Citrus × bergamia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Bergamotto
Citrus bergamia - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-184.jpg
'Citrus bergamia'
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Sprmatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Sottofamiglia Aurantioideae
Genere Citrus
Specie C. bergamia
Nomenclatura binomiale
Citrus bergamia
Risso & A.Poit.
Sinonimi

Citrus aurantium L. ssp. bergamia
Wight & Arn.

Varietà
  • Vedi testo

Il bergamotto (Citrus × bergamia, Risso & Poit.) è un agrume del genere Citrus.[1] Il nome deriva dal turco beg armudi = "pero del signore".

Origini e storia[modifica | modifica sorgente]

Antica illustrazione sul bergamotto.

Non si conosce l'esatta genesi di questo agrume, il colore giallo indicherebbe una derivazione per mutazione genetica a partire da preesistenti specie agrumarie quali limone, arancia amara o limetta.[2][3]

Anche la sua collocazione sistematica ha generato molte controversie tra i botanici, alcuni lo classificano come specie a sé stante (Risso e Poiteau) mentre altri lo indicano come sottospecie dell'arancio amaro (Swingle). Alcune leggende fanno derivare il bergamotto dalle isole Canarie, da cui sarebbe stato importato ad opera di Cristoforo Colombo, altre fonti propendono per Cina, Grecia, o dalla città di Berga in Spagna, mentre si narra la storia del moro di Spagna che ne vendette un ramo ai signori Valentino di Reggio (in Calabria) per diciotto scudi che lo innestarono su un arancio amaro in un loro possedimento nella contrada Santa Caterina (quartiere di Reggio Calabria). È anche probabile che la pianta sia autoctona della Calabria[senza fonte], perché già nel XIV secolo risultano tracce di un agrume esclusivo del sud della Calabria Limon pusillus calaber. L'etimologia più verosimile è Begarmundi, cioè pero del signore in turco, per la sua similarità con la forma della pera bergamotta[4].

La prima piantagione intensiva di alberi di bergamotto (bergamotteto) fu opera nel 1750 del proprietario Nicola Parisi lungo la costa reggina, nel fondo di Rada dei Giunchi, situato di fronte l'area dove oggi si trova, nel cuore della città, il Lido comunale Zerbi ". Originariamente l'essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale e fatta assorbire da spugne naturali (procedimento detto "a spugna") collocate in dei recipienti appositi (detti concoline).

Nel 1844, si documenta la prima vera industrializzazione del processo di estrazione dell'olio essenziale dalla buccia grazie a una macchina di invenzione del reggino Nicola Barillà, denominata macchina calabrese che garantiva una resa elevata in tempi brevi, ma anche un'essenza di ottima qualità se paragonata a quella estratta a spugna.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

È un albero alto tra i tre e i quattro metri, con una corona tra i tre e i quattro metri.

I fiori sono bianchi, molto profumati. Le foglie sono lucide e carnose come quelle dell'arancio e non cadono mai nemmeno in inverno.

La fioritura e le nuove foglie spuntano appena finita la stagione delle piogge, all'inizio di marzo.

Il frutto è grande poco più di un'arancia e poco meno di un pompelmo; ha un colore giallo intenso più del pompelmo e meno del limone, esternamente ha la pelle liscia e sottile come un pompelmo, è meno rotondo del pompelmo in quanto è schiacciato ai poli.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Etichetta ottocentesca di una ditta di Reggio Calabria, nell'illustrazione è visibile la "macchina calabrese".

La superficie oggi coltivata a bergamotto è di circa 1.500 ettari, con una produzione media di 100.000 kg di essenza. Per ottenere un kg di essenza occorrono 200 kg di frutti. Gli addetti del settore sono stimati in ca. 4.000 unità. Il primo bergamotteto di cui si ha notizia venne impiantato nelle vicinanze di Reggio (attuale Reggio di Calabria) da Nicola Parisi, nel fondo denominato "Giunchi" nell'anno 1750.

Le piante coltivate si ricavano tramite innesto di tre rami di bergamotto su un porta-innesto di arancio amaro di un anno. Rimane in vaso per un anno e viene interrato a 2 anni. L'innesto e il trapianto nell'anno successivo avvengono preferibilmente a febbraio o a settembre. Ha una vita produttiva di 25 anni, comincia la sua produzione da tre anni, arriva al massimo della produttività a 8 anni e può arrivare fino a un quintale per pianta se potato (vengono tagliate le cime in modo che il frutto cresca in basso al riparo dal forte sole estivo e dal forte vento).

