Stazione di Brescia

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Brescia
stazione ferroviaria
Brescia staz ferr lato strada.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàBrescia
Coordinate45°31′56.67″N 10°12′46.02″E / 45.532408°N 10.212783°E45.532408; 10.212783Coordinate: 45°31′56.67″N 10°12′46.02″E / 45.532408°N 10.212783°E45.532408; 10.212783
LineeMilano-Venezia
Lecco-Brescia
Brescia-Cremona
Brescia-Parma
Brescia-Iseo-Edolo (FN)
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualeIn uso
Attivazione1854
Binari11
InterscambiMetropolitana (Stazione FS)
Autobus urbani e interurbani
Taxi
Statistiche passeggeri
al giorno50/60.000
all'anno18.250.000/21.900.000
Fonte[1]
 
Mappa di localizzazione: Brescia
Brescia
Brescia

La stazione di Brescia è la stazione principale della città di Brescia. Essa è situata sulla linea ferroviaria Milano-Venezia e risulta stazione capotronco delle linee per Lecco, per Cremona, per Parma, oltre che della linea per Edolo di Ferrovienord.

Risulta essere tra le principali stazioni ferroviarie della Lombardia per numero di passeggeri, registrando annualmente un flusso medio di viaggiatori compreso tra i 18 e i 22 milioni (pari a 50/60.000 passeggeri al giorno), corrispondente al 10% del totale regionale[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Incrocio via Solferino con via Foppa a Brescia con la stazione ferroviaria di Brescia sullo sfondo (a destra l'ingresso del cinema Orbiter, chiuso negli anni novanta del Novecento). Anno 1981. Foto di Paolo Monti.

Costruita su progetto dell'ingegnere Benedetto Foix, fu inaugurata il 24 aprile 1854, giorno in cui fu aperto all'esercizio il tratto Coccaglio-Verona della costruenda ferrovia Milano-Venezia[2][3].

Nel 1963 la Sovrintendenza alle Belle Arti della Lombardia pose un vincolo di rispetto sul fabbricato viaggiatori, in considerazione del suo interesse storico e architettonico[4].

Nel febbraio 2014, sono state approvate alcune modifiche allo schema dei binari in vista della connessione della stazione alla linea ad alta velocità Milano-Verona; la conclusione di tali lavori è prevista con l'apertura all'esercizio della Treviglio-Brescia[1].

Il 2 marzo 2016 vengono attivati due binari secondari utilizzati per la sosta e la pulizia del materiale rotabile. Un mese dopo i binari 10 e 11 vengono resi tronchi lato Verona e vengono soppressi i binari 1RL e 2RL.[5]

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Il piazzale è dotato di undici binari dedicati al traffico viaggiatori. Tre sono compresi nel cosiddetto piazzale Ovest, dedicato agli arrivi e alle partenze dei convogli della ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Degli altri sette binari, il primo è generalmente riservato ai treni provenienti da Milano e diretti a Verona e Venezia, il secondo è destinato ai reciproci, provenienti dalle due città venete e destinati al capoluogo lombardo. I binari dal terzo al settimo sono dedicati agli arrivi e alle partenze dei treni regionali delle direttrici per Bergamo, Cremona e Parma. È presente inoltre un binario tronco, denominato 2° Est, impiegato per alcuni servizi sulla Brescia-Parma.

Sui binari non utilizzati per il servizio viaggiatori vengono instradati i convogli merci con destinazione da e per Brescia Scalo, mentre gli altri sono impiegati per il deposito dei treni.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori si presenta con uno stile neoclassico[6] influenzato da elementi neoromanici e di fortificazioni medievali. Le linee architettoniche dei fabbricati di stazione di Brescia e Treviso si presentavano molto simili.

Inizialmente dotata di un piazzale di quattro binari, la stazione era chiusa a meridione da un porticato delimitato agli estremi da due torrette gemelle rimaste ancora oggi sul lato settentrionale, che avevano la funzione di segnalare l'arrivo dei treni. I due lati erano uniti da una tettoia di legno che proteggeva i viaggiatori ed era ornata con le stesse rifiniture che caratterizzano la facciata.

Nel 1878, in occasione della visita di Umberto I di Savoia per l'inaugurazione della direttissima TreviglioRovato, la tettoia di legno fu sostituita da una tettoia in ferro e vetro. Durante la seconda guerra mondiale a crescente richiesta di ferro a fini bellici portò alla distruzione di questa tettoia.

A seguito dell'aumento del numero dei binari del piazzale, il porticato sul lato meridionale è stato demolito e la copertura è stata sostituita da singole pensiline disposte sui singoli marciapiedi dei binari.

Oltre al porticato che chiudeva la stazione a meridione con altre due torrette di avvistamento, sono andati persi col tempo altri edifici che componevano il complesso dell'asburgico monumento. Oltre alla fontana, il piazzale inglobava un altro edificio a tre arcate dello stesso stile della stazione ospitante i bagni maschili e femminili. Al posto dell'attuale palazzo delle poste vi era un edificio anch'esso in stile stazione che fungeva sempre da ufficio postale.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è servita da relazioni regionali svolte da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia e da treni a lunga percorrenza operati da Trenitalia, Nuovo Trasporto Viaggiatori e Thello.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione, la cui area commerciale è gestita da Centostazioni dispone[7] di:

  • Bar Bar
  • Biglietteria a sportello Biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica
  • Negozi Negozi
  • Posto di Polizia ferroviaria Posto di Polizia ferroviaria
  • Ristorante Ristorante
  • Sala d'attesa Sala d'attesa
  • Servizi igienici Servizi igienici
  • Supermercato Supermercato

Le banchine a servizio dei binari risultano collegate da un sottopassaggio munito di ascensori.

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del fabbricato viaggiatori sorgono la fermata "Stazione FS" della Metropolitana e due stazioni per il servizio di trasporto pubblico extraurbano: quella principale, detta CIBA, e quella della SIA. Il piazzale antistante è anche punto di incrocio di numerose linee urbane.

In passato era altresì possibile l'interscambio con l'estesa rete tranviaria extraurbana di Brescia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Redazionale, La rivoluzione TAV sbarca nella stazione di Brescia, in Corriere della Sera - Brescia, 7 febbraio 2014. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  2. ^ Giancarlo Ganzerla. Binari sul Garda p. 126
  3. ^ Enciclopedia Bresciana, vol. IV, p. 148.
  4. ^ Armando Nanni, Un anno sui binari, in Ingegneria Ferroviaria, anno VI, nº 12, dicembre 1963, p. 5.
  5. ^ Notizie flash, in iTreni, anno XXXVII, nº 392, ETR, maggio 2016, p. 8, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  6. ^ Stazione ferroviaria di Brescia, su centostazioni.it. URL consultato il 20 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2015).
  7. ^ Centostazioni - Brescia: Servizi in stazione, su centostazioni.it. URL consultato il 18 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfredo Baccarini e Antonio Dornig, Le ferrovie italiane e il parlamento, Roma, E. Perino, 1884, ISBN non esistente.
  • Antonio Fappani (a cura di), Enciclopedia bresciana, vol. 4, Brescia, La Voce del Popolo, 1981, p. 148, ISBN non esistente.
  • Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo Edizioni, 2004, ISBN 88-7385-633-0.
  • Giovanni Boccingher, Brescia Andata e Ritorno. Le molte vite di una stazione, Tricase, Youcanprint, dicembre 2016, ISBN 9788892651548.

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