Potenze dell'Asse
██ Alleati
██ Alleati dopo l'attacco a Pearl Harbor
██ Potenze dell'Asse
██ Paesi neutrali
L'espressione potenze dell'Asse, o semplicemente Asse, è usata per indicare l'insieme delle nazioni che parteciparono alla seconda guerra mondiale in opposizione agli Alleati. A dare popolarità al termine fu Benito Mussolini che, durante un discorso tenuto a Milano il 1º novembre 1936, definì "asse" l'intesa stipulata il precedente 25 ottobre tra la Germania ed il Regno d'Italia, chiamata per questo motivo "Asse Roma-Berlino". Il successivo Patto d'Acciaio, stipulato dalle due potenze il 22 maggio 1939, rappresentò il primo nucleo dell'alleanza militare, poi estesa anche all'Impero giapponese con il Patto Tripartito del 27 settembre 1940 (detto anche "Asse Roma-Berlino-Tokyo"). Successivamente anche altri Stati entrarono a far parte della coalizione aderendo al Patto Tripartito.
L'Asse, formato dalle nazioni insoddisfatte dell'assetto geo-politico venutosi a creare in seguito alla prima guerra mondiale, e cementato dalle affinità ideologiche dei regimi autoritari che le governavano, mirava a costituire un "Nuovo Ordine" che avrebbe visto la supremazia della Germania in Europa, dell'Italia nel Mediterraneo, e del Giappone nell'Estremo Oriente. Sul piano politico mirava a contrastare il capitalismo delle democrazie occidentali (Regno Unito, Francia e Stati Uniti) ed il comunismo dell'Unione Sovietica.
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[modifica] Genesi e sviluppo dell'Asse
Le cause della formazione dell'Asse risiedono nel malcontento di diverse nazioni verso il trattato di Versailles, che nel 1919 concluse la prima guerra mondiale inaugurando un turbolento ventennio di pace. La Germania, uscita sconfitta dal conflitto, era la principale potenza scontenta del trattato, dalle cui clausole era fortemente penalizzata. Tuttavia la sua ammissione presso la Società delle Nazioni, avvenuta nel 1926 dopo l'entrata in vigore del patto di Locarno, diede inizio ad un periodo di collaborazione con i vincitori lasciando intravedere il consolidamento dell'equilibrio di Versailles. Questo processo di pacificazione fu bruscamente interrotto nel 1933 con l'avvento al potere del partito nazionalsocialista di Adolf Hitler, che aveva costruito il suo successo politico sullo spirito di rivalsa di larga parte del popolo tedesco, da lui alimentato attraverso una violenta campagna contro i cosiddetti "criminali di novembre" (le autorità che nel 1918 avevano trattato la resa dell'Impero tedesco) e le gravose condizioni di pace imposte dalle potenze vincitrici. Sostenendo di dover difendere l'integrità territoriale della Germania dalle aggressioni degli Stati confinanti, Hitler diede inizio ad una politica di riarmo in aperta violazione dei trattati.
Tra le nazioni scontente dell'equilibrio realizzato a Versailles c'era anche il Giappone, che non aveva ottenuto dalla vittoria i vantaggi sperati, ed a cui fu negato il riconoscimento di una posizione di parità con le potenze occidentali. Il malcontento nipponico aumentò quando il trattato navale di Washington del 1922 relegò la potenza asiatica in uno stato di subalternità rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, limitando il tonnellaggio della Marina imperiale giapponese ad un rapporto di tre quinti rispetto a quello concesso alla US Navy e alla Royal Navy.[1] Mosso da ambizioni egemoniche verso l'Asia orientale, il governo di Tokyo intraprese una politica espansionistica ai danni della Cina, a cui negli anni 1931-1932 riuscì a sottrarre la regione della Manciuria istituendovi un proprio Stato fantoccio: il Manciukuò. La Società delle Nazioni, chiamata ad intervenire dal governo cinese, emanò una risoluzione di condanna contro il Giappone, che reagì abbandonando l'organismo nel marzo 1933. La Germania nazionalsocialista seguì l'esempio nipponico il 14 ottobre dello stesso anno, in seguito al fallimento della Conferenza di Ginevra sul disarmo.