La produttività è fortemente influenzata dalle temperature e dalle piogge: è un albero che non sopporta gli sbalzi in basso della temperatura e l'eccessiva o scarsa piovosità, mentre ben sopporta il caldo.

Si pianta un albero ogni quattro metri, si ripara il terreno con dei filari di pini di elevata altezza e fitti, nel lato del terreno in direzione del mare per riparare la coltivazione dal forte vento che spira dal mare dallo stretto di Messina tutto l'anno.

Bergamotti appena raccolti e destinati alla produzione di essenza.

Microclima e habitat[modifica | modifica sorgente]

La sua zona di produzione è prevalentemente limitata alla zona ionica costiera nella provincia di Reggio a tal punto da diventarne un simbolo dell'intera zona e della città. L'area coltivata a bergamotto è costituita dalla fascia costiera Calabra, molto pianeggiante e riparata dal forte vento dello stretto di Messina, grazie alle colline circostanti, per un'estensione di circa 150 chilometri e situata dal mare a circa due chilometri di distanza.

Molto nota è l'area di coltivazione della zona di Melito di Porto Salvo (RC) e in particolare le frazioni di Prunella e Caredia (Lacco), la quale ogni anno, nel periodo tra novembre e gennaio, contribuiscono con le proprie piantagioni, al maggior raccolto del frutto del bergamotto.

Dal punto di vista climatico l'area è caratterizzata da un microclima che nelle mappe climatiche viene classificato come area "tropicale temperata umida" caratterizzata da venti medio/forti che soffiano per quasi tutto l'anno, estati calde senza pioggia, inizio primavera e fine autunno molto piovosi e inverni con temperature giornaliere quasi sempre superiori ai dieci gradi. I giorni di sole sono mediamente 300 l'anno.

Albero di bergamotto nella Contea di Maricopa, Arizona

Predilige i terreni argilloso-calcarei e alluvionali.

Viene coltivato in tre cultivar: femminello, castagnaro e fantastico. Si distinguono in particolare per i frutti: il femminello è più produttivo, ma presenta frutti più piccoli delle altre cultivar e lisci, il castagnaro è vigoroso con frutti più grossi e rugosi, il fantastico è simile al femminello ma con frutti piriformi.

Usi[modifica | modifica sorgente]

La "Macchina Calabrese", ideata da Nicola Barillà nel 1844, per la lavorazione dell'agrume reggino.

I prodotti del bergamotto sono: i frutti, l'olio essenziale, il succo e la polpa.

Il frutto intero non è messo in vendita al dettaglio ma utilizzato solo per la trasformazione in essenza, si trova solo dai contadini da novembre a marzo; è possibile ottenere delle spremute come si fa con gli altri agrumi (per es. arancio), si può tagliare a spicchi per farne delle insalate o, come per il limone, metterlo nel tè (la buccia è aromatica come quella del limone). Il suo succo è molto amaro per la presenza di naringina e sembra essere attivo, grazie al contenuto in polifenoli, nell'abbassare il tasso di colesterolo, in particolare l'effetto sarebbe da imputare alla presenza di due flavonoidi statin-like (con attività simile a quella delle statine), denominati brutieridina e melitidina.[5][6][7][8][9]

Il contenuto di acido citrico è pari a 66 g/l, tale alta quantità ha determinato negli anni passati l'utilizzo del succo come fonte di acido citrico naturale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Olio essenziale di bergamotto.

Il suo utilizzo riguarda soprattutto gli oli essenziali derivati dalla buccia dei frutti nonché dai fiori, dalle foglie e dai giovani rametti. L'olio essenziale di bergamotto è esportato in tutto il mondo per le sue proprietà di donare una nota estremamente fresca alle composizioni di profumeria. È componente essenziale dell'acqua di colonia e delle acque di toilette, primi prodotti grazie al quale il bergamotto ha avuto un uso diffuso in tutto il mondo. Modernamente l'essenza si estrae sempre meccanicamente con macchine dette "pelatrici", tali macchine "raspano" l'esterno del frutto in corrente d'acqua ottenendo un'emulsione convogliata in centrifughe che separano per differenza di peso specifico (la densità relativa d20/4 e di circa 0,88) l'essenza dall'acqua.

