Colpo di stato in Guatemala

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Il colpo di stato in Guatemala del 1954 fu un golpe organizzato dalla C.I.A. e da membri dell'élite centroamericana, al fine di rovesciare il governo democraticamente eletto di Jacobo Arbenz Guzmàn, che dal 1951 aveva iniziato una decisa politica di nazionalizzazione delle principali infrastrutture nel Paese centroamericano. Il golpe fu realizzato attraverso un'operazione segreta denominata Operazione PBSUCCESS. L'episodio, ampiamente dibattuto dalla storiografia americana sino ad oggi, rappresenta una pagina fondamentale nella storia contemporanea dell'America latina e in quella delle strategie politico-militari degli Stati Uniti:

"L’intervento americano in Guatemala testimonia appunto l’interpenetrazione tra interessi americani e interessi delle classi dominanti latinoamericane e l’interdipendenza tra meccanismi economici e politici, che negli anni cinquanta appaiono inscindibili"[1]
"La storia dei movimenti di guerriglia in America latina, anzi, l'America latina contemporanea, non può essere compresa senza fare riferimento a quell'evento cardinale"[2]
"La United Fruit dominava, oltre al treno (tramite la compagnia IRCA, lnternational Railway of CentraI America), la Empresa Electrica de Guatemala (EEG) ed i porti. Allora noi abbiamo fondato un'impresa elettrica nazionale, abbiamo modificato e modernizzato l'autostrada e creato i nostri porti in alternativa a quelli di proprietà nordamericana.Senza parlare dell'apertura di nuove scuole, del lancio di imprese editoriali e di tutte le altre iniziative culturali di quegli anni. È stato un movimento molto ricco: abbiamo veramente trasformato il medioevo guatemalteco in un processo di sviluppo moderno. Scopo principale della nostra azione era il potenziamento delle infrastrutture per allargare il mercato interno e, successivamente, tentare il gran passo della nazionalizzazione del petrolio."[3]

L'operazione consisteva nella combinazione di attività propagandistiche (realizzate sui principali media statunitensi grazie ai contatti tra il mondo politico-economico e quello mediatico), attività diplomatiche (pressione politica a livello internazionale, boicottaggio dell'economia guatemalteca, ecc.), ed una finale azione paramilitare. I documenti segreti relativi alla vicenda sono stati declassificati dalla C.I.A. nel 1997.

« PBSUCCESS avrebbe combinato azione psicologica, economica, diplomatica e paramilitare. Le operazioni in Europa e Iran avevano dimostrato il potere della propaganda, la guerra psicologica, atta a discreditare il nemico e costruire supporto per gli alleati. Come molti americani, gli ufficiali statunitensi avevano ormai una straordinaria fede nella nuova scienza dell'advertising. Considerato come la risposta al sottoconsumismo, alla recessione economica e ai mali sociali, l'advertising, molti pensavano, poteva essere utilizzato per risolvere anche il problema del comunismo[4] »

L'operazione PBSuccess

« finì nel bagaglio culturale della CIA come un perfetto trionfo. Gli ufficiali di Eisenhower presero confidenza con le operazioni segrete, considerandole una strategia finale conveniente e decisiva. Negli anni seguenti l'amministrazione utilizzò le covert actions in Vietnam … e Sumatra. […] Il linguaggio, gli argomenti e le tecniche (del colpo di stato in Guatemala) furono utilizzati a Cuba all'inizio degli anni '60, in Brasile nel 1964, nella Repubblica Dominicana nel 1965 e in Cile nel 1973 "[5] »

Note[modifica]

  1. ^ Marcello Carmagnani, Storia dell’ America Latina (La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1979), p.133
  2. ^ Richard Gott, Rural Guerrillas in Latin America (London, Pelican Latin American Library, 1973), p.103
  3. ^ Jaime Díaz Rozzotto (1918-2011) in Andrea Ganugi, Guatemala 1954: cronaca di una morte annunciata (Firenze, Firenze Libri, 1989), p.55
  4. ^ Nicholas Cullather, The CIA's classified account of its operations in Guatemala, 1952-1954 (Stanford University Press, 1999), p. 40. N.b.: parti del testo sono state cancellate dai revisori prima della pubblicazione
  5. ^ Nicholas Cullather, The CIA's classified account of its operations in Guatemala, 1952-1954 (Stanford University Press, 1999), pp. 112-113