Società Vittorio Emanuele

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Società Vittorio Emanuele
Stato bandiera Regno d'Italia
Fondazione 1853 a Torino
Fondata da Carlo Laffitte, N. Bixio
Chiusura 1871
Settore infrastrutture e trasporti ferroviari
Note dal 1865 rinominata Società per le Strade Ferrate Calabro-Sicule
Tra 1871 e 1873 riscatto e confluenza in Società italiana per le strade ferrate meridionali.

La Società Vittorio Emanuele è una società di costruzione ed esercizio di linee ferroviarie fondata in Piemonte nel 1853 ed oggi non più esistente. Dopo il 1865 prese il nome di Società per le Strade Ferrate Calabro-Sicule.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società ebbe le sue origini dalla necessità di collegare il Piemonte alla Savoia attraversando la barriera delle Alpi mediante un tunnel sotto il Moncenisio. Nel 1853 la Società Laffitte e Bixio avanzò al governo piemontese la proposta di costruzione di una ferrovia che, partendo da Modane e passando per Chambéry raggiungesse Ginevra; tale linea avrebbe preso il nome di Strada ferrata Vittorio Emanuele. Con il Regio decreto del 25 maggio del 1853 il progetto venne autorizzato con la conseguente costituzione della Società della ferrovia Vittorio Emanuele. La concessione prevedeva anche una diramazione verso Saint-Genis-d'Aoste e la frontiera francese e per Aix-les-Bains e Annecy, verso la frontiera con il cantone di Ginevra.

La società Vittorio Emanuele, alcuni anni dopo si fuse con la società che eserciva la linea Torino-Novara, conservando lo stesso nome di "Vittorio Emanuele"; vennero incorporate anche le linee della Savoia e la Torino-Susa affidatale in concessione dal governo sabaudo.

Quando la Savoia venne ceduta alla Francia nel 1861 la Società Vittorio Emanuele si trovò nella difficile condizione di avere la propria rete divisa in due stati diversi dal nuovo confine; propose quindi al (nuovo) governo italiano di rilevarne le linee e di poter assumere la costruzione della futura rete calabro-sicula. Questo venne poi definito nel corso dell'applicazione della legge 2279 del 14 maggio 1865 con cui si affidava alla suddetta società la concessione per la costruzione e l'esercizio delle future ferrovie calabro-sicule.

La Vittorio Emanuele ottenne quindi la concessione delle linee calabro-sicule cedendo allo Stato le proprie tratte ferroviarie Torino-Susa e Torino-Novara.

La società, presieduta da Carlo Laffitte, era stata costituita con capitale interamente francese; quando ebbe ottenuta la concessione per la costruzione e l'esercizio delle linee ferroviarie calabro-sicule sostituì la Società Adami e Lemmi dei banchieri Pietro Augusto Adami e Adriano Lemmi di Livorno che pur avendo ottenuto con decreto dittatoriale del governo provvisorio di Garibaldi del 25 settembre 1860 la concessione per la costruzione delle ferrovie dell'Italia meridionale e insulare aveva però in seguito incontrato l'opposizione del nuovo governo italiano. La Società Vittorio Emanuele subentrò facilmente alla Società Adami e Lemmi anche perché era già proprietaria di una consistente partecipazione azionaria in quest'ultima.

Il 27 agosto 1863 affidò quindi la costruzione delle nuove linee ferroviarie a una società formata dai signori Parent, Schaken e C. e Salamanca che, il 25 settembre successivo, la subconcessero a un'ulteriore società in accomandita semplice formata dai signori Vitali, Picard, Charles e C. che era stata costituita a Parigi il 24 agosto 1862 i cui soci accomandanti erano Parent, Schaken e C. e gli accomandatari Vitali, Picard, Charles e Oscar Stevens. Quest'ultima società appaltò ulteriormente la costruzione dei tronchi ferroviari Alcantara-Catania, Catania-Siracusa, ed i lavori della Stazione di Catania Centrale all'impresa Beltrami Gallone e C.