Negli anni successivi anche l'Italia fascista, che considerava la propria una "vittoria mutilata" dal parziale inadempimento del patto di Londra da parte delle altre potenze vincitrici, assunse un atteggiamento "revisionista" verso il trattato di Versailles. Benito Mussolini, in un primo momento ostile ai piani di Hitler, tanto da animare il fronte di Stresa (1935) per impedire l'annessione della Repubblica austriaca al Reich, si spostò su posizioni filo-tedesche in seguito alla guerra d'Etiopia (1935-1936). L'invasione dell'unico Stato africano indipendente, da tempo oggetto delle mire colonialiste italiane, fu condannata della Società delle Nazioni, che approvò delle sanzioni economiche contro l'Italia provocandone l'isolamento internazionale. Rotti i rapporti con Francia e Regno Unito, che fino a quel momento avevano visto in lui un argine contro l'espansionismo tedesco, Mussolini fu gradualmente attratto nell'orbita della Germania hitleriana, rinunciando a difendere l'indipendenza dell'Austria e partecipando al fianco dei tedeschi alla guerra civile spagnola (1936-1939), con l'invio di ingenti aiuti militari agli insorti nazionalisti del generale Francisco Franco.
Il 24 ottobre 1936 la Germania riconobbe la sovranità italiana sull'Etiopia, ed il giorno successivo il ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano ed il suo omologo tedesco Konstantin von Neurath siglarono i protocolli di Berlino (detti anche "protocolli d'ottobre"), un trattato d'amicizia che Mussolini annunciò il successivo 1º novembre in piazza del Duomo a Milano:
| « Gli incontri di Berlino hanno avuto come risultato una intesa fra i due paesi su determinati problemi, alcuni dei quali particolarmente scottanti in questi giorni. Ma queste intese, che sono state consacrate in appositi verbali debitamente firmati, questa verticale Berlino-Roma non è un diaframma, è piuttosto un asse attorno al quale possono collaborare tutti gli Stati europei animati da volontà di collaborazione e di pace.[2] » |
Lo stesso anno, grazie agli uffici dei diplomatici Joachim von Ribbentrop e Hiroshi Oshima, il 25 novembre 1936 la Germania ed il Giappone intensificarono i loro rapporti stipulando il Patto anticomintern in funzione anticomunista. Nel maggio 1937, dopo un colloquio con Hitler avvenuto durante il tradizionale raduno di Norimberga del partito nazionalsocialista, il principe Yasuhito Chichibu, fratello dell'Imperatore Hirohito, si convinse della necessità di un'alleanza militare tra le due potenze ed inviò diverse lettere in patria per sollecitarne la creazione. Durante l'autunno seguente si rafforzò anche l'intesa italo-tedesca: il 28 settembre Mussolini tenne un discorso a Berlino in cui evidenziò le caratteristiche comuni di fascismo e nazionalsocialismo, e parlò di «riaffermazione solenne dell'esistenza e della solidità dell'Asse Roma-Berlino»[3]; quindi il 6 novembre anche l'Italia aderì al Patto anticomintern.
Dopo il benestare di Mussolini all'Anschluss (marzo 1938) ed il ruolo da lui svolto in occasione della conferenza di Monaco (settembre 1938), dove in veste di mediatore riuscì a fare in modo che Gran Bretagna e Francia accettassero l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia, l'amicizia tra Italia e Germania si consolidò fino alla sua evoluzione in una vera e propria alleanza militare con il Patto d'Acciaio, concluso a Berlino il 22 maggio 1939 dai ministri degli Esteri Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop. Circa quattro mesi dopo, con l'invasione tedesca della Polonia, ebbe inizio la seconda guerra mondiale, ma l'Italia, militarmente impreparata, rimase neutrale fino al 10 giugno 1940.
Il Giappone invece, impegnato già dal 1937 nella guerra contro la Cina, riconosciuti i preminenti interessi tedeschi ed italiani in Europa, e ricevuto analogo riconoscimento per l'Asia, entrò nella coalizione stipulando il Patto Tripartito, firmato anche questo nella capitale tedesca il 27 settembre 1940.
Nel corso del conflitto entrarono a far parte dell'Asse anche altre nazioni: Ungheria (20 novembre 1940), Romania (23 novembre 1940), Slovacchia (24 novembre 1940) e Bulgaria (1º marzo 1941). La Jugoslavia si unisce il 25 marzo 1941, ma un colpo di stato supportato dai britannici due giorni dopo mette in dubbio la partecipazione della Jugoslavia. Anche se re Pietro II di Jugoslavia conferma la sua adesione al trattato, la Jugoslavia viene occupata dalle truppe tedesche nell'aprile 1941.
Quando l'Italia l'8 settembre 1943 si schiera al fianco degli Alleati, esce dall'Asse ed il 13 ottobre 1943 dichiara guerra alla Germania; la Repubblica Sociale Italiana, dopo la sua istituzione, avvenuta il 23 settembre 1943, si schiera al fianco dei tedeschi. Anche se nell'uso comune gli Alleati indicavano la Finlandia come uno stato dell'Asse, essa non ne fece mai direttamente parte: la sua relazione con la Germania, durante la Guerra di Continuazione (1941 - 1944), era di cobelligeranza.
