Addis Abeba

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Addis Ababa)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Addis Abeba
città autonoma
አዲስ አበባ
Addis Abeba – Veduta
Localizzazione
Stato Etiopia Etiopia
Amministrazione
Amministratore locale Kuma Demeksa (FDRE)
Data di istituzione 1886
Territorio
Coordinate 9°01′N 38°44′E / 9.016667°N 38.733333°E9.016667; 38.733333 (Addis Abeba)Coordinate: 9°01′N 38°44′E / 9.016667°N 38.733333°E9.016667; 38.733333 (Addis Abeba)
Altitudine 2 355 m s.l.m.
Superficie 2 360[2] km²
Abitanti 2 739 551 (2007)
Densità 1 160,83 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
ISO 3166-2 ET-AA
Cartografia

Addis Abeba – Localizzazione

Sito istituzionale

Addis Abeba (amarico: አዲስ አበባ, Āddīs Ābabā e significa nuovo fiore; Oromo: Finfinne) è la capitale dell'Etiopia e dell'Unione Africana con 2 739 551 abitanti al censimento 2007[3]. Nella città convivono 80 nazionalità e lingue diverse, con comunità religiose cristiane, musulmane ed ebraiche.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Addis Abeba vista dal satellite

La città giace ai piedi del Monte Entoto, ed ha la caratteristica di una grande escursione altimetrica passando dai 2 326 m della periferia meridionale nella zona dell'aeroporto di Addis Abeba-Bole agli oltre 3 000 della zona settentrionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondatore di Addis Abeba è considerato il missionario italiano – e poi cardinale – Guglielmo Massaia, iniziatore della missione di Finfinnì sul luogo dove l'imperatore Menelik II volle poi la sua capitale. Menelik, come re dello Scioa, aveva riconosciuto nel monte Entoto una base militare utile per operazioni verso la parte meridionale del suo regno e, nel 1879, aveva visitato le rovine di una città medioevale e di una chiesa rupestre incompiuta che era testimonianza di attività precedenti alle campagne di Ahmad Gragn. L'interesse dell'imperatore crebbe quando sua moglie Taitù cominciò dei lavori di restauro su una chiesa sul monte Entoto e Menelik decretò la costruzione di un'altra chiesa nella zona. Comunque l'area non incoraggiava la fondazione di una città per la scarsità di legna ed acqua, per cui uno stanziamento cominciò nella vallata a sud della montagna nel 1886. Inizialmente Taitù costruì una casa vicino alle sorgenti minerali di Filwoha, conosciute dalla popolazione locale oromo come Finfinne, dove i membri della corte reale passavano delle vacanze termali. Altri nobili e personale di servizio si stabilirono nelle vicinanze e Menelik ampliò la casa della moglie per farne il Palazzo Imperiale che rimane a tutt'oggi la sede del governo nella città.

Addis Abeba divenne la capitale dell'Etiopia quando Menelik II divenne imperatore d'Etiopia nel 1889.

A causa della penuria di legna da ardere, cui dovette fare fronte la popolazione di Addis Abeba poiché in rapida espansione, Menelik II decise di trasferire la capitale in una nuova città che avrebbe fondato, e nel 1896 inizio a costruire Addis Alem a circa 40 km. a ovest di Addis Abeba. Nel 1903, iniziarono i lavori di costruzione della prima strada pavimentata d'Etiopia tra Addis Abeba e la nuova capitale, e fino a quell'anno, su consiglio di uno straniero (pare francese), introdusse l'eucalipto, una pianta a crescita rapida, fino quell'anno, quando Menelik II abbandonò l'idea di trasferimento, mantenendo al suo posto l'antica capitale. I numerosi alberi di eucalipto voluti da Menelik, lungo le principali strade della città, sono ancora oggi ben visibili.

Viale ad Addis Abeba

Governatorato di Addis Abeba[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurazione del Cinema "Italia" ad Addis Abeba in piazza del Littorio
Monumento a Menelik II in Addis Abeba (1937).