Nel 1866 non riuscendo a portare avanti i lavori per motivi finanziari, la Società Vittorio Emanuele pose in liquidazione, per scadenza di termini, la Società Vitali, Picard, Charles e C. Il 29 novembre 1866 la Vittorio Emanuele stipulava una nuova convenzione con l'Impresa Generale per la costruzione delle strade ferrate calabro-sicule per continuare i lavori della Messina-Siracusa e della Palermo-Catania (tronco Termini-Lercara di km 40). Nel contempo venivano portati avanti anche i lavori di costruzione delle varie tratte della linea jonica (da Taranto a Reggio Calabria via Metaponto) che, iniziati nel 1866, si conclusero solo nel 1875 dopo l'affidamento alla Società per le strade ferrate meridionali e il finanziamento diretto da parte dello stato.

Il motivo per cui l'imprenditoria straniera (il capitale era in massima parte francese) era così interessata alle nuove infrastrutture era determinato dal fatto di potersi collegare ai centri minerari più ricchi di zolfo, dato che a quel tempo la Sicilia era il maggior produttore mondiale del prezioso minerale, primato che alcuni decenni dopo sarebbe passato al Texas, e poterlo trasportare verso i porti di imbarco di Palermo, Porto Empedocle, Licata e Catania.
Anche lo studio dei tortuosi tracciati e la priorità seguita nella scelta dei tronchi da attivare fu condizionato sostanzialmente da tali presupposti. Tali scelte determinarono in non pochi casi allungamenti notevoli del tracciato complessivo con effetti oltremodo negativi a lungo termine.

Qualche anno dopo tuttavia, alle soglie degli anni settanta, i lavori di costruzione delle linee si arenarono nuovamente per le difficoltà economiche della società e lo Stato dovette intervenire per proseguire, con propri stanziamenti di capitali, i lavori affidandoli alla Società Italiana per le strade ferrate meridionali.

Linee ferroviarie costruite[modifica | modifica wikitesto]

Linee della Sicilia:

Linee del 1° periodo[modifica | modifica wikitesto]

  • Messina-Catania, chilometri 96 (inaugurazione 1866-1867)
  • Catania-Siracusa, chilometri 87 (inaugurazione 1869-1871)
  • (Palermo)-Termini-Lercara Bassa, chilometri 76 (inaug.1863-1870)
  • Catania-Leonforte, chilometri 70 (inaugurazione 1869-1870)

Totale Km. 329, costruiti dalla società Vittorio Emanuele.

Il tronco Palermo-Bagheria, inaugurato il 28 aprile 1863, fu il primo tronco della rete calabro-sicula.

Linee del 2° periodo[modifica | modifica wikitesto]

Totale km 220, costruiti in Sicilia con il finanziamento dello Stato e completati dopo il fallimento della Vittorio Emanuele a seguito dell'affidamento degli stessi alla Società Italiana per le strade ferrate meridionali.

Linee della Calabria:

Apertura all'esercizio[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1881 avveniva il collegamento tra Palermo e Catania con trasbordo su diligenza in corrispondenza della galleria.

Rotabili[modifica | modifica wikitesto]

Al momento dell'inaugurazione del primo tronco siciliano, Palermo-Bagheria (28 aprile 1863) erano presenti le locomotive a vapore denominate Archimede, Diodoro e Novelli, costruite dall'Ansaldo. Queste macchine, numerate SFCS 1-3, nel 1885 cedute alla Rete Mediterranea che le numerò RM 2764-2766, confluirono infine nel gruppo 113 delle Ferrovie dello Stato, come FS 1147-1148 (la n. 1 era stata già demolita), e vennero demolite entro il 1907. [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Crisafulli, Quali locomotive inaugurarono la Palermo-Bagheria? in Ingegneria ferroviaria, 60 (2005), n. 11, p. 951-953

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]