Stazione di Treviso Centrale

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Treviso Centrale
già Treviso
stazione ferroviaria
Treviso FS.JPG
Stato Italia Italia
Localizzazione Treviso
Coordinate 45°39′36.36″N 12°14′42.72″E / 45.6601°N 12.2452°E45.6601; 12.2452Coordinate: 45°39′36.36″N 12°14′42.72″E / 45.6601°N 12.2452°E45.6601; 12.2452
Attivazione 1851
Stato attuale In uso
Linee Venezia-Udine
Montebelluna-Treviso
Vicenza-Treviso
Treviso-Portogruaro
Treviso-Padova
Treviso-Belluno
Tipo Stazione in superficie, passante, di diramazione
Binari 9
Interscambi Autobus urbani e interurbani, taxi
Mappa di localizzazione: Treviso
Treviso Centrale
Treviso Centrale

La stazione di Treviso Centrale è l'unica stazione ferroviaria di Treviso in funzione ed è così denominata per distinguerla dagli altri due impianti ferroviari cittadini un tempo esistenti: la stazione di Treviso Porta Santi Quaranta, con il relativo scalo merci, e l'impianto di smistamento e scalo di Treviso Scalo Motta, già Treviso Scalo Bivio per Motta. È una delle più importanti stazioni ferroviarie del Veneto.

L'impianto sorge poco più a sud della cinta muraria che delimita il centro storico, lungo la linea Venezia–Udine. È inoltre capolinea delle linee per Montebelluna, per Vicenza, per Portogruaro, per Padova e per Belluno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazzale di stazione con i tram urbani in una carolina d'epoca

La stazione di Treviso fu aperta all'esercizio con ogni probabilità il 15 agosto 1851[1]. Il primo edificio, costruito in stile neoromanico, fu progettato dall'architetto-ingegnere Giovanni Bottura su incarico di Luigi Negrelli, direttore generale dei lavori pubblici del Lombardo-Veneto. A causa della natura paludosa del luogo (la zona a sud di Treviso è più "bassa" rispetto al centro storico) dovettero essere realizzate delle fondamenta solide e la costruzione fu alquanto dispendiosa[2].

Il collegamento diretto tra la stazione e il centro storico fu progettato dall'ingegnere Francesco Bomben, il quale concepì un viale fiancheggiato da giardini (l'odierna via Roma) che attraversava il Sile e le mura mediante un ponte e un varco. Quest'ultimo, regolato da una cancellata, fu detto barriera Elisabetta perché vi erano passati gli imperatori Francesco Giuseppe ed Elisabetta d'Austria (1857), ma all'indomani dell'annessione al Regno d'Italia fu intitolato a re Vittorio Emanuele II (1866)[2]. Lo spazio antistante l'infrastruttura fu chiamato semplicemente piazza della Stazione, ma dal 1931 cambiò denominazione nell'attuale piazzale Duca d'Aosta[2].

Fino al 1939 era denominata semplicemente "Treviso"[3].

La stazione fu distrutta dal bombardamento di Treviso il 7 aprile 1944, con danni enormi al fabbricato viaggiatori e al piano binari. Il nuovo edificio di stazione, progettato dall'architetto Roberto Narducci, fu completato nel 1953[4]

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori ospita al suo interno biglietteria, sala d'attesa e vari punti vendita oltre a un ufficio movimento presenziato e a una sede Polfer.

I binari passanti sono 9 e possono tutti essere utilizzati per il servizio passeggeri in quanto muniti di banchina: i marciapiedi sono uniti tramite due sottopassaggi. Quello storico collega il quartiere di San Zeno, i binari, il fabbricato viaggiatori e si conclude in direzione del centro cittadino dopo aver attraversato la circonvallazione antistante l'edificio di stazione, il secondo posto a ovest del primo collega i binari al parcheggio a pagamento ricavato negli spazi della ex squadra rialzo. Treviso Centrale è anche dotata di una deposito locomotive e di alcuni binari tronchi per la sosta del materiale passeggeri momentaneamente non utilizzato.

Gli scali merci sono due: uno si trova poco oltre la stazione in direzione di Udine (Treviso Scalo Motta), senza binari passanti ma con diversi binari tronchi e un piccolo fabbricato sede dell'ex ufficio movimento, il secondo riutilizza il piazzale merci e il magazzino merci dell'ex stazione di Treviso Porta Santi Quaranta (attualmente inglobata in quella di Treviso Centrale). Anche se il servizio è alquanto ridotto rispetto ad un tempo, viene ancora effettuato.

La circolazione ferroviaria è gestita con un banco di manovra del tipo ACEI con Tabulatore per la composizione di itinerari e instradamenti. il Quadro Luminoso è a Parete.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto e da collegamenti a lunga percorrenza nazionali e internazionali.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione, i cui spazi commerciali sono gestiti da Centostazioni, dispone di:

  • Biglietteria Biglietteria a sportello
  • Biglietteria Biglietteria self service
  • Bar Bar
  • WC Servizi igienici

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza, Trenidicarta.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  2. ^ a b c Irene Boccaliero, Le vie di Treviso. Storia, arte toponomastica del centro storico, Treviso, VERT, 1981.
  3. ^ Ordine di Servizio n. 142 del 1939
  4. ^ A. Camatta, La Stazione di Treviso, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Camatta, La Stazione di Treviso in Tutto Treno & Storia (2012), n. 27, pp. 24–25

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Treviso Centrale
Direzione Stazione precedente Ferrovia Stazione successiva Direzione
Venezia TriangleArrow-Left.svg San Trovaso Pfeil links.svg Venezia-Udine
 (20+908)
Pfeil rechts.svg Lancenigo TriangleArrow-Right.svg Udine
Belluno TriangleArrow-Left.svg Paese-Castagnole Pfeil links.svg Montebelluna-Treviso
 (0+000)
Vicenza TriangleArrow-Left.svg Paese Pfeil links.svg Vicenza-Treviso
 (60+060)
Treviso-Portogruaro
 (0+000)
Pfeil rechts.svg Olmi-Spercenigo TriangleArrow-Right.svg Portogruaro
Ostiglia TriangleArrow-Left.svg Treviso Porta Santi Quaranta Pfeil links.svg Treviso-Ostiglia
 (Dismessa)