[modifica] Potenze dell'Asse ed alleate
[modifica] Grandi potenze
Germania: 22 maggio 1939 - 8 maggio 1945
Regno d'Italia: 22 maggio 1939 fino all'8 settembre 1943
Giappone: 27 settembre 1940 - 2 settembre 1945[4]
[modifica] Potenze secondarie
Ungheria: 20 novembre 1940
Romania: 23 novembre 1940 - 23 agosto 1944 (dichiara guerra alla Germania e si unisce agli Alleati).
Bulgaria: 1 marzo 1941 - 8 settembre 1944 (dichiara guerra alla Germania e si allea con l'URSS)
[modifica] Nazioni cobelligeranti
Finlandia (coinvolta nella Guerra di continuazione)
Siam (rapporto di alleanza col Giappone)
[modifica] Governi manovrati dalla Germania
Repubblica Slovacca (creato dalla Germania sciogliendo la Cecoslovacchia)
Estonia (1941-1944) (durata dell'operazione Barbarossa)
Lettonia (1941-1944) (durata dell'operazione Barbarossa)
Lituania (1941-1944) (durata dell'operazione Barbarossa)
Croazia (creato dalla Germania sciogliendo la Jugoslavia)
Repubblica Sociale Italiana (dopo la sua istituzione, 23 settembre 1943)
Serbia (governo serbo civile sotto occupazione militare tedesca dopo il 1941)
Comitato Nazionale Ucraino (governo ucraino in esilio in Germania - 1945)
Repubblica di Lokot (1941 - 1943)
Consiglio Centrale Bielorusso (1941 - 1944)
[modifica] Governi manovrati dall'Italia
Montenegro (governo montenegrino manovrato dall'Italia tra il 1941 e il 1943)
Principato del Pindo e Voivodato di Macedonia (principato creato dall'esercito italiano durante l'occupazione della Grecia nel 1941)
[modifica] Governi manovrati dal Giappone
Manciukuò (creato dal Giappone nella Manciuria tolta alla Cina)
Cina di Nanchino (governo cinese manovrato dal Giappone)
Mengjiang (governo mongolo manovrato dal Giappone)
Governo dell'India Libera
Birmania (invasa dal Giappone dal 1942 al luglio 1945)
Filippine
Vietnam
Cambogia
Laos
[modifica] Stati simpatizzanti
Spagna (governo autoritario di Francisco Franco spalleggiato dall'Asse durante la Guerra Civile, collaborante all'invasione della Russia tramite la Divisione Blu)
Portogallo (governo nazionalista di Antonio Salazar ondivago fra simpatie ideologiche per la Germania e amicizie internazionali con la Gran Bretagna)
Francia di Vichy (governo autoritario in carica dal 10 luglio 1940 al 20 agosto 1944 insediatosi dopo la resa della Francia alla Germania, ufficialmente neutrale ma sottoposto nel territorio metropolitano non occupato a forti pressioni tedesche; l'intero Paese venne poi occupato l'11 novembre 1942)
Iraq
[modifica] Nazioni occupate
Norvegia
Danimarca
Grecia
Regno d'Albania come Regno Albanese, sovrano re Vittorio Emanuele III sino all'8 settembre 1943, in seguito sotto l'occupazione della Germania nazista.
Belgio
Lussemburgo
Francia
Paesi Bassi
Polonia
[modifica] Note
- ^ Keegan, pp. 251-252.
- ^ Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna. Il Fascismo e le sue guerre, vol. 9, Feltrinelli, 1993, ISBN 88-07-80804-8, p. 402.
- ^ Discorso di Berlino del 28 settembre 1937.
- ^ L'Impero giapponese non era infatti un firmatario del Patto d'Acciaio, e si alleò con Germania e Italia con la stipula del Patto Tripartito
[modifica] Bibliografia
- John Keegan, Maurizio Pagliano (a cura di), La seconda guerra mondiale, Milano, RCS Libri, 2000. (Storia Universale del Corriere della Sera; 24)
- Jens Petersen, Hitler-Mussolini. Die Entstehung der Achse Berlin-Rom 1933-1936, Tubinga: Niemeyer, 1973. ISBN 978-3-484-80064-9
[modifica] Voci correlate
- Personaggi di spicco dell'Asse
- Personalità dell'Asse decorate con la Croce di Cavaliere
- Alleati della seconda guerra mondiale
[modifica] Altri progetti
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