Il 5 maggio 1936 la città venne occupata dalle truppe italiane nell'ambito della guerra d'Etiopia e divenne la capitale dell'Africa Orientale Italiana. Addis Abeba entrò a fare parte del Governatorato di Addis Abeba il 1º giugno 1936, poi l'11 novembre 1938 con la creazione del Governo dello Scioà entrò a fare parte di quest'ultimo. Primi federali fascisti della città furono: dal 1936, Guido Cortese; dal 1937, Marcello Bofondi: a quest'ultimo la città di Reggio Emilia inviò in dono una copia del primo tricolore[4].

Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale migliaia di coloni italiani si trasferirono in Etiopia, e nel 1941 ben 40 000 italiani vivevano ad Addis Abeba.

Piano regolatore di Addis Abeba del 1938[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piano regolatore di Addis Abeba del 1938.

In questo periodo furono predisposti alcuni importanti progetti e un nuovo piano regolatore, per migliorare la città e costruire nuovi quartieri. I criteri che furono alla base del progetto si ispiravano al principio di creare per la colonia dell'Africa Orientale Italiana una nuova capitale che coniugasse la funzionalità e la monumentalità. Questi confluirono tutti nel piano regolatore di Addis Abeba del 1938 che fu attuato solo in parte (soprattutto per quel che riguarda la viabilità e la costruzione di alcuni edifici secondari). La sconfitta, nel 1941, impedì momentaneamente ogni ulteriore sviluppo del progetto che fu in alcune parti ripreso dall'imperatore Hailè Selassiè nel dopoguerra.

L'indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Haile Selassie venne aiutato dall'Organizzazione dell'Unità Africana nel 1963 e invitò la nuova organizzazione a mantenere il suo quartier generale nella città. La OUA venne dissolta nel 2002 e sostituita dall'Unione Africana, sempre con sede ad Addis Abeba. La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa ha anch'essa sede in città.

Recentemente molti nuovi edifici, oltre a un nuovo terminal aeroportuale, sono stati costruiti nella zona di Bole.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista amministrativo Addis Abeba è composta dalle seguenti 10 sub-città:[5]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti pubblici sono assicurati da una rete di autobus pubblici (con automezzi gialli) e da una di taxi collettivi privati (soprattutto van bianchi e blu). Questi ultimi sono gestiti da due persone: un autista e un weyala, ossia un uomo che comunica ai passeggeri la destinazione e riceve da essi il denaro del biglietto. La città è servita dall'Aeroporto internazionale di Bole, dove un nuovo terminal è stato aperto nel 2003. Addis Abeba ha inoltre una connessione ferroviaria con Gibuti via Debra Zeyit e Dire Daua. La Ferrovia Addis Abeba-Gibuti fu costruita dai francesi agli inizi del Novecento, e per questo la stazione (chiamata ancora lagaar) è in stile art nouveau.

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I resti originali dell'ominide Lucy sono conservati al Museo Nazionale di Addis Abeba.

Addis Abeba è anche il titolo di due canzoni: una degli italiani Disciplinatha e una dei giamaicani Culture.

Addis Abeba è considerata città "sacra" per i rastafariani in quanto qui ras Tafari, il messia secondo la religione fondata da Marcus Garvey, salì al trono d'Etiopia nel 1930 con il nome di Haile Selassie I.

veduta della città

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.csa.gov.et/pdf/Cen2007_prelimineray.pdf
  2. ^ [1]
  3. ^ Dati censimento 2007 dal sito di statistica. URL consultato il 16 luglio 2012.
  4. ^ RS. Ricerche storiche, n. 99, aprile 2055 (anno XXXIX), p. 98.
  5. ^ Dati statistici dal censimento 2007. URL consultato il 16 luglio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Regioni e città autonome dell'Etiopia (dal 1996) Bandiera dell'Etiopia
Addis Abeba · Afar · Amara · Benisciangul-Gumus · Dire Daua · Gambella · Harar · Oromia · Somali · Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud · Tigrè

Province (prima del 1996): Arussi · Bale · Gamo Gofa · Goggiam · Beghemeder · Hararghe · Ilubabor · Caffa · Scioa · Sidamo · Tigrè · Uolleggà · Uollò


africa Orientale Portale Africa Orientale: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di africa Orientale