalfi, limone di Sorrento e limone di Siracusa.

I limoni sono coltivati in tutto il mondo in innumerevoli varietà che probabilmente neanche i botanici riescono a registrare correntemente. Le differenze tra di esse sono infatti riscontrabili prevalentemente nell'aspetto esteriore, mentre rimangono praticamente invariate sia le loro qualità alimentari che la relativa importanza economica. Il limone infatti, ben raramente viene consumato come frutto fresco, per cui cambiamenti minori di gusto non sono molto importanti. Per la lavorazione industriale vanno bene tutte le varietà, con l'esclusione forse di quelle poche che per il precoce deterioramento vengono consumate sul luogo di produzione. Sono così quasi ignote le varietà del limone rosso e del limone dolce che danno frutti sempre agri, ma nel contempo abbastanza dolci da poter essere mangiati come frutta fresca. Quando questi limoni giungono a maturazione si deteriorano nel giro di due o tre giorni, per cui logicamente vengono consumati dalla popolazione locale e rimangono sconosciuti su un mercato più vasto.

Spesso si fa distinzione tra limoni gialli e verdi, ma si tratta di una distinzione meramente commerciale, in quanto i due tipi crescono sullo stesso albero. Il limone verde è il prodotto della fioritura estiva, la quale viene spesso indotta artificialmente con l'assoluta privazione di irrigazione della pianta nei mesi di giugno e luglio. In questo modo si ottengono frutti dalla sottile buccia verde e dalla polpa molto succosa. Possono rimanere immagazzinati per lungo tempo e sopportano bene trasporti e sbalzi di temperatura, per cui vengono esportati in tutto il mondo, mentre i loro "fratelli" limoni invernali, coprono il fabbisogno dei mercati interni. Questo tipo di forzatura dell'albero ne abbrevia la vita, ma si tratta di una pratica molto vantaggiosa economicamente, per cui generalmente adottata in tutte le piantagioni.

Produzione e distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Produzione mondiale di limoni e lime (2005).

In Italia il limone si coltiva a scopo produttivo principalmente nel Meridione, in particolare in Sicilia, Calabria e Campania.

Il limone viene coltivato in tutto il mondo nella fascia subtropicale, dove il clima è sufficientemente caldo ed umido ed è un importante prodotto di esportazione per molti paesi al di fuori dell'Unione Europea nel periodo "fuori stagione". Il produttore maggiore è l'India (16% della produzione mondiale di limone e lime), subito seguita da Messico (~14,5%), Argentina (~10%), Brasile (~8%) e Spagna (~7%). Altri paesi sono Cile, Uruguay e Cipro, ed USA dove i limoni sono coltivati prevalentemente in Florida e California. Dalla metà degli anni '80 tuttavia l'importanza economica della coltivazione del limone è in fase di forte decremento.

Principali produttori mondiali di limone e lime — 2007
Paese Produzione (Tonnellate)
India India 2.060.000F
Messico Messico 1.880.000F
Argentina Argentina 1.260.000F
Brasile Brasile 1.060.000F
Spagna Spagna 880.000F
Cina Cina 745100F
Stati Uniti Stati Uniti 722.000
Turchia Turchia 706.652
Iran Iran 615.000F
Italia Italia 546.584
 Mondo 13.032.388F
F = Stima FAO;

Fonte: Food And Agricultural Organization of United Nations: Economic And Social Department: The Statistical Division


Usi[modifica | modifica wikitesto]

In media, la buccia del limone può raggiungere il 40% del peso complessivo, un altro 3% è rappresentato dai semi. Pur trattandosi di una media il dato fa capire che il frutto non viene coltivato solo per il succo. Dalla buccia, molto apprezzata per la produzione di canditi, si estraggono anche essenze e pectina. Dai semi si estrae l'olio e gli avanzi si impiegano nell'alimentazione animale.

Il succo[modifica | modifica wikitesto]

Un bicchiere di limonata.

La parte del frutto più comunemente utilizzata è il succo che rappresenta fino al 50% del suo peso, contiene 50-80 grammi/litro di acido citrico, che conferisce il tipico sapore aspro e diversi altri acidi organici tra cui l'acido malico, l'acido ascorbico o vitamina C (0,5 g/l). Il succo pastorizzato si mantiene senza conservanti per almeno un anno e viene usato come ingrediente di vari alimenti e bevande. Il succo concentrato viene invece sottoposto ad ulteriore lavorazione e consumato nell'industria conserviera. Dal succo del limone si produce la limonata, una bevanda a base di succo di limone, acqua e zucchero.

