Virgolo

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Stazione di arrivo della funicolare e successivamente della funivia. A valle dell'edificio si può notare lo scavo nella roccia in cui correvano i binari della funicolare. Sullo sfondo lo Sciliar. (Foto degli anni settanta)
Funivia del Virgolo in corsa. Sullo sfondo la città di Bolzano. (Foto degli anni settanta)

Il Virgolo (IPA: ['virgolo]; Virgl in tedesco) è una balza rocciosa posta sui contrafforti settentrionali del monte Pozza, presso Bolzano, che raggiunge un'altitudine di 453 metri.

Il portale della chiesa del Santo Sepolcro

Dal Virgolo si domina l'intera città di Bolzano, godendo di un suggestivo panorama. Alle sue pendici si trova una balza minore, detta Calvario (Kalvarienberg), dominata da tre croci erette presso la chiesa del Santo Sepolcro. Questa è una costruzione tardo-barocca risalente all'anno 1684, realizzata dei fratelli Pietro e Andrea Delai.

Poco sopra il Calvario sorge la cappella sconsacrata di San Vigilio, della quale si hanno notizie storiche sin dal 1275 e che contiene (sia sulla facciata che all'interno) affreschi influenzati dalle scuole veronese, boema e della Germania meridionale del 1400.[1][2] La cappella apparteneva a Castel Weinegg, del quale rimangono pochissime vestigia.

Da inizio Novecento fino al 1945 il Virgolo fu raggiungibile tramite la omonima funicolare, divenendo per i bolzanini luogo di divertimento (passeggiate, castagnate, pranzi e feste da ballo presso l'"Hotel Virglwarte"). Nel 1957 fu costruita la funivia del Virgolo che raggiungeva la stazione a monte della vecchia funicolare con una singola balza sopra il fiume Isarco; questa superava i 196 metri di dislivello con una pendenza del 75%. La funivia fu smantellata nel 1976.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è attestato nel 1237 e nel 1295 come Virgele, nel 1314 e nel 1315 come Virgel e poi sempre come Virgl. La forma italianizzata ai tempi del fascismo in "Virgolo", è stata introdotta nel 1923. L'etimologia del nome è da rincondurre a San Vigilio patrono dell'arcidiocesi di Trento, ma sembrerebbe esserci anche una frammistione secondaria con San Virgilio, patrono dell'arcidiocesi di Salisburgo.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigrid Popp, Die Fresken von St. Vigil und St. Zyprian. Studien zur Bozner Wandmalerei um 1400, Marburg an der Lahn, Tectum-Verl., 2004. ISBN 3-8288-5169-X
  2. ^ Scheda della TU Berlino sugli affreschi
  3. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 519. ISBN 88-7014-634-0

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Barbara Widmann, Der Virgl, Bozens vernachlässigter Stadthügel - Geschichte, Bestandsaufnahme, Analyse, Möglichkeiten, Vienna, Università, 1994.
  • (DE) Georg Schraffl, Kunst und Geschichte zwischen Virgl und Haselburg, Bolzano, Pluristamp, 1994.
  • (DEIT) Unser Virgl - Juwel im Dornröschenschlaf / Il nostro Virgolo - la bella addormentata nel bosco, Bolzano, Iniziativa "Unser Virgl/Il nostro Virgolo", 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]