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Addis Abeba

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Addis Abeba
città autonoma
አዲስ አበባ
Addis Abeba – Veduta
Localizzazione
Stato Etiopia Etiopia
Amministrazione
Amministratore locale Kuma Demeksa (FDRE)
Data di istituzione 1886
Territorio
Coordinate 9°01′N 38°44′E / 9.016667°N 38.733333°E9.016667; 38.733333 (Addis Abeba)Coordinate: 9°01′N 38°44′E / 9.016667°N 38.733333°E9.016667; 38.733333 (Addis Abeba)
Altitudine 2 355 m s.l.m.
Superficie 2 360[2] km²
Abitanti 2 739 551 (2007)
Densità 1 160,83 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
ISO 3166-2 ET-AA
Cartografia

Addis Abeba – Localizzazione

Sito istituzionale

Addis Abeba (amarico: አዲስ አበባ, Āddīs Ābabā e significa "nuovo fiore"; Oromo: Finfinne) è la capitale dell'Etiopia e dell'Unione Africana con 2 739 551 abitanti al censimento 2007[3]. Nella città convivono 80 nazionalità e lingue diverse, con comunità religiose cristiane, musulmane ed ebraiche.

Addis Abeba vista dal satellite

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Addis Abeba venne fondata dall'imperatore Menelik II, quale sua nuova capitale. Prima della fondazione di Addis Abeba,numerosi siti nelle vicinanze furono adoperati quali capitali temporanee del regno di Scioa. Ankober, posta a 160 km a nord di Addis Abeba, funse da capitale del regno di Scioa nella seconda metà del XVIII secolo. Le rovine del palazzo reale sono ancora evidenti sul ciglio di una grande scarpata, famosa per il suo panorama. Altre aree, quali Wechecha, Yerrer and Entoto, furono capitali temporanee del regno.

Menelik, in qualità di Negus di Scioa, aveva riconosciuto nel monte Entoto una base strategica utile per condurre operazioni militari nella parte meridionale del suo regno e, nel 1879, aveva visitato le rovine di una città medievale e di una chiesa rupestre incompiuta, testimonianze di attività precedenti alle campagne di Ahmad Gragn. L'interesse dell'imperatore crebbe quando sua moglie Taitù cominciò dei lavori di restauro di una chiesa sul monte Entoto e Menelik decretò la costruzione di un'altra chiesa nella zona. L'area tuttavia non incoraggiava la fondazione di una città a causa della scarsità di legna ed acqua, per cui uno stanziamento effettivo cominciò nella vallata a sud della montagna solo nel 1886. Inizialmente Taitù fece costruire una casa vicino alle sorgenti termali di Filwoha, conosciute dalla popolazione locale oromo come Finfinne, dove i membri della corte reale trascorrevano le vacanze; il resto della nobiltà e il personale di servizio si stabilirono nelle vicinanze. Menelik ampliò la casa della moglie trasformandola nel Palazzo Imperiale, ancora oggi sede del governo nella città.

Addis Abeba divenne la capitale dell'Etiopia quando Menelik II divenne imperatore d'Etiopia nel 1889.

A causa della costante penuria di legna da ardere, cui dovette fare fronte la popolazione di Addis Abeba, in rapida espansione, Menelik II decise di trasferire la capitale in un'altra città di nuova fondazione: nel 1896 iniziò quindi la costruzione di Addis Alem, a circa 40 km a ovest di Addis Abeba. Nel 1903 vennero avviati i lavori per la realizzazione della prima strada pavimentata d'Etiopia tra Addis Abeba e la nuova capitale. Menelik introdusse inoltre l'eucalipto, una pianta a crescita rapida. I numerosi alberi di eucalipto voluti da Menelik, lungo le principali strade della città, sono ancora oggi ben visibili.

Viale ad Addis Abeba

La dominazione italiana (1936 - 1941)[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurazione del Cinema "Italia" ad Addis Abeba in piazza del Littorio
Monumento a Menelik II in Addis Abeba (1937).

Il 5 maggio 1936 la città venne occupata dalle truppe italiane nell'ambito della guerra d'Etiopia e divenne la capitale dell'Africa Orientale Italiana. Addis Abeba entrò a fare parte del Governatorato di Addis Abeba il 1º giugno 1936, poi l'11 novembre 1938 con la creazione del Governo dello Scioà entrò a fare parte di quest'ultimo. Primi federali fascisti della città furono: dal 1936, Guido Cortese; dal 1937, Marcello Bofondi: a quest'ultimo la città di Reggio Emilia inviò in dono una copia del primo tricolore[4].

Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale migliaia di coloni italiani si trasferirono in Etiopia, e nel 1941 ben 40 000 italiani vivevano ad Addis Abeba. In seguito alla sconfitta subita dalle truppe italiane ad opera dell'esercito inglese, il 5 maggio 1941 - esattamente 5 anni dopo - l'imperatore Hailè Selassiè rientrò ad Addis Abeba.

Il Piano regolatore di Addis Abeba del 1938[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Piano regolatore di Addis Abeba del 1938.

In questo periodo furono predisposti alcuni importanti progetti e un nuovo piano regolatore, per migliorare la città e costruire nuovi quartieri. I criteri che furono alla base del progetto si ispiravano al principio di creare per la colonia dell'Africa Orientale Italiana una nuova capitale che coniugasse la funzionalità e la monumentalità: essi pertanto confluirono nel piano regolatore di Addis Abeba del 1938 che fu attuato solo in parte (soprattutto per quel che riguarda la viabilità e la costruzione di alcuni edifici secondari). La sconfitta, nel 1941, impedì momentaneamente ogni ulteriore sviluppo del progetto che fu in alcune parti ripreso dall'imperatore Hailè Selassiè nel dopoguerra.

Dall'indipendenza alla morte di Hailé Selassié (1941-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Tornato sul trono nel 1941, Hailè Selassiè operò una serie di interventi urbanistici ad Addis Abeba. Nel 1942, per commemorare la liberazione dall'occupazione italiana, fece realizzare la Cattedrale della Santa Trinità, di rito copto, presso il quale egli è stato sepolto. Dal punto di vista culturale, sotto il regno di Hailé Selassié vennero fondate la biblioteca pubblica (1944), l'Università (1950), il Teatro Nazionale (1955) e il Museo Nazionale (1958).[5] Sempre durante il regno di Selassié, Addis Abeba venne dotata di nuove infrastrutture, come il servizio di trasporti pubblici (1945) e l'Aeroporto di Bole (1961).

In ambito politico internazionale, l'imperatore incoraggiò la fondazione dell'Organizzazione dell'Unità Africana nel 1963, invitando il nuovo organismo a mantenere il suo quartier generale nella città. La OUA venne dissolta nel 2002 e sostituita dall'Unione Africana, sempre con sede ad Addis Abeba. La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa ha anch'essa sede in città. Nel 1965 si tenne ad Addis Abeba il Concilio delle Chiese Ortodosse Orientali.

Recentemente molti nuovi edifici, oltre a un nuovo terminal aeroportuale, sono stati costruiti nella zona di Bole.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città giace ai piedi del Monte Entoto, e ha la caratteristica di una notevole escursione altimetrica, passando dai 2 326 m della periferia meridionale nella zona dell'aeroporto di Addis Abeba-Bole agli oltre 3 000 della zona settentrionale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Addis Abeba ha un clima temperato e umido, caratterizzato da precipitazioni abbondanti, anche nei mesi più secchi (Classificazione di Koppen, Cfb). La temperatura media annua è di 16.3 °C e la piovosità media è di 1143 mm.[6] Data la notevole escursione altimetrica, la città presenta in alcune zone un clima alpino (Classificazione di Koppen, E), che hanno tra di loro un escursione termica anche di 10 °C. L'elevata altitudine mitiga le temperature, che rimangono pressoché costanti durante tutto l'anno, data la vicinanza all'Equatore.

Il periodo secco va dalla metà di Novembre a Gennaio. Durante questa stagione la temperatura massima giornaliera solitamente non supera i 23 °C, mentre la temperatura minima notturna non supera i 10 °C. Da Febbraio a Maggio si verifica un aumento delle precipitazioni, che si attesta tra i 40 mm di Febbraio e gli 80 mm di Maggio; le temperature massime giornaliere non superano i 25 °C, mentre le minime notturne si attestano tra i 10 e i 15 °C, con una significativa diminuzione dell'escursione termica tra giorno e notte rispetto al periodo secco.

La stagione delle piogge va da Giugno a Settembre. Sebbene il periodo coincida con l'estate, l'abbondanza di precipitazioni mitiga la temperatura massima giornaliera, che di rado supera i 23 °C, mentre la minima notturna non subisce significative variazioni rispetto al periodo Febbraio-Maggio. Il periodo autunnale che va da Ottobre alla prima metà di Novembre è un periodo di transizione dalla stagione piovosa a quella secca.

