Colonscopia

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La colonscopia (o coloscopia) è un esame diagnostico volto ad esplorare le pareti interne del colon, per scoprire eventuali lesioni, ulcerazioni, occlusioni, masse tumorali. È un importante strumento di prevenzione, che permette di individuare e, se necessario, rimuovere all'istante, dei tumori anche molto piccoli e in fase iniziale, impedendone lo sviluppo e la degenerazione. La colonscopia è consigliata come corretta attività di screening per tutti i soggetti a rischio: ad esempio per coloro che hanno familiarità con i tumori del colon; o comunque dopo i 50 anni, quando dall’esame delle feci si rileva la presenza di sangue, anche in tracce minime.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Una corretta preparazione del paziente alla colonscopia ha lo scopo di svuotare completamente il colon, in modo da lasciarne le pareti lisce e prive di escrementi, così da permettere una corretta visione dell'interno; a questo scopo:

  • nei quattro giorni precedenti l'esame non bisogna mangiare frutta, verdura, crusca;
  • il giorno prima dell'esame ci si deve limitare ad un pranzo leggero, per poi sospendere completamente ogni dieta solida;
  • nel corso del giorno precedente l'esame bisogna bere molta acqua, ingerire dosi notevoli di lassativo ed effettuare un clistere di pulizia finale.
Momento di asportazione di un piccolo polipo durante una colonscopia. In basso la pinza in direzione del polipo

Esame strumentale[modifica | modifica wikitesto]

L'esame viene effettuato attraverso l'introduzione per via anale di una sonda, detta colonscopio, che ha un diametro da circa 11 mm a 13 mm. La sonda, munita di microcamera, mostra in tempo reale l'interno del colon. Per facilitare la penetrazione della sonda, il colon stesso viene dilatato insufflando aria all'interno, procedimento che può risultare in alcuni casi fastidioso e anche doloroso. A seconda del tratto esplorato, possiamo distinguere:

  • Rettoscopia (soltanto il retto è interessato dall'esame).
  • Rettosigmoidoscopia (si esamina anche il sigma, il tratto subito a monte del retto, che non di rado si presenta assai convoluto e può essere assai difficile da esplorare. In tal caso particolari manovre sono messe in atto per tentare di "svolgere" il tratto convoluto e raddrizzarlo in modo da facilitare la progressione dello strumento. Frequentemente il passaggio del sigma è il momento più delicato e potenzialmente fastidioso dell'intero esame).
  • Colonscopia sinistra (si risale fino alla flessura colica sinistra, percorrendo anche il colon discendente).
  • Pancolonscopia (tutto il colon è interessato dall'esame).
  • Pancolon-ileoscopia (si tenta, qualora le condizioni lo permettano, di forzare la valvola ileocecale per esplorare l'ileo distale, solitamente per circa 20 cm. Questo esame è molto utile quando, per esempio, si vuole verificare l'interessamento dell'ileo in un processo flogistico come la malattia di Crohn).

Qualora venissero trovate delle masse tumorali esse potranno essere direttamente rimosse, per poi procedere alla sezione istologica e all'esame anatomopatologico.

Metodi alternativi per l'esame del colon[modifica | modifica wikitesto]

  • Mediante raggi x (esame detto Rx clisma opaco). Si usa quando è controindicata o impossibile la colonscopia, ma dà risultati meno precisi.
  • Colongrafia TAC. È una nuova metodica che per ora dà risultati inferiori alla classica colonscopia. La TAC multistrato a 64 detettori è un'endoscopia virtuale [1] che compie delle rilevazioni alla elevatissima frequenza di 160 strati submillimetrici al secondo, e tramite un particolare software permette di ottenere immagini 3D di alta qualità. Richiede la stessa preparazione della colonscopia tradizionale per la pulizia dell'intestino, non è invasiva, non richiede sedazione e permette un'endoscopia anche delle parti in movimento. È tuttavia meno sensibile nel rilevare lesioni inferiori ai 10 mm o lesioni piatte; espone inoltre il paziente a una dose di radiazioni circa quattro volte più alta rispetto a una mammografia e può comunque richiedere l'esecuzione successiva di una colonscopia tradizionale.[2]
  • La videocapsula è un esame del tutto differente dalla colonscopia virtuale sia per strumentazione utilizzata sia per le indicazioni sui casi in cui viene utilizzata. Si tratta di una capsula che viene ingerita dal paziente, trasportata dai movimenti dell’intestino durante il suo transito e quindi espulsa con le feci. Viene impiegata non per lo studio del colon, ma per esaminare l’intestino tenue nei casi di anemia non spiegata per escludere sanguinamenti occulti a tale livello o nei casi di sospetta malattia infiammatoria intestinale a carico del piccolo intestino. Non richiede esposizione a radiazioni.
  • La colonscopia robotica rappresenta un’alternativa che combina i vantaggi della colonscopia tradizionale (accuratezza diagnostica, possibilità di intervento) sia ad una minore invasività, che alla riduzione o alla completa eliminazione dei rischi di infezione e di perforazione. Il colonscopio è inserito manualmente nel paziente sino al retto ed in seguito la navigazione sino al cieco è autonoma e controllata per mezzo di dispositivi esterni, che non richiedono esposizione a radiazioni. L’avanzamento autonomo della sonda esclude manovre dell’operatore per agevolare la progressione del colonscopio e minimizza la necessità di insufflare aria, pertanto non si rende necessario il ricorso alla sedazione del paziente.

Possibili complicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La colonscopia non garantisce la visualizzazione di tutti i tumori
  • Emorragie in seguito alla rimozione di masse tumorali
  • Possibile perforazione del colon
  • Problemi cardio-vascolari particolarmente in seguito all'uso di sedativi
  • Seppur molto raro, con tale esame c'è il rischio di decesso, con una statistica pari al 0,02% (2 casi ogni 10.000 esami effettuati) e un tasso di complicanze variabile tra lo 0,3 e 1,7%.[3]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tommaso G. Lubrano, "Al centro universitario di Torino <<Chirurgia gentile>> per il cancro al colon La sopravvivenza determinata dalla prevenzione primaria", La Stampa - Tuttoscienze, 24/01/2001 [1]
  2. ^ (EN) Brenner DJ, Georgsson MA, Mass screening with CT colonography: should the radiation exposure be of concern? (abstract) in Gastroenterology, vol. 1, nº 129, luglio 2005, pp. 328-337, PMID 16012958. URL consultato il 17 maggio 2011.
  3. ^ Colonscopia
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