Danni alla salute[modifica | modifica sorgente]

In passato, gli psoraleni contenuti nell'estratto di olio di bergamotto sono stati usati negli acceleratori d'abbronzatura e nei filtri solari. Gli psoraleni penetrano nella pelle, dove aumentano la quantità di danno al DNA. Questo danno è possibile nelle scottature solari ed è compresente con una maggiore produzione di melanina. Può anche portare a fitofotodermatosi, uno scurimento della pelle a causa di una reazione chimica che rende la pelle più sensibile alla luce UV.

Queste sostanze sono note essere fotocancerogene dal 1959,[10] ma sono state bandite dai filtri solari dopo il 1995 (negli USA)[11]. Questi fotocancerogeni sono stati banditi in molti stati anni dopo aver causato molti casi di melanomi maligni e conseguenti morti[12]. Gli psoraleni vengono ora usati solo nel trattamento di alcune patologie, come nella terapia PUVA

Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile ridurre notevolmente il Bergaptene (5-MOP), una furocumarina fototossica e fotomutagena[13] che per esposizione al sole può provocare ustioni anche agli strati cutanei più profondi.

È preferibile acquistare in farmacia o in erboristeria l'essenza defurocumarinizzata o contattare il consorzio del bergamotto.

Prodotti e utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Frutto[modifica | modifica sorgente]

Sezione di frutto di bergamotto
  • giallo (frutto maturo usato per estrarre l'olio essenziale impiegato come aromatizzante)
  • verde (immaturo, usato per fare canditi e per estrarre l'olio essenziale impiegato in profumeria) e arancella (frutto del diametro di 2-4 cm immaturo caduto alla pianta perché scottato dal sole
  • verde cinerino, usato intero per alcuni liquori e per ottenere un'essenza che viene denominata Neroli o Nero di bergamotto).

I frutti non sono gradevoli da mangiare senza prima essere lavorati. Unico utilizzo del frutto quasi maturo o maturo, se si vuole un sapore non fastidioso, (l'essenza se assaggiata ravvisa un po' la nafta) è in spicchi che sostituiscono il limone a spicchi nel tè. Dai semi nasce il bergamotto selvaggio, usato a volte come porta innesto in luogo dell'arancio amaro. Il frutto intero può essere candito, la polpa e gli scarti della buccia, che vengono chiamati "pastazzo" sono usati come alimento concentrato per gli animali d'allevamento, come suini o bovini da carne e latte. La buccia intera è usata al posto della carta da dolci o per alcuni prodotti artigianali per realizzare souvenir (le famose tabacchiere), oppure messa a macerare in alcool etilico costituisce la base del liquore denominato bergamino o bergamello. Il succo ricavato dal bergamotto maturo (giallo) è usato, a volte e in piccole quantità, dall'industria dei succhi di frutta per la sua nota amara.

Profumi e dopobarba[modifica | modifica sorgente]

  • essenza defurocumarinizzata: componente dell'acqua di Colonia, profumo bergamotto: alcool+bergamotto (1-10%)

Secondo Gildemeister e Hoffmann, nel loro libro “Gli oli eterici” (Die etherischen Öle), il bergamotto venne introdotto fra il 1672 e il 1708. Nei registri commerciali dedicati all'Eau de Cologne della ditta profumiera Johann Maria Farina gegenüber dem Jülichs-Platz (ovvero “Giovanni Maria Farina di fronte alla piazza di Jülich”), altrimenti detta Farina Gegenüber, si trovano testimonianze dell'acquisto di bergamotti a partire dal 1714.

A partire dal momento in cui il bergamotto viene nominato, precisamente nel 1750 quando venne piantato da un certo Nicolo Parisi, l'olio di bergamotto è divenuto una componente essenziale per l'industria profumiera e, in particolare, dona all'Acqua di Colonia la sua fragranza tipica.

La raccolta del bergamotto ha come fine quasi esclusivo la produzione dell'essenza. L'olio eterico di bergamotto viene ricavato dalla buccia del piccolo frutto giallo-arancio. Originariamente i frutti venivano pressati a mano (sfumatura), successivamente con presse di legno, mentre oggigiorno il processo è stato meccanizzato. Per produrre un litro d'olio sono necessari 200 chili di bergamotti.