Dati climatici per Addis Abeba
Mese Gen. Feb. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Set. Ott. Nov. Dic. Annuale
Temperatura max record (°C) 30 28 30 29 30 29 29 32 28 27 30 28 32
Temperatura max media (°C) 23 24 25 25 25 23 21 20 22 23 23 22 23
Temperatura max minima (°C) 16 17 18 19 19 18 17 16 17 17 16 15 17,1
Temperatura min media (°C) 9 9 11 12 13 12 12 12 12 10 8 8 10,7
Temperatura min record (°C) 1 1 3 6 6 1 0 6 4 2 0 0 0
Precipitazioni medie (mm) 13 30 58 82 84 138 280 290 149 27 7 7 1 165
Media Giorni di pioggia 3 5 7 10 10 20 27 26 18 4 1 1 132
Umidità relativa media (%) 47 51,5 47,5 54,5 53 67,5 79,5 79 71,5 47,5 48 45,5 57,67
Durata soleggiamento giorn. 9 9 8 7 8 6 3 3 5 8 9 9 7
Fonte: Organizzazione meteorologica mondiale.[7] [8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista amministrativo Addis Abeba è composta dalle seguenti 10 sub-città:[9]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

In base al censimento del 2007, la popolazione di Addis Abeba è di 2 739 551 abitanti, con una densità di 1 160,83 ab./km^2. Tutti i gruppi etnici etiopi sono presenti ad Addis Abeba, ripartiti così: Amhara (47,04%), Oromo (19,51%), Guraghé (16,34%), Tigrè (6,18%), Silt'e (2,94%), Gamo (1,68%). La religione professata dalla maggioranza degli abitanti di Addis Abeba è il cristianesimo ortodosso etiope (74,7%), seguito dalla religione musulmana (16,2%), dai cristiani protestanti (7,77%) e cattolici (0,48%).

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti pubblici sono assicurati da una rete di autobus pubblici (con automezzi gialli) e da una di taxi collettivi privati (soprattutto van bianchi e blu). Questi ultimi sono gestiti da due persone: un autista e un weyala, ossia un uomo che comunica ai passeggeri la destinazione e riceve da essi il denaro del biglietto. La città è servita dall'Aeroporto internazionale di Bole, dove un nuovo terminal è stato aperto nel 2003. Addis Abeba ha inoltre una connessione ferroviaria con Gibuti via Debra Zeyit e Dire Daua. La Ferrovia Addis Abeba-Gibuti fu costruita dai francesi agli inizi del Novecento, e per questo la stazione (chiamata ancora lagaar) è in stile art nouveau. Entro il mese di maggio del 2015 è prevista l'entrata in funzione della nuova metropolitana leggera che sarà dotata di due linee in esecuzione: una di 16,9 km in direzione nord-sud da Menelik Square a Kaliti e l'altra da 17,4 km in direzione est-ovest da Ayat a Tor Hailoch, con un tratto comune di 2,7 km  tra Lideta e Meskel Square [10][11].

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I resti originali dell'ominide Lucy sono conservati al Museo Nazionale di Addis Abeba.

Addis Abeba è anche il titolo di due canzoni: una degli italiani Disciplinatha e una dei giamaicani Culture.

Addis Abeba è considerata città "sacra" per i rastafariani in quanto qui ras Tafari, il messia secondo la religione fondata da Marcus Garvey, salì al trono d'Etiopia nel 1930 con il nome di Haile Selassie I.

veduta della città

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.csa.gov.et/pdf/Cen2007_prelimineray.pdf
  2. ^ [1]
  3. ^ Dati censimento 2007 dal sito di statistica. URL consultato il 16 luglio 2012.
  4. ^ RS. Ricerche storiche, n. 99, aprile 2055 (anno XXXIX), p. 98.
  5. ^
  6. ^ Clima: Addis Abeba - Grafico climatico, Grafico della temperatura, Tabella climatica - Climate-Data.org su it.climate-data.org. URL consultato il 2015-04-21.
  7. ^ http://worldweather.wmo.int/en/city.html?cityId=162.
  8. ^ http://en.climate-data.org/location/532/.
  9. ^ Dati statistici dal censimento 2007. URL consultato il 16 luglio 2012.
  10. ^ Etiopia: inaugurata la nuova metropolitana leggera di Addis Abeba. URL consultato il 13 febbraio 2015 (archiviato il 13 febbraio 2015).
  11. ^ Etiopia: sistema di metropolitana leggera di Addis Abeba.. URL consultato il 13 febbraio 2015 (archiviato il 13 febbraio 2015).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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