L'olio essenziale[modifica | modifica wikitesto]

Olio essenziale di limone.

L'olio essenziale del limone è un liquido etereo e volatile con un colore che va da giallo a verde, una volta estratto per pressione meccanica mantiene l'odore della scorza, è quasi completamente solubile in alcol etilico a 96° ed è costituito prevalentemente da limonene e pineni (beta-pinene, alfa pinene, gamma terpinene). Occorrono circa tremila limoni per ottenere almeno 1 kg di essenza, e in genere i frutti verdi ne forniscono maggiori quantità. L'olio essenziale viene industrialmente deterpenato sia per distillazione sottovuoto che con l'impiego di solventi (CO2 supercritica). È impiegato principalmente nell'industria alimentare per il suo potere aromatizzante ed in quella profumiera. Nella produzione di detersivi vengono spesso impiegati i suoi sottoprodotti (terpeni, distillati dal succo e dalle "fezze" (residui fermentati di lavorazione industriale).

Usi farmaceutici[modifica | modifica wikitesto]

Anche in farmacologia il limone è molto apprezzato e le sue parti utilizzate sono il succo e il pericarpio (scorza). Il suo uso come farmaco era consolidato quando ancora non si sapeva nulla delle vitamine. Innanzi tutto ne veniva apprezzato il succo quale antiemorragico, disinfettante, diminuzione consistenza di feci (diarrea) e ipoglicemizzanti (tende a far diminuire il glucosio nel sangue)[9]. Nell'aromaterapia viene indicato come rinfrescante, tonico per la circolazione, battericida, antisettico, valido per abbassare la pressione arteriosa, utile per eliminare verruche, calli, gengive infiammate, per curare artrite e reumatismi, vene varicose, raffreddore, influenza[10]. Era reputato indispensabile nella cura dello scorbuto, cosa ben nota tra i marinai che non mancavano di approvvigionarsi di limoni prima di ogni viaggio impegnativo.

100 g di polpa di limone

contengono:

kcal kJoule acqua lipidi potassio calcio magnesio vitamina C
35-56 151-235 84-90 g 0,6 g 149 mg 11 mg 28 mg 51 mg

il che rappresenta il 71% del fabbisogno giornaliero di vitamina C per una persona adulta, ed il 7% del fabbisogno di potassio, l'1% di calcio ed il 9% di magnesio.

In Sicilia, dove esiste da sempre il problema dell'acqua potabile, era in voga l'uso di immettere nelle riserve d'acqua vari limoni tagliati a metà. La gente sapeva per esperienza che i limoni disinfettano l'acqua e la ricerca moderna ha dato ragione a questa antica saggezza.[11]

Usi terapeutici[modifica | modifica wikitesto]

Il limone è il frutto che vanta il più vasto impiego terapeutico, e il rapporto fra limone e salute vanta una storia millenaria: dagli impieghi degli antichi Greci fino ai giorni nostri, gli esempi di applicazione del limone in medicina sono centinaia, un lungo elenco fatto anche di alcune pagine importantissime della storia della medicina, come la scoperta dello scorbuto di James Lind nel 1747, patologia dovuta alla carenza di vitamina C e curata con il succo di limoni e arance. L'elevata concentrazione di vitamina C contenuta nel limone rende questo frutto di notevole importanza per la tutela della salute.

È generalmente noto che il consumo di agrumi tende a proteggere il nostro organismo da patologie come l'influenza. In realtà, le virtù anti-influenzali degli agrumi, e del limone in particolare, rappresentano solo uno degli aspetti benefici di questo frutto ricco di energia.