Alcoolici[modifica | modifica sorgente]

  • Il Bergamino (15% di frutto intero e fino al 40% di alcool), che ha ottenuto la qualifica di prodotto agroalimentare tradizionale.
  • L'amaro al bergamotto, con erbe aromatiche e ad elevata percentuale alcolica.
  • L'elisir digestivo al bergamotto, detto anche Amarotto, a bassa percentuale alcolica.
  • La crema di bergamotto, ottenuta da un infuso di scorze di bergamotto e crema di latte.
  • La grappa aromatizzata al bergamotto.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Il suo uso nell'alimentazione risale almeno all’aprile del 1536, come risulta dal «menu di magro» offerto all’imperatore Carlo V, di passaggio per Roma, dal cardinale Lorenzo Campeggi[14].

La scorza di bergamotto, se opportunamente trattata, ad esempio messa in salamoia e poi unita al succo, può essere utilizzata per aromatizzare primi e secondi piatti, ma anche dolci come la celebre Torta Nosside. Altri prodotti dolciari ricavati dal bergamotto sono le caramelle e le scorzette candite.

L'aroma dell'olio di bergamotto è utilizzato per aromatizzare il nella variante denominata Earl Grey, o per ricavarne un profumato e raffinato sorbetto.

Bevanda gassata[modifica | modifica sorgente]

Succo di frutta[modifica | modifica sorgente]

Il succo di bergamotto è usato come amaricante nei succhi di altri agrumi;

Digestivo[modifica | modifica sorgente]

  • In forma di elisir a basso contenuto alcolico.

Aromaterapia[modifica | modifica sorgente]

  • olio essenziale: l'odore dell'olio essenziale di bergamotto è persistente e penetrante e annulla l'odore degli altri profumi, si usa mettere un bergamotto intero nel frigorifero, raschiandone la buccia con una forchetta periodicamente ogni due settimane, per eliminare i cattivi odori, basta qualche goccia di essenza nella vaschetta dei caloriferi o nella bacinella del liquido per lavare i pavimenti per aromatizzare per alcuni giorni gli ambienti;

Pulizia personale[modifica | modifica sorgente]

  • essenza defurocumarinizzata: è un ottimo pulente da colle sintetiche, grasso e catrame

Anestetico[modifica | modifica sorgente]

  • essenza defurocumarinizzata: (su parti non escoriate) miscelato tra 1% e il 5% in vaselina o alcool, come blando anestetico locale per lenire i dolori reumatici e da contusione;

Antisettico e antibatterico[modifica | modifica sorgente]

  • essenza defurocumarinizzata: puro come lenitivo naturale ed in miscela al 10% con l'alcool etilico come forte disinfettante.

Abbronzante[modifica | modifica sorgente]

  • olio essenziale: utilizzato negli anni 60/70 in Calabria al 2% in olio naturale (mandorla, cocco) risulta essere un amplificatore dell'abbronzatura, tale effetto è dovuto al bergaptene che stimola la produzione di melanina; tale pratica è da considerarsi rischiosa;

Contraffazione dell'essenza di bergamotto[modifica | modifica sorgente]

Gascromatografia chirale di essenza genuina di bergamotto (alto) e di distillato di foglie di bergamotto (peratoner)

L'olio essenziale di bergamotto è particolarmente soggetto a contraffazioni essendo una essenza pregiata prodotta in quantità relativamente piccole. Generalmente la contraffazione consiste nel "tagliare" l'essenza, ovvero nell'aggiungere distillati di essenze di scarsa qualità e basso costo, ad esempio di arancia amara e di menta bergamotto e/o miscele di terpeni naturali o sintetici, o nel "ricostruire" l'essenza a partire da prodotti chimici di sintesi, colorandola con clorofille. A livello mondiale ogni anno si commercializzano circa tremila tonnellate di essenza dichiarata di bergamotto, mentre l'essenza genuina di bergamotto prodotta annualmente ammonta a non più di cento tonnellate.[15]

