Citrus maxima

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Pummelo
Citrus maxima2.jpg
Frutto in maturazione
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Genere Citrus
Specie maxima
Nomenclatura binomiale
Citrus maxima

Il pomelo, pummelo o pampaleone (Citrus maxima o, secondo Linnaeus, Citrus grandis), appartiene al genere dei Citrus, nella famiglia delle Rutaceae. È ritenuta una delle tre specie da cui derivano tutti gli agrumi oggi conosciuti, assieme al cedro ed al mandarino.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Interno di pomelo

Diversamente da ogni altro agrume, il pomelo non è sferico o leggermente schiacciato, e si presenta spesso con una forma a pera. La buccia è liscia, verdina, alle volte rosata, mentre la polpa raggiunge i colori dal giallo paglierino al rosa fino al rosso. È il più grande tra i frutti dei citrus, cresce fino ai 30 cm di diametro e può pesare fino ai 10 kg. Tipica per questa specie è l’abbondante presenza della sostanza bianca spugnosa sotto la buccia (detta albedo), che come nella maggioranza degli agrumi non è commestibile; di albedo è costituita addirittura tutta la parte superiore del frutto, cioè la parte stretta della forma a pera. Se il frutto è maturo il gusto è piacevole, più dolce di quello dell’arancio amaro e senza alcuna acidità. Ogni spicchio del frutto è piuttosto grande, presenta piccoli semi e una spessa buccia facile da togliere.

Il pomelo è molto grande e di conseguenza una persona sola ha difficoltà a consumarlo appena colto, ciò che probabilmente avviene in Indocina dove il frutto può realmente arrivare a maturazione completa.

Molto diffuso in Cina, dove viene consumato fresco, è impiegato anche per produrre succhi (in Israele) e per condire insalate di frutta o di legumi, oppure candito.

L’industria ricava oli essenziali dalla buccia.

È sempre più diffuso nei supermercati europei. In Italia è possibile acquistarlo nei negozi cinesi e in alcuni supermercati.

Pampaleone o pompelmo?
Due pomeli

Due parole molto simili, due frutti affini – ci si confonde facilmente. Oltretutto, il pompelmo è oggi largamente noto e sembra in qualche modo strano che un frutto sconosciuto dal nome mai sentito possa attribuirsene la paternità genetica. Eppure è stato dimostrato che sono solo tre i progenitori di tutti gli agrumi oggi conosciuti: il cedro, il mandarino e questo gigante di altri tempi che possiamo chiamare solo con nomi locali, perché la sua importanza non è mai giunta oltre tali livelli. In varie parti d’Italia lo si conosce come pampaleone, pummelo, sciadocco, cedrangolo (o cetrangolo), in Israele semplicemente jaffa, in Spagna pomelo. E quest’ultimo sembra il nome che gli resterà.

Comunque lo si voglia chiamare, è uno dei tre illustri antenati degli agrumi. Il pompelmo è dunque inevitabilmente un ibrido, tanto ben riuscito da aver quasi soppresso l’originale. E tanto ben riuscito che a tutt’oggi non è concluso il dibattito pampaleone/pompelmo. Molti esperti ritengono che il pompelmo sia solo la versione mediterranea del pomelo. Altri sono convinti che il pompelmo sia semplicemente lo sviluppo naturale della specie antica, definitivamente estinta, dei pampaleoni. Rimane tuttora una questione aperta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il pomelo è nativo del sud dell'Asia e della Malesia dove è conosciuto da più di quattromila anni. Fu introdotto in Cina attorno al 100 d.C., dove si è diffuso e continua a sopravvivere, anche spontaneamente in riva ai fiumi, fino ai giorni nostri. È coltivato nelle regioni meridionali (Jiangsu, Jiangxi, Fujian) e specialmente in Thailandia. Ci sono piantagioni anche in Taiwan e Giappone, nel sud dell'India, Malesia, Indonesia, Nuova Guinea e Tahiti.

Oltre che in Asia, il pomelo è coltivato in California e soprattutto in Israele.

Venne introdotto in Giamaica nel XVIII secolo dal capitano inglese Shaddock, che localmente diede anche il proprio nome al frutto. Il cognome di questo capitano è ancora ricordato anche in Liguria, dove il pomelo è noto come sciaddocco.

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