In particolare, infatti, il limone:

  • abbassa l'acidità del corpo: la maggior parte dei cibi che mangiamo quotidianamente alza l'acidità del nostro organismo, che si sforza invece di mantenersi sempre leggermente basico. Gli acidi organici contenuti nel limone (come l'acido citrico e l'acido malico) agiscono nel sangue nel senso inverso, cioè con reazioni che abbassano l'acidità del corpo perché liberano carbonati e bicarbonati, sostanze tampone che regolano il pH del sangue. Le patologie che possono scaturire da un'eccessiva acidità corporea sono innumerevoli e per questo riportare i tessuti a livelli leggermente alcalini è utile, costa poco e rende molto.[senza fonte]
  • favorisce la produzione di energia: secondo la Reims Biological Ionization Theory (RBTI), i limoni sarebbero l'unico alimento anionico al mondo, cioè con carica negativa. Tale caratteristica li renderebbe particolarmente benefici per la salute, per via del contributo che essi darebbero all'interazione tra cationi ed anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.
  • combatte le malattie da raffreddamento: l'elevato contenuto di vitamina C e di flavonoidi aiuta a combattere non solo i sintomi influenzali, ma anche i processi infiammatori in atto nel nostro organismo. Durante i mesi invernali, e quando il fisico lo richiede, si consiglia di bere delle spremute di un'arancia e due limoni. Anche gli oli essenziali contenuti nella scorza (per esempio, in infusione con acqua calda e zenzero) alleviano le sofferenze dei problemi respiratori tipici degli stati influenzali.
  • aiuta la digestione: grazie al succo e alla scorza, il limone aiuta anche a digerire. L'acido citrico contenuto nel succo, sotto forma di sale di sodio o di potassio, svolge un potente effetto antiacido nello stomaco perché neutralizza l'acido cloridrico in eccesso. La medicina tradizionale indiana (Ayurveda) consiglia di aggiungere al succo di limone un pizzico di sale e di pepe di Cayenna.
  • pulisce l'intestino: il succo di limone aggiunto all'acqua calda, al contrario di quello che si pensa comunemente, stimola le contrazioni muscolari all'interno delle pareti intestinali (peristalsi intestinale) e facilita l'evacuazione, contribuendo così all'eliminazione delle scorie e alla regolarità intestinale. È una buona pratica che può essere seguita al mattino, a digiuno, circa mezz'ora prima della colazione.
  • abbassa il colesterolo: la vitamina C e i citroflavonoidi (e più in particolare la tangeritina) intervengono rispettivamente nella trasformazione del colesterolo in acidi biliari e nella produzione dei suoi precursori. La tangeritina contenuta nella buccia riduce la concentrazione dei precursori delle LDL (lipoproteine a bassa densità, conosciute come “colesterolo cattivo”), favorendo una riduzione dei grassi nel sangue e diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari.
  • depura il fegato: il limone è un meraviglioso stimolante per il fegato ed è anche un buon solvente dell'acido urico e di altri veleni. Il succo di limone fresco aggiunto a un abbondante bicchiere d'acqua al mattino è un ottimo disintossicante del fegato.
  • aiuta gli occhi: la rutina e la vitamina B2 (o riboflavina) svolgono un ruolo importante nel mantenimento di una buona salute della struttura oculare e nel miglioramento dei sintomi di alcune patologie dell'occhio.
  • idrata e ammorbidisce la pelle: la vitamina C svolge un ruolo fondamentale nella formazione delle fibre di collagene, una delle proteine strutturali più importanti del nostro corpo. Per questo motivo il succo di limone mantiene la pelle in buona salute e svolge un ruolo importante nei processi di ossificazione e per la guarigione delle ferite.
  • tratta le pelli impure: per le sue proprietà antisettiche, l'olio essenziale del limone viene utilizzato in cosmesi come principio attivo (o ingrediente funzionale) per il trattamento di pelli impure e tendenti all'iperseborrea, ovvero quando un'alterazione della produzione di ormoni sensibilizza le ghiandole sebacee con conseguente aumento del sebo, arrossamento, prurito e formazione di comedoni (noti come “punti neri”).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.geima.it - Limoni
  2. ^ Gulsen, O. e M. L. Roose, Lemons: Diversity and Relationships with Selected Citrus Genotypes as Measured with Nuclear Genome Markers in Journal of the American Society of Horticultural Science, vol. 126, 2001, pp. 309–317.
  3. ^ Board, p. 48
  4. ^ a b c d History of Lemonade
  5. ^ Douglas Harper, Online Etymology Dictionary.
  6. ^ Case 3: Naval Medicine: The Fight Against Scurvy, King's College at London.
  7. ^ James Lind, A treatise on the scurvy. Second edition., London, A. Millar, 1757.
  8. ^ Julia F. Morton, Fruits of warm climates, Purdue University, 1987, pp. 160–168.
  9. ^ Suozzi, p. 47
  10. ^ Lavery, pp. 34-35
  11. ^ Kumar, p. 19

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]