L'utilizzo dell'analisi gascromatografica con colonne aventi una fase stazionaria chirale consente di analizzare miscele di enantiomeri. L'analisi della distribuzione enantiomerica di vari composti, quali acetato di linalile e linalolo, permette la caratterizzazione dell'essenza di bergamotto in base al processo produttivo e consente di scoprire l'eventuale contraffazione dell'essenza.[16][17][18][19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citrus bergamia Risso & Poit., USDA ARS-GRIN. URL consultato il 30 maggio 2013.
  2. ^ I costituenti dell'essenza che si ottiene dalla sua buccia lo imparentano strettamente con l'arancio amaro, per la presenza di linalolo e di acetato di linalile e di alcune furocumarine. Molti citano il bergamotto come frutto dal colore verde poiché viene raccolto e lavorato a differenti stadi di maturazione, la qualità verde (novembre/dicembre) possiede una nota olfattiva "verde" e "cruda" che ben si presta alla profumeria mentre la qualità matura (febbraio/marzo) ha un aspetto meno aggressivo e "dolce" e viene utilizzata come aromatizzante.
  3. ^ (EN) C.T. Federici, M.L. Roose, R.W. Scora, RFLP Analysis of the Origin of Citrus Bergamia, Citrus Jambhiri, and Citrus Limonia in ISHS Acta Horticulturae, vol. 535, 2010.
  4. ^ È invece totalmente infondata l'etimologia che fa riferimento alla città di Bergamo, che non ha alcuna connessione con il frutto: eppure essa è inopinatamente sostenuta in testi enciclopedici anglosassoni, in cui opera evidentemente l'assonanza fonica tra i due lemmi. Cfr. The Columbia Electronic Encyclopedia Copyright 2007, Columbia University Press. Licensed from Columbia University Press: "bergamot (bûr`gəmŏt') [from Bergamo, Italy]".
  5. ^ (EN) Natalizia Miceli, M. R. Mondello, M. T. Monforte, V. Sdrafkakis, P. Dugo, M. L. Crupi, M. F. Taviano, R. De Pasquale and A. Trovato, Hypolipidemic Effects of Citrus bergamia Risso et Poiteau Juice in Rats Fed a Hypercholesterolemic Diet in J. Agric. Food Chem., vol. 55, nº 27, 2007, pp. 10671–10677, DOI:10.1021/jf071772i.
  6. ^ (EN) L. Di Donna, G. De Luca, F. Mazzotti, A. Napoli, R. Salerno, D. Taverna and G. Sindona, Statin-like Principles of Bergamot Fruit (Citrus bergamia): Isolation of 3-Hydroxymethylglutaryl Flavonoid Glycosides, vol. 72, nº 7, 2009, pp. 1352–1354, DOI:10.1021/np900096w.
  7. ^ (EN) Monica Leopoldini, N. Malaj, M. Toscano, G. Sindona, and N. Russo, On the Inhibitor Effects of Bergamot Juice Flavonoids Binding to the 3-Hydroxy-3-methylglutaryl-CoA Reductase (HMGR) Enzyme in J. Agric. Food Chem., vol. 58, nº 19, 2010, pp. 10768–10773, DOI:10.1021/jf102576j.
  8. ^ (EN) Vincenzo Mollace, I. Sacco, E. Janda, C. Malara, D. Ventrice, C. Colica, V. Visalli, S. Muscoli, S. Ragusa, C. Muscoli, D. Rotirotia, F. Romeo, Hypolipemic and hypoglycaemic activity of bergamot polyphenols: From animal models to human studies in Fitoterapia, vol. 82, nº 3, 2011, pp. 309-316, DOI:10.1016/j.fitote.2010.10.014. PDF
  9. ^ Il colesterolo? Con il bergamotto è ok! I risultati grazie a due molecole contenute nel frutto: la brutieridina e la mellitidina in Gazzetta del Sud, 13 marzo 2012. URL consultato il 13 marzo 2012.
  10. ^ Urbach, F, Modification of ultraviolet carcinogenesis by photoactive agents in J Invest Dermatol, vol. 32, 2, Part 2, 1959, pp. 373–378, DOI:10.1038/jid.1959.63, PMID 13641813.
  11. ^ Autier P; Dore J F; Schifflers E; et al., Melanoma and use of sunscreens: An EORTC case control study in Germany, Belgium and France in Int. J. Cancer, vol. 61, nº 6, 1995, pp. 749–755, DOI:10.1002/ijc.2910610602, PMID 7790106.
  12. ^ P. Autier, J.-F. Dore, J.-P. Cesarini e P. Boyle, Should subjects who used psoralen suntan activators be screened for melanoma? in Annals of oncology, vol. 8, nº 5, 1997, pp. 435–437, DOI:10.1023/A:1008205513771, ISSN 0923-7534, PMID 9233521. [collegamento interrotto]
  13. ^ Relative Photomutagenicity of Furocoumarins and Limettin in the Hypoxanthine Phosphoribosyl Transferase Assay in V79 Cells
  14. ^ Gigi Abbruzzo, Il bergamotto in cucina, Accademia italiana della cucina - Civiltà della tavola n°156, dicembre 2004, p. 10
  15. ^ Tonio Licordari La riflessione Valorizzare ora questa risorsa sulla scia dell'onda... profumata Gazzetta del Sud Cronaca di Reggio 18/02/2010 [1]
  16. ^ (EN) L. Mondello, A. Verzera, P. Previti, F. Crispo, and Giovanni Dugo Multidimensional Capillary GC−GC for the Analysis of Complex Samples. 5. Enantiomeric Distribution of Monoterpene Hydrocarbons, Monoterpene Alcohols, and Linalyl Acetate of Bergamot (Citrus bergamia Risso et Poiteau) Oils J. Agric. Food Chem., 1998, 46 (10), pp 4275–4282 [2] DOI: 10.1021/jf980228u
  17. ^ (EN) M. Eleni, M. Antonios, K. George, S. Alexios-Leandros and M. Prokopios High Quality Bergamot Oil from Greece: Chemical Analysis Using Chiral Gas Chromatography and Larvicidal Activity against the West Nile Virus Vector Molecules 2009, 14, 839-849 [3] DOI: 10.3390/molecules14020839
  18. ^ (EN) The Adulteration of Essential Oils – and the Consequences to Aromatherapy & Natural Perfumery Practice By Tony Burfield October 2003 [4]
  19. ^ (EN) Cotroneo A., d'Alcontres I. S. & Trozzi A. (1992) On the genuineness of citrus essential oils Part XXXIV Detection of added reconstituted bergamot oil in genuine bergamot oil by high resolution gas chromatography by chiral capillary columns Flav. & Frag. J. 7, 15-17 DOI: 10.1002/ffj.2730070104

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pasquale Amato, "Storia del Bergamotto di Reggio Calabria – L'affascinante viaggio del Principe degli Agrumi", Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2005.
  • Alfredo Focà, Dell'essenza di Bergamotta, Franco Pancallo Editore, Locri, 2005.
  • Alfredo Focà, Francesco Calabro medico, patriota autore dei primi studi sul bergamotto, Laruffa RED, Reggio Calabria, 1998.
  • Alfredo Focà, Sull'azione antimicrobica dell'essenza di bergamotto, Seal, Reggio Calabria, 2000.
  • Carlo Mangiola, Giuseppe Polimeni, Un agrume molto colto. Il Bergamotto, mito e storia, Reggio Calabria, Culture, 1997.
  • Angelo di Giacomo, Carlo Mangiola, Il Bergamotto di Reggio Calabria, Laruffa Editore, Reggio Calabria, 1989.
  • Antonio Saltini, Mezzogiorno agricolo che cambia. Viaggio tra Tavoliere e Aspromonte, Edagricole, Bologna 1985
  • Vittorio Caminiti, il primo ricettario delle conserve al bergamotto. I primi esperimenti dei piatti e degustazione dal bergamotto, Officina Grafica, Villa San Giovanni RC 1999
  • Gianni Rodari, "Versi e Storie di Parole", Einaudi 1995
  • Angelo Di Giacomo e Biagio Mincione (a cura di), Gli Olii Essenziali Agrumari in Italia RAISA - CNR Sottoprogetto 4 Tematica 4.3.2 Nuovi prodotti di estrazione, separazione, frazionamento e purificazione, Reggio Calabria, Laruffa Editore, 1994.
  • (EN) Irina V. Lebedeva, S. Delle Monache, P. Sanità, E. Trapasso, M.R. Ursino, P. Dugo, Mechanisms Underlying the Anti-Tumoral Effects of Citrus bergamia Juice in PLoS ONE, vol. 8, nº 4, 2013, pp. e61484, DOI:10.1371/journal.pone.0061484.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]