Stazione di Catania Centrale

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Coordinate: 37°30′24.15″N 15°05′59.69″E / 37.506709°N 15.099914°E37.506709; 15.099914

Catania Centrale
stazione ferroviaria
Stazione di Catania.JPG
Stato Italia Italia
Localizzazione Catania, piazza Papa Giovanni XXIII
Attivazione 1867
Stato attuale In uso
Linee Messina-Catania-Siracusa
Palermo-Catania
Catania-Caltagirone-Gela
Catania-Randazzo
Tipo Stazione in superficie, passante, di diramazione, di testa
Interscambi Metropolitana FCE, Autolinee Sais AST, Etna Trasporti-Interbus, AMT
taxi
Alibus AMT per Aeroporto di Fontanarossa

La stazione di Catania Centrale è la stazione principale della città di Catania. Si trova adiacente alla grande piazza Papa Giovanni XXIII nella quale confluiscono alcune tra le arterie viarie più importanti e trafficate della città. È importante stazione, oltre a Messina Centrale, della linea costiera Messina-Catania-Siracusa ed è origine delle linee Catania-Caltagirone-Gela e Catania-Palermo (che passa dalla stazione di Caltanissetta Xirbi). È inoltre connessa al proprio deposito locomotive e raccordata con il Porto di Catania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Vista della stazione centrale dal lato della fontana di Proserpina, intorno al 1903

Catania Centrale venne costruita nell'ambito del programma di costruzioni ferroviarie intrapreso in Sicilia con la costituzione della Società Vittorio Emanuele e proseguito con la Società per le Strade Ferrate della Sicilia, detta anche "Rete Sicula". Faceva infatti parte del progetto per connettere mediante la strada ferrata l'estremo lembo nord della Sicilia e il porto di Messina alle zone produttive della fascia orientale e zolfifere di quella centro-orientale dell'Isola. La stazione venne costruita nella stessa zona delle raffinerie di zolfo, ove ora sorge il "Centro fieristico le Ciminiere" e venne inaugurata il 24 giugno 1866[1] ma aperta al traffico regolare dal 3 gennaio 1867, giorno in cui venne aperto all'esercizio il tronco ferroviario Giardini-Catania della ferrovia Catania – Messina (il cui primo tratto era stato inaugurato meno di un mese prima)[2]. Il 1º luglio 1869 la stazione di Catania veniva collegata al fascio binari del porto della nuova Stazione di Catania Marittima mediante un raccordo in discesa lungo 914 metri. L'edificio di stazione costruito dalla Vittorio Emanuele era molto semplice e privo di tettoia e solo dopo il 1870 si pose mano alla costruzione definitiva[3] Il fascio binari della stazione venne interessato, lato mare dal collegamento ferroviario a scartamento ridotto della Ferrovia Circumetnea, dalla fermata di Catania Gaito alla stazione di Catania Porto attivato il 10 luglio 1898. Se fosse stata accolta la richiesta della FCE la stazione avrebbe avuto un tratto a doppio scartamento con inserzione nell'ultimo tratto della Messina Catania (a quel tempo gestita dalla Società Sicula).

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Venne invece costruito un viadotto in ferro a due travate per sovrappassare la detta linea ferrata all'altezza degli scambi di ingresso proseguendo il rilevato in discesa fino ad affiancarsi al XXIII° binario (della stazione Centrale di Catania) con un semplice marciapiedi per la fermata proseguendo fino al porto quasi a filo del mare. Il viadotto in ferro è stato demolito alla fine degli anni ottanta durante i lavori di costruzione del ramo di metropolitana.

La stazione ha subito un primo ampliamento all'inizio degli anni sessanta quando in conseguenza dell'elettrificazione della Messina-Catania è stato anche ampliato il fascio dei binari (lato Sud) con la creazione di una diga sul mare che ha consentito il prolungamento dei binari di stazione. Nell'occasione vennero realizzate anche le pensiline sui marciapiedi esterni. Un'ulteriore ampliamento del fascio viaggiatori, portando da 7 a 9 i binari dedicati, è avvenuto a metà degli anni settanta in conseguenza della maggiore richiesta di trasporto pendolare. Nello stesso periodo gli apparati di stazione sono stati centralizzati in un'unica grande cabina di comando ACEI eliminando definitivamente le due vecchie cabine di comando ACI "A" e "B". Il programma di ristrutturazione del "Nodo Catania" in corso di realizzazione prevede l'abbandono della localizzazione attuale del fascio binari, con l'interramento già approvato dei binari della stazione. Il fabbricato attuale tuttavia verrà conservato.

Strutture e impianti[modifica | modifica sorgente]

Vista dalla Metro in corsa
Mappa di Catania del 1919 con il percorso ferroviario (in nero) tra le due stazioni cittadine e gli Archi della Marina ed il tracciato tramviario (in rosso)

Il fascio binari comprende nove binari per servizio viaggiatori muniti delle classiche pensiline in calcestruzzo armato e un fascio di quindici binari per servizio merci e di ricovero con plateau di pulizia e lavaggio delle carrozze viaggiatori ormai del tutto inattivo. Esiste anche un fascio di binari tronchi per carico e scarico di merci e per l'imbarco delle automobili a seguito, affiancato al fascio viaggiatori, sul lato a nord-ovest della stazione, inattivo da tempo a causa della soppressione dei servizi auto a seguito di Trenitalia. Lo scalo merci attiguo alla centrale un tempo era fortemente utilizzato per il movimento dei carri merce in arrivo e in partenza anche in conseguenza della presenza di numerose industrie di lavorazione e raffinazione di prodotti zolfiferi affiancate alla ferrovia. A est un piccolo fascio binari di cui uno attrezzato di segnali per le partenze di treni non molto lunghi in direzione Acquicella. Affiancata all'ultimo binario, ma separata da recinzione, si trova la fermata della Metropolitana di Catania a cui si accede mediante il sottopassaggio centrale della stazione.

A nord-est della stazione si trova, collegato ad essa, il Deposito Locomotive di Catania a cui si può accedere dai vari binari lato nord. Il binario 15 è direttamente collegato all'uscita del deposito.

La stazione di Catania Centrale fa parte del gruppo Centostazioni.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Catania Centrale consiste di un notevole fabbricato, sottoposto a vincolo dei Beni Culturali, in stile caratteristico "ferroviario" con un corpo centrale elevato a due piani, affiancato da due corpi laterali allungati. Dal lato della piazza il corpo centrale si allarga in un loggione ad archi per la discesa protetta dei viaggiatori dalle carrozze a cavalli dell'epoca della costruzione e fino a tempi abbastanza recenti utilizzato ancora per lo stesso uso ma con gli autoveicoli.

Ortogonalmente ad esso, a nord-ovest, al limite della piazza Giovanni XXIII° un altro edificio a tre piani di stile similare ma di minor pregio adibito essenzialmente ad uffici e servizi. L'edificio di stazione ha subito nel tempo numerosi rimaneggiamenti e restauri che ne hanno mutato la struttura interna in maniera molto consistente conservandone invece l'aspetto esterno.

La posizione in cui si trova, elevata su una scogliera lavica, detta del "Larmisi", consente una panoramica del golfo di Catania con la visione del porto.

Adiacente alla stazione è il viadotto, ferroviario a doppio binario, ad archi in muratura detto "Archi della Marina" che sovrappassa le vie cittadine fino all'inizio della galleria dell'Acquicella. Sul lato sud della Piazza Giovanni XXIII si trova la monumentale Fontana di Proserpina con un gruppo scultoreo in cemento che raffigura appunto il ratto della dea da parte di Ade. L'opera venne inaugurata nel 1904 e realizzata da Giulio Moschetti.

Nel corso dell'ultimo decennio l'edificio di stazione ha subito un radicale rinnovamento interno, nell'ambito dei progetti di valorizzazione del patrimonio immobiliare di Centostazioni, ed un restauro esterno conservativo. La fruibilità interna ne è stata ampiamente aumentata mediante la realizzazione di un continuum ambientale di collegamento interno operato mediante apertura di passaggi tra gli ambienti adiacenti alla piazza Giovanni XXIII. Sono stati realizzati ambienti ad uso commerciale per negozi, agenzie viaggi ed esercizi vari. L'uso di materiali edili come il basalto tagliato e la pietra calcarea chiara si è perfettamente armonizzato all'esistente struttura.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

La stazione è dotata di Ufficio relazioni con il pubblico, Ufficio Turistico, ed alcuni esercizi commerciali.

  • Biglietteria a sportello Biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica
  • Sala d'Attesa Sala d'attesa
  • Bar Bar
  • Servizi igienici Servizi igienici
  • Aiga restaurant inv.svg Ristorante
  • Ufficio informazioni turistiche Ufficio informazioni turistiche
  • Polizia Ferroviaria Posto di Polizia ferroviaria

Interscambi[modifica | modifica sorgente]

Tramite il sottopassaggio delle stazione avviene l'interscambio passeggeri con la Metropolitana di Catania gestita dalla FCE con la quale si realizza anche il diretto collegamento con le località del circondario etneo raggiunte dalla ferrovia Circumetnea mediante cambio a Catania Borgo.

La piazza esterna è il punto di interscambio con le principali linee urbane dell'Azienda Municipale Trasporti (AMT) di Catania

Nella parte centrale e settentrionale della piazza Giovanni XXIII si trova il capolinea delle maggiori autolinee di trasporto interurbano come AST, SAIS Autolinee e Interbus. Adiacente al fabbricato di stazione vi è il servizio taxi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

A fianco dell'edificio di stazione, sul lato sud del marciapiede del primo binario è esposta, come monumento, la locomotiva a vapore a cremagliera R.370.012

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Benedetto e Antonino Cristoadoro, Cronaca di Catania (1807-1894) manoscritto presso Biblioteca universitaria regionale di Catania Mss Arm 4.186-213 citato in Giuseppe Giarrizzo,Catania editori LaTerza.1986 p.7
  2. ^ Romualdo Giuffrida, Lo Stato e le ferrovie in Sicilia (1860-1895). Editore Sciascia, Caltanissetta, 1986 pp.21-22
  3. ^ Il Giarrizzo lo definisce una grande baracca nel suo volume Catania, editori LaTerza p.10

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Giarrizzo, Catania, Bari, editori LaTerza, 1986.
  • Romualdo Giuffrida, Lo Stato e le ferrovie in Sicilia (1860-1895), Caltanissetta, Editore Sciascia, 1986. pp. 21-22</ref>
  • Aldo Lo Monte, Giuseppe Sergi, Città e binari: Catania, in "I Treni Oggi" n. 27 (febbraio 1983).
  • Massimo Inzerilli, Ritorno a Catania, in "I Treni" n. 245 (febbraio 2003), pp. 9-13.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Catania Centrale
Direzione Stazione precedente Ferrovia Stazione successiva Direzione
Messina TriangleArrow-Left.svg Catania Ognina Pfeil links.svg Messina-Siracusa
Catania-Agrigento
Catania-Gela
 (240+714)
Pfeil rechts.svg Catania Acquicella TriangleArrow-Right.svg Siracusa
Agrigento
Gela
Circumetnea
 (x+xxx)
Pfeil rechts.svg Catania Borgo TriangleArrow-Right.svg Riposto