Stazione di Bolzano

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Bolzano / Bozen
già Bolzano-Gries
già Bozen-Gries

stazione ferroviaria
Bozner Bahnhof 2015.jpg
Stato Italia Italia
Localizzazione Bolzano
Coordinate 46°29′47.83″N 11°21′30.37″E / 46.496619°N 11.358436°E46.496619; 11.358436Coordinate: 46°29′47.83″N 11°21′30.37″E / 46.496619°N 11.358436°E46.496619; 11.358436
Attivazione 1859
Stato attuale In uso
Linee Innsbruck-Verona
Bolzano-Merano
Bolzano-Caldaro (1898-1971)
Tipo Stazione in superficie, passante, di diramazione
Interscambi Autolinee urbane e interurbane
Dintorni - Centro cittadino
- Sede della Giunta Provinciale

La stazione di Bolzano (in tedesco Bahnhof Bozen) è la principale stazione ferroviaria del capoluogo altoatesino. Gestita da Centostazioni, si trova sulla ferrovia del Brennero. Da questa stazione si dirama la ferrovia Bolzano-Merano. Dal 1898 al 1971 partivano i treni per Caldaro, dove tuttora esiste una discussione sulla possibilità di ricostruire la ferrovia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione fu attivata il 16 maggio 1859 con il nome di Bozen-Gries; il fabbricato viaggiatori fu progettato dall'architetto civico di Bolzano, Sebastian Altmann.

Il 16 dicembre 1898 venne inaugurata la ferrovia Bolzano-Caldaro, gestita dalla Eisenbahn Tirols[1] ed elettrificata nel 1911 alla tensione continua di 1200 V dopo che nel 1903 tale sistema, alla tensione di 650 volt, era stato adottato nel tratto terinale di collegamento con la funicolare della Mendola[2].

Al termine della prima guerra mondiale, con il passaggio dell'Alto Adige dall'Austria all'Italia, l'esercizio delle linee passò in carico alle Ferrovie dello Stato; sulla linea per Caldaro nel 1923, subentrò a sua volta la neocostituita Società Anonima Ferrovia Transatesina (SAFT)[3]. Il 1º gennaio 1960 subentrò a sua volta la Società per Azioni Ferrovia del Renon (FEAR)[2] mutando nome da Ferrovia Elettrica dell'Alto Renon a Ferrovie Elettriche ed Autoservizi Riuniti[4]; la stessa nell'agosto 1963, in considerazione del cattivo stato di rotabili e impianti, cessò il servizio passeggeri sostituendolo con autocorse. Per alcuni anni proseguì il trasporto merci. Il 28 giugno 1971 fu effettuato l'ultimo viaggio.

La stazione come si presentava prima dei lavori avvenuti dal 1927 al 1929

Con il passaggio dell'Alto Adige al Regno d'Italia, il nome della stazione venne italianizzato in Bolzano-Gries. Il fabbricato viaggiatori venne pesantemente ristrutturato dal 1927 al 1929, per renderlo più moderno ed in sintonia con l'iconografia del regime fascista[senza fonte], dall'architetto Angiolo Mazzoni che rielaborò la facciata sul viale di accesso alla stazione stessa, formato da semicolonne, affiancate da due statue rappresentazione dell'elettricità e del vapore, opera dell'artista austriaco Franz Ehrenhöfer, che produsse anche i mascheroni sui cornicioni del complesso, una fontana con san Cristoforo ed una allegoria dei fiumi altoatesini, posta sopra l'ingresso della torre con l'orologio, ad est del corpo principale.

Nel 1935 le FS procedettero all'elettrificazione della linea per Merano alla tensione trifase di 3600 volt[5], imponendo l'adozione di una terza rotaia laterale a servizio dei treni per Caldaro[2]; nel 1952 la linea aerea di alimentazione venne convertita al sistema in tensione continua di 3000 volt.

Nel 1936 il nome della stazione venne semplificato, e da Bolzano-Gries divenne semplicemente Bolzano[6].

Nel 2011, in seguito a un concorso architettonico internazionale, l'architetto austriaco Boris Podrecca risulta vincitore per la riqualificazione dell'areale ferroviario intero, destinato a ospitare la nuova stazione e una cittadella all'interno dello spazio recuperato all'edificazione.[7]

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori ospita la biglietteria, la sala d'attesa oltre a diversi esercizi commerciali come bar ed edicola. All'interno si contano sei binari passanti utilizzati per il servizio passeggeri, oltre ad altri binari per il trasporto merci. I binari sono collegati sia da sottopassaggio sia da ascensore.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Bolzano circa 5,5 milioni di passeggeri annui è la più frequentata della regione[8].

Nella stazione fermano i treni regionali svolti da SAD, Trentino Trasporti e Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Provincia autonoma di Bolzano, nonché collegamenti a lunga percorrenza operati dalla stessa Trenitalia e, in partnership, da DB e OeBB.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione, le cui aree commerciali sono date in concessione a CentoStazioni, dispone di:

  • Biglietteria a sportello Biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica
  • Servizi igienici Servizi igienici
  • Bar Bar

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è servita dalle autolinee urbane gestite da SASA e dagli autoservizi interurbani SAD.

Fra il 1907 il 1966 di fronte alla stazione sorgeva una fermata della ferrovia del Renon, la cui tratta urbana venne sostituita dall'omonima funivia. Dal 1909 al 1948 era inoltre presente, nella medesima area, un capolinea della rete tranviaria di Bolzano.

  • Fermata autobus Fermata autobus
  • Stazione taxi Stazione taxi

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FENIT 1946 1996, op. cit., p. 95.
  2. ^ a b c La ferrovia Bolzano-Caldaro, in Mondo Ferroviario, n. 80, speciale monografico sulla ferrovia del Brennero, febbraio 1993, pp. 109-113.
  3. ^ Giovanni Cornolò, Automotrici elettriche dalle origini al 1983, Duegi Editrice, 2011, pp. 291-293. ISBN 978-88-95096-05-6
  4. ^ Un viaggio in treno nel passato: da Trento a Bolzano e ritorno, passando per la Mendola, 17 maggio 2014. URL consultato nell'ottobre 2016.
  5. ^ Bolzano-Merano centenaria, in I Treni Oggi, n. 14, novembre 1981, pp. 12-14.
  6. ^ Ordine di Servizio n. 130 del 1936
  7. ^ Bolzano: il progetto dell'architetto austriaco Podrecca vince il concorso per l'areale ferroviario
  8. ^ Centostazioni: Flussi annui

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Elisabeth Baumgartner, Eisenbahnlandschaft Alt-Tirol - Verkehrsgeschichte zwischen Kufstein und Ala im Spannungsfeld von Tourismus, Politik und Kultur, Innsbruck, Haymon, 1989. ISBN 3-85218-065-1
  • Wittfrida Mitterer, Scambi & simboli - paesaggio ferrovia Bolzano-Innsbruck. Memorie e volumi in rilievo, Bolzano, Athesia, 2007. ISBN 978-88-8266-441-1
  • (DEEN) Adolph Stiller (a cura di), Stadt, Beispiel, Bozen: Projektentwicklung Bahnhofsareal - City, Model, Bolzano: Project Development Railway Station Area (Architektur im Ringturn, 24), Salisburgo, Salzmann, 2011. ISBN 978-3-99014-048-2

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bolzano, Stazioni del Mondo. URL consultato il 06-01-2009.
  • Sito ARBO, arbo